Monet, la Senna e le ninfee - Il grande fiume e il nuovo secolo

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Monet, la Senna e le ninfee - Il grande fiume e il nuovo secolo

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... LE SEZIONI DELLA MOSTRA La mostra si apre con le prime due sezioni dedicate a precursori ed artisti che hanno fatto parte della cerchia di Monet, segue poi il pittore nel suo percorso lungo la Senna mentre si allontana da Parigi ed arriva a Giverny, dove passerà gli ultimi 40 anni della ... Leggi l'opinione





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Luce, Acqua ed Aria... In un Riflesso
Una Opinione di Tiglath_A su Monet, la Senna e le ninfee - Il grande fiume e il nuovo secolo
10 Dicembre 2004


La valutazione di questo autore:   


Vantaggi: Vedere dal vivo Monet in una mostra di livello Mondiale
Svantaggi: Perderlo .  .  .

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Opinione completa

La scelta felicissima di una selezione di opere provenienti da tutto il mondo unita dal filo conduttore che è la Senna con i suoi affluenti ed un nome di grande richiamo, ha fatto sì che a Brescia, Linea d’Ombra, ha organizzato una delle più belle mostre sull’Impressionismo francese mai viste, e non solo in Italia.
Il contesto è quello del Monastero di Santa Giulia, di età longobarda, suggestivo di per sé e visitabile interamente con il biglietto di entrata per la mostra su Monet.
Il periodo di mostra è lungo e da quindi la possibilità a chiunque di raggiungere Brescia e di godere di quest’imperdibile evento.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA
La mostra si apre con le prime due sezioni dedicate a precursori ed artisti che hanno fatto parte della cerchia di Monet, segue poi il pittore nel suo percorso lungo la Senna mentre si allontana da Parigi ed arriva a Giverny, dove passerà gli ultimi 40 anni della sua vita dipingendo i quadri più famosi e trovando quell’incontro tra Luce, Acqua e Aria che ha cercato per tutta la sua vita.
Vediamo nel dettaglio le diverse sezioni:

1. Due precursori. Corot e Daubigny
Entrambi i pittori indicarono a Monet la via da seguire per la sua arte: dipingere “en plein air” (all’aria aperta), in aperto contrasto con le indicazioni dell’Accademia del Louvre, prendere il grande fiume, la Senna, quindi l’acqua, come soggetto preferenziale, abbandonare il realismo settecentesco per ritrovare la natura delle cose, con tutta la sua vita.

2. La cerchia di Monet. Pissarro, Renoir, Sisley, Caillebotte
Quattro grandi pittori, quattro Impressionisti, quattro amici, oltre che colleghi, di Monet. Questi uomini hanno dipinto sulle rive della Senna, con i modi già indicati da Gustave Courbet, seguendo cioè il fluire della luce in base al cambiare del dato atmosferico, quindi non realismo legato ad una rappresentazione fotografica del mondo, ma attraverso una visione legata all’impressione che tutto l’impianto sensitivo può produrre.
In questa sezione spiccano su tutti questi tre quadri:
- Canottieri a Argenteuil, 1874 di Monet e La Senna a Argenteuil, 1874 di Renoir: questi due quadri sono posti uno a fianco dell’altro perché furono dipinti dai due amici con i cavalletti affiancati, nello stesso momento! Due dei più grandi Impressionisti danno così la possibilità allo spettatore di confrontare in modo più che diretto, l’arte di ognuno di loro, di cogliere le diverse visioni che hanno della Natura e della scena che gli si para d’avanti. Un confronto che da solo giustificherebbe la visita a Brescia.
- In barca o Canottiere con il cappello a tuba, 1878 di Caillebotte: inquadratura in soggettiva, il pittore sta idealmente sulla barca a remi insieme al vogatore rappresentato, come se avesse in mano una telecamera o una macchina fotografica. Questo tipo di scelta della scena rappresentata deriva a Caillebotte dalle stampe giapponesi che tanto successo hanno avuto presso tutti i pittori europei dell’epoca. Mai si era visto un tale tipo di inquadratura su tele dipinte in Europa!

3. Monet da Le Havre a Parigi
Da questo punto in poi tutte le opere esposte sono di Monet.
Monet lascia Parigi alla volta di Le Havre, città alla foce della Senna sul mare del Nord. Siamo agli esordi del pittore, ed il suo stile come le sue opere ancora seguono in modo non del tutto ortodosso, ma con opere di valore assoluto nonostante la sua giovane età, le indicazioni dell’Accademia di belle arti, così ha la possibilità di esporre per la prima volta nella sua poi lunga carriera al Museo del Louvre al Salon, l’esposizione che presentava l’arte di quell’anno a stampa e pubblico.
Questa sezione presenta solo sei tele, ma almeno tre di queste ripagano abbondantemente il prezzo del biglietto!
- Il promontorio della Hève con la bassa marea, 1865: La prima tela in assoluto esposta da Monet. Apprezzata dalla critica del tempo per il grande realismo e la tecnica sopraffina, in realtà, per l’uso che fa della luce e la rappresentazione dell’acqua e delle nubi già dà forti indicazioni di come la sua visione della Natura tutto era fuorché realista.
- Marina, navigazione al chiaro di luna, 1866: questo è definito da più parti come il più bel notturno impressionista. La luce della luna che taglia il cielo nero, denso di nubi, le figure delle navi solo abbozzate, in penombra, al presenza di una seconda fonte di luce (il faro), il presagio di un’imminente tempesta. Nessuna rappresentazione fotografica quindi, solo un rilevamento meteorologico e dell’effetto della luce che attraversa prima il cielo e poi giunge all’acqua.
- Il Quai du Louvre, 1867: il giovane Monet si recò al Louvre e chiese di poterci rimanere per un po’ di tempo per poter dipingere. Al tempo era un fatto normale, poiché non bisogna dimenticare che non c’erano stampe di opere classiche, mostre o libri che parlassero ed illustrassero l’arte. Tutti i giovani pittori facevano lo stesso, si recavano al Louvre e riproducevano, studiandoli, i grandi capolavori del passato. Ma Monet fece qualcosa di inaspettato, si mise sui balconi del Museo parigino, e ritrasse la città da quel nuovo punto di vista, dando le spalle ai grandi del passato fisicamente ma anche artisticamente. Questo è il primo e forse più famoso quadro che nacque in quei giorni.

4. Monet a Argenteuil
Monet si trasferisce ad Argenteuil, distante solo pochi chilometri da Parigi, sia perché la città non offre panorami naturalistici adeguati, sia perché problemi finanziari gli suggerivano un alloggio ed una vita distante dalla Capitale, già allora ben più cara del resto della Francia.
In questo periodo, in questa città, Monet prende coscienza dell’importanza vitale della Senna per la sua Arte, il fiume diventa il suo unico soggetto, con diverse viste dell’ampio slargo che la Senna fa presso Argenteuil. Nei molti quadri esposti è possibile orientarsi intorno a questo bacino, poiché i suoi spostamenti per ritrarlo sono sempre limitati.
In questa sezione si può inoltre comprendere come l’industrializzazione che stava sconvolgendo l’Europa aveva modificato profondamente la vita dei parigini. Il treno diventò un mezzo di trasporto verso questa località in cui i parigini si rifugiavano nei momenti liberi per poter godere del fiume e del sole, le barche diventavano, non più solo mezzo di trasporto per le merci, ma anche mezzo di svago per regate e giri sul fiume.
Questa sezione offre davvero tante opere meravigliose e tra le più famose di tutto l’Impressionismo, una su tutte:
- La ferrovia a Argenteuil, 1874: ogni corso d’acqua ha sempre uno o più ponti, visibili in moltissimi quadri impressionisti. Questo era stato da poco ricostruito e nell’opera sono presenti tutti gli elementi cari a Monet con la variante del ponte appunto, che è assoluto protagonista come soggetto, ma che si vede rubare la scena dall’acqua che lo riflette e dal cielo che viene tagliato dal fumo di un treno che sta transitando sul ponte stesso.

5. Monet e il bateau-atelier
Nel 1872 Monet acquistò una piccola barca che diventò la sua sede preferita per ritrarre il fiume. Il famoso bateau-atelier. L’idea non era originale, Daubigny, almeno 15 anni prima, aveva fatto lo stesso. Utilizzato una barca per percorrere il fiume e da lì dipingere. Tuttavia la differenza tra i due nell’uso del bateau-atelier è grande, poiché Daubigny la utilizzava per percorrere molti chilometri lungo il fiume e trovare nuovi paesaggi da ritrarre, mentre Monet si scostava solo pochi metri dalla riva: il suo scopo era solo quello di avere un punto di vista diverso, di poter ritrarre il fiume dando le spalle alla terraferma, oppure ritrarre la terraferma “immerso” nell’acqua.
A Brescia è stato ricostruito il bateau-atelier a dimensioni reali sulla base dei diversi dipinti di Monet, Manet e Ronoir che lo ritraggono.
Questa sezione presenta uno dei quadri più importanti e belli della produzione di Monet:
- Regate a Argenteuil, 1872: è il primo in assoluto che Monet realizza dal suo bateau-atelier, ritrae alcune barche che stanno per salpare per una regata lungo il fiume, in una giornata di sole e con lunghi riflessi delle vele e del terreno nell’acqua. Il movimento dell’acqua è incredibile, lo si percepisce nei riflessi che hanno geometrie sbagliate, proiezioni che paiono inventate, ed è aumentato dall’uso della tecnica del bagnato sul bagnato (Monet non ha atteso che i primi strati di colore asciugassero per ripassare il pennello, ha dipinto con il colore ancora fresco).

6. Monet a Vétheuil
I problemi economici e la morte della prima moglie, spingono Monet ancora più a nord lungo la Senna, a Vétheuil. La sua pittura però non tradisce il difficile momento, questo nuovo tratto del fiume viene rappresentato in modo ancor più sereno ed armonico, e lo testimoniano le diverse tele di questo periodo che si trovano esposte.

7. Monet a Giverny
Fortunatamente, Monet conosce il successo artistico e di conseguenza economico. Acquista un terreno a Giverny dove fa costruire la sua casa, nel 1883. Qui passerà gli ultimi 40 anni della sua vita, ritrovando la Senna che accoglie il fiume Epte, facendo erigere due diversi atelier/museo (dipingeva circondato da centinaia di quadri di molti impressionisti dell’epoca, amici e colleghi) a mo’ di serra, con la luce che penetra direttamente.
Poi crea un giardino, con distese di fiori e piante per immergersi nella natura.
Ma non contento acquista un altro terreno, di fronte al suo e diviso dal primo dalla ferrovia (due tunnel collegavano i due terreni), e qui ottiene che il fiume venga deviato per crearvi uno stagno, sul quale fa erigere 3 ponti, uno dei quali in stile giapponese, poi fa arrivare dal Giappone i bulbi di diverse varietà di ninfee, come quelle che l’hanno tanto colpito, alcuni anni prima nella mostra Internazionale di Parigi nel padiglione dell’Oriente, e copre lo stagno di fiori galleggianti. (a Brescia c’è un plastico con la riproduzione fedele di questa casa!)
Sembra perdere interesse per il fiume, per i paesaggi, per il clima. Ora il suo occhio si volge dalla barca in mezzo allo stagno, direttamente verso il basso: la rappresentazione della famosissima serie delle ninfee si limita, come soggetti, all’acqua ed ai fiori che vi galleggiano sopra, con la luce che attraversata l’aria, il cielo, si riflette sullo stagno. Non ci sono punti di riferimento, non c’è la costa, non ci sono barche o persone, si trova soltanto l’incontro perfetto tra la Luce, l’Aria e l’Acqua, con la Natura in senso assoluto come cornice ed i colori che vivissimi riempiono tutto e danno un senso di profondità mai vista prima.
Anche quando è il ponte Giapponese ad essere rappresentato, non si vede mai da dove parta e dove arrivi, sembra sospeso come il cielo al di sopra dello stagno.

8. Monet e il riflesso capovolto
Incredibilmente, la conclusione della mostra, l’ultima sezione è rappresentata da un solo quadro! Glicini, 1919-1920. Ad una prima occhiata il quadro può addirittura sembrare astratto. E’ stato definito come un riflesso capovolto, perché la fioritura dei glicini sta sopra all’acqua sospeso nel cielo, con l’abbozzo di un paio di ninfee in basso a destra. Ma il cielo potrebbe anche essere lo sfondo e l’acqua il suo riflesso, i glicini pure e le ninfee in primo piano. C’è l’annullamento delle forme, dei riferimenti topografici, del confine d’orizzonte tra acqua e cielo, rimangono soltanto un riflesso, il colore ed un uomo su una barca, con la testa abbassata o il capo rivolto al cielo, che li osserva. Per chiudere, rubo le parole a Marco Golden, il curatore della mostra:

“Il riflesso che Monet, con il suo bateau-atelier, aveva colto sulla superficie della Senna cinquant’anni prima, è diventato una ninfea posata sullo stagno e infine quella ninfea è diventata cielo capovolto, tutto cosparso di fiori. Una cenere colorata che è l’incanto straziato e felice della pittura. Questa lunga storia, bella di una bellezza perfino difficile da dire, perché è una storia solo da guardare, è arrivata così alla sua fine”.

INFORMAZIONI PRATICHE
Museo di Santa Giulia
Via Musei 81/b
Brescia

Dal 23 Ottobre 2004 – 5 Marzo 2005

Dal lunedì al giovedì ore 9 - 19
Venerdì, sabato, domenica e altri festivi ore 9 – 21 (1 Gennaio 2005 ore 12 – 21)
Chiuso 24,25,31 dicembre 2004

- Intero € 12,00
- Ridotto € 10,00: studenti universitari con attestato di iscrizione, oltre i 60 anni, gruppi (capogruppo gratuito), tesserati TCI
- Ridotto € 8,00: scuole con due accompagnatori a titolo gratuito, militari, ragazzi fino a 18 anni.

Consiglio di consultare il sito ufficiale che è facilmente reperibile in internet digitando come parole di ricerca “Monet Brescia” e poi scegliendo il link con il nome della casa curatrice della mostra la “Linea d’Ombra”.
Si trovano informazioni dettagliate, immagini, approfondimenti, ed ogni settimana (siamo già all’ottava di mostra) il curatore commenta un’opera nuova con un file video di un minuto circa, gratuitamente consultabile.
 
Altre Opinioni
La commozione dell'arte
Valutazione del Prodotto Monet, la Senna e le ninfee - Il grande fiume e il nuovo secolo scritta da aleheartilly

Vantaggi: l'arte
Svantaggi: non poterla vedere.

Se si ama l'arte non si poteva perderla e se si ama l'arte ci si innamora di lei non appena messo piede in quelle sale. Sono stata con il magone dall'inizio alla fine. Avrei pianto se fossi stata sicura di non attirare l'attenzione della guardia di sicurezza X°D Tutto era meravigliosamente organizzato....prima i precursori, poi i dipinti della Senna (e alcuni era belli e curati in modo straziante), una ricostruzione del bateau-atelier (curata nei ...
...ricostruzione della sua casa, con i fiori, il laghetto delle ninfee, la barca con cui il suo giardiniere lo portava lungo il fiume.....e poi la stanza delle ninfee. Dio, io non ho mai visto un tale incanto, così bello, semplice, naturale....come si può non commuoversi di fronte a tale maestosità, dico io? Sarà stata la bellezza incantevole dei dipinti, sarà stato il video con la voce che sembrava la sua tanto era sentita....ma sono uscita da lì ... Leggi l'Opinione

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22.05.2005

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