Milano

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Opinione su "Milano"

pubblicata 10/09/2011 | kiaramar
Iscritto da : 30/11/-0001
Opinioni : 280
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Su di me :
Ottimo
Vantaggi c'è tutto....
Svantaggi ... anche il caos
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Milàn l'è un gran Milàn"

Ehhh Milano quanti ricordi, e pensare che da piccina pensavo “mamma mia fino a Milano…” e ora come mi sembra vicina!!!!
Ricordo ancora la prima volta che ci sono andata, una mia amica mi aveva portata al treno perché avevo detto ai miei che saremmo andati tutti insieme in montagna invece andavo a Milano in treno da sola dal mio ragazzo dell’epoca… che brutto quel viaggio in treno da sola ho cambiato 20mila posti per stare vicino alle vecchine di turno e che sospiro di sollievo ho tirato quando ho visto quel cosa là che mi aspettava…. Vabbè ma sono cose di cent’anni fa ormai. L’ultima volta che ci sono stata era un anno fa dopo anni di latitanza e sono rimasta sconvolta nel vedere la Stazione Centrale che ora sembra più un’astronave aliena, le innovazioni mi stanno bene ma, a parer mio, lì hanno esagerato.
Ma parliamo di lei… il patrono di Milano è Sant’Ambrogio (Sant’Ambroes) che si festeggia il 7 dicembre, per l’evento c’è sempre la famosa fiera degli O bej O bej dove si trova di tutto di più, dalle cose nuove alle cose usate. Il termine O bej O Bej che significa O belli O belli dovrebbe risalire al 1510 quando i bambini milanesi videro i doni che papa Pio IV (Giannetto Castiglioni) aveva portato.
Ovviamente il dialetto è il milanese ed è il capoluogo della Lombardia, la popolazione è molto vasta e multietnica, si trova di tutto di più.
La città venne fondata dagli Insubri nel VI secolo a. C. e conquistata da Roma nel 223 a. C.. il suo nome antico è Mediolanum (da qui la banca) e divenne uno dei centri principali dell’Impero romano d’Occidente.
Divenne centro sia culturale che politico e assunse un grande ruolo soprattutto durante il Rinascimento, e come capitale del Ducato di Milano e del Regno d’Italia.
Durante la rivoluzione industriale divenne anche capitale economica; assieme a Torino e Genova, fece parte del Triangolo industriale. La città conserva ancora oggi il suo primato, è una delle capitali della moda, del design industriale, sede del mercato finanziario, sede di università prestigiose e vanta il polo fieristico maggiore d’Europa.
Molto importante anche dal punto di vista dell’eiditoria sia libraria (ex Mondadori) sia informativa (ex Il Giornale, il Corriere della Sera, ecc…) che artistico (Ex la Scala).
Citata da Manzoni sia ne I promessi sposi che nella Storia della colonna infame, in entrambi venne descritta la grande peste del 1629/1630. Di quel periodo rimangono pochi segni, i bastioni che vennero demoliti tra il 1800 e il 1900, la chiesa barocca di San Giuseppe, il collegio Elvetico e la darsena di porta Ticinese.
Ebbe un ruolo molto importante anche durante le guerre mondiali, durante la seconda guerra mondiale venne praticamente rasa al suolo. Nella famosa settimana d’inferno (agosto 1943) un raid di 870 aerei inglesi distrusse la metà degli edifici. Fortunatamente la struttura urbanistica basata su larghi viali (che ancora oggi la caratterizza) impedì di fare i danni sperati.
I danni maggiori (a costruzioni storiche) vennero riportati dal Teatro della Scla, Palazzo Marino, la sede del Corriere della Sera, e la Pirelli, la galleria Vittorio Emanuele venne solo scoperchiata e il Duomo subì pochissimi danni (in pratica venne preso principalmente di mira il centro).
Altri edifici coinvolti furono il Castello Sforzesco, Santa Maria delle Grazie, Palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana e il Fatebenefratelli.
I simboli principali della città
Oh mia bela Madunina che te brilet de luntan tuta d’ora e piscinina ti te dominet Milàn….. ovviamente sto parlando della Madonnina del Duomo, andate a vederla perché da lì la vista è impareggiabile.
Dopo la ricostruzione accanto al Duomo dove sorgeva un grande magazzino andato totalmente distrutto nacque la Rinascente che deve il suo nome proprio alla guerra, doveva simboleggiare la rinascita dell’attività economica, e voi donne che aspettate?! Andateci non ve ne pentirete… io quando vado da sola a Milano mi ci perdo dentro.
E el Bisson dove lo lasciamo? In quanti si saranno chiesti come mai sia l’Inter che l’Alfa Romeo che la Fininvest (vi ricordate che un tempo c’era un pupazzo a forma di biscia su Canale 5?) hanno nel loro stemma una biscia? Questo simbolo fu l’emblema del casato dei Visconti (signorotti di Milano tra il 1200 e il 1300 circa).
Le date da ricordare invece sono:
8 marzo, le donne girano gratis sui mezzi non che abbia attinenza storica o che ma guardando bene è un bel risparmio :)
18/22 marzo per ricordare le Cinque Giornate di Milano teoricamente i mezzi circolano con il tricolore (io questa l’ho solo sentita, ci sono stata tante volte ma non mi pare di averlo mai visto)
18 aprile commemorazione dell’incidente aereo che danneggiò il Pirellone (abbastanza grosso ma credevo di più prima di vederlo)
8 ottobre commemorazione dell’incidente aereo di Linate
7 dicembre già descritto
12 dicembre commemorazione della strage di Piazza Fontana
Ma ora dopo tante belle parole voi vorrete sapere cosa vedere in una città così vasta giusto?! Beh non limitatevi a fare come qualcuno che fa un giretto sul filobus della circonvallazione poi non vede altro che palazzi osceni e pazzi che salgono e scendono.
Alle donnine consiglio il centro, c’è di tutto di più, io mi sono trovata bene alla Promod ma è una vita che non vado. Non scordatevi di visitare via Monte Napoleone anche se io ne sono rimasta delusa perché pensavo di trovare una stradona, la Rinascente… insomma lustratevi gli occhi sulle vetrine… PS per gli ometti c’è anche il negozio della Ferrari….
Suggerisco di visitare la città nel periodo natalizio, è un suicidio ma lo spettacolo che offrono le decorazioni del centro non hanno eguali secondo me.
Se invece state pensando ad una visita più dotta ci sono il Duomo, la Scala la Galleria Vittorio Emanuele. Il Castello Sforzesco, Sant’Ambrogio, Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo, lo stadio Giuseppe Meazza, dicono che sia bellissimo anche il Cimitero Monumentale anche se io non l’ho mai visto. Le pinacoteche di Brera e quella Ambrosiana. Ci sono anche parecchi parchi di cui forse il più famoso è Parco Sempione a due passi dallo Sforzesco.
A due passi dal centro c’è una chiesetta che non potete non visitare, non è sempre aperta ed è piccolissima ma dovete vederla; credo che sia l’opera più bella della città, si chiama Santa Maria presso San Satiro, di primo acchito entrando non si capisce bene di cosa sto parlando, bisogna “passeggiare” nella navata centrale per rendersi conto. L’artista che se ne occupò fu il Bramante che riuscì grazie ad un trompe-l’oeil a creare un abside dove non ci sarebbe stato nulla.
Delle antiche cinta murarie che attorniavano la città è rimasto ben poco, ci sono la porta medioevale (Porta Nuova), quella rinascimentale (Porta Romana ricordata anche da Svampa nella sua canzone “…Porta Romana bella Porta Romana… ci stan le ragazzine che te la danno…. ci stan le ragazzine che te la danno…. Prima la buona sera e poi la mano”) e quella neoclassica (Porta Venezia).
Molto belli sono anche Parco Ravizza e il parco Lambro ma che io non ho mai visitato.
I detriti della seconda guerra mondiale sono divenuti utili (se così possiamo dire) per creare un monticello in una città di per sé piatta, il Monte Stella.
Altro particolare da ricordare è l’idroscalo ricordato anche in parecchi film tra cui Sapore di mare 2, un bacino artificiale creato negli anni ’30 per gli idrovolanti e divenuto quasi subito sede di gare sportive e sfogo balneare per i cittadini tanto da essere considerato il mare dei milanesi.
Come già detto è sede di prestigiose università come la Bocconi e la Cattolica, il Politecnico e la Statale, proprio per questo motivo studenti da ogni parte d’Italia spesso decidono di lasciare i propri centri per rivoltarsi nella città Meneghina per studiare.
Milano è anche famosa per lo Zelig (teatro famoso per il cabaret e che ha lanciato molti personaggi).
Ma veniamo al cibo tipico:
Il risotto (la ricetta originale prevede zafferano, vino rosso e nervetti, ci sono poi variazioni sul tema).
Lla michetta (che si pronuncia michètta o mica in dialetto)
Il riso al salto (quello avanzato fatto saltare il giorno dopo magari col burro, che a me non piace)
La busecca (buséca in dialetto) che altro non è che trippa in umido.
La cassoela (maiale e verze)
Gli oss buss (ossi buchi) e magari cun la pulenta
La cotoletta alla milanese (la milanesa)
El vitell tonné (vitello tonnato)
Il grana e il gorgonzola
Ul panatton (panettone)
Purtroppo il progresso spesso rovina anche le cose belle, nell’introduzione avevo detto di essere rimasta delusa dalla stazione Centrale che un tempo adoravo, è stata arricchita di cose magari anche utili ma che l’hanno fatta diventare uno shuttle. La stazione sarebbe stata una delle opere architettoniche che avrei consigliato di vedere ma ora non più, venne progettata da Ulisse Stacchini nel 1911 ma terninata nel 1931 a causa della guerra. Lo stile liberty, le statue e i fregi che la caratterizzavano oramai hanno perso d’importanza perché attorniati da tapis roulant, led di varia intensità e colore… rimangono molto belli però i leoni che si possono ammirare fuori dalla stazione ai margini (visibili dal primo e dall’ultimo binario).
Molto comoda la città anche per chi non ha l’auto, o meglio, anche quelli che ce l’hanno la usano poco, i mezzi viaggiano sino a tarda notte e ripartono al mattino prestissimo e sono (ritardi a parte) molto rapidi. La città dispone di una fitta rete di tram, filobus, autobus (anche se rimasti pochi) ma ciò che rende la città ancora più comoda è la metropolitana divisa in tre linee. La rossa è la più antica, la verde la mezzana e la gialla quella più recente. A queste linee si è aggiunta anche la linea blu del passante ferroviario che non ho preso molte volte perché era ancora da ultimare quando frequentavo io la zona.
Addirittura ho dato uno sguardo alla zona in cui vivevo e ho stentato a riconoscerla, sono state apportate molte modifiche e soprattutto sono state create delle piste ciclabili utilissime che si aggiungono a quelli già esistenti dei navigli.
Curiosità:
Se guardate la città dall’alto sembra di vedere un tronco d’albero tagliato e il filobus (90 da una parte e 91 dall’altra) è archesi detto la Circonvallazione perché fa il giro della città.
Da poco c’è la possibilità di fare un tour guidato sul tram, un bel giro per la città da prenotare che parte o al mattino sino al primo pomeriggio (se non ricordo male) o al pomeriggio sino alla sera, sul mezzo ch’è il ristorante con tre menu uno di carne, uno di pesce e uno vegetariano ma non mi sono informata sui prezzi.
In conclusione se mi doveste chiedere se vivrei volentieri a Milano non saprei rispondere, sì nel senso che c’è tutto e praticamente sempre, no per il caos, perché mi sono abituata all’aria del lago e non so se ce al farei a vivere ancora in una città così. Una volta era la normalità ma forse anche perché ci stavo per poche ore o al massimo qualche giorno… so solo che vi consigli di visitarla se non lo avete ancora fatto perché è veramente bella.

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Commenti su questa Opinione

  • Ciobin pubblicata 13/09/2011
    eccellente
  • erratacorrige0 pubblicata 12/09/2011
    La tua ricerca è eccellente e curiosa, ma non tutti apprezzano vivere in una metropoli.
  • dhebora pubblicata 12/09/2011
    bella città ma non ci vivrei: troppo traffico :-)
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Su Ciao da: 28/07/2000