Eymerich, l'inquisitore
27.03.2006
Vantaggi:
Un ottimo mix di storia, fantascienza, thriller e horror per un grande scrittore italiano
Svantaggi:
L'idea un po' arida sulle religioni che sta alla base del libro
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 SergioB71
Su di me:
Scusate la latitanza... ma il mondo sta impazzendo ed io non mi sento di seguirlo... :-( RICHI...
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 29 utenti Ciao
Valerio Evangelisti e' un nome che ho visto spesso sulle copertine dei libri mentre mi aggiravo per librerie e bancarelle, eppure non mi era mai venuto voglia di provare una sua opera. Perche'? Be', prima di tutto per una mia innata e irrazionale avversione (o diffidenza) verso gli scrittori italiani (eppure ce ne sono tanti bravissimi e negli ultimi anni me ne sono reso conto). E poi... no, nessun'altra ragione. A volte ci e' necessaria solo una spinta iniziale per imboccare una strada che si snoda davanti a noi libera e tranquilla. Ebbene, un giorno di un paio di anni fa, quasi per caso, mi e' capitato di comprare "Cherudek", un romanzo che ha visto la luce nel 1997. E' cosi' che ho scoperto il personaggio di Eymerich, un inquisitore domenicano del 1300. In verita' "Cherudek" e' rimasto per un po' a prendere polvere nella mia libreria: per una volta mi ero informato sulla sequenza con cui erano uscite le opere di uno scrittore e avevo la ferma intenzione di leggerle nell'ordine cronologico corretto in modo da conoscere a fondo, e nel modo voluto dal suo creatore, un personaggio letterario. "Nicolas Eymerich, inquisitore" e' il primo romanzo della serie ed e' di questo che intendo parlare. Uscito inizialmente nella collana Urania nel 1994 e successivamente pubblicato nella Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori (la mia edizione acquistata con il 30% di sconto qualche settimana fa), si e' rivelato una sorpresa interessante. Analizzando il tipo di personaggio, pensavo di trovarmi di fronte ad un romanzo storico ambientato nel 1300 con sfumature gialle o magari un po' horror, vista la chiara implicazione demoniaca. Ma qui ho trovato anche una decisa mano di vernice fantascientifica, spalmata con ottima perizia.Vediamo quindi un vago cenno della trama, che si divide essenzialmente in tre parti alternate tra loro. Una e' quella ambientata all'incirca nella nostra epoca: apre il romanzo ed e' riuscita a spiazzarmi. Come infatti si collega un oscuro e un po' strambo fisico con un inquisitore del 1300? Eppure con i suoi strampalati studi c'e' un collegamento. Riguardano la fisica degli psitroni, fantomatiche particelle subatomiche in grado di spiegare scientificamente (ma solo secondo il libro) fenomeni quali telepatia, telecinesi, teletrasporto e materializzazione di spiriti. Ovviamente l'accoglienza che viene data alle teorie di Marcus Frullifer da parte delle universita' e degli scienziati e' al limite della derisione. Eppure fin dal secondo capitolo, che da' inizio alla seconda storia del libro, scopriamo che le teorie di Frullifer prenderanno piede. Siamo infatti nel futuro, nel 2194, all'imbarco su una astronave psitronica in grado di fare viaggi inimmaginabili grazie alla scienza di Frullifer. Attraverso il racconto di un componente dell'equipaggio, iniziamo un viaggio alla ricerca di qualcosa di sconvolgente. E, finalmente, nel terzo capitolo, facciamo la conoscenza del nostro "eroe", il domenicano Nicolas Eymerich nell'anno 1352 a Saragozza, capitale dell'Aragona, in Spagna. L'inquisitore generale, padre Agustin de Torrelles, e' in fin di vita a causa della peste nera, ma prima di morire affida il suo incarico all'appena trentenne Eymerich, insieme ad un compito importantissimo: indagare su uno strano caso che coinvolge le donne della regione e la presenza di neonati nati con due facce perfettamente uguali. Il primo compito di Eymerich e' ottenere l'approvazione della sua nuova carica dalle autorita' del luogo, cioe' il re Pietro IV, il Justicia (una specie di giudice supremo al quale anche il re ha prestato giuramento) e l'arcivescovo. Successivamente deve iniziare la sua lotta contro il Maligno. Come si collegano queste tre storie? Lascio a voi scoprirlo. I capitoli si alternano, passando da un'epoca all'altra, in un ritmo frenetico e incalzante, che presenta al lettore continue sorprese. Evangelisti si e' rivelato una interessante scoperta, grazie al suo modo di scrivere davvero eccellente. Il personaggio di Eymerich trae la sua origine da un inquisitore realmente esistito (cosi' si legge sulla copertina del libro), nato nel 1320 a Gerona, in Catalogna, e morto nel 1399, ed e' un uomo senza molti scrupoli. E' un solitario e rifugge lo sfarzo e la folla, nonche' il contatto fisico. Il suo scopo e' applicare la legge della Chiesa cattolica in modo anche spietato ma il piu' possibile giusto. Non e' un santo, anche se lui si crede assolutamente nel giusto visto che sta dalla parte della Chiesa e di Dio (essendo lui inquisitore generale, i suoi unici superiori sono Dio e il Papa). E si sa che la Chiesa a quel tempo non era poi cosi' santa come lo e' adesso o lo era all'origine. Ma esistono periodi bui e periodi luminosi in tutta la storia dell'uomo e la Chiesa e' fatta di uomini. Quindi non si puo' continuare a buttare fango su di lei per i suoi errori del passato. Quello che forse mi e' piaciuto meno di questo libro e' l'idea arida delle religioni che sta alla base della trama e che non posso svelarvi senza rovinarvi la lettura. Dal mio punto di vista, l'ho accettata solo come spunto letterario, quindi senza alcun fondamento reale.Detto questo, chiudo consigliando la lettura di questo libro: per me e' stata una piacevole scoperta e rappresenta il modo migliore per conoscere uno scrittore italiano di notevole talento. Sempre, ovviamente, che questo genere vi piaccia. Buona lettura a tutti!
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17.02.2007 15:25
Non sembra male, anche se il genere non è il mio preferito. Grazie per la segnalazione. Ciao
10.04.2006 20:41
un altro utile consiglio...
30.03.2006 13:32
non lo conosco, ma susciti il mio interesse