Opinione su "Million Dollar Baby (Clint Eastwood - Usa 2004)"

pubblicata 24/02/2005 | normosferico
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Su di me :
Ottimo
Vantaggi STUPENDO FILM DI BOXE E SENTIMENTI. GRANDISSIME INTERPRETAZIONI
Svantaggi NESSUNO
molto utile
Regia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Genere
Età minima

"UN ORATORIO MAGNIFICO E STRAZIANTE"

MORGAN FREEMAN

MORGAN FREEMAN

Dopo essere stato il prototipo del cowboy (Sergio Leone) e del poliziotto macho e violento (l'ispettore Callaghan), e dopo aver diretto alcuni indiscutibili capolavori (mi vengono in mente, "Il texano dagli occhi di ghiaccio", "Gli spietati", "Un mondo perfetto" fino al recente e bellissimo "Mystic River"), da qualche tempo Clint Eastwood predilige interpretare e dirigere personaggi di tutt'altro tipo: uomini silenziosi, alla deriva, segnati da un passato che pesa come un fardello. Nell'ultimo bellissimo "Million Dollar Baby" anche Frankie Dunn e' uno di questi: la sua vita l'ha spesa interamente sul ring come allenatore e manager di alcuni pugili straordinari. Il suo principale insegnamento e' che sul quadrato, come nella vita, innanzitutto bisogna proteggere se stessi sopra ogni cosa. E cosi da quando ha dolorosamente interrotto ogni rapporto con la figlia, alla quale con granitica metodicita' scrive lunghe lettere che lei rispedisce al mittente, Frankie si e' come isolato dal mondo, legge molto e ha creato attorno a se' una sorta di cortina protettiva. Il suo unico amico e' "Scrap" (Morgan Freeman), voce narrante del film, detto "Ferrovecchio", un ex pugile che dirige la palestra, situata in un sobborgo di Los Angeles. Ed e' stato "quasi" campione, il suo record si e' fermato a 109 incontri (nel film diventano 110, ma non vi dico come). Maggie (Hilary Swank), una poveraccia che lavora come cameriera in un ristorantino da due soldi e per non morir di fame si porta a casa di nascosto gli avanzi dei clienti, ha una famiglia che non l'apprezza e alla non verdissima eta' di 32 anni, si e' messa in testa un sogno impossibile: salire sul ring e diventare una campionessa di boxe femminile. Maggie comincia a frequentare la palestra: all'inizio Frankie non vuole occuparsi della ragazza, ma la sua determinazione, la sua grinta, la sua perseveranza, le pressioni di "Scrap" ed il suo incrollabile sorriso lo piega. Esasperandosi ed incoraggiandosi a turno, i due finiscono per scoprire una comune forza d'animo che li unisce e che permette loro di superare il dolore e le perdite del passato. Alla fine del match che consacra Maggie campionessa, la svolta....
Solitudini. Vite sparse che si ritrovano in una palestra di boxe nella desolata e desolante provincia americana. Clint Eastwood scrive, dirige e interpreta, firma la colonna sonora, la sua grande opera cinematografica "Million Dollar Baby", storia dura come può esserlo la vita, saga di destini umani e di persone che fanno dei loro sogni il lo scopo di vita. Sette le nomination per l'Oscar, fra cui quella per la miglior attrice protagonista Hilary Swank (che ha fatto un lavoro straordinario per rendersi credibile come pugile donna), immensa nel ruolo di giovane donna reietta dalla stupida famiglia ed anche dal destino. Il suo è un personaggio affascinante, commovente, cristallino.
"Million Dollar Baby" non e' il solito raccontino "alla Rocky" dello scalognato che diventa campione del mondo. Non e' neanche una storia d'amore, Maggie non si innamora di Frankie, il loro e' semmai un affetto, una struggente complicita' padre-figlia profondi. Un rapporto fra due vite alla deriva che trovano nell'appiglio con l'altro uno stimolo per andare avanti e ritrovare quello slancio vitale che tutte le occasioni della vita hanno cercato con forza di reprimere.
Il destino, la colpa, la violazione della volonta', il rimpianto sono emozioni che Eastwood, ultimo dei grandi registi classici americani, sa raccontare alla grande, con enfasi laconica e brusco sentimentalismo. I duetti tra Eastwood e Freeman sono degni di John Ford; sembra di sentire John Wayne e Victor McLaglen nei "Cavalieri del Nord-Ovest", altro meraviglioso poema su uomini alla soglia della pensione. Con la macchina da presa che segue con estrema maestria i suoi personaggi ed una fotografia impietosa che accentua ogni sfumatura, il film diventa un enorme storia d'amore. Amore per gli altri e per la vita.
Nella boxe, racconta la voce "off" di Morgan Freeman/Scrap, tutto è al contrario, cosi' nella vita. Per vincere a volte bisogna perdere, per gioire a volte bisogna soffrire, per continuare a vivere a volte bisogna morire.
A 75 anni Clint Eastwood è il più grande regista americano vivente, non c'è lotta, i vari Spielberg e Scorsese al suo confronto sono ragazzini, solo un altro arzillo ragazzino come Robert Altman, ormai ottantenne, tiene il suo passo. Se non gli danno l'Oscar, sarà l'Oscar a fare una figuraccia.

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Commenti su questa Opinione

  • Gianfy.Ely pubblicata 03/07/2005
    Bello ed emozionante!
  • ambersole pubblicata 11/03/2005
    dove sei finito??
  • Sussa pubblicata 01/03/2005
    anche la tua opinione è molto ben scritta! Siamo completamente d'accordo su questo bellissimo film..ciao!!
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Su Ciao da: 21/02/2005