Home > Ciao Café > Hobby & Tempo libero > Musica > Musica - heavy metal > Opinione

Opinione

per Musica - heavy metal
Leggi l'opinione successiva "La mia musica ed io: per..."
4 Stelle Il metallo nobile
29 su 29 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Per sturare le orecchie, meglio del cotton fioc

Svantaggi Qualche mal di testa, ma soprattutto, tutta la paccottiglia metallica inascoltabile

Dettagli

Prezzo
Grafica non so
Reperibilità non so

L'autore

caio_g Dal 24 ago 2003

L'utente non ha finora fornito alcuna informazione riguardo il suo status

94 Utenti Aggiungimi al tuo circolo di fiducia

Avevo 17 anni, non ancora compiuti, quando mi scontrai in maniera fragorosa con la musica heavy-metal. Il primo impatto, come mi succedeva spesso all'epoca, fu con l'articolo di una rivista, il numero 6 (o giù di lì) di Rockstar: copertina e una ventina di pagine dedicate al nuovo fenomeno musicale che stava impazzando sulle isole inglesi, la New Wave of British Heavy Metal, accorciata in seguito nell'acrostico impossibile NWOBHM (sembra quasi il tetragramma ebraico per dio…). Nell'articolo non si parlava solamente dei nuovi gruppi metallici che stavano spuntando come funghi in ogni angolo d'Albione, ma anche di tutti quei nomi che, cariatidi o meno vecchi, stavano riscoprendo la notorietà proprio per merito di quel ritorno di fiamma. La copertina, solo per fare un esempio, vedeva un'immagine di Angus Young, lo scricciolo chitarrista degli australiani AC/DC, sulla strada da quasi una decina d'anni, che sul palco si trasformava (e lo fa ancora oggi, da quanto ne so) in un demone assatanato: quell'immagine di Angus Young durante un assolo, con i suoi occhi vitrei, da vera e propria trance, per molti di coloro che videro la copertina del mio numero, fu a dir poco inquietante. Tra i gruppi giovani di quell'ondata o nati da un paio d'anni al massimo, i più riveriti erano i Saxon, gli Iron Maiden, i Def Leppard, gli Angel Witch, i Tygers of Pan Tang e via discorrendo. Tra i più maturi, oltre agli AC/DC, la Ian Gillan Band, il gruppo dell'ex-cantante dei Deep Purple che stava riscuotendo un successo enorme nelle classifiche inglesi e i Motorhead, che pur attivi da diversi anni e non proprio giovincelli (il cantante - o quello che è - e bassista Lemmy era stato un roadie di Jimi Hendrix, oltre che membro degli spaziali Hawkwind), non spartivano con nessuno la palma di più duri e metallici sulla piazza.
Nel giro di qualche mese, da appassionato dei suoni duri quale già ero, mi gustai in concerto la Ian Gillan Band, un'esibizione che mi sconvolse non poco e gli allora pischelli Iron Maiden, che avevano appena perso il loro cantante originario Paul DiAnno in favore di Bruce Dickinson, un ex-Samson (altro gruppo di quell'ondata). Non diventai un metallaro come lo si può intendere - borchie, vestiti di pelle e baggianate del genere - ma la mia passione per i suoni più duri e bianchi che si possano immaginare, lievitò in maniera esponenziale. Una passione da curare con le stazioni radio e le riviste, datosi il fatto che non possedevo un impianto stereo e tantomeno i soldi per acquistare dei dischi.

Perché qualche riga or sono ho parlato di "ritorno di fiamma", per quanto riguarda i suoni metallici? E perché, di conseguenza, quella scena ricevette il nome di New Wave dell'heavy-metal? Le isole inglesi, a livello musicale strettamente rock, stavano uscendo faticosamente dal terremoto punk del 1976/77, un terremoto che aveva invaso e spazzato via le anticaglie musicali, tra le quali, l'hard-rock/heavy-metal. I confini temporal-musicali non sono così netti, sia chiaro, ma è per rendere l'idea (l'hard-rock o comunque i suoni metallici, era sopravvissuto e il punk non era del tutto morto). Sino a dove si dovrebbe scendere, con una cavalcata nel tempo, per trovare i primi suoni definibili heavy-metal? È chiaro che ogni critico musicale ha la propria opinione strettamente personale su un argomento simile. Chi non è critico musicale e ragiona con la poca musica ascoltata, può piantare un paletto nel tempo (o una serie), senza dimenticare che le basi inamovibili sono in ogni caso nere e blues. Sul versante inglese, i primi a cimentarsi con i suoni durissimi alla fine degli '60 (tra i primi…), furono i Cream, da molti definiti come gli inventori dell'heavy-metal, ma per ascoltare il primo suono metallico vero e proprio di marca albionica (a mio parere), bisognerà attendere i Led Zeppelin e soprattutto il loro secondo album. Sull'altro lato dell'oceano, considerando fuori concorso il genio assoluto di Jimi Hendrix, non posso non nominare gruppi come Litter (il loro primo album, "Distortions"), i Blue Cheer (da molti considerati tra i più potenti e metallici di sempre) e i Grand Funk Railroad, gruppo di enorme successo di pubblico e sempre bastonato dalla critica. Ci sarebbero anche gli Amboy Dukes di Ted Nugent da una parte e i Beatles di "Helter skelter" dall'altra; si dovrebbero citare autentici monumenti come Stooges e MC5 con i dovuti distinguo, ma la lista si farebbe infinita.
Con il tempo, il successo e lo scadimento qualitativo, l'hard-rock/heavy-metal diventò sempre più un mero esercizio di tecnica strumentale, deviò verso forme di enorme successo, come il glam-rock inglese e continuò come una parodia di sé stesso. Con lo scioglimento di un gruppo epocale come i Deep Purple, la scomparsa discografica dei Led Zeppelin (che tornarono alla fine del decennio, per poi scomparire per sempre) e l'avvento del punk-rock, sembrava che la fine del genere fosse oramai imminente, sino all'avvento della NWOBHM.

Solo per fare un esempio di quell'ondata, prendo in considerazione il primo numero da me acquistato del mensile Rockerilla (dato anche il fatto che i miei vecchi Rockstar sono finiti al macero per merito del genitore maschio). È il numero 14, maggio 1981 e in copertina troviamo gli Iron Maiden (una delle poche copertine della rivista dedicate a un gruppo heavy-metal). Rockerilla, a quell'epoca e per qualche anno ancora, era una rivista nettamente divisa tra una parte generale (nuovo rock in genere) e la rubrica Heavy Metal: divisa a tal punto che molti lettori, in un periodo che non offriva altri appoggi editoriali in questo campo, l'acquistavano solo per la parte dedicata alla musica metallica e gettavano metaforicamente tutto il resto. Gli articoli della rubrica Heavy Metal di quel numero, sono dedicati a tre gruppi dell'ondata che andavano per la maggiore, gli Iron Maiden, i Saxon e le Girlschool, ma in un pout-pourri intitolato Fauna Hard, si parla di 21 nomi heavy-metal e dintorni (inglesi) con in vista un'uscita discografica, senza contare coloro che vengono citati di sghimbescio. Che fine ha fatto una scena di tal fatta? A parere mio, ben misera. Pochi sono i nomi che possono vantare dischi che abbiano realmente sfidato le brume del tempo e tra questi, sicuramente gli Iron Maiden e non, per esempio, i Saxon, un gruppo che ebbi anche l'occasione di vedere dal vivo per due volte in quegli anni e che furono una delusione totale (furono anche tra gli ospiti internazionali di un Festival di Sanremo…). Nella maggior parte dei casi, insomma, una musica precocemente invecchiata.

L'heavy-metal, però, non è morto nemmeno con lo sfumare di quell'ondata inglese. È opportuno ricordare che in quel periodo la divisione tra punk ed heavy-metal era nettissima e che solo pochi coraggiosi provarono quella che veniva considerata una fusione impossibile (tra questi, gli inglesi GBH, ma bisognerebbe ricordare anche lo straordinario primo album degli australiani Saints, anche se, ancora una volta, i distinguo ci porterebbero verso altre direzioni). Dopo qualche tentativo andato a vuoto e complice la rinascita della musica metallica che stava travolgendo la California, giunse come un botto a ciel sereno il primo album dei friscani Metallica, "Kill 'em all", un lavoro che l'esimio critico principe dell'heavy-metal di Rockerilla, Beppe Riva, come confessò qualche anno dopo, tolse dal piatto e lanciò via come un frisbee, "come fosse un disco dei Vianella" (parole sue). Non è mai facile essere dei rivoluzionari in campo musicale, ma ai lungocriniti Metallica andò meglio (molto, ma molto meglio) che ad altri sovvertitori del mondo rock a sette note. I fans dell'uno e dell'altro genere rimasero spiazzati inizialmente, ma i Metallica, con quel loro primo disco, aprirono una voragine nella quale si gettarono migliaia di gruppi di tutto il mondo occidentale (e non solo). Nacquero generi musicali che dovettero inventarsi nomi e prodromi, con l'unico obiettivo, sembrò al sottoscritto e a qualche altro, di essere i più veloci, i più duri, insomma, i più metallici di sempre: thrash, grind-core, hard-core e gruppi come gli Slayer, portarono la musica metallica verso confini impensabili sino a qualche anno prima. I durissimi e velocissimi Motorhead, emblema dell'heavy-metal inglese più valido, furono sorpassati da centinaia di gruppi che si fotocopiavano a vicenda. Dall'altro lato della durezza estrema, negli Stati Uniti s'impose un heavy-metal melodico che passò sotto il nome di class-metal: gruppi come Ratt o Quiet Riot sbancarono le classifiche a suon di milioni di copie, spendendo buona parte dei proventi per il guardaroba e i parrucchieri; e mentre a Los Angeles il class-metal impazzava con i Motley Crue, in attesa della bomba Guns 'n Roses, più a nord, dalle parti di Seattle, si stava preparando l'ennesima rivoluzione musicale, una rivoluzione che aveva nell'heavy-metal antico uno dei principali padri putativi.

Con il passare del tempo e dei dischi, la definizione heavy-metal ha perso la sua originaria connotazione, soprattutto, per quanto posso capirne io, per merito proprio dei gruppi di Seattle e dintorni. Un gruppo come i Soundgarden, solo per fare un esempio, aveva tra i propri baby-sitter sia Black Sabbath e Led Zeppelin, che Joy Division e Bauhaus, per non parlare della psichedelia. Non più un genere, insomma, ma una mistura che ha ridato nuova vita al rock di quegli anni e ha successivamente invaso le classifiche di ogni dove. D'altronde, la mistura di generi a prima vista inconciliabili, sembrava la parola d'ordine in quegli anni, soprattutto sulla costa ovest degli Stati Uniti, ma non solo. I Red Hot Chili Peppers e i Primus (qualche anno più tardi) sono solo due nomi tra coloro che gettarono in un calderone tutto e di più e sono tra i più validi che si possano ricordare (ma non bisognerebbe dimenticarsi di Limbomaniacs, Psychefunkapus e altri ancora). Tra coloro che, partendo dal punk, non si dimenticarono dell'heavy-metal e mischiarono i due generi con quasi tutto lo scibile musicale, ci furono gli Scatterbrain. Partiti come Ludichrist dall'hardcore-punk, gli Scatterbrain erano cinque figuri che giocavano con la musica dall'alto delle loro passioni diverse: punk, heavy-metal, rap, soul, funky, qualche innesto di melodia (poca) e due cover, una per album, di Mozart! Consigli per gli acquisti: "Here comes trouble" (1990), "Scamboogery" (1991) e "Mundus intellectualis" (1994, il migliore, ma anche il più normale), i tre titoli degli Scatterbrain, sino a qualche anno fa si trovavano tra i "bucati". Per chi ama la musica forte e il divertimento, sono una manna. Doveste trovarli…

Tra i dischi heavy-metal più propriamente detti, posso consigliare i primi due Iron Maiden ("Iron Maiden", 1980 e "Killers", 1981), qualcosa dei Motorhead ("Ace of spades" e soprattutto il devastante live del 1981, "No sleep 'til Hammersmith"), i primi Metallica e poco altro (è chiaro che sto parlando dei dischi che conosco). Tra i "vecchietti", il disco che impazzò tra i fans hevy-metal all'epoca della rinascita inglese, "Back in black" degli AC/DC (1980) e scavando nel tempo, i dischi di cui ho parlato in questo pezzo (Led Zeppelin, Litter, Blue Cheer e magari anche i Saints).

Che il metallo sia con voi.

Caio

P.S. La pagella finale non ha senso.

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Musica - heavy metal? Domanda
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 33 commenti
  • bn-class 30/09/2007 10:09
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    NON SCRIVO I SOLITI COMMENTI INUTILI se ti va passa da me che io passo da te...ma ricordati che leggo solo le opi che mi interessano...non disperarti se non leggo le migliori I miei complimenti METAL UP YOUR ASS!

  • Lysander 27/08/2007 12:46

    Cream e Beatles a parte, non ho ascoltato quasi nulla di prima del 1970.. ed il mio cammino metallico è partito da Uriah Heep, Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath.. Ora sono ai Vomitory.. insomma per dire il genere di arrivo come brutalità.. Diciamo però che non rinnego nulla.. altri lo fanno.. ascoltavano Power Metal fino a ieri e adesso perchè fa più figo ascoltare il Death Brutal più estremo ed inascoltabile dicono che Rhapsody e Stratovarius fanno cagare.. poi stranamente trovi i cd dei suddetti in fila tra i death e i kataklysm.. Comunque è sempre stata una corsa al brutale.. una volta erano brutali i metallica, ora la velocità e la violenza sono state portate al limite dell'umana comprensione.. (poi diciamola tutta il 90% lo fa il batterista.. basta che spara il rullante a mitragliatrice come i gruppi black o death..e alè.. violenza).. neanch'io vesto metallico.. mi basta ascoltarlo e suonarlo. Ciao.

  • adrirwin 21/10/2006 13:25

    non ho l'età per conoscere tutti questi gruppi... fondamentali.. (coheed and cambria... fra i gruppi nuovi, cercateli e ascoltate.. :D)

  • giuli83 30/12/2005 09:20
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Tanta volte rimpiango di non essere nata prima per poter vivere questo momento stupendo per la musica!

  • Worms 29/05/2005 18:32
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 33 commenti

Altre opinioni

per Musica - heavy metal