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Need for Speed Carbon (Wii)

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Via, via la polizia!

3  14.04.2007

Vantaggi:
Giocabilità alta e molti personalizzamenti

Svantaggi:
qualità inferiore dei precedenti

Consiglio il prodotto: No 

kalicoloct

Su di me:

Iscritto da:13.04.2007

Opinioni:5

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In media l'opinione è' stata valutata inutile da 4 utenti Ciao

Lungi dal rischiare una formula ben collaudata, Electronic Arts si limita a riproporre sempre la stessa, spostando giusto qualche candito qua e là e, nel tentativo di ricreare la summa perfetta di questo tipo di videogiochi, cercando di miscelare insieme la ricetta del panettone con quella del pandoro, ovvero tentando di prendere quanto di buono visto in Most Wanted e cercando di mischiarlo alle caratteristiche tipiche della serie Underground.
Dal penultimo episodio si attinge per quel che riguarda la presentazione coreografica, per la trama in grado di "legare" assieme le varie gare che dovremo disputare, senza la quale risulterebbe più difficile affrontare tutte le sfide senza notare una certa ripetitività.
Anche la polizia è stata ripresa da Most Wanted, ma questa volta il suo intervento è più contenuto. Non mancheranno le occasioni in cui interverrà ma, per fortuna, si tratterà di eventi più rari rispetto al passato. Il "per fortuna" sta a sottolineare che non ci riteniamo per nulla soddisfatti delle fasi in cui si viene inseguiti dalla polizia ed in cui bisogna fuggire. I beniamini della giustizia in questo caso sembrano infatti godere del dono dell'ubiquità, di una capacità ineguagliabile nel non commettere errori alla guida e di accelerare da 0 a 100 in tempi misurabili in centesimi di secondo piuttosto che in secondi (caratteristica presente anche in altre parti del gioco di cui parleremo più avanti).

Ecco l'auto che guida il nostro antagonista principale

Nelle gare nei Canyon basta una disattenzione di troppo per concludere anticipatamente la gara

Non poteva mancare la famosa BMW M3 protagonista in Most Wanted


In questo modo non viene premiata l'abilità di guida o la capacità di sfruttare tutte le potenzialità della nostra vettura, dato che per quanto ci sforzeremo non riusciremo quasi mai a seminarli tutti ed a lasciarceli alle spalle (anche perché compaiono nuove unità davanti a noi in continuazione). L'unica cosa che riesce a porre fine a queste folli sezioni di gioco è quella di colpire parti di edifici o impalcature per bloccare i nostri inseguitori (ma anche in questo caso ci ritroveremo spesso, ed inspiegabilmente, un'altra vettura della polizia di fronte a noi, come se fosse sbucata dal nulla) e poterci così nascondere nei soliti luoghi protetti indicati sulla mappa.
Se questa componente doveva aggiungere un qualche frangente che donasse varietà al gioco, forse era meglio non implementarla; così com'è crea più frustrazione che altro, per non parlare degli obiettivi che il gioco propone. Già perché per concludere la carriera (ovvero la modalità principale del gioco) gli incontri con la polizia saranno contenuti, ma se decidiamo di metterci a sbloccare tutte le sfide "secondarie" proposte dal gioco, ce ne saranno alcune che ci faranno ricordare gli obiettivi "polizieschi" che si dovevano sbloccare in Most Wanted, alcuni dei quali davvero sovraumani, dove bisogna far durare un inseguimento decine di minuti oppure distruggere un numero impressionante di auto dei tutori dell'ordine.

Conquistare la città
Posto che fortunatamente la polizia è qui una caratteristica di contorno, possiamo passare a descrivere la modalità carriera, quella su cui gira attorno la trama di questo nuovo episodio.
Anche se la storia è leggermente più elaborata rispetto a quella appena trascorsa, le novità sono ben poche. Il solito pretesto banale per farci partire senza auto, con poca grana in tasca e con davanti a noi l'obiettivo di vincere tutti gli avversari e diventare di nuovo il campione incontrastato, dominatore della città. In questo caso il "titolo nobiliare" risulta parecchio azzeccato, dato che l'obbiettivo primario sarà proprio quello di "conquistare" le varie zone della città vincendo le gare che compaiono su di queste. Una volta conquistate tutte le zone che facevano a capo ad una particolare gang rivale, sarà l'ora di sfidare il rispettivo boss, dimostrando così la nostra superiorità.
Ci sarà anche un mistero da dipanare nel frattempo, ma si tratta solo di un pretesto per far parlare la bella pupa sullo schermo e dare un tocco maggiormente cinematografico al gioco.
La mappa di gioco è esplorabile liberamente in free-roaming ma, data la sua tipica somiglianza a quelle viste negli episodi precedenti, non si hanno molti stimoli nel gironzolare per le strade dell'urbe, solamente per il gusto di farlo.

Ecco il personaggio femminile protagonista di quest'ultimo episodio

Il retro dell'auto non è certo immacolato, ma i danni incidono solo a livello grafico

Driftare nei canyon è molto più difficile che non nelle piste larghe


Vuoi far parte della mia banda?
Al posto della varietà di luoghi, troviamo molto più stimolante la varietà della tipologia di gare.
Nulla di nuovo, ben inteso, ma comunque è presente una certa differenziazione tra una competizione e l'altra che fa in modo di non ricreare troppo in fretta il senso di ripetizione.
Ci sono le classiche competizioni "circuito" e "sprint", in cui bisogna semplicemente arrivare primi in gare rispettivamente con più giri di uno stesso percorso o in competizioni punto-a-punto.
Ricompaiono le gare a check-point (contro il tempo) e quelle con gli autovelox, in cui vince chi passa davanti a questi ultimi con la maggiore velocità segnalata sul tachimetro.
Tornano anche le gare di drifting, in cui vince il giocatore con il punteggio più alto, accumulato inanellando le sbandate più spettacolari, cercando di mantenere la velocità sostenuta e di passare sopra alle zone più pericolose, quelle vicine ai bordi della strada.
Ci sono poi le "guerre su strada" (una per ognuno dei 4 territori principali della città), altre gare a circuito in cui si gareggia contro ben 19 avversari contemporaneamente (contro gli 8 tipici delle gare normali), ma la prima vera novità di questo Carbon sono le gare nei canyon.
Sembrava si dovesse gareggiare su questi percorsi fatti di tornanti continui solamente gareggiando contro i boss, uno contro uno, nella nuova modalità che prevede due stage che si susseguono, il primo in cui si insegue l'avversario cercando di stargli il più vicino possibile (se non addirittura di superarlo, in tal caso la gara si dichiara conclusa dopo 10 secondi in cui si mantiene la testa della corsa) ed il secondo che vede le due parti contrapposte, dobbiamo perciò distanziarlo il più possibile. Invece non è così, si gareggerà nei canyon anche contro altri 3 opponenti, in delle semplici gare in cui bisogna arrivare primi, ma ci saranno anche le gare di drifting, che nei canyon raggiungono un livello di sfida particolare, dato che la peculiarità di questi percorsi è data dalle strade strette (tutte curve e pochi rettilinei) di montagna: ciò significa che da una parte avremo la roccia ma dall'altra ci sarà il burrone, dovessimo finire oltre le barriere la gara sarà automaticamente persa.
La seconda novità che NFS Carbon introduce è quella dei membri della crew. Trattandosi di sfide tra "gang", ci saranno più squadre a dividersi l'asfalto e anche noi, come gli altri, potremo contare sull'aiuto di un compagno (uno solo, mentre gli avversari ne avranno a disposizione anche più di uno). Potremo scegliere tra diversi piloti, ognuno con i suoi pregi e difetti in termini di bonus a gara conclusa (più soldi, più pezzi sbloccati) ma soprattutto contraddistinti da un ruolo ben definito. Infatti, un po' come nel calcio ci sono l'attaccante, il centrocampista ed il difensore, qui avremo il drifter, lo scout ed il blocker.
Il primo ci si piazzerà davanti, creando così l'effetto scia, in grado di farci raggiungere in fretta velocità stratosferiche in breve tempo (a nostro parere si tratta del compagno più utile); il secondo invece sarà quello che ci indicherà tutte le possibili scorciatoie mentre il terzo bloccherà l'avversario che gli indicheremo noi.
L'epitaffio del realismo
Si tratta di una caratteristica che cerca di donare maggiore varietà al gioco e, in parte, renderlo più spettacolare. Di fatto però non fa che aumentare la componente arcade, presente già in dosi massicce, e dà meno risalto alla guida del mezzo che in questo panettone videoludico è un ingrediente che scarseggia sempre più (un po' come nell'altra famosa saga, "Burnout", in cui stiamo raggiungendo livelli da flipper o "game&watch").
Infatti se con le prime auto dotate di prestazioni di basso profilo sembra quasi che le espressioni "perdita di aderenza", "sottosterzo", "sovrasterzo" ecc.. abbiano un senso, basta approfondire l'esame del comportamento delle vetture per capire quanto poco realismo si cerchi di mantenere su schermo.
Questa mancanza di veridicità raggiunge livelli fantascientifici nelle gare di drifting, in cui l'auto sembra incernierata ad un baricentro "polystilistico" e in cui la fisica del comportamento della vettura cambia a seconda del fatto che si stia derapando o meno, e in altri episodi come quello in cui si segue la scia del compagno che ci permette non solo di aumentare la nostra velocità in modo surreale ma anche di curvare rimanendo maggiormente incollati al terreno (che come ben sappiamo è l'esatto contrario di quello che avviene nella realtà).
A coronare il tutto il tipico "effetto ad elastico" ovvero quell'escamotage utilizzato dagli sviluppatori per dare all'IA capacità competitive "falsate". Gli avversari non sono quindi arcigni intrinsecamente, non sono piloti provetti, ma posseggono semplicemente dei mezzi in grado di recuperarvi centinaia di metri in tempistiche sovrannaturali. Poco importa che voi guidiate perfettamente per il 95% del percorso, se in quell'ultimo 5% doveste commettere un errore veniale sappiate che potrete essere recuperati in un battito di ciglia.
Un metodo sin troppo comodo e semplicistico per donare una certa profondità competitiva al gioco.
Ci stiamo forse arrovellando per nulla, dato che i vgpanettone dimostrano di essere apprezzati per ben altro: per la loro smaccata spettacolarità, non certo per il realismo del comportamento delle vetture. Poco importa all'utente di questi prodotti se gli avversari volano sopra le case pur di raggiungervi e donare così emozioni continue ad ogni curva: l'importante è che il tutto sia pacchianamente tamarro ed hollywoodiano.

...e gli "alberi di natale" giapponesi.

Questo cacciatore di taglie sembra non volerci lasciare in pace

Gli inseguimenti con la polizia sono una delle fasi più frustranti del gioco


Un Nunchaku per volante
Prima di parlare degli altri aspetti più "classici" del gioco è giunto il momento di soffermarci sulla particolarità distintiva di questa versione per Wii.
Naturalmente stiamo parlando del sistema di controllo. E proprio laddove si annidano le aspettative più alte per questa console...il gioco delude. Ma tutto sommato senza colpa.
Non è colpa di Need For Speed se non si riesce a trovare una configurazione che riesca ad essere allo stesso tempo ergonomica e precisa.
Le possibilità sono quelle di:
- poter utilizzare il controller inclinandolo a destra e a sinistra per sterzare ed utilizzando i vari pulsanti per accelerare, frenare ecc...Molto scomodo nel caso di cambio manuale, dato che per cambiare marcia bisognerebbe addirittura tenere premuto il grilletto (in posizione scomoda già di per sé)
- collegare anche il nunchaku ed inclinare questo a destra o a sinistra per sterzare e utilizzare il controller a mò di "pedale" inclinandolo in su ed in giù per accelerare e frenare (questa combinazione ha più configurazioni)
I sensori si rivelano abbastanza precisi, ma bisogna spostare il focus sulla sensibilità umana: l'agitare in aria ed inclinare i controller non può raggiungere la sensibilità che si riesce a percepire utilizzando gli stick o dei grilletti analogici.
Una volta precisato questo si deve anche riflettere e capire se valga la pena o meno fare diversi sacrifici per far propri i comandi e per raggiungere un'adeguata sensibilità quando questo richiede non poco tempo e soprattutto quando molto probabilmente verrà sfruttato in ben poche altre occasioni. Ciò getta un'immagine piuttosto cupa un pò su tutti i titoli multi-piattaforma che vengono convertiti Wii. In particolare per quelli del racing, genere che si sta ambientando sul Wii piuttosto male, a meno che non si ricerchi un'esperienza "casual" e tutt'altro che profonda dal punto di vista del gameplay.

Misurare la tamarraggine al centimetro
Il termine tamarro ci ricorda che non abbiamo ancora parlato di una delle componenti diventate ormai ospite fisso degli episodi di NFS, ovvero il tuning.
Se con Most Wanted questa caratteristica era stata un po' mutilata (anche se non mancava la possibilità di personalizzare abbondantemente le proprie vetture) con Carbon si torna ai fasti dell'ultimo Underground. A dir la verità mancano ancora certi dettagli dedicati ai più fanatici ma in NFS Carbon c'è il nuovo sistema di modifica "Autosculpt", che permette non solo di piazzare alettoni, minigonne, cofani, prese d'aria di ogni tipo, ma consente anche di perfezionarle modificando i vari parametri al centimetro (ad esempio altezza, larghezza, inclinazione di un alettone).
Anche per le vernici ed i disegni applicabili sulle carrozzerie c'è di che sbizzarrirsi e questa sarà una componente capace di intrattenere a lungo i fanatici di questa "forma d'arte".
Il numero di vetture presente nel gioco è cospicuo ma non esagerato. Le auto sono suddivise in tre gruppi (esotiche, muscle e quelle "da modifica): il primo gruppo è rappresentato da alcuni marchi di lusso notevoli (Mercedes, Lamborghini, Audi...ma soprattutto Porche, la cui presenza qui ci insospettisce riguardo la sua latitanza sugli altri videogiochi); nel secondo vi sono le classiche auto americane tutto motore e poco telaio (Chrysler, Dodge...) e nel terzo quelle più famose tra gli appassionati di tuning (soprattutto giapponesi, tra cui Mazda, Toyota, Nissan...).

E' una sciocchezza sfondare un posto di blocco in questo gioco

Per seminare gli inseguitori possiamo far rovesciare il carico dei camion

I pali ed altri ostacoli non sono un grosso problema su NFS


La rappresentazione delle vetture è buona anche se la grafica nel complesso non raggiunge ovviamente i livelli della 360. I riflessi sulle carrozzerie sono abbastanza definiti e scorrono fluidamente. Non si può essere altrettanto contenti per gli scenari: la città utilizza uno stile che sa ormai di datato, così come la palette grafica. Il ritorno al buio inoltre non ci entusiasma, laddove invece Most Wanted ci aveva meglio impressionato anche per la capacità di gestire gli effetti di luce in modo appariscente e coinvolgente. La sensazione di velocità non è male, ma la si apprezza solo con le vetture ad alte prestazioni, mentre la profondità visiva non è mai messa in risalto dalle ambientazioni (anche qui il buio pare più una scelta furba più che di stile).
Altro discorso invece per il sonoro, capace veramente di coinvolgere grazie al rumore galvanizzante prodotto da ogni autovettura che, anche se non rispetta fedelmente ogni singolo modello, è in grado di differenziarsi in modo credibile. Le musiche non sono così degne di nota (si segnala l'abbandono dello stile Underground, per un qualcosa di più "cinematografico"), tanto vale eliminarle o lasciarle come pallido sfondo, mentre i dialoghi sono interpretati discretamente.

L'epifania tutte le feste si porta via
Siamo infine giunti al momento in cui tirare le somme.
NFS Carbon va valutato per quello che è. Non si può pretendere da una commedia natalizia con De Sica o Boldi un capolavoro dotato di una profonda vena artistica, così non si può pretendere da un nuovo Need For Speed delle qualità videoludiche in grado di stupire per il realismo o la profondità della struttura del gameplay. Si tratta invece di un prodotto "leggero" che deve soprattutto divertire. NFS Carbon è capace di divertire, soprattutto gli appassionati della serie. Il suo difetto più grande, oltre alla mancanza di innovazione, è semmai quello della longevità. Il livello di difficoltà risulta piuttosto esiguo e non ci si metterà molto per completare la carriera e le sfide secondarie, a patto di riuscire a trovare la configurazione dei controlli che possa adattarsi alla propria sensibilità.
Per il resto è tutta una questione di controller. Qui su Wii questo Carbon, un po' come tutti i porting dalle altre piattaforme e un po' come i vari racing games, non ha certo vita facile. Però se siete disposti ad andare alla scoperta di un sistema di controlli originale fatevi avanti, ma preparatevi a dover sudare diverse camice, sia per via della difficoltà nel prendere confidenza sia per i movimenti fisici che vi verranno richiesti. E allora la domanda finale sorge spontanea: ma non era meglio un "semplice" volante?
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PIDDY

PIDDY

14.04.2007 16:14

Che tristezza......... prova a digtare il link che ti ha fornito supercocco e scoprirai che "ti hanno copiato" gia la recensione....... ma daiiiiiiiii.... Giocaci a sti giochi e dicci quello che ne pensi.......

tuttologist

tuttologist

14.04.2007 15:39

copiata

tipotogo84

tipotogo84

14.04.2007 15:38

è vero ho controllato!

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Piattaforme: Nintendo Wii, Valutazione ESRB: Adolescente

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