Mind's State - Nicola Barghi

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Il lato psichico del sound

5  24.02.2006 (27.03.2008)

Vantaggi:
un album strumentale che gioca con la rappresentazione degli stati della mente

Svantaggi:
se non siete avvezzi ad allontanarvi dagli stereotipi

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

Voce artista

Originalità

Design del disco

Paragone con dischi precedenti dell' artista


Groudy.Blue

Su di me: Ho pubblicato il mio libro Mosaico Scampia, uno studio sociologico (che trovate anche su Ciao) volev...

Iscritto da:25.05.2004

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L'influenza? E' di Stockhausen su tutti.
Mind's State (2004)è un album sperimentale, potremmo definirlo un avanguardismo di sonorità contemporanee.
Album atipico dunque: non si tratta di brani del classiche cliché di musicale leggera pop - rock, ma di un vero e proprio astrattismo musicale.
Un senso sonoro ineffabile come ineffabile è anche il tema di questo progetto: gli stati mentali e risvolti della psiche.

►L'ALBUM IN GENERALE

Dall'introduzione si può certamente capire che si tratta di un disco differente: è propriamente, un album strumentale fatto di impulsi e sensi sonori frammentati. Ma la novità viene anche dal suo compositore, Nicola Barghi: un giovane cantautore emergente e autoprodotto sbocciato nella musica soprattutto per il suo impatto pop rock dimostrato nel suo disco di esordio I Must Be Wrong (2002): 12 brani inediti spesso influenzati da una chiave folk alternata al blues in cui non si lasciava nascondere una chiave beatlesiana in stile Rubber Soul: un sintomo giustificato data la grande venerazione di Nicola Barghi per la musica di Sir Paul McCartney.

Non si trattava di un album banale, e non lo è nemmeno questo Mind's State che rende la musica come un esperimento da toccare, tastando nuove frontiere musicali. Un album "laboratorio" che trasforma Nicola Barghi da cantautore a supervisore di effetti speciali, ingegnere del suono e editing digitale, avvalendosi anche della collaborazione con Steven Carling.

►L'ALBUM VISTO DA VICINO

Il gioco di affinità con il cosmo sonoro di Mind's State sta nel saper coltivare il suo approccio: non si tratta di certo di un album semplice da primo ascolto visto il suo sapore 'metafisico': è un mondo sonoro che pretende centralità, meglio se ascoltato ad occhi chiusi.

Tutto è come un cut-up melodico, forse, lontanamente paragonabile ad una sorta di suite prog anni 70' che combacia con un abbozzo di armonie quasi da musica classica ( lì dove si basano le radici primordiali di Nicola ai tempi dei primi contatti con il mondo della musica).

Un album difficile da definire in parole e accostamenti, così come però è difficile dare una sfumatura musicale a diapositive mentali di paranoia o schizofrenie e Nicola Barghi in
Fotografie per Mind's State - Nicola Barghi
Mind's State - Nicola Barghi Fotografia 582055 tb
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maniera del tutto originale riesce nel suo obiettivo.

Un cd visivo dunque, si lascia immaginare in figure astratte con un approccio sonoro incidente ma sottile e puntiglioso, spesso accompagnato da una tensione nevralgica che si muove sibili e piccoli sbalzi sonori impreziositi da tastiere rarefatte, in un equilibrio che si scompone solo nel massiccio exploit elettronico di Schizophrenia e che si abbandona ad una trama più dolcificata delle fasi finali del disco, nota che emerge soprattutto in Rage e Psicometry.

►IN CONCLUSIONE

È un album raro nel suo genere, potrà appassionare i pionieri dello sperimentale e di chi è in cerca di nuove frontiere, nullaosta anche per chi è abituato ad ascoltare tracce strumentali cercando di scavare nel vero messaggio del suono. Ed è proprio questo che emerge: Mind's State impone la sua essenza per ciò che rappresenta davvero, non si lascia plasmare, ma si fa sentire per ciò che è.

Elfland Studios 2004

►TRACKLIST:

1.Block Head
2.Paranoia
3.Hallucination
4.Fixation
5.Schizophrenia
6.Empty Mind
7.Rational Mind
8.Obsession
9.Rage
10.Psycometry
11.Franzy
12.Kisses

►DISCOGRAFIA

Luci E Silenzi (2001)
I Must Be Wrong (2002)
Mind's State (2004)
Time Of Vàr (2005)

►PER ACQUISTARE L'ALBUM:

www.nicolabarghi.com

■■■■ LE INTERVISTE DI GROUDY.BLUE ■■■■

►CHIARA MARRA INTERVISTA NICOLA BARGHI

1. Mind's State è un disco inaspettato per chi ti ha conosciuto con I Must Be Wrong, ma prima ancora di parlare della sperimentazione sonora emerge questa tua passione per la psiche umana, come mai?

Si, è vero, Mind's State è un altro mondo rispetto ad IMBW. Già il titolo dice tutto :). È molto tempo che sono affascinato dall'inconscio e tutto quanto si nasconde dentro alle nostre teste e mi piaceva l'idea di provare a portare in musica questi 'stati mentali'. Diciamo che c'è molto Freud in questo :)

2. Veniamo dunque al disco. 2 anni di silenzio prima della sua uscita e l'immersione in un mondo diverso in cui ti rendi non solo compositore ma anche ingegnere del suono. Quanto ti ha reso più maturo questa esperienza? E quanto ti ha aiutato collaborare con Steven Carling?

Beh sicuramente lavorare con Steven mi ha permesso di focalizzare tutta la mia attenzione sui temi che trattavo… è stata questa l'essenza della sua presenza.
L'ingegnere del suono lo ero anche nel precedente 'I Must Be Wrong' e lo sono nell'ultimo 'Time Of Vår', quindi è stata la parte più "rilassante" dell'intero progetto. Ma la cosa fondamentale è che lavorare ad un disco così complesso, anche se intrapreso nella più assoluta serenità, non è stato facile, proprio per i temi che ho trattato… quindi cercare di entrare dentro a quegli 'stati' mi ha aiutato molto. Un'esperienza molto interessante…

3. Come nasce la sfida di un album strumentale e così raro nel suo genere?

Come tutte le cose, per gioco! E molto lo devo anche ai miei vicini.

4. Di album come Mind's State non se ne sente tanto parlare nel mondo discografico di larga diffusione, chi credi che possa essere lo stereotipo dell'ascoltatore prediletto di un disco come questo?

Forse molti appassionati di musica classica potranno avvicinarsi ad un rocckettaro come me grazie a questo disco, per poi rimanere anche nei prossimi e seguirmi fino a quando avrò la barba bianca e con il bastone salirò sul palco per cantare "all you need is love"… no scusa, ho l'identità un po' confusa… sai, mi succede spesso da quando ho iniziato a lavorare a questo disco (ride ndr.).
Beh mi auguro di aver incuriosito pure quelli che mi hanno conosciuto con IMBW, e che lo ascoltino… anche perché la musica è bella tutta, ed è giusto ascoltarla.

5. Dietro un artista c'è sempre un idolo a cui ispirarsi. Per la tua anima rock calza alla perfezione la tua dedizione per Paul McCartney, ma per l'impatto di Mind's State chi potrebbe accostarsi alla tua ricerca? (mi sembrava ci fosse qualche leggerissima contaminazione dei Genesis ai tempi di Peter Gabriel o qualcosa come gli Emerson Lake and Palmer o sbaglio?)

Beh hai nominato dei grandi gruppi… però da parte mia non ci sono idoli prestampati per ogni genere di musica, come dicevo prima mi piace ascoltare un po' di tutto… poi logicamente anche io ho i miei gusti, ma ho già fatto l'errore di precludermi la possibilità di ascoltare musica considerandola NO ancor prima di far girare il pezzo… e per motivi sciocchi. Quindi, sicuramente dentro questo disco puoi trovare i Beatles, i Genesis, un goccio di Brian Eno, Mastroianni, Chaplin, le confezioni di cereali, una maglietta sporca ma attillata, i fiori, la notte… beh la musica è anche questo, no?

6. Quanto tempo ci è voluto per prendere coscienza del progetto di Mind State dall'ideazione al prodotto finito?

Una settimana… più qualche anno :)

7. Il tuo è uno spirito viaggiatore: Elfland con la tua Toscana e la tua sala d'incisioni ma anche Londra e soprattutto la Svezia e la Norvegia: di che 'nazionalità' è Mind's State?

Mmm, fammi pensare… è senz'altro del nord, l'unico collegamento che potrei fare è questo. Ho invece fatto altre associazioni con i colori. Per esempio 'I Must Be Wrong' lo vedo color celeste scuro, come lo è infatti un po' la copertina, e così Mind State lo vedo con il colore marrone… beh no, non sono schizofrenico, sto bene… il disco non mi ha poi fatto così male ;)

8. Dopo quest'esperienza hai ricominciato con la tua vena rock con l'album Time Of Vår (2005), quindi Mind's State si può considerare come una parentesi chiusa?

Forse. Al momento non mi interessa continuare su questo filone perché l'ho appena fatto, ma in futuro non so… Dipende da che vicini troverò… :)

9. Alla fine si potrebbe quasi dire che in certi aspetti l'impostazione di Mind's State richiama una visione molto ampia, un po' la musica classica. Ritieni dunque ancora fondamentali le tue radici musicali cominciate proprio con questo genere?

Io penso che tutti noi siamo delle grandi spugne e assimiliamo tutto ciò che ci passa intorno… uno cresce e va avanti, ascolta molta musica, fa altre cose, viaggia e assimila tutto, volente o nolente… ma qualsiasi cosa faccia le sue radici rimarranno sempre e anzi saranno la sua base, il suo punto di riferimento. Comunque credo che in questo disco ci siano pazzie "riconoscibili", nel senso che ci sono dei richiami alla classica come nell'ultimo 'Kisses' e richiami alla sperimentazione oppure al rock… però visto in chiave sperimentale. È un percorso nella psiche umana, vista da un rockettaro.

10. Musica classica, rock, blues, folk, pop e sperimentazioni. Hai ancora in mente qualche nuovo campo musicale su cui costruire?

E' un po' di tempo che avrei voglia di un ritorno a brani di 3 minuti. Un po' lo stile rock'n'roll dove in quei pochi attimi devi racchiudere una vita… più essenziali e freschi. Beh vedremo :)


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Commenti su questa Opinione
drpeace

drpeace

28.03.2008 01:52

Ussantiddio che roba complicata!!! Ma io adoro le cose complicate..... indagherò!!

Franz13

Franz13

27.03.2008 17:20

ECCELLENTE !

sweetdream11

sweetdream11

09.03.2006 00:05

Ripassata :-) un poco in ritardo, ma non dimentico mai le promesse fatte! Ciao!

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