Ciao - per chi ha un'opinione
Opinioni più recenti
|
Domande più recenti
|
Scrivi un'opinione
|
Video più recenti
|
La penna per eccellenza
Vantaggi Elegante e di gran classe
Svantaggi Boh, forse che se è scarica non scrive
Possedevo già una Montblanc, esattamente una biro (Meisterstuck) di dimensioni medie, che mi fu regalata al superamente dell'esame di stato per la professione di avvocato, e che usavo con grandissimo piacere e soddisfazione, quando, nel natale del 2005, mi è stata regalata una stilografia Montblanc Meisterstuck 149 ("Le grand") che giustamente il mio collega di studio, quando gliela ho fatta vedere (lui peraltro possiede da tantissimi anni la coppia biro-stilo, ma di dimensioni medie), ha definito "un regalo principesco!".
Si tratta infatti di una penna che è stata spesso utilizzata, da moltissimi anni (credo venga prodotta dal 1924), da re, papi, ministri, cardinali, etc. etc., per la firma di atti ufficiali e per la corrispondenza privata, e più modestamente, nell'attività quotidiana, da professionisti, intellettuali, e chiunque aspiri ad avere in mano oggetti di qualità immensa e non si accontenta di "ciò che passa il convento".
Il prodotto infatti è eccellente sotto ogni profilo, dai materiali della penna vera e propria (si tratta di una miscela di resine e materiali plastici che la Montblanc tiene segreta) e del pennino (oro e platino), a quelli degli accessori (la clip, d'oro, etc. etc.), per finire (anzi, cominciare) dalla confezione, anch'essa importante, che racchiude al suo interno la preziosa penna e la boccetta d'inchiosto necessaria per farla funzionare.
Contrariamente infatti a moltissime stilografiche, anche di marche buone o prestigiose, attualmente in commercio, la penna in esame si carica a stantuffo, immergendo il pennino nella boccetta d'inchiostro e caricando il serbatoio .... Non so quanti saranno d'accordo con me, ma si tratta di un gesto cento mila volte più "bello" che quello di aprire la penna, togliere la cartuccia esaurita e metterne un'altra ... c'è già, in quest'ultima modalità di ricaricare la penna, una concessione al consumismo che impera nella società attuale, in cui non conviene più riparare il cellulare perchè conviene di più comperarne uno nuovo, il cui esito inesorabile è quello di passare dalla stilo a cartucce ricaricabili alla penna "bic", esaurita la quale si butta via e si ricomincia da capo con una penna nuova, assolutamente anonima.
Quindi, dicevamo, si carica a stantuffo: si immerge il pennino nell'inchiostro, si gira il cappuccetto (precedentemente estratto, per poter caricare), si asciuga il pennino e si comincia a scrivere.
Faccio una premessa: mi piacciono le penne con il tratto largo, infatti, per la biro che possedevo già sostituivo sempre il refill con quello più largo.
Chi mi ha regalato questa stilografica ha azzeccato (conoscendo probabilmente i miei gusti in modo perfetto, per questo come per moltissimi altri regali) la grandezza del pennino, che comunque, entro un limitato periodo di tempo, può essere gratuitamente sostituito con uno delle dimensioni che il proprietario della penna gradisce di più.
Il bello di una penna simile è di usarla sempre, tutti i giorni, il più possibile, ed è esattamente quello che faccio io, ogni giorno, in Tribunale, per esempio quando, durante le cause civili, noi avvocati dobbiamo scrivere i verbali d'udienza (cosa che, come forse non tutti sanno, quasi mai fanno i cancellieri, ma fanno direttamente gli avvocati e, in rarissimi casi, i giudici!!).
E' veramente bello tirare fuori la penna, aprirla, aprire il fascicolo della causa, prendere la pagina del verbale, cominciare a scrivere .... lasciare il proprio segno sul fascicolo con un tratto così autorevole (credetemi: l'inchiostro Montblanc lasciato con questa penna risalta di più sul foglio usobollo utilizzato per il verbale, non so perchè!!) .... poi andare dal giudice con quanto si è verbalizzato per chiudere il verbale.
C'è tutto il fascino di un gesto "antico", in una società in cui, tra tv spazzatura, internet, cellulari, palmari, e mail, mms, sms ed altre robe simili, non c'è più l'attenzione verso una vita "di qualità" che si trova solo, a mio giudizio, nel rallentamento di un ritmo frenetico nel quale si acquista lo spazio di una riflessione, di un pensiero, ed un po' di vero relax.
E' altrettanto bello, in studio, tirarla fuori, lasciarla sul tavolo fino a quando non serve per prendere l'appunto di una telefonata, di un colloquio, per segnare qualche cosa sull'agenda ....
Veramente, il bello di possedere una penna simile (come per tutte le cose preziose in genere) non sta certo nel tenerla chiusa in un cassetto, ma nell'utilizzarla il più possibile.
La manutenzione: ogni tanto va svuotato il serbatoio, e pulito caricandolo e scaricandolo più volte con acqua tiepida, fino a quando l'acqua non viene fuori completamente pulita.
Fino ad oggi non mi ha dato mai problemi, anche se, per la verità, capita che dopo essere stata molto "agitata" (per esempio dentro una borsa, o nel taschino della giacca), bisogni fare un po' di attenzione nell'iniziare a scrivere, perchè potrebbe occasionalmente trovarsi, nella parte ove si fa presa con le dita, una goccina d'inchiostro che potrebbe sporcare la mano. Ma basta un po' d'attenzione, ed in quel caso asciugare la goccia con un po' di carta assorbente, e non ci sono problemi.
Si tratta di una casa leader del suo mercato, quanto meno in termini d'immagine, anche se probabilmente non è questo il prodotto più venduto, ma prodotti di fascia più economica, e comunque devo dire che secondo me la produzione migliore della Montblanc è questa delle classiche Meisterstuck, perchè la produzione più recente, con concessioni "moderniste", mi affascina meno. Il bello delle Meisterstuck è proprio la assoluta pulizia del design (ad eccezione della celebre stellina bianca sul cappuccio, in realtà non c'è nulla), e la durata "commerciale" di questo prodotto, proposto nel 1924 ed ancora uguale a se stesso.
Quanto al prezzo: il prezzo di questa penna è decisamente un po' alto, costa intorno ai 450-500 euro, ma secondo il mio punto di vista, è sicuramente ed indiscutibilmente meglio spenderli per una penna del genere (oggetto che rimane per tutta una vita) piuttosto che per un cellulare o un prodotto di elettronica similare (lettore dvd, palmari, navigatori satellitari vari ......), specialmente se si tratta di un regalo da fare a qualcuno.
Certo, deve trattarsi di un qualcuno in grado di capirlo ....
Questa è la prima opinione dell'utente
Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

Aiuta questo utente offrendogli consigli

Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.
Aggiungi il tuo commento
Opinione molto bella e ben scritta, ma ci sta un appunto: la 149 non è il modello detto "Le Grand", bensì "Diplomat". Saluti