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Libro bellissimo ed illuminante!
Gli autori descrivono il passaggio di una donna verso il cammino alla maternità da un punto di vista mentale e psicologico con semplicità e buon senso. E' molto facile rispecchiarsi in molte parti del libro...spesso mi sono ritrovata a pensare che molte cose fossero ovvie, ma non le avevo mai lette in descrizioni così lampanti.
Spessissimo una neomadre si sente molto disorientata dalle nuove sensazioni che prova mentre è incinta e, ancora di più, quando ha finalmente il suo bambino fra le braccia. Molti di questi sentimenti sono in contrasto con quello che la società le chiede, con quello che lei ha sempre pensato di volere da se stessa e quello che la famiglia vorrebbe da lei.
Sicuramente questo libro aiuta una neomadre ad accettare i suoi sentimenti e le sue sensazioni e a non comprimerle in un ambito di non accettazione in quanto sensazioni da reprimere o scacciare.
Il libro è diviso in tre parti: "prepararsi a diventare madre" che analizza il periodo della gravidanza, "è nata una madre" che descrive il periodo dopo il parto e "adattamenti necessari" che analizza tre situazioni particolari: nascita di un bambino con handicap, il ritorno al lavoro e l'apporto alla maternità dei mariti- padri.
La prima parte del libro mi ha aiutato molto ad elaborare il periodo che è seguito alla morte del mio piccolo Pablo perchè ricordo esattamente quanto il bambino immaginario (come lo definisce Stern) continuasse a tormentare la mia quotidianità. In effetti è verissimo che durante la gravidanza si tende a rappresentarsi un bambino immaginario, ad immaginare quello che farà, quello che toccherà, in quali guai potrebbe cacciarsi quando è più grandino. Man mano che la gravidanza procede e il bambino nasce e diventa reale, soppianta, senza traumi, il bambino immaginario che la mente della madre aveva costruito. Quando per un incidente qualsiasi, questo processo viene bruscamente interrotto (un aborto, una nascita prematura o una morte perinatale), la madre deve affrontare una specie di trauma psicologico, in quanto il processo non è stato completato in modo naturale.
Ho trovato questa parte molto utile per qualsiasi madre che abbia perso un bambino anche in una fase precoce della gravidanza perchè aiuta a chiarire in maniera consapevole alcuni tormenti che potrebbero apparire quasi patologici.
Mi è piaciuta anche la parte che sottolinea l'importanza dell'istinto della madre nell'accudimento e protezione del bambino, mentre ho trovato un po' troppo schematica la parte che da un valore predittivo alle fantasie della madre per quanto riguarda il futuro del figlio e del suo ruolo in "società". Se è pur vero che le mamme costruicono una sorta di futuro dei loro figli e sperano che la loro nascita abbia un ruolo piuttosto che un altro, mi sembra esagerato dire che queste siano profezie che si autoavverano. Nella mia esperienza di madre ho notato che certe fantasie e profezie sono in mutamento costante e spesso, dopo pochi mesi, i ruoli che mi ero prefissata sui miei figli, cambiano completamente anche perchè i bambini hanno una loro propria personalità che mi costringe a cambiare giorno per giorno le mie aspettative nei loro confronti.
Forse è proprio perchè cerco di essere una madre attenta ai bisogni dei miei bambini, piuttosto che ai miei. Per questo credo che questa sezione del libro dia in una certa misura un avvallo a pretendere con forza che il bambino si adegui a certi schemi prefissati, anche se gli autori non lo dicono esplicitamente.
In effetti nella seconda parte, è sottolineata l'importanza di lasciarsi guidare dal bambino in maniera istintiva, per questo sento un certo stridore con quanto gli autori hanno detto poche pagine prima.
Mi è piaciuta in particolar modo la sezione che parla della ricerca da parte di una neomadre di altre mamme con cui confronarsi, probabilmente perchè ricordo con vivida chiarezza che è successa la stessa cosa a me ed era un bisogno impellente e non rinviabile. Credo sia importante che le mamme sappiano che tutto ciò è perfettamente normale e che non siamo improvvisamente impazzite. Quasi tutto il libro mi ha dato proprio questa senzazione: naturalezza e normalità in processi e fasi che all'esterno potrebbero far pensare ad uno sconvolgimento emotivo non equilibrato della neomadre.
Anche il fatto che la madre si senta competente e capace e che per esserlo debba in fondo seguire il proprio viscerale istinto è sottolineato a gran forza e credo sia il merito maggiore della seconda parte del libro.
Mi ha colpito molto il capitolo sui padri e mi ha aiutato a vedere con chiarezza i motivi di molti fortissimi (nel mio caso insanabili) dissapori che si creano fra neomadre e neopadre dopo la nascita di un figlio. Trovo che qualunque madre potrebbe far coincidere il proprio compagno nelle descizioni che l'autore fa e potrebbe anche aiutarla a capire il perchè i padri sono spesso così incomprensibili ai nostri occhi di mamme.
Riepilogando mi accorgo di essermi identificata molto in quanto descritto in questo libro e credo potrebbe essere importante che ogni mamma lo leggesse.
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14.01.2006 20:11
Bravissima..scrivi veramente bene..
29.11.2005 16:56
Fatto, meno uno... puff...pufff...pant pant.
28.11.2005 17:52
Finiti Francesca, devo ritornare.