Milano

Immagini della community

Milano

> Vedi le caratteristiche

77% positiva

155 opinioni degli utenti

La tua offerte non ha dato alcun risultato

Opinione su "Milano"

pubblicata 01/12/2006 | sgtPippo
Iscritto da : 30/11/-0001
Opinioni : 54
Fiducie ricevute : 0
Su di me :
Ottimo
Vantaggi !
Svantaggi ?
molto utile
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Nebbia, Tram e Madonnina"

Piacenza, stazione di Piacenza. Treno interregionale delle nove e zero-sette è in partenza dal binario tre. Ferma a Lodi, Milano Rogoredo , Milano Lambrate.
La giornata offre cielo grigio e acquerugiola impalpabile, meglio nota qui a Piacenza come scarnebbia. D'altra parte è la sua stagione, è il suo momento, ci si sta preparando alla cattiva stagione: in una giornata come questa le luci di Natale danno il meglio di sé, specialmente all'imbrunire. E' la giornata tipo per cogliere l'essenza di Milano, poeticamente metropoli soprattutto d'autunno.

Sembra un controsenso voler scegliere queste luci e questi colori per descrivere la mia città italiana preferita (dopo Piacenza, si intende), ma Milano è così, imperscrutabile e nascosta a chi non la sa guardare.
Molti la definiscono una città brutta, caotica, inquinata. Ho sentito persino che non offre monumenti né storia, solo il grande shopping. In realtà invece siamo di fronte a una città straordinaria, che presenta storia, cultura, eventi, sport, vita. E poi sì, c'è anche lo shopping: non si creda che io sia immune al fascino degli acquisti, anzi. Talvolta a Milano il mio Bancomat tossisce, e non per le polveri sottili.

A Milano si va in treno, se non si hanno programmi per la tarda serata. Così si legge e si guarda la campagna piatta e squallida scorrere via dai finestrini per lasciar posto alla maestosità della copertura metallica della stazione centrale. A Milano è sempre piovuto molto, pare.

La gente corre, va, zampetta e incede con la presunzione di chi porta un trolley appresso e con una mano regge l'ombrello pieghevole, portato quantomeno per scaramanzia. Già si vedono un'infinità di mondi qua in stazione. La tipica e suggestiva provincia italiana è a soli settantadue chilometri da qua, ma sembrano anni luce.
Ho in tasca un carnet usato solo a metà, si potrebbe andare a Lanza, con la verde, quindi passare per Brera, Cadorna, e giù per corso Magenta. Si potrebbe anche andare fino in zona Cattolica, S.Ambrogio, per poi trovarsi in via Torino e quindi in Duomo a vedere i giapponesi che danno da mangiare ai piccioni.
Potrei anche prendere la gialla andare fino a Porta Romana e poi venire più in centro a piedi…
Milano è la rossa, la verde e la gialla: ogni cosa, ogni figura, ogni pubblicità è corredata da una M in campo rosso, basta guardarsi intorno. Una mia impressione è che la rossa sia del popolo, la verde degli studenti e dei giovani, la gialla dello shopping e dei professionisti, ma deve essere solo un'idea mia, non andatelo a dire troppo in giro.

Meglio andare a piedi, è sempre strada facendo, in senso letterale, che si scoprono le qualità nascoste di un posto. E Milano è un grande videogioco, e sono solo al primo livello. Rimane un dubbio: vado a vedere il gran bazar che è corso Buenos Aires o la severa via Turati?
Certo è che venendo in giù per il Corso potrei fare anche una scappata a vedere se ci sono ancora i fenicotteri dalle parti di Corso Venezia… potrei scoprire che alcuni negozi con prosopopea sono in realtà a buon mercato, altri che sembrano straccivendoli in realtà sono boutique camuffate. Posso andare a vedere se in quella libreria ci sono tutti i libri, anche le novità al 30%. L'ingresso nel mondo del grande shopping sarà festoso e alla mano, passando per Piazza San Babila e "il Corso" potrò rendermi conto di che cos'è la globalizzazione, notando adolescenti in Woolrich e Nike e frotte di donne che rendono sempre più ricco il "signor Zara".
Troverò il Duomo che guarda sbuffando annoiato, sporgendosi dall'impalcatura che lo avvolge, i turisti che mangiano Hamburger e patatine, fanno foto e comprano inutili souvenir. Mi troverò a pensare che qui ci posso venire ogni volta che voglio, forse quel signore dagli occhi a mandorla non rivedrà mai più questa piazza. Ciò mi sconvolge e mi fa sorridere:sono contento di quanto sono fortunato.

Se invece prendo via Turati posso scoprire una città più burbera e severa, dove la nebbiolina mi avvolge nella sua coltre e mi fa sentire solo in mezzo a una strada troppo larga ma per questo più metropolitana, non particolarmente bella, ma dai palazzi alti che trasudano ricchezza e operosità. Questa è una parte della città che introduce il passante con garbo e naturalezza verso opulenza di via Manzoni, via Montenapoleone e le altre che sprigionano stile e eleganza per pochi e mostrano tutte le debolezze dei parvenu nella maggior parte dei casi.
C'è però quel banchetto dei fiori avvolto nella nebbia, sull'angolo della Milano elegante: due studentesse con la borsa a bandoliera chiacchierano all'ombra dei gigli e delle calle che non se la passano poi così bene. Le luci di Natale sono ancora spente, ma ci sarà tempo più tardi.

Già all'uscita della stazione è dubbio amletico… so che alla fine sceglierò il corso giocoso, quindi tornerò per l'austerità del grande Shopping. E non l'ho scritto con la maiuscola per errore.

Il pranzo sarà in zona Brera, dove si può leggere intanto che si aspetta un'insalata, alzando lo sguardo di tanto in tanto per scoprire qualche personaggio con giacca di velluto e bavero alzato che porta una borsa di pelle a tracolla. Non c'è ombra di Nike (tutt'al più quella di Samotracia, con tanto di ali e senza testa, in qualche discorso tra artisti intellettuali), e il Woolrich sarebbe banalotto. Meglio avere più freddo e più stile… Posso anche immaginare il commissario Binda dei libri di Colaprico mentre passeggia per queste strade avvolto nel suo paltò.
Non mi resta che pensare alle ore buche passate da queste parti durante gli anni dell'università e l'operazione nostalgia è completata.

Potrei andare a visitare il Castello, ma quante volte l'ho già fatto. Non mancherò di andare a vedere l'ottima prospettiva della chiesetta di San Satiro, nascosta in via Torino dietro un banchetto fiorito. Mi piacerebbe andare a vedere il Cenacolo, ma è ancora assaltato da mille fanatici di Dan Brown. Chi ha detto che a Milano non c'è niente alzi la mano. A Milano c'è tutto ciò che si può desiderare, e il week-end è un evento. Mi piacerebbe avere un pied à terre in via Madonnina per potermelo gustare appieno. Non potendomelo (ancora) permettere, mi accontenterò di fare un giro in via Mercato e in Corso Como. Passerò quindi un paio d'ore nelle varie librerie, andrò a vedere mostre fotografiche, andrò a trovare oggetti particolari e strani negli anfratti della città dalle mille città, delle mille personalità e dai mille volti. Basta pensare alla differenza che c'è tra via Torino e Corso di Porta Ticinese, piene di giovani impegnati a far passare il pomeriggio in compagnia e Corso di Porta Vittoria tra il viavai dei tram e il correre della gente che lavora. Basta immaginare la frenesia di zona Città Studi contrapposta alla desolazione della zona Ospedale Niguarda, dove sembra di essere in un operoso paesello industriale del nordest. Magari tornerò a parlare di Milano e di come la vedo io. Proseguire ora però sarebbe forzare la mano.


Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 1994 volte e valutata
51% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
Eccellente

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • Erato pubblicata 02/12/2015
    È che la nebbia mi piace - magari non mentre guido - non posso farci nulla.
  • 123paolocesare pubblicata 10/01/2012
    grazie per l'opinione
  • Alberto1985 pubblicata 28/09/2009
    Eccellente opinione, hai colto nel segno.E sono d' accordo con te, con la nebbia milano è proprio bella
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Informazioni sul prodotto : Milano

Descrizione del fabbricante del prodotto

Ciao

Su Ciao da: 28/07/2000