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Nicola Barghi I Must Be Wrong

5 26 Set 2004 (14 Feb 2008)

Vantaggi:
un sound fresco ed acustico in stile crepuscolare tra rock, blues  e folk

Svantaggi:
nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

Groudy.Blue

Su di me: " la luna dorme nelle pause della vita ma fa sogni che gli uomini non dimenticano"

Iscritto da:25.05.2004

Opinioni:1048

Fiducie ricevute:218

In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 46 utenti Ciao

Si tratta di un album d'esordio e per lo più autoprodotto, ma I Must Be Wrong (2002) rivela già l'orientamento di Nicola Barghi verso un sound personalizzato che ha tanto da spartire con un rock- pop d'altra qualità che lascia trasparire influenze blues - folk tipicamente nordiche, forse non anglosassoni in tutto e per tutto anche se ben sposate con un ambiente sonoro prezioso, diretto e spontaneo in versione unplugged.

I Must Be Wrong è un album che la dice tutta: preciso nelle sfumature sonore e per niente banale considerando che tutto è un'autoproduzione che riesce a conciliare senso radiofonico senza rinunciare a quella nota da cantautore: non si tratta di un easy listening troppo scontato ma piuttosto di un album d'ascolto capace di dimostrare tutta la sua autorevolezza rimanendo alla portata di tutti i tipi di ascoltatori. .
I Must Be Wrong si ascolta, si riascolta, si memorizza: è dunque un prodotto adatto a guadagnarsi un posto tra i dischi di fama.

Che si tratti di un buon disco, lo conferma anche Sir Paul McCartney, un artista tanto caro a Nicola Barghi data la sua devozione ai Fab Four ha imparato ad amare la musica leggera al di là dei suoi studi di pianoforte al conservatorio.
Occhi alle etichette :Nicola Barghi ha il pregio di non creare un copia e incolla tra i Beatles e il suo stile, semmai, ne ruba le caratteristiche più nascoste, si potrebbe dunque dire che quel folk-rock di Nicola attinge da alcune sfumature dell'album Rubber Soul dei Beatles reinterpretandone totalmente l'assetto: quello che ne emerge è un disco a cui non manca nulla, un disco che non si lascia paragonare facilmente e che non si lascia scalfire: né troppo commerciale né artefatto.

E questo era solo l'inizio considerato ad esempio il terzo album Time Of Vår (2005) che, dopo un album di sperimentazione e psichedelica come Mind's State (2004), ne sviluppa i contenuti in un approccio sonoro più maturo ma che comunque non tradisce quel bilanciamento perfetto tra blues e intimismo.

Ma cosa c'è allora in I Must Be Wrong?

Difficile riprodurre in parole la sua bellezza, ma di sicuro c'è da dire che la sua forma senza sbavature prende forma grazie al progetto multimediale "Luci e Silenzi" (2001) per il quale Nicola ha composto le musiche in simbiosi delle immagini di suo padre Andrea Barghi, un fotografo noto per i suoi scatti paesaggistici.

► I MUST BE WRONG ALL'ASCOLTO

Immaginate un giorno di pioggia, il silenzio, gli occhi chiusi e la terra che si bagna al profumo delle foglie… se I Must Be Wrong potesse avere un fotogramma, forse il più indicato sarebbe questo.

Scritto e arrangiato da un giovanissimo Nicola Barghi tra i 19 e i 22 anni, questo esordio ufficiale si apre con l'esecuzione del brano che porta il titolo dell'album, un disco interamente concepito in lingua inglese, un neo per dar vita ad uno stile più ad ampie vedute che davvero non delude.

Il pezzo I Must Be Wrong mescola scariche elettriche in chiave blues compatte e morbide a cui si assecondano articolati fraseggi acustici su cui appare una sfumatura a tratti quasi sacralizzata.
È poi il turno di The Gods Song, un esperimento acustico tutto particolare a cui collabora anche Andrea Barghi.
Ma la valenza dell'album vera e propria comincia a farsi sentire davvero con Weeping On A Willow: la classica canzone che entra subito in mente, un timbro anglosassone, quasi celtico e interamente acustico su cui si affaccia un sodalizio tra la voce di Nicola Barghi e quella da soprano di Gaia Mattini.

Si prosegue poi con You Came Into My Life, un brano incisivo che dimostra il vero Nicola Barghi con un corposo spirito blues sempre contrassegnato da un leggero sapore folk di carattere.

Ma I Must To Be Wrong è anche introspezione, suggestività e intimismo, a confermarlo è la ballata dal sapore cristallino Sue Torp che si lascia sopraffare dalla miscela coinvolgente di My Soul, un brano strumentale grintoso e ritmato tutto
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da scoprire che esprime al meglio gli equilibri contrastanti del sapore di un album come questo e My Soul non è un esperimento isolato grazie alla degna continuazione della lunga sessione strumentale e contemplativa di Blue Seagull ma la grinta rock torna a farsi sentire con Dream Is Over e You're My Lover.

Ma per le battute conclusive, Nicola Barghi sceglie di tornare ad un cerchio intimista e raccolto, quasi un esperimento tra il sogno e la realtà: il tutto è inaugurato da To The Reach Of Time per poi continuare con un adagio tra pianoforte e chitarre intitolato Lady Moon che si spegne in Lullaby, la ninna nanna che chiude l'intero album.

► IN CONCLUSIONE

I Must Be Wrong è un album davvero di valore che dimostra la capacità degli alti livelli che può raggiungere anche la musica autoprodotta, che forse, non è destinata a rimanere troppo etichettata da un pubblico di nicchie underground.

Il primo album di Nicola Barghi scivola via con eleganza e complessità melodica degna di attenzione che sfrutta canoni orecchiabili e non ancora troppo sfruttati: ecco la giusta ricetta per essere originali, per creare il sound del domani…

► TRACKLIST

01. I Must Be Wrong
02. The Gods Song
03. Weeping On A Willow
04. You Came Into My Life
05. Sue Torp
06. My Soul
07. Dream Is Over
08. Blue Seagull
09. You're My Lover
10. To The Reach Of Time
11. Lady Moon
12 Lullaby

► DISCOGRAFIA

Luci E Silenzi (2001)
I Must Be Wrong (2002)
Mind's State (2003)
Time Of Vår (2005)

► A PROPOSITO DI NICOLA BARGHI

Nasce il 14 Febbraio ad Arezzo nel 1980. Cresce a pane e Beatles tra musica classica studiando pianoforte e studi di registrazione.
Aiutato e incitato dai genitori dal 1997 al 2002 sforna 50 brani che scrive, suona, canta, arrangia, registra e produce nel suo studio professionale in Toscana, battezzato Elfland.
Dopo i suoi album I Must Be Wrong (2002), Mind's State ( 2004) e Time Of Vår (2005)scritto brani per quartetto d'archi eseguiti dai Solisti del conservatorio di Fiesole e brani per il Tg "Leonardo" della Rai Sat.
Ha formato la "NoOne Band" con la quale promuovere le proprie canzoni in inglese, ha suonato in vari luoghi importanti della Toscana e partecipato a contest regionali. Nel novembre 2004 la sua canzone "Time Of Vår" è stata trasmessa al programma "Demo" di RadioUno. Ha partecipato come ospite ad alcune trasmissioni in tv locali tra le quali VideoFrequenze di Firenze, IcebergNews di Roma e su Sky. Collabora con vari musicisti fiorentini come il chitarrista Massimo Fantoni e il violinista Elia Martellini. Alcuni suoi brani vantano la collaborazione di musicisti del calibro del Flautista Roberto Fabbriciani, della Soprano Gaia Matteini e del compositore Alessandro Grego. Nel 2005 ha completato il cd di musica sperimentale "Mind's State" ed un nuovo Rock/Pop dal titolo "Time of Vår" per il quale ha realizzato anche il videoclip. In giugno ha partecipato al MI AMI festival di Milano promosso da Rockit.it e a novembre alla 9° edizione del MEI di Faenza con stand, videoclip e suonando con la band. Alla fine del 2005 ha scritto la sigla per il nuovo quiz televisivo "12 34" in onda nel triveneto.

Attualmente sta lavorando in studio a nuovi progetti rock/pop, alla scrittura di sigle televisive e videoclip e allo stesso tempo sta suonando in giro con i suoi spettacoli acustici ed elettrici e collaborando con alcuni artisti, coinvolgendo le immagini del padre Andrea, fotografo di emozioni

► LINK

www.nicolabarghi.com (il sito ufficiale con news, informazioni, foto e download)

visitate anche:

www.andreabarghi.com (la musica da osservare)


►CHIARA MARRA INTERVISTA NICOLA BARGHI ( 3 aprile 2006)

1. Era il 2002 quando 'I Must To Be Wrong' è stato pubblicato e avevi 22 anni. È stata una sorta di esplosione creativa di musica leggera dopo una vita intera passata a contatto con una grande miscellanea di musica. Puoi raccontarci come è nato tutto ciò?

Ricordo solo che in quel periodo esisteva soltanto quello per me, vi ero immerso completamente. Non so dirti precisamente come è nato, mi sono trovato a farlo e questo è quello che ne è uscito. La cosa che invidio più di quel periodo è l'ingenuità con la quale mi cimentavo nel fare le cose. Sai non avevo mai fatto nulla di simile e ricordo di aver fatto di tutto. Ogni tanto mi dava una mano mio padre, e insieme a lui ho sperimentato molto nella registrazione. Ora, a 4 anni di distanza, ho di quel disco l'immagine di un mondo a se, quel sound, quei timbri, che come hai scritto nella tua recensione riportano ad un mondo lontano. Forse oggi lo farei in un altro modo… e forse per questo perderebbe la sua qualità. Comunque m'è piaciuta molto la tua recensione…

2. Sottolinei spesso che Paul McCartney è stato per te come un maestro, a quali perfezionamenti ti ha portato nel tuo stile?

eheh …mi fai venire a mente un amico che ogni volta che ci vediamo mi dice "Ciao Paul!", oppure "Allora Paul, come stai?", ormai è diventato un rituale… e solo perché il mio amico è un grande artista non oso contraddirlo… Ma a parte gli scherzi, ammiro Macca sia con i Beatles che come solista… e quello che ho imparato da lui è che bisogna credere fortemente in ciò che si fa e portare avanti i progetti, sempre, perché sia che non sei nessuno come me, o un mostro sacro come lui, sarai sempre criticato… quindi credere fortemente in ciò che si fa… e a volte non è per nulla facile.

3. Cominciare a scrivere testi musicali è sempre un grande passo: cosa ti ha dato questa grande esperienza e perché preferisci cantare in inglese?

Sapevo che saresti arrivata a questa domanda (ride, ndr.). Perché cantare in inglese? Ed io rispondo come sempre: perché è la lingua che meglio si adatta a questa musica, al sound che c'è nel disco. È ormai riconosciuta da tutti come la più musicale al mondo, anche l'italiano lo è, ma non per questo disco e per il mio istintivo approccio alla musica. In tutti i paesi civilizzati si canta in inglese ed è la lingua che viene insegnata sin dalle elementari, purtroppo non in Italia, e questo fa sì che tante realtà musicali vadano a spegnersi, che tanti talenti debbano svalicare e andare all'estero per poter essere riconosciuti tali, ma non tutti possono permetterselo. Ed è comunque molto dura.
Chiusa parentesi, torniamo al disco :)

4. Musica rock e pop che si fonde con influenze folk e blues, insomma, un album trasversale questo 'I Must Be Wrong', ma se dovessi scegliere una canzone in particolare che hai inserito in quest'album quale sceglieresti?

Ce ne son diverse che mi piacciono, in particolare 'To The Reach Of Time' per l'arrangiamento, l'ho riscoperta da poco. Poi anche 'Weeping On A Willow' con la bella voce della soprano Gaia Matteini che da cara amica quale è si prestò gentilmente alla registrazione. Anche 'Lady Moon' è un bel pezzo… poi alcune le faccio dal vivo con la NoOne Band, tipo il Rock'n'Roll 'You're My Lover'. Ripensandoci alcune le toglierei anche, e ne metterei delle altre… ma si sta parlando di un lavoro di diversi anni fa… ed uno nella vita cambia.

5. Essere un emergente è spesso una battaglia. In questo tu sei avvantaggiato avendo uno studio di registrazione tutto tuo, un'agente come Veronica Bernacchioni e un padre come Andrea che ha curato l'artwork del tuo album. Di certo è un grande sprono, ma vorresti ancora qualcosa in più?

È giusto volere sempre qualcosa di più ma non pretenderlo… Per riuscire c'è bisogno di professionalità, e da soli non si può fare tutto. Veronica mi ha aiutato per il primo periodo, per la copertina del disco, e mi ha 'prestato' un po' di tempo per i primi contatti all'estero… e un po' lo fa anche oggi.
Parto avvantaggiato per diverse cose, tra le quali il fotografo… con un padre come Andrea le foto non mi mancano davvero e poi, che rimanga tra noi, non lo pago neppure… ogni tanto gli lascio suonare la batteria e lui mi ricambia con vari scatti… direi che ci posso stare, tu che ne dici? ;)
Ma al di là di tutto i progetti e le idee ci sono, faccio parte della 'Photo Graphic Studio' un'agenzia toscana di immagine & comunicazione che mi inserisce in alcuni eventi e non solo. Per un certo periodo sono stato seguito, per i concerti, dal manager Lamberto Lorenzini, come anche Luca Menichetti (collaboratore di Lamberto) ti avrà detto, ma adesso sono tornato da solo. Come ti dicevo, per quanto riguarda l'artwork ho la fortuna di essere seguito dalla 'Photo Graphic Studio' che mi cura l'immagine per eventi importanti.
L'unico vero problema è che in questo paese è una vera e propria impresa trovare spazi dove proporre progetti originali… si rischia di rimanere della bolgia di giovani emergenti… e dopo quasi cinque anni e con al fianco musicisti professionisti credo di meritare un pochino di più… non esageratamente, giusto un pochino :)

6. Nicola Barghi in versione live è un fenomeno già collaudato e sicuramente si tratta del passo più importante per verificare la qualità della propria musica. Come ti sembra questo impatto?

Personalmente mi sento di dire che l'impatto live è buono. Suono con musicisti professionisti molto bravi con i quali mi trovo bene e stiamo preparando gli spettacoli e ci sarà senz'altro una possibile collaborazione in studio. Per tornare all'impatto live' non posso fare altro che invitarti ad un mio concerto per farti scrivere una recensione e vedere che ne pensi. A proposito, che ne pensi? (ride, ndr)

7. Opinioni positive sono giunte anche da critici discografici: non male come album di debutto…

È vero.

8. Come sei riuscito a realizzare un esordio musicale di musica leggera già pieno di una consapevole maturità?

IMBW è venuto da se, è scivolato leggero… non è stato un disco 'sofferto', anzi. Sicuramente quelle cose le avevo dentro e si sono distribuite all'interno del disco… io mi sono dedicato anima e corpo in quella cosa… il resto è venuto da se.

9. Prima o poi viene a tutti in mente di compiere il grande salto: passare da un' autoproduzione ad una vera e propria casa discografica. Oggi però si tratta di qualcosa di non facile. Qual è la tua esperienza a riguardo?

Ci sono dei meccanismi particolari che fanno scattare certe situazioni. Essere indipendente è una cosa positiva per la libertà totale che si ha nel creare, ma vengono a mancare molte altre cose. Essere con una major comporta l'utilizzo di altre 'chiavi'. Per quanto riguarda me… credo che più indipendente di me ci siano pochi altri… l'etichetta che 'crede in me' è la mia, ed è tutto autoprodotto… forse non è ancora il momento di passare ad una major, o forse si… beh non cambiate canale.

10. Famoso o meno, internet è un mezzo che ti da spazio con il tuo sito personale. Una sorta di anticamera del successo. Quanto ti ha cambiato in generale tutto il mondo di una musica tutta tua da far conoscere agli altri?

Internet è una gran bella invenzione… e non è neanche molto diverso dalla realtà. Ci sono i furbi anche li. Falsi contatti, associazioni musicali e non che si approfittano di chi crede nei propri sogni, sai quante volte ho fatto viaggi in treno che non sono serviti a nulla? Quanti contatti ho ricevuto da agenzie fasulle che promettevano mari e monti e poi silenzio totale oppure richiesta di 2500 euro per entrare a far parte dei loro 'progetti'… beh ce ne sarebbero tante da raccontare. Ci sarebbe bisogno di mettere dei paletti e dare un senso e dei valori, su internet non esistono regole e tutti possono fare tutto. Una cosa positiva è che ha eliminato la distanza, si può tenere contatti con persone dell'altro capo del mondo e organizzare anche eventi e meeting e quant'altro ma c'è molta volgarità e mancanza di rispetto. Uno per tutti il porno che imperversa su ogni sito come pop-up, "D'ya want enlarg your penis?" io rispondo sempre 'No thanks!', ma non so per quanto resisterò ancora (se la ride di gusto, ndr) …secondo me una cosa così potrebbe creare degli scompensi, delle crisi d'identità… ma adesso ci vorrebbe un'intervista a parte. Beh magari il prossimo disco lo intitolo "Check my internet point"… :). 
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magenta63

magenta63

07.06.2006 15:11

bellissima recensione...sono curiosissima...complimenti!!! siceri!

Conoscere

Conoscere

02.05.2006 23:57

♪♫ Ottima Musica! ♪♫ ♫♫ per tutti ♫♫ ♪♫ Ciao Chiara-Chiara♪♫ Enzo♪♫ ♪♫

marcokeba

marcokeba

14.04.2006 09:21

Buona Musica!

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