Opinione su "New York"

pubblicata 21/05/2017 | gaiardon
Iscritto da : 23/04/2017
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"Cose da fare prima di morire, mettete... vedere New York."

new york city 1

new york city 1

Una cosa devo dirla però, per quelli che non c'hanno ancora pensato nella lista di cose da fare prima di morire, mettete... vedere New York.

Niente di più vero. Ho preso questa citazione dal film “ The perfect Man” con Hilary Duff.

Incredibilmente è passato circa un anno da quando sono stato a New York.
Per me, cittadino di un piccolo paese di periferia, andare a New York è sempre stato un sogno e sono stato “sognatore” per tantissimo tempo. Poi mi sono chiesto: perché non farlo? Volere e potere. E così, per festeggiare i miei 25 anni di matrimonio, mi sono tuffato in una bella avventura, organizzare il mio viaggio a New York. La prima cosa che ho fatto è stato convincere mia moglie. Ma io dico, chi è quel cretino di marito che regala un viaggio alla moglie e questa bella signora cerca in tutti i modi di dissuaderlo per motivi economici? E’ capitato solo a me? Non credo. Ma alla fine ci sono riuscito… ;)
A questo punto, me ne sono fregato (scusate il termine) di tutto e di tutti. Ho mandato a quel paese parenti e qualche “amico” invidioso e siamo partiti con destinazione “l’altra parte del mondo” – New York – The Big Apple – La città più popolosa degli Stati Uniti d’America.

Dopo circa 8 ore di volo siamo atterrati all’aeroporto JFK. I controlli serratissimi, non mi hanno per niente preoccupato tanto era la voglia di vedere e vivere quella meravigliosa città, quale era New York. Era una bellissima giornata e, nel tragitto che ci portava dall’aeroporto all’hotel, con la testa appoggiata al finestrino, mi sono goduto il primo sole americano.
Pensate, mi sono svegliato alle 4 del mattino e alle 5 del pomeriggio mi trovavo al 10^ piano del Cambria Hotel & Suites – Time Square 30 W 46th St, New York, NY 10036. Hotel situato tra la 5^ e la 6^ Ave, a due passi da Times Square, praticamente AL CENTRO DEL MONDO.
Il tempo di capire che erano passate “solo” 20 ore circa dalla nostra partenza, che ci siamo catapultati in strada per ritrovarci, dopo pochi minuti, a Times Square. Tutto intorno a noi sembrava surreale, luci e display illuminati dappertutto, la famosa sfera che scandisce gli ultimi secondi dell’anno era lì, in cima al grattacielo, l’Hard Rock Cafe, Il Disney Store (e qui ho pensato ai miei figli…), i teatri ed un via vai di volti, uomini, donne, di tutte le razze e religioni che passavano di lì. In quel momento ho capito perché Time Square è chiamato il centro del mondo.
La fame cominciava a farsi sentire e ci siamo recati ad un locale che avevo trovato su internet. Un locale diverso da tutti gli altri che si trova sulla Broadway: Ellen Stardust Diner. Perché diverso, direte voi? Perché qui i camerieri hanno una particolarità: cantano. Si, cantano dal vivo. E come cantano… Fanno dei veri e propri spettacoli e sono tutti dei veri professionisti. Cantano i musical, blues e pop e poi girano tra i tavoli con un secchio vuoto per avere la famosa “mancia”. Dovete sapere che a New York, la mancia è una regola alla quale non si può sfuggire. Abbiamo preso qualcosa come un grande hamburger con tanti contorni, patatine e birra, in due, ho pagato circa 65 dollari compresa la mancia. E non sono riuscito neanche a mangiarlo tutto, tanto era abbondante e sazio. Se pensate che in un pub in Italia ho mangiato un panino, delle patatine e bevuto una birra ed ho pagato 28 euro, direi che non ho pagato tanto… Anzi. Quindi non pensate che New York sia cara. Se si paga qualcosa in più, signori…Siamo a New York.
Giravamo per strada con lo sguardo rivolto verso il cielo, non per vedere le stelle ma per ammirare quelle enormi montagne chiamate grattacieli. Era fantastico, mi trovavo a vivere il mio sogno da protagonista.
Ero lì, ero a New York City.
Non ricordo quando siamo rientrati in hotel, ricordo solo che siamo sprofondati in un sonno profondo (come direbbe Jucas Casella) per risvegliarci alle 7,00 l’indomani mattina carichi di un’incredibile energia e pronti per l’escursione organizzata per visitare la città.
La guida, Francesco, ci accoglie con uno spiccato accento napoletano ed insieme ad piccolo gruppo di persone partiamo a conoscere un po’ New York. Queens, Brooklyn, Soho, Little Italy, Manhattan, la 5^ Ave… Terribilmente ed incredibilmente bello, anzi bellissimo.
Avevo preventivamente acquistato i new york city pass e nei giorni successivi abbiamo visitato Empire State Building salendo in cima all’osservatorio, e da qui ammirare un panorama mozzafiato.
Lady Liberty (la statua della libertà), situata all'entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, sulla rocciosa Liberty Island. Il nome dell'opera è La Libertà che illumina il mondo (Liberty Enlightening the World.

Ellis Island un isolotto artificiale, costruito coi detriti rimanenti dagli scavi della metropolitana di New York, alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale militare, dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stato il principale punto d'ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. All’interno del museo c’è la possibilità di consultare un data base di tutti gli immigranti che ci sono passati. Nella mia famiglia, esattamente un fratello di mio nonno, è emigrato in America nei primi anni del 1900. Aveva un calzaturificio e ricordo che ogni tanto ci mandava questi pacchi dall’America pieni di scarpe. Incuriosito sono andato alla ricerca del suo nome nell’archivio ma, purtroppo, non risultava nulla.

Per ammirare New York di notte siamo saliti in cima all’osservatorio del Rockefeller Building top of the rock. Da qui si vedono le mille luci della City e la stupenda visione dell’Empire State Buildig illuminato.
Ci siamo stati tantissimo. Guardavo e riguardavo quel panorama notturno senza mai stancarmi e vedevo negli occhi di mia moglie l’incredulità e la felicità di quei momenti… Uno spettacolo.

Potrei parlarvi ti tante altre cose che abbiamo fatto, visto e visitato, ma potrei stancarvi ed annoiarvi.
Ma questo non posso fare a meno di raccontarvelo.

Il National September 11 Memorial & Museum
Arrivati nel piazzale del World Trade center memorial, si sente qualcosa di incredibile, IL SILENZIO.
Nonostante New York sia caotica, lì regna il silenzio. Si sente nell’aria l’amore per la propria Patria e l’attaccamento alla Bandiera che noi in Italia abbiamo dimenticato. Le vasche che simboleggiano le due torri gemelle sono toccanti. A leggere tutti quei nomi e pensare che sono morti senza nessuna colpa, mi sono venute le lacrime agli occhi… Terribile.
Il museo è situato nelle fondamenta delle torri, sotto il piano stradale. Un’opera incredibile, che ti fa partecipe, ti coinvolge…
Il mezzo dei vigili del fuoco che arrivò per primo sul luogo dell’attentato con sette uomini a bordo che hanno salvato centinaia di persone.
Le lamiere contorte del lato in cui si conficcò l’aereo.
La vetrina di un negozio di abbigliamento situato in cima alla torre con tutti i capi pieni di polvere.
Il pilastro centrale della torre con tutti i bigliettini, le foto e piccoli oggetti personali di gente che ha perso la vita tra le macerie. Pensate che questo grande pilastro in cemento è stato portato nel museo con tanto di onori e ricoperto dalla Bandiera Americana diventando un simbolo di rinascita.
Ogni visitatore può lasciare una dedica, una frase, un pensiero. Io ho lasciato il mio piccolo contributo.
Bisogna essere lì per capire e sentire le emozioni…

Passeggiando in lungo e in largo per Manhattan, Central Park e la 5^ Ave, i giorni sono volati…

Sul volo di ritorno già pensavo al prossimo viaggio…

Un consiglio
Prima di comprare i new york city pass, controllate su Ebay. Ho comprato 2 city pass nuovi al prezzo di uno.
Chi va a New York la prima volta (come me), e bene affidarsi ad una buona agenzia viaggi che ti consiglia e si occupa della documentazione necessaria.
Cercate di trovare l’hotel più al centro possibile. Costa un po’ di più ma avrete tutto il “mondo” a portata di mano.
Non acquistate la colazione in albergo, costa troppo. Ci sono tanti bar tipo Caffè Filigori Zecchini, italiano, dove tutto costa 2 dollari. Uno di questi caffè è situato a 10 metri dall’hotel in cui alloggiavo.
Mangiate americano, che non costa tanto.
E poi, la cosa più importante: DIVERTITEVI E GIRATE IL MONDO – Ne vale la pena.


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Commenti su questa Opinione

  • Aerea pubblicata 17/07/2017
    tornata, e complimenti per la scelta del modo di festeggiare un importante anniversario, cosa da pochi, i mariti di solito se ne dimenticano ;/
  • Aerea pubblicata 15/07/2017
    hai proprio ragione, ritorno anche qua
  • ila.8 pubblicata 15/06/2017
    Ci sono stata! Ti lascia senza fiato!
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Su Ciao da: 24/05/2000