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Opinione su "Milano"

pubblicata 28/03/2005 | stf70
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Opinioni : 139
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Su di me :
Soddisfacente
Vantaggi Grande, multiforme e ricca di opportunità. A guardare bene, anche interessante sotto il profilo storico e cultutrale.
Svantaggi Grigia, fredda, caotica, inquinata e stressante. Sempre meno altruista e trascurata dai suoi abitanti e dalle istituzioni.
molto utile

"Impressioni in libertà sulla mia città"

Il Duomo... prima di essere impacchettato

Il Duomo... prima di essere impacchettato

Milano non è una madre amorevole. (Posso ben dirlo io che ci sono nato e la conosco bene). Non ti insegna a camminare passo per passo, ti butta in mezzo alla strada e ti urla nelle orecchie: "Corri!".

La fretta circola nelle arterie della città e dei suoi abitanti. Tutti corrono, sempre. Lo stress ed il nervosismo la fanno da padroni.

Il milanese ha una balia che presto impara ad amare ed odiare. L'automobile. Balia venerata e temuta dagli automobilisti, ma anche balia dei pedoni... anche se sarebbe meglio dire che i pedoni ne sono in balìa.
Ha le sue esigenze, l'auto. Parcheggi, carburante, tasse, manutenzione e tante tante altre spese. Eppure i milanesi non riescono a rinunciare al suo abbraccio che conforta ed al contempo isola, a quella piccola isola di privacy di cui ci circonda nel turbinoso mare della vita cittadina.
I mezzi pubblici ci sono, badate. Per girare la città sono anche efficienti. Non chiedetegli però di portarvi in orario al lavoro, specie se da fuori entrate in città, o se ne dovete uscire. Sono mezzi a misura di studente e di vagabondo, i nostri, non certo a misura di lavoratore o pendolare (con la sola eccezione delle linee metropolitane, che però non arrivano ovunque).

Milano non è solo fretta, automobili e stress. C'è anche grigiore, smog, tristezza... una fatica di vivere che si respira assieme alle polveri sottili e ha il sapore della sconfitta dell'umanità, del trionfo del progresso sul pensiero.

Ci sono anche le tante belle chiese, però. Opere d'arte prima che luoghi di culto, creazioni che testimoniano si fede, ma anche vitalità e desiderio di emergere, apparire e perdurare. Ne cito solo due, belle entrambe e caratteristiche nella loro totale diversità.
Il Duomo, agghindato di merletti di marmo e sorretto da possenti colonne che all'interno la fanno assomigliare ad una foresta millenaria inondata della luce policroma delle splendide vetrate. Una foresta piena di misteri, a conoscerlo o a voler ben guardare.
Sant Ambrogio, cupa e chiusa in se stessa con la sua romanica austerità ed i suoi capitelli con mostri appollaiati. Se il Duomo è luce, qui intravediamo il buio del peccato e la paura del male che si insinua nei cuori.

Ci sono poi i numerosi musei.
I più classici quello della Scienza e della Tecnica e Brera, li conosciamo un po' tutti. Ma c'è anche quello Egizio e quello del Risorgimento. C'era anche quello della tortura, alla pusterla di Sant Ambrogio. Purtroppo è stato chiuso, una delle stelle minori del firmamento della cultura milanese spenta senza motivo e contro ogni logica.

E tanti bei parchi.
Parco Sempione, col suo verde e i suoi monumenti, splendidamente inserito nella parte nobile della citta. Ma anche i tanti bei parchi periferici (Forlanini e Lambro, per citarne due), fruibili per esplorazioni a piedi ed in bicicletta e ricchi di laghetti, alberi frondosi e rilassanti distese d'erba.

Le frequenti mostre ed esposizioni.
Solo ora abbiamo in piazza del Duomo la mostra sugli anni cinquanta, con una cupola che contiene auto del periodo ed un bel Fiat G-91 in versione biposto che da solo merita una visita... per non parlare della carrozza del mitico settebello accostata al Duomo. Oltre a ciò, sempre a Palazzo Reale, una mostra sul Cerano e quella, davvero interessante, sui Fenici alla biblioteca di via Senato. Ne cito solo alcune, ma basta visitare il sito del Comune per apprezzare quanto spazio abbia ultimamente la cultura a Milano.

Le sfilate di moda.
Su questo argomento c'è poco da dire, Milano è la capitale italiana della moda. In realtà dell'argomento capisco poco e la cosa non sfiora che marginalmente il mio interesse... se non fosse per le modelle... ehm :).

Le fiere.
Impossibile fingere che la Fiera di Milano non esista, proprio ora sta per essere inaugurato il polo esterno a Rho - Pero, ma ancora per un po' il suo cuore pulserà nell'omonimo quartiere cittadino, immensa distesa destinata ai sogni, alle scoperte ed alle novità. Come non citare la SMAU per chi si ammazza di lavoro, l'Artigiano in Fiera per chi gradisce dilapidare soldini in cose belle e uniche, il Salone dei Sapori per chi, come me, apprezza il buon cibarsi... ce n'è per tutti i gusti.

Ma quello che più conta è citare i tanti piccoli scorci magici ben nascosti agli occhi distratti dei milanesi quanto agli ignari turisti.
Una facciata ed un giardino di via Settembrini, i ruderi paleocristiani sotto il sagrato del Duomo, alcuni angoli di parco Sempione poco lontano dal Castello Sforzesco, il panorama dal monte Stella la sera, la magia di un parchetto di periferia punteggiato di ippocastani...

Milano è anche scoperta, esplorazione strada per strada di realtà diverse.
C'è il quartiere cinese, ci sono le case di ringhiera di una volta ed i grandi palazzoni di uffici, persino qualche ardito grattacielo. Troviamo luoghi aperti e luminosi ed altri tristi e oscuri.
C'è il naviglio col suo scorrere placido che abbraccia la città... meno di un tempo purtroppo, quando Milano era una città d'acqua di rara bellezza. Ora i suoi corsi d'acqua sono per lo più sommersi dall'asfalto delle vie di scorrimento veloce che non scorrono, arterie grigie infestate di traffico per le quali nessuna cura sembra funzionare.
Ci sono i tanti ruderi della città industriale che fu ed i tanti lavori tesi a farli sparire per trasformare tutto in case e uffici. Milano diventa terziario, servizi... a chi li fornirà poi questi servizi, se nessuno più produce cose e prodotti?


E' ora di chiudere, mi sono dilungato anche troppo in questo mio personalissimo ritratto di Milano. Dirò ancora che questa città è una madre fredda e distaccata, ma non disdegna di adottare figli e figliastri da ogni dove. Offre meno di un tempo, ma è ancora generosa di opportunità. Del resto, se attira a se ogni giorno buona parte del mondo che la circonda ci sarà un motivo.


In fin dai conti amo Milano. Non ho mai imparato a correre molto bene e non ho ricevuto molto da lei, ma amo quel che è stata ancora fino agli anni della mia infanzia. Ogni tanto mi illudo anche che possa tornare ad essere la bella Milano del cuore in mano, come mi sembra di scorgere in occasionali piccoli gesti e situazioni.

Illusioni, forse. Per ora continuo a lamentarmi e mi divido tra amore ed odio, oscillando tra gli estremi a seconda dei giorni. Per lo più è amore, però.
Come qualche sera fa tornando da un paesello dell'hinterland verso Milano, correndo incontro al tramonto che la faceva arrossire quasi fosse una bella ragazza al primo appuntamento. In lontananza, a nord, sembrava di poter toccare le montagne che di rado si riescono ancora a vedere tra lo smog che rende cupi i cieli milanesi. Nei viali la luce rossiccia giocava coi rami spogli e le tante facciate a piastrelle disegnavano dardi infuocati che saettavano tra il traffico quasi bloccato e la gente indaffarata.
Come potevo evitare di amarla in una serata così?

Nota: opinione dedicata a chi mi ha chiesto per mesi di scriverla... si, a te ed anche a quell'altro li dietro :).
Con quest'ultimo piacevole sforzo ho pagato il mio debito. Ora posso tornare all'ombra della mia quercia preferita, godendomi la placida quiete della foresta.


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Commenti su questa Opinione

  • 123paolocesare pubblicata 11/01/2012
    grazie
  • ursula78 pubblicata 10/10/2007
    La amo, di notte. Solo di notte, la amo.
  • nordkapp pubblicata 15/06/2006
    Che città triste!
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Su Ciao da: 28/07/2000