Murnau, Friderich W.

Immagini della community

Murnau, Friderich W.

> Vedi le caratteristiche

100% positiva

1 opinioni degli utenti

La tua offerte non ha dato alcun risultato

Opinione su "Murnau, Friderich W."

pubblicata 07/03/2004 | pupaolo
Iscritto da : 26/07/2003
Opinioni : 1075
Fiducie ricevute : 0
Su di me :
Ottimo
Vantaggi un grande regista
Svantaggi poco "frequentato"
molto utile

"Murnau: non solo Nosferatu"

Mi ha sorpreso vedere che nessuno finora abbia scritto qualcosa su Murnau, grande regista tedesco. Mi ci proverò io anche se quanto scriverò sarà sempre troppo poco nel rendere omaggio a un tale monumento della storia del cinema.

Murnau è noto al grande pubblico, come regista, per il suo celebre “Nosferatu, il vampiro”. In realtà egli ha segnato profondamente un’epoca della storia del cinema. Fu forse il massimo esponente di quella che venne definita come la corrente espressionista del cinema e quando, ancor giovane, morì si chiuse con lui definitivamente un’epoca, che già il recente avvento del sonoro aveva spinto ai margini. Un’epoca densa di innovazioni e sperimentazioni, basti pensare a Gance o Vertov, e che in Murnau non si limitò soltanto ai mezzi tecnici ma alla natura stessa del cinema come arte.
Friedrich Wilhelm Pumpe (o Plumbe) nacque il 28 dicembre 1888 a Bielefeld, in Westfalia. Cambierà il proprio cognome in Murnau nel 1909 in omaggio alla cittadina ove risiedevano alcuni suoi amici del “Cavaliere Azzurro” (der Blaue Reiter) tra cui Kandinskij, Marc e Klee. Inizialmente deditoalla storia e filosofia dell’arte, divenne allievo del celebre regista teatrale Max Reinhardt. Dopo alcune rappresentazioni in proprio nel 1919 fu incaricato dall’ambasciata tedesca di realizzare un film di propaganda “Der Knabe in blaue” (Il ragazzo in blu). Poco dopo realizzerà “Satanas” e “Der gang in die nacht” (Il cammino nella notte) opere ignote ai più ma dove Murnau fa capire quale sarà l’indirizzo della sua opera e soprattutto di quale talento sia dotato.
In tutti i suoi film sono importanti i toni, le sfumature, che attraverso un uso oculato delle luci e della macchina da presa Murnau imprime alle scene. In alcuni film egli giunge a sostituire la macchina da presa allo sguardo dei protagonisti in modo che che l’inquadratura ne segua ogni passo, spiandoli e scavandone l’anima.
Nel 1920 appare “Der Januskopf” (Il dottor Jekyll e Mr Hyde). Ma sarà l’anno successivo a decretargli il trionfo e la notorietà con l’apparizione sugli schermi di “Di Brennende Acker”, il notissimo “Nosferatu, il vampiro”. Il film in cui Murnau mostra la sua diversità dagli altri registi della corrente espressionista, la sua maggiore complessitò e profondità. A differenza dei colleghi Murnau non incute paura attraverso la deformazione delle scene o facendo ricorso ad allucinazioni visionarie. La paura che Murnau incute negli spettatori nasce dal fatto che egli trasmette le angosce profonde dell’animo umano. Non è un caso se soltanto il protagonista principale (interpretato da Max Schrech) appare trasfigurato, deforme, mentre tutto il resto, scene e personaggi, sono straordinariamente reali. Il film, che si rifà al mito di Dracula fu accolto molto favorevolmente dai surrealisti francesi mentre nel mondo anglosassone fu quasi dileggiato (si ricrederanno in seguito). Negli anni più vicini a noi del film di Murnau fu fatto un remake, il Nosferatu di Klaus Kinski e a Murnau si ispira anche il regista di “Dracula di Stocker”, opere pregevoli indubbiamente ma che non hanno se non in minima parte lo spirito originario, quello che sottolinea il mostro come eroe e vittima della solitudine e del tragico destino.
Nel 1924 Murnau realizza “Der Letze Mann” che in Italia, chissà perché, anziché essere tradotto come L’ultimo uomo si ritrova il titolo “L’ultima risata”, un film sulle disillusioni che la vita è costretta a subire dall’incalzare degli anni.
L’anno successivo Murnau si concede anche un passaggio critico sulla situazione del suo paese e lo fa attraverso il film “Tartuffe” (Tartufo) dove, attualizzando personaggi e situazioni della celebre commedia di Molière, dà un quadro dissacrante della Germania del suo tempo.
E in Germania realizzerà anche, nel 1926, un altro dei suoi capolavori. “Faust”. Qui egli spinge alle estreme conseguenze uno dei concetti basilari dell’espressionismo cinematografico: il controllo totale dell’inquadratura. E’ attraverso di esso che Murnau riesce a disegnare i personaggi facendoli diventare di volta in volta espressione del Male, della tragedia amorosa o della giovinezza allegra e spensierata. Sul “Faust” e sulla sua importanza dal punto di vista cinematografico Erich Rohmer scriverà un intero libro!
Come successo a molti aurori dell’epoca, la situazione politica europea e in particolare quella tedesca portano anche Murnau a emigraare negli Stati Uniti. Ma a differenza di altri più celebri (Lang, Wilder ad esempio) egli fatica assai a integrarsi nei meccanismi del cinema americano. E tuttavia riesce a realizzare opere non secondarie, almeno dal punto di vista della tecnica, del valore. Commercialmente invece il successo sarà sempre scarso.
Il più importante e il più riuscito, anche dal punto di vista commerciale, dei film americani di Murnau è “Sunrise” (Aurora) del 1927. Seguiranno “I quattro diavoli” nel 1928, “Il nostro pane quotidiano” l’anno dopo, “City girl” (Ragazza di città) del 1930.
Nel 1931 in collaborazione con il famoso documentarista Robert J. Flaherty con il quale alla fine litigherà al punto che questi abbandonerà la produzione, Murnau è a Tahiti dove gira “Tabù”, una vicenda di amore e morte tribale dove la figura dello stregone Hitu, con la sua perfidia e le sue maledizioni, richiama il Nosferatu del Murnau di quasi dieci anni prima.
Al termine delle riprese a Tahiti, sempre nel 1931, rientra in America e, in compagnia del suo giovane amante, parte in auto per New York per lavorare al montaggio di “Tabù”. Un incidente stradale a Santa Monica mette la parola “fine” alla sua vita e ad una straordinaria stagione del cinema, un'arte di cui Murnau era solo di pochi anni maggiore ma di cui aveva contribuito come pochi alla crescita e al successo.

Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 873 volte e valutata
100% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
molto utile

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • vipvip1 pubblicata 08/03/2004
    Sinceramente non lo ricordavo, il film però sì. Opinione di notevole interesse. Ciao. Vincenzo.
  • brest pubblicata 08/03/2004
    Doveroso. Sarebbe bello trovare un'immagine in rete da far caricare dallo staff, ma chissà quando lo farebbero, con i loro tempi attuali... Ciao da Brest
  • balzo pubblicata 08/03/2004
    non conosco
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Informazioni sul prodotto : Murnau, Friderich W.

Descrizione del fabbricante del prodotto

Ciao

Su Ciao da: 07/03/2004