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Che il cambiamento sia la fonte della mia energia
Vantaggi Un album di "rottura", un Nek insolito, la chitarra di Massimo Varini
Svantaggi La pubblicità di sfondi e suonerie
Dettagli
| Qualità dei testi | ottima |
|---|---|
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | ottima |
Grande era, da parte mia, l'attesa per questo album di Nek, e quando l'amica Rossella (Rossella86 qui su Ciao) mi ha comunicato la data di uscita, quasi non ci credevo. E questo per due motivi.
Il primo: questo album, NELLA STANZA 26, esce ad appena un anno e mezzo dal precedente, il fortunatissimo (per numero di copie vendute) UNA PARTE DI ME, uscito nella Primavera 2005.Il secondo motivo è scaramantico. Colpisce la data di uscita, coraggiosa, Venerdì 17 Novembre 2006. Ma a quanto pare non è più considerato un giorno nefasto, il Venerdì 17, visto che tra gli altri anche Renato Zero ha fatto uscire la sua raccolta lo stesso giorno.
Cronologicamente, ed escludendo gli album in spagnolo, e le raccolte, questo è il nono album di Nek.Come scrive la brava Rossella86, alla cui eccellente recensione rimando, è un album che colpisce anche per l'assenza di Nek dalla copertina. Per la prima volta. Una copertina strana, con foto di camere d'albergo, divani di pelle, insegne di "uscita di sicurezza", finestre... addirittura un rubinetto. L'albergo in cui è la stanza numero 26. Il tutto su sfondo rigorosamente nero.
Elementi questi che fanno presagire che ci troviamo di fronte ad un Nek nuovo, lontanno anni luce dal passato. Un Nek che, a quanto ha affermato nelle recenti interviste, vuole basare la sua carriera non più sull'aspetto fisico (ammettiamolo, è un bel ragazzo dai grandi occhi azzurri). Giunto all'età di 34 anni, e recentemente sposatosi (in un paio di foto compare in bella evidenza la fede) a Settembre, vuole dare una figura diversa alla sua musica. Non più idolo delle teen-ager, sono lontanissimi i tempi di CUORI IN TEMPESTA e IN TE, tanto per citare appena un paio di esempi.NELLA STANZA 26 è un gran bell'album, con buona pace di molti detrattori del bravo cantante di Sassuolo. Mi permetto ancora una volta di citare Rossella, non la sua opinione, ma un messaggio che mi inviò all'indomani dell'uscita dell'album. Mi scrisse che è un album che va ascoltato più volte perché deve "sedimentare", prima di averne un'idea precisa. Ecco, proprio questa parola, "sedimentare" è particolarmente felice ed azzeccata, perché è proprio così. Al primo ascolto può non piacere. Al secondo anche. Dal terzo in poi cominci a canticchiarlo. E, almeno nel mio caso, l'impressione globale che ne ho ricavato è di un album "maturo", bello, sicuramente da ascoltare.
Vediamone in dettaglio le singole canzoni di cui è composto.NOTTE DI FEBBRAIO: la prima canzone, con un inizio curioso, da Goblin (il mitico gruppo che firmò le colonne sonore di tutti i successi di Dario Argento). Un brano orecchiabile. Tre parole che rimano tra loro, e sono spesso così indistinguibili: rancore, dolore, amore. E il trovarsi insieme dopo momenti sicuramente brutti. Perchè dentro quella vita che si desidera c'è lei. Nonostante tutto.
CRI: le canzoni che contengono un nome di donna mi piacciono particolarmente. Dopo Laura, Cri(stina?).. Una canzone orecchiabile, con un ritornello che si ricollega alla strofa precedente quasi senza soluzione di continuità. C'è sempre un motivo per cui vale la pena amare. E spesso anche di soffrire. Anche se è destino che la persona amata fa quasi sempre soffrire chi l'ama.INSTABILE: la canzone che ha avuto il difficile compito di lanciare l'album. Il primo singolo, iper-trasmesso dalle radio. Forse la canzone più "nekiana" del disco, anche se invero un po' cupa. Una canzone gradevole, con un ritornello di facile ricordo. Una cornice da sogno, una luna così bella che sembra quasi finta, la neve, la notte scura. E le parole (e le paure) di una donna persa da troppo tempo.
FUMO: un inizio morbido, ovattato. Un Nek vecchio stile, quasi degli esordi. Una canzone musicalmente ottima, personalmente la ritengo una delle più belle dell'intero album. Un ricordo, o forse un sogno, che svanisce come il fumo di un caffè.ATTIMI: il pezzo iniziale merita di essere virgolettato: "Spesso capita se insegui quel che vuoi/che non apprezzi quel che hai". Di questa canzone merita di essere sottolineata la chitarra elettrica, suonata da Emiliano Fantuzzi. Un invito a guardarsi intorno, ad apprezzare quel che si ha, sublimando gli attimi più belli per viverli in eterno.
NELLA STANZA 26: la canzone che dà il titolo all'album. La stanza 26 è quella dove una giovane ragazza dell'est si prostituisce. Non è finzione, è realtà, il tutto è nato da una lettera scritta da questa ragazza al fan club di Nek. La stanza 26 è quella dove si infrangono i sogni, dove lei affitta il suo corpo ad ore, dove ci sono bei fiori che lei non vede neanche. Ma uno spiraglio di luce c'è, per la prima volta ricomincia a respirare, prende un fiore e se lo mette tra i capelli, dicendo addio a quella vita infame. Una canzone di speranza, bellissima.SEI: qualche anno fa Biagio Antonacci aveva intitolato una canzone nello stesso modo. Una canzone altrettanto bella, questa. Lei è un giorno perso quando non c'è, un calendario senza giorni, la parte buona dei pensieri... Una bella canzone d'amore, una delle mie preferite di questo album. Spesso per innamorarsi appieno di una persona bisogna togliere tutti i "se"...
ANCORA UN GIORNO DI TE: canzone decisamente più ritmica ed aggressiva, anche nel testo ("quando discuti ti ucciderei")... La chitarra elettrica, notevole, è suonata da Massimo Varini e dallo stesso Nek. "Un giorno di te", è una promessa, una richiesta, un pegno da pagare, perchè "non puoi sparare sul fuoco per spegnerlo"... Forse la canzone più rock dell'intero disco.SERENITA': qui i toni sono decisamente più soft, ma la canzone non è meno efficace. In un intervista Nek ha ammesso che gli è piaciuto scrivere una canzone riflessiva, a sfondo quasi sociale. La serenità di un tempo, che c'era e non c'è più, persa chissà in quale cielo. Colpa di questa vita frenetica. Eppure basta poco. Un amico che incontri per strada dopo moltissimo tempo. Quante volte abbiamo provato queste situazioni sulla nostra pelle?
CONTRO LE MIE OMBRE: decima e ultima canzone. "dal dolore s'impara un po' di più". L'importante è non fermarsi e non buttarsi giù, perché "domani è un altro giorno". Molto bello anche il refrain "che il cambiamento sia/la fonte della mia energia". Il "cambiamento" è un giorno migliore quando si raschia il fondo. Una canzone energica, un invito a non lasciarsi andare e sconfiggere le proprie ombre.Ed infine una dedica: alla mia amica Rossella, grandissima fan di Nek.
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rosarus1970 11/04/2007 21:59
astalavistababy 04/03/2007 22:48
Filippo per me è il migliore ! grazie per la tua recensione .ma ci sono vecchie canzoni di Nek che non posso mettere dietro a queste ,ad esempio :Tutto di te che lui ha dedicato alle donne ,oppure L'anno zero che insegna :la speranza è l'ultima a morire. grazie
sgrunt61 16/02/2007 19:33
"meglio 35 minuti di musica buona che un disco di 16 pezzi infarcito di canzoni di "riempimento"...grande verità e grande cd!!
Atriolo 13/01/2007 10:53
borel 09/01/2007 20:52
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