Home > Libri > Narrativa > Gialli, Horror e Noir > Nada (Jean-Patrick Manchette) > Opinione

Opinione

per Nada (Jean-Patrick Manchette)
Leggi l'opinione successiva "NADA"
4 Stelle y nada mas. Opinioni con immagini
45 su 45 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi suggerisco un pastis ricard, se piace l'anice...

Svantaggi ...

Dettagli

Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale
Prezzo 8,26

L'autore

dizzy Dal 15 nov 2004

l'ha detto anche Prandelli che i risultati si ottengono col gioco! \ città ostile che adesso... continua

63 Utenti Aggiungimi al tuo circolo di fiducia

"NADA" di Jean Patrick Manchette è ricomparso in libreria dopo qualche tempo, al traino di un'altra novità Einaudi (sempre del 1972!) ovvero "Pazza da uccidere", e comunque -udite, udite!- con un po' di fortuna potrete trovarlo in alcuni mucchi di libro a peso (€.5,00/Kg.) nei grandi magazzini. Se capita, beh, potete beccarvelo pressochè gratis, estraendolo, salvandolo dal macero, ficcandolo in mezzo al latte fresco e a tutta la roba bio che c'asciuga le tasche per allargarci il cuore. Su vari siti lo si trova invece a prezzo ribassato del 20%-30% e trattandosi di un tascabile Einaudi Stile Libero Noir l'investimento letterario sarà comunque ridotto al minimo. Austerità, brothers and sisters, giacchè la situazione economica è quella che è, e con il più mattoide governo a memoria d'uomo ancora rantolante leggi e finanziarie e alzate di genio, anche un paio di mutande di latta potrebbero far comodo.

1972. NADA è un acronimo da intendersi pure in spagnolo, niente, un manipolo sgangherato di terroristi anarchici che sale alla ribalta sequestrando a Parigi l'Ambasciatore americano, in un noto bordello della capitale. Non aspettatevi pippardoni interminabili sulla fiaccola dell'anarchia o indizi da segnare in matita in attesa di una "soluzione" giallistica: c'è Manchette alla guida, e allora ci si può sprofondare nel sedile dietro e guardare di sguincio il tetto dei palazzi parigini, il cielo grigio e tutto il resto che schizza via.

Terroristi, s'è detto, eccoli: Marcel Treuffais, insegnante di filosofia (""e perciò possiamo dire con Shopenauer che il solipsista è un pazzo, chiuso in una fortezza impenetrabile… Qualcuno ha domande da fare?" Nessuno ne aveva.), Buenaventura Diaz rivoluzionario catalano ("…si era messo a camminare a grandi passi per lo studio, le ciocche nere che gli battevano sugli occhi, i denti scoperti da un tic nervoso") la mantenuta Cash ("Sono per l'armonia universale, e per la fine del penoso stato incivilito. Sotto il mio aspetto freddo e sofisticato si nascondono e infuriano le fiamme dell'odio più intenso nei confronti del capitalismo tecnoburocratico con la figa fatta a urna e la faccia a forma di cazzo. Devo continuare?") Andrè Epaulard, ("esperto" del gruppo, un curriculum che lo vede prima nella resistenza francese -Ftp- poi ex sicario, attivista del Pcf, si trasferisce in Algeria nel Fln - incontra Buenaventura e D'arcy-, poi in Guinea, a Cuba, mercato nero…), l'alcolizzato D'Arcy ("cacciandosi in tasca l'automatica inceppata, l'alcolizzato tirò fuori dalla giacca una fionda Manufrance in struttura d'alluminio, la caricò con una biglia d'acciaio, tese l'elastico..."). E una Parigi sconsolata e fredda assiste alla tenzone: 2CV che slittano sulla neve, l'ora del jazz alla radio "questa sera Don Cherry", l'azione, e poi la lenta , stridente, ganascia della Polizia che si stringe, ma è vergognosa e risaputa!, e poggia su delazioni e complicità occulte, sbucano commissari e funzionari da far accapponar la pelle, piove piombo, "in boulevard de la Chapelle si formò una piccola manifestazione più o meno spontanea alle grida di "Goèmond maiale, per te finisce male!".
"NADA" finisce male ? Il "come va a finire" viene anticipato già fin dalle prime, emozionanti righe, una lettera di un poliziotto (coglione) che racconta alla mamma il sanguinoso assalto al covo anarchico, nessun doppio fondo hollywoodiano, linguaggio secco, veloce, frasi che restano, personaggi che si delinano in base alle azioni che compiono, nessuna pausa a descrivere pensieri o circoscrivere sentimenti. I due mondi -quello dei terroristi e quello delle cosidette forze dell'ordine- sono vicini e ben rappresentati, eppure il lettore troverà semmai qualche empatia nel gruppo anarchico, specialmente in Truffais che all'ultimo deciderà di non prender parte al rapimento, e non certo nello psicotico Commissario Goèmond.
Il Film "NADA", alla cui sceneggiatura il cinefilo Manchette collaborò, venne portato sullo schermo nel 1973 da Claude Chabrol che inserì nel cast Fabio Testi e Mariangela Melato.

Jean Patrick Manchette, marsigliese, autore-di-culto come si usa dire, è purtroppo scomparso nel 1995, a 53 anni e c'è voluto tutto il revival del "noir" cui si assiste da alcuni anni, con un evidente mancanza di senso del ridicolo in certi casi eclatanti, per riportare alla ribalta anche da noi la classe cristallina di questo fuoriclasse e sottoporlo all'attenzione generale.
Valerio Evangelisti è stato uno dei suoi più grandi fan, e lo stesso Carlo Lucarelli, da tempo atteso su questi livelli, ha fatto del suo per un far conoscere Manchette ad un più ampio pubblico. Per non parlare di quella straordinaria esperienza letteraria denominata Wu-Ming -straordinaria più sul piano della forma creativa "collettiva" messa in essere che non nei risultati finora raggiunti- che ha trovato in Manchette un'altra icona cui aspergere incenso, si veda l'esplicito omaggio reso in "Canard à l'orange mecanique" oltre che altre assortite riverenze. Se poi siete in crisi d'astinenza da Ellroy perché vi siete letti e riletti tutto il malloppo "politico" losangelino, magari beccandovi pure l'ultimo f u r t o edito Bompiani ("Scasso con stupro") direi che potrete agganciarvi facilmente alle pagine di Manchette, trovando un certo conforto anche in altri titoli, come in "Posizione di tiro".

Qualcuno ha detto che NADA rappresenta per certi versi il manifesto politico di Manchette, un anticipo brutale e forse con sguardo fin troppo benevolo nei confronti dei protagonisti di quelli che diventeranno anni di piombo…ma tutto sommato sembrano parole grosse che lo stesso J.P., perso nel fumo di una Galouises, forse non approverebbe. Di certo un romanzo che ha portato aria nuova nel noir francese e un autore che filtra mirabilmente le proprie influenze che vanno da Dashiell Hammett al meno scontato Gustave Flaubert.

174 pagine che filano via dritte in una notte qualsiasi, che non sarà più tale, perché il francese è uno che riesce a farti sentire l'odore della cordite, e può scuotere per benino qualche certezza evidentemente non così granitica.

Immagini

per Nada (Jean-Patrick Manchette)
Croniques
di dizzy dizzy

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Nada (Jean-Patrick Manchette)? Domanda
Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 53 commenti
  • Solea 28/12/2007 22:38
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente
  • erpupovero1 25/10/2006 08:57
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    bella recensione

  • mauro_meo 22/10/2006 10:18
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • dj84 19/10/2006 13:54
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ottima recensione

  • pulce16 07/10/2006 01:26

    (un di queste notti ripasso)

Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 53 commenti

Altre opinioni

per Nada (Jean-Patrick Manchette)
  • 3 Stelle NADA 04/12/2006
    2 su 2 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione

Compara i prezzi

per Nada (Jean-Patrick Manchette)
Mostra tutte le offerte (2)