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Opinione

per Modigliani (Mick Davis - 2004)
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2 Stelle "Pablo, come fai a fare l'amore con un cubo?" Opinioni con immagini
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Raccomandato: No

Vantaggi Pochi, forse la fotografia

Svantaggi Personaggi caricaturali, Picasso ridicolizzato, dialoghi esagerati, sceneggiatura confusa, poco appassionante, musica inadatta all'epoca.

L'autore

aantea Dal 22 dic 2002

dolci preparativi.... continua

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" …avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all'inferno? Io l'ho fatto" Jeanne Hèbuterne.

Con un inizio così c'era da ben sperare, una travolgente e coinvolgente storia d'amore mista all'arte in una Parigi dopoguerra che riuniva in un sol tavolo artisti del calibro di Picasso, Utrillo, Cocteau e Modigliani, protagonista di questa storia.
Non mi sono mai piaciute le biografie di grandi artisti messe sul grande schermo, da quando vidi storpiata la vita di Jim Morrison da Oliver Stone decisi in modo parecchio prevenuto forse di non guardare più film che trattassero la vita di qualche famoso personaggio.
Da allora però ci sono cascata più volte e tutte le volte è stata una grossa delusione…..la vita romanzata esageratamente lascia sempre in un angolo l'arte, come se gli artisti lasciassero traccia di sé solo per la loro vita fuori dalle regole e non per il loro talento. Da Morrison a Wilde fino ai più recenti 'Ray' o 'Last days' sembra che si voglia a tutti i costi fare accorrere la gente al cinema narrando in modo spesso morboso le vicende private degli artisti piuttosto che fare emergere e far conoscere dei capolavori a molti sconosciuti.
Stavolta tocca alla pittura, tocca ad Amedeo Modigliani. Scritto e diretto dalla stessa persona, Mick Davis, conosciuto o sconosciuto per avere girato qualche anno fa il seguito di 'Nove settimane e mezzo' , uno scozzese che per chissà quali studi e chissà quale motivo decide di inventarsi il livornese Modigliani, genio della pittura, ridotto da Davis ad un autolesionista volto all'alcool.

Ma cominciamo dall'inizio, Parigi 1919, Jeanne è una studentessa di belle arti, non bellissima dal fascino particolare e dagli occhi luminosissimi tanto da colpire il più maturo e già famoso Modigliani. Un amore ossessivo lega Modì a Jeanne, nasce una bambina dallo loro relazione , relazione che però è ostacolata dal padre di lei in quanto non accetta che la sua famiglia cattolica si leghi ad un ebreo che passa le sue sere con gli amici ad ubriacarsi.
Parigi intanto dopo la guerra è una città in cui gli artisti danno libero sfogo alle proprie velleità, ci si ritrova nei cafè tra poeti, scrittori, pittori, musicisti e tra alcool, donne e droghe varie hanno luogo delle vere e proprie sfide tra spadaccini più che tra artisti.
Occasione di rivalità è il premio per il miglior dipinto indetto dal Cafè des artistes a cui partecipano fiori di pittori, Utrillo, Rivera, Kisling, Soutin, Picasso e Modigliani; il rapporto d'amore ed odio tra Picasso e Modigliani è uno dei fili conduttori della storia, una rivalità non motivata e descritta come una scaramuccia tra due bambinetti dell'asilo.
Assenza totale di genio per tutti gli artisti citati, primo tra tutti un Picasso (Omid Dialili) sempre sudaticcio, grasso all'inverosimile, ritratto in modo ridicolo! Un Modigliani (Andy Garcia) invece cosciente dei propri mezzi che invece di sfruttare il suo talento e vivere il suo amore per Jeanne, decide senza alcun motivo di dedicare la sua vita al bere.

Cosa salvare di questo film? Davvero poco, un bella fotografia forse, un mix di belle luci ed ombre che talvolta sembrano dei fotogrammi dipinti, per il resto è tutto una gran confusione di personaggio e flash back che non rendono merito a nessuno, né all'arte né tantomeno a Modigliani.
Interessante la scena in cui gli artisti dipingono i loro quadri per la gara ma anche questa poteva essere più incisiva. Per i romantici di certo sono struggente le fasi finali del film, la malattia di Modigliani e l'amore ai limiti della follia di Jeanne (Elsa Zylberstein), così ossessionata dal suo amore tanto da abbandonare i suoi figli e seguire il suo amato nel bene e soprattutto nel male, nella povertà e nella pazzia.
Evitabile la visione di questo miscuglio incolore tra arte e musica rock, già perché anche le musiche sono fuori dal tempo, inadatte all'atmosfera del tempo, mah……secondo me Davis forse voleva realizzare qualcosa simile alla Baz Luhrman riuscendoci malissimo.
La Zylberstein ha un volto fragile, psicotico a volte, in effetti interpreta la sua parte nel modo giusto, senza esagerazioni. Garcia, cubano, attraente, figlio cinematografico di Al Pacino, crea un Modigliani bello e maledetto, disperato, romantico ma poco profondo.
Bruttino dunque, a tratti esagerato, il bambino che affianca MOdigliani in molte scene era insopportabile, senza senso.Per non parlare poi delle fantasie di Davis nell'inventare dei dialoghi assurdi soprattutto tra Modigliani e Picasso. Dunque una storia che non rende merito all'artista dei colli lunghi……peccato, era una bella occasione, sprecata miseramente. Due stelle per lo sforzo.

Immagini

per Modigliani (Mick Davis - 2004)
Jeanne e Modigliani
di aantea aantea

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Avete domande riguardo Modigliani (Mick Davis - 2004)? Domanda
Pagina 1 di 21 | 1 - 5 di 103 commenti
  • briciola75 21/02/2006 20:39
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ottima opi!Complimenti!...e il film..mi sa che ora non posso fare a meno di vederlo!

  • ipatia 14/01/2006 18:42
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Sombrero 10/01/2006 19:29
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • sleepyhollow 20/11/2005 13:33
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    ne avevo sentito parlare solo di striscio, e quel po' non m'aveva colpita. la tua recensione, ottima devo dire, ha portato altri punti a sfavore.. peccato, perchè se il tuo titolo è una frase tratta dal film, com'è probabile, mi avrebbe parecchio incuriosito.

  • bellonet 14/10/2005 16:47
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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