Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)

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Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)

L'Antichità greca e romana rappresenta un capitolo della nostra storia tanto a lungo insegnato e studiato che la sua conoscenza ha finito per ricoprir...

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Opinione su "Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)"

pubblicata 18/12/2009 | commark
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Ottimo
Vantaggi Scoprire miti ,falsi miti, e bufale moderne
Svantaggi Scoprire come cadono gli altarini
Eccellente

"Quando si crede a quello che nessuno ha mai detto"

Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)

Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)

La straordinaria capacità dell'uomo di credere a ciò che nessuno ha mai detto



Se avessimo la capacità di discernere ciò che è falso da ciò che è vero, faremmo un passo in avanti nelle relazioni umane o per lo meno potremmo porre le basi per avere un dialogo che ingeneri equivoci dovuti, sovente, a false credenze che con il tempo si stratificano a tal punto che diventa quasi impossibile eliminarle.

Eppur si muove, la celebre frase attribuita a Galileo Galilei non fu mai prononuciata da questi, eppure quante volte abbiamo sentito ripetere ...come ha
detto Galileo Galilei...., frase spesso pronunciata anche da persone con un ele-
vato grado di scolarizzazione ma che, tuttavia, cadono nel trabocchetto del racconto orale che diventa quasi impossibile sdradicare.


Prima di parlare del libro, credo sia opportuno, al fine di comprenderne lo spirito, precisare che questo non è un libro per specialisti sui Greci e sui Romani ma è un libro che potrebbe essere tranquillamente essere letto anche da chi non ha solide basi di cultura classica e vorrebbe conoscere incominciando ad
apprendere quello che non deve essere appreso


Può sembrare paradossale e lo è
apprendere quello che non deve essere appreso, ed è quello che gli antichi filosofi chiamavano aporia o molto più semplicemente parliamo di contraddizione dei termini, ma capiremo molto se incominciamo a sgombrare il nostro orizzonte da false credenze che oggi sarebbero definite leggende metropolitane.

E' lo stesso autore a precisarlo quando scrive:

Le leggende metropolitane.......sono un argomento che gode oggi di molto favore,
interessa e diverte; il fatto di riconoscerle come tali e di smascherare come spiti-
tosa (non sempre) invezione ciò che altri continua convintamente a raccontare
come verità solletica quel tanto di saccenteria che è in ognuno di noi.Di solito
si chiamano così storie e storielle dei nostri giorni, come quella degli alligatori albini nellefogne di New York o quella del ristorante che serviva con molto successo una specialità a base di cibo per cani, l'una falsa come l'altra. (pag.5)

Ma se può passare la leggenda dei coccodrilli nelle fogne di New York, è inconcepibile che che questo venga addirittura insegnato , di segno di un'erudizione che Pietro Janni definisce non a torto approssimativa e aggiungerei sciatta tanto da produrre immagini deformate che sono dfficili da sdradicare e che continuano a circolare.

La letteratura su questo argomento è corposa e intelligente e ha spaziato in tutti i campi alcuni di questi, però ncessitano di lettori attenti che se non opportunamente guidati rischiano di ingenerare in se stessi altre false credenze, convinti magari, di avere raggiunto la verità : è il caso della lettura della Bibbia, dove il letteralismo può ingenerare equivoci ancora maggiori se non si riesce a codificare il linguaggio e alle spalle non si hanno solide conoscenze multidisciplinari.

Un libro che si rivolge al lettore non specialista

Con questa affermazione che è prima di tutto una raccomandazione e un avvertimento, Pietro Janni si preoccupa di sottolineare che nonostante i libro sia rivolto ai non specialisti, non rinuncia al rigore scientifico, corredando la parte espositiva di note e rimandi critici, utilissimi comunque per capire non solo l'origine dei falsi miti, ma anche per chi volesse approfondire l'argomento; non mancano pertanto i numerosi riferimenti bibliografici che rendono la lettura aperta ad eventali ed ulteriori sviluppi.

E questa impostazione scientifica è così importante perchè dice Janni:

Se a qualcuno questo apparato sembrerà una zavorra, gli ricorderemo che la
zavorra serve a dare stabilità e sicurezza alle navi. Il tipo di lettore cui abbiamo
soprattutto pensato, di rado andrà a guardarvi,, ma neppure deve farsene spa-
ventare (pag. 7).

Un caso esemplare per capire lo spirito del libro


Circe la maga del Circeo: esemplare è quanto esposto nel secondo capitolo del libro e questo ci aiuta nel nostro discorso per rimediare a qualche falla che le reminescenze scolastiche non riescono ad eliminare.

Per tutti Circe è la maga Circe e su questo si sono scritte pagine, intitolati luoghi, stampati depliants ad uso e consumo dei turisti, ma Omero non ha mai usato l'appellativo di maga Circe, semplicemente ha parlato di Circe ( vedi libro undicesimo e dodicesimo dell'Odissea), ma così anche Strabone antico geografo greco non usa mai questo appellativo.

Allora come è nato questo appellativo per cui tutti continuano a chiamare con l'appellativo di maga Circe, quando per Omero non era altro che una dea e come tale dotata di poteri divini?

L'autore lo spiega, demolendo affermazioni e luoghi comuni inveterati che (purtroppo) anche nelle scuole si insegnano, ingenerando confusione su confusione e ci spiega anche cosa si credeva di Circe nel mondo antico.

La pubblicità dei surgelati

Janni parla anche del luogo comune che trova conferma nel fatto che se ipoteticamente si intervistassero 100 persone su chi fosse Eolo, 99 risponderebbero che Eolo era il re dei venti?

Complice anche -ricorda l'autore- la pubblicità:

Qualche anno fa (forse qualcuno se ne ricorda ancora) passò sugli schermi della nostra televisione una serie di spot pubbliciatari meno scemi della media che si svolgevano sull'Olimpo, un Olimpo in verità un pò straccione e ridicolo, dove non s imangiava ambrosia ma surgelati. Nel limite dei famosi trenta secondi, ognuna di queste storielle finiva con Zeus che grazie ai surgelati cucinava "da dio", secondo il giudizio di uno degli altri numi e che si arrabbiava moltissimo per questa mediocre battuta. Ricorderemo ancora che in uno di essi compariva un personaggio dalle guance paffute che minacciava a un certo punto di mettersi a soffiare, con spavento degli dèi che supplicavano Eolo, come era chiamato il personaggio, di non farlo.
(pag 9)

Risposta sbagliata perchè? L'autore lo spiega e le sorprese non mancano per sapere chi ha messo in giro questa bufala mitologica a cui anche i pubblicitari del senso comune hanno dovuto sottostare, responsabile di questo fu tale Giovanni Boccaccio ( si l'autore del Decameron) che per primo scrisse un manuale di mitologia ma anche se non possiamo attribuire al solo Boccaccio la bufala colossale, nessuno ha mai pensato di verificare quello che per tutti è una verità: Eolo è il re de venti.

E anche qui Janni con abilità e grande conoscenza spiega il percorso che ha portato a questa bufala che da antica e diventata moderna.

E ancora il caso di Atlantide, quanti luoghi comuni vengono detti e ripetuti persino in trasmissioni televisive che divulgano veri e propri miti che invece di informare,
disinformano senza che nessuno si preoccupi di verificare quanto affermato.

Nota finale: come le bufale e i falsi miti sono ritenuti verità

Sapere costa fatica, leggere un'opinione fino in fondo lo stesso, eppure non c'è altra strada per capire qualche cosa, un brandello di verità, forse ma che ci può aiutare a svincolarci dal peggiore dei fardelli che col tempo diventa un macigno: l'ignoranza.
Se per tutta la vita abbiamo creduto che Eolo è il re dei venti, perchè non dovremmo credere a chi ci racconterà, tutti i giorni, che Cristo è morto di freddo?

Alla fine finiremo col credere e credendo ci faranno passare ogni cosa ,anche la peggiore delle nefandezze.

AUTORE Pietro Janni
TITOLO Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani
EDITORE Dedalo
PAGINE 302
PREZZO EURO 20,00


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Commenti su questa Opinione

  • ondalis pubblicata 13/08/2012
    eccellente dissertazione, come sempre, d'altronde
  • Lisbeth1978 pubblicata 29/03/2012
    eccellenza meritata; mi sono spesso chiesta cosa crei la verità, se i fatti o le parole o i pensieri. Questo libro dimostra come sia un mix di entrambi a originare nuovi miti, ma pur semrpe miti restano
  • Lisbeth1978 pubblicata 27/03/2012
    devo ripassare mi sono innamorata di questo libro grazie
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Informazioni sul prodotto : Miti e falsi miti. Luoghi comuni, leggende, errori sui Greci e sui Romani (Pietro Janni)

Descrizione del fabbricante del prodotto

L'Antichità greca e romana rappresenta un capitolo della nostra storia tanto a lungo insegnato e studiato che la sua conoscenza ha finito per ricoprirsi di una crosta di idee inesatte o del tutto sbagliate, entrate nella tradizione deteriore dell'insegnamento scolastico e nell'erudizione corrente. Questo volume ne fa una piccola rassegna, attraverso esempi di carattere e rilevanza diversi: da semplici inesattezze verbali a concezioni del costume e della cultura degli Antichi che, pur essendo tradizionali, non sono meno erronee. In tutti i casi la "correzione" è solo il punto di partenza per un discorso in positivo che mira a far conoscere meglio aspetti meno noti della vita e della cultura antiche e del nostro rapporto con esse.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788822005557

Tipologia del prodotto: Libro rilegato

Autore: Pietro Janni

Numero totale di pagine: 302

Tipo di illustrazioni o altri contenuti: sono presenti illustrazioni

Alice Classification: Altre Religioni. Religione Comparata

Editore: Dedalo

Data di pubblicazione: 2004

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 20/12/2009