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Sapete cos'è l'amore?...
Vantaggi La frase iniziale.Il finale struggente.Musiche.
Svantaggi Una caratterizzazione dei personaggi davvero ridicola,una regia che non ha saputo dirigere al meglio il cast
Perchè questa pellicola ci fa innamorare così poco dello sfortunato Modigliani?
Uno dei più grandi artisti dell'inizio Novecento narrato da Mick Davis,regista poco acclamato che,come alcuni,è riuscito a raccontare una biografia piuttosto difficile da descrivere per la sua compostezza delicata,ma alquanto impetuosa che è la vita di Modì.
Un Modì ironico e buffo,sofferente della sua vita e soprattutto,il personaggio che si odia più profondamente,quell'uomo che pur di dipingere con la sofferenza,riesce a captare nel suo frutto un qualcosa di veramente eccezionale.
Ma purtroppo il protagonista,interpretato da un discreto ma ironico Andy Garcia,non riesce ad esprimersi totalmente,a causa di una regia che non ha saputo caratterizzare i comportamenti e le virtù dei vari personaggi.
La vita di Modì,dall'infanzia difficile a Livorno fino alla vita quotidiana a Parigi,nel 1919,dove l artista passava le sua notti da folle nel famoso "Cafè"degli artisti,dove alloggiavano i migliori personaggi del periodo:da Modì a Soutine,da Rivera a Picasso.
Ed è proprio Picasso la vera pecca del film,nonchè presentato come una perfida macchietta borghese priva di senso artistico e morale,una vera delusione.
Tra alcool e droghe varie,la vita di Modì viene circoncisa da una passionale realazione con Jeanne,una giovane ragazza proveniente dagli alti borghi della città,che si innamora perdutamente dell'uomo regalandogli anche un figlio.
Tutto ciò è farcito da una discreta cura nella sceneggiatura che,oltre alla trama,ma del resto colpisce soprattutto la passione e la tenerezza(anche se ben poca)scoppiata tra i due protagonisti.
Lui,riflessivo e attraente,scopre in lei una bellezza artistica d'alto valore,un anima che si rispecchia dietro ai meravigliosi occhi della sua amata.
Lei,innamorata perdutamente,riesce a condannare la sua anima all'inferno per seguire Modì nel viaggio eterno della morte.
Elsa Zylberstein,nel ruolo di Jeanne,è la migliore in assoluto.Squallida la presenza di Eva Herzigova,doppiata anche male.
Abbastanza presente è il ruolo storico insieme all'ambientazione,curato da una fotografia discreta che prevale su luci scure o biancori.
Da sottolineare sono le musiche,un mix rap-hip-hop dell'Ave Maria di Schubert,accompagnano la scena stupenda della pre-gara finale.
Purtroppo la compostezza narrativa è abbastanza fiacca per reggere una biografia difficile da narrare,la qualità delle interpretazioni non riescono a rasare su buoni livelli,le emozioni ci sono,ma solo grazie ad un finale che rende struggente il piano narrativo.
"Avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all'inferno per l'eternità?Io l'ho fatto"
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Eppue a me e' piaciuto moltissimo ed e' riuscito a farmi innamorare di un personaggio che conoscevo solo attraverso le sue opere