Gustav Klimt a Roma

5  04.04.2002 (31.05.2002)

Vantaggi:
La bellezza dell'Art Nouveau e del simbolismo

Svantaggi:
Nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

T-Ryla

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Opinioni:56

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Il 3 febbraio 2002 si e' chiusa a Roma, nel complesso del
Vittoriano una mostra molto bella e interessante: "Klimt,
Kokoschka, Schiele: dall'Art Nouveau all'Espressionismo".

Ho avuto modo di visitarla poco prima di capodanno
partecipando ad una gita organizzata dall'universita'
per adulti dove frequento i corsi di lingue.
A dire il vero il tema della gita era la Roma
rinascimentale; la mostra su Klimt era facoltativa,
ma io andavo per quella!

Non amo una corrente specifica di pittura, amo diversi
artisti, di epoche e stili diversi: Botticelli,
Jacques-Luois David, Monet, Munch, Caravaggio, Giotto,
Raffaello. Klimt e' uno di questi.
Spero vorrete perdonarmi se in questa mia opinione
parlero' quasi esclusivamente di Klimt e molto poco di
Kokoschka e Schiele, ma preferisco dedicarmi a chi riesce
ad emozionarmi.

Anzi, parlero' esclusivamente di Klimt.

Gustav Klimt nasce il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un
paesino agricolo vicino a Vienna. E' il secondo di 7
figli; il padre Ernst e' un orafo di origine boema,
la madre, Anna Fiuster, e' viennese.
L'amore del padre per l'arte e la decorazione contagia
la famiglia, tanto e' vero che Gustav inizia a frequentare
nel 1876, grazie ad una borsa di studio triennale, la scuola di
arti e mestieri del museo austriaco per l'arte e l'industria
( Kunstgewerbeschule ); il fratello Georg segue le orme paterne
diventando orafo e Ernst ( figlio ) si dedica alla pittura.

I primi lavori di Gustav, eseguiti in collaborazione con il
fratello Ernst, sono, in puro stile accademico, decorazioni
pittoriche di edifici pubblici. Ben presto pero' comincia ad
affrancarsi dallo stile di Makart, di cui era considerato
l'erede, e si accosta al simbolismo. Nel 1897 e' tra i
fondatori della "Secessione Viennese", nel 1899 realizza, tra
le altre, la "Nuda Veritas" e fa uso della tecnica del
pointillisme nei paesaggi. Nel 1901 esegue la "Giuditta I".
Due anni dopo compie un secondo viaggio in Italia ( era gia'
stato a Venezia e a Trieste ); si reca a Ravenna dove resta
impressionato dai suoi mosaici: l'amore per la decorazione
trasmessogli dal padre, l'uso dell'oro ( che si accentua
dopo questo viaggio ) si fondono; le figure che Klimt
ritrae sono bidimensionali, come nei mosaici, lo sfondo
e' innaturale, perde di profondita', e' decorazione e pone
l'accento sul simbolismo che pervade i soggetti delle sue
opere. Le linee che determinano le forme non sono pero'
"plastiche" e statiche come nei mosaici, sono morbide e
fluide, specialmente nei particolari dei volti e dei corpi.
E' proprio un'arte nuova, totale, dove le arti minori
si fondono con le arti maggiori.
Nel 1905 si crea una scissione capeggiata da Gustav all'interno
della Secessione Viennese. Del suo nuovo gruppo fanno parte
diversi artisti, non solo pittori, tra cui Hoffmann, Moll, Roller,
Wagner. Nel 1907 conosce Schiele e un anno dopo ha luogo
la prima esposizione del "gruppo Klimt". Sono anni in cui
Klimt gira per l'Europa ed espone suoi lavori in diverse
mostre: Parigi, Madrid, Monaco, Venezia. Sono anche gli anni
dei ritratti femminili.
L'11 gennaio 1918, di ritorno dalla Romania, viene ricoverato
per un colpo apoplettico e il 6 febbraio muore prematuramente a
Vienna, lasciando molte opere incompiute.

Questo era cio' che sapevo di Klimt per averlo studiato in
storia dell'arte al liceo; di certo non ero preparata,
emotivamente alla scoperta delle sue opere dal vivo.

Non ricordo con precisione la disposizione delle poche,
ma spaziose sale messe a disposizione per la mostra.
Ricordo che la prima sala era un lungo corridoio dove
erano esposti diversi bozzetti di Klimt, di cui non
avevo mai sentito parlare. I soggetti erano tutti
femminili, quasi sempre nudi, ritratti in pose che
vengono usate in sue opere piu' famose, come la "Danae"
( non presente, ahime', alla mostra ) o "Bisce
d'acqua". Gia' dalla fine di questo corridoio sono
riuscita a scorgere LEI, la "Giuditta I". Era un
momento tranquillo, gli altri visitatori erano dediti
alla visione di altre opere. Mi sono precipitata.
E sono rimasta davanti a Giuditta svariati minuti.
Nessuna riproduzione fotografica riesce a rendere
l'assoluta bellezza di questo quadro. La pelle pare
d'avorio, e' dotata di una luminosita' propria.
Bisogna vederla per rendersene conto pienamente.
L'espressione voluttuosa del volto, di chi e'
riuscito nel suo intento, gli occhi chiusi e la
bocca semiaperta, ti inchiodano li', davanti a lei.
Nonostante l'uso abbondante dell'oro, che tenta
invano di catturare lo sguardo dello spettatore,
e' sempre lei, incontestabilmente lei, la protagonista.
Minuta, eppure potente, con la linea drittissima delle
spalle, ha in mano il suo premio, la sua vittoria:
la testa di Oloferne ( di cui si vedono solo i capelli ).

Proseguendo in questa sala enorme, divisa in settori
da alcuni pannelli, tra ritratti e paesaggi ( molto
belli questi ultimi ), ho trovato incredibilmente
affascinanti alcuni dipinti.

"Adamo ed Eva": l'appagamento dei sensi e dello spirito,
dato dato dall'armonia perfetta tra uomo e donna,
complemento l'uno dell'altra.
Adamo dalla pelle scura e marcata dai rilievi muscolari,
Eva dalla pelle diafana e dalle linee morbide. Lui dorme,
lei ha gli occhi bene aperti sul mondo, forse a vegliare
il sonno di lui. Occhi puri e cristallini, privi di paure,
come doveva essere per i 2 protagonisti nel giardino dell'
Eden.

La "Nuda Veritas": bellissima, completamente nuda, si erge
davanti allo spettatore, linee dolcissime e abbondanti.
Ha uno specchio in mano, che secondo la classica simbologia,
e' indice di assenza di menzogne.

"Le 3 eta' della donna": la simbologia di questo quadro e'
lampante; la decadenza del periodo in cui vive Klimt e'
presente in questa opera. Una bimba, teneramente addormentata
tra le braccia della madre, che riposa con il capo ripiegato
sulla testa della figlioletta. Dietro di loro la vecchiaia, la
morte, pienamente resa dai tratti dolenti della donna che
la simboleggia; la postura del corpo, il seno cadente, la schiena
ricurva, le grinze della pelle che ha perso la sua lucentezza
giovanile, contrastano visibilmente con la madre e la bambina,
eburnee e perfette nel loro splendore, quasi inconsapevoli
della bruttezza che dovranno vivere.

"La speranza I": una donna nuda, incinta, con il pancione prominente
e le mani intrecciate protettivamente sopra di esso. Una figura
quasi rinascimentale, con i lunghi capelli rossi e la coroncina
di fiori sulla testa. Sullo sfondo pero', teschi e mostri, che
come oscuri presagi, turbano la visione simbolica della speranza.


Queste erano alcune delle opere che mi hanno impressionato di
piu'.

Per chiudere annoto qui di seguito un paio di siti in cui e'
possibile trovare informazioni su Klimt e immagini delle sue opere.

http://klimt.freeweb.supereva.it/
http://www2.magmacom.com/~alexxi/klimt/1klimt.htm
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123paolocesare

123paolocesare

29.03.2011 08:36

non conoscevo

kaki

kaki

02.07.2002 02:00

Klimt è uno dei miei artisti preferiti, cmq complimenti x l'opinione, davvero bella! Ciao Katia

chiarefreschedolciacque

chiarefreschedolciacque

28.06.2002 01:09

Questo tuo amore per la pittura si trasforma in un tripudio di colori e forme attraverso le tue parole. Sicuramente amerai anche la musica classica, vero? Non perché sia prevedibile ma perché se gli occhi cercano appagamento in queste straordinarie opere non puoi trovare appagamento dell'udito in semplicistiche architetture sonore. Se sbaglio, chiedo venia. Smakkkkkkkkk! Liamari

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