La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
prezzo modico; Palazzo Trinci è bellissimo |
| Svantaggi: |
fatta male e con opere modeste |
| Lo consiglieresti ai tuoi amici? |
No |
Come sa chi mi legge spesso, io e i miei amiamo andare per mostre. Spesso sono l’occasione per scoprire località sconosciute o per visitare quei posti che ci ripromettiamo sempre di vedere. Foligno, infatti, era una di quelle cittadine che volevamo visitare e la mostra “Nicolaus Pictor Nicolò di Liberatore detto l’Alunno” n’è stata l’occasione.
Ora, se Foligno non ci ha deluso, non si può dire altrettanto della mostra.
Nicolò di Liberatore, detto l’Alunno, è considerato il più importante pittore folignate del Quattrocento, tanto che la sua città natale gli ha dedicato anche una statua. A dir la verità, questo pittore era completamente sconosciuto a me e ai miei, cosa che ci ha interessati ancora di più alla mostra. In fondo, obiettivo di una mostra non dovrebbe essere principalmente quello di informare, di diffondere cultura? Beh, mi spiace molto, ma questa mostra non colpisce granché l’obiettivo. Siamo usciti dall’esposizione senza sapere su Nicolò di Liberatore molto di più di quanto sapevamo all’entrata. I cartelli, che dovrebbero essere esplicativi, non lo sono a sufficienza. Sembra quasi che i curatori della mostra abbiano dato per scontato che i visitatori sappiano chi fosse Nicolò di Liberatore, ed è questo un errore non raro nelle mostre. Una mostra dovrebbe essere accessibile e comprensibile da tutti, non solo dagli esperti. Dunque, se è sbagliato dare per scontato che il visitatore conosca i grandi della storia dell’arte (Leonardo, Rembrandt, Canova, Rubens e chi può ne ha più ne metta), tanto più è sbagliato supporre che un profano sappia qualcosa di questo Nicolò di Liberatore! Inoltre, non era assolutamente chiaro il percorso da seguire: le sezioni della mostra erano numerate, ma i numeri sembravano messi a casaccio.
Assodato che non si uscirà dalla mostra arricchiti di molte nozioni in più su questo pittore e sull’arte folignate del tempo, si potrebbe almeno sperare di vedere delle opere d’arte di un certo livello…una pia illusione. Non me ne voglia Nicolò di Liberatore, ma le sue opere, e quelle degli altri pittori presenti nella mostra, non sono eccezionali. Per carità, l’arte è sempre arte, ma queste opere non meritano certo una visita ad hoc, in quanto analoghe a centinaia d’opere d’arte che riempiono le gallerie e i musei civici italiani.
Per continuare sulle dolenti note, c’è da dire che il bookshop è molto sfornito: giusto qualche cartolina, il catalogo della mostra e qualche librone d’arte. A discolpa dei responsabili, sono stata alla mostra il 3 Ottobre, giorno in cui si prevedeva che finisse la mostra, che è stata poi prorogata fino al 8 Dicembre. E’ probabile, quindi, che il bookshop era sfornito solo momentaneamente. C’è da dire che non accettano carte di credito, pur mettendo in vendita un bel librone su Palazzo Trinci, sede della mostra, alla modica cifra di 180 €. Secondo loro, c’è gente che va in giro con due bei bigliettoni da 100 € pronti per comprare qualcosa al bookshop?!?!
Ma allora questa mostra è proprio da buttar via, direte voi. Non del tutto, ha ben due pregi.
Il primo è che è ospitata a Palazzo Trinci, il più bell’edificio civile di Foligno, dall’origine particolare e con affreschi quattrocenteschi che meritano da soli il venire in città.
Inoltre, il biglietto, che permette anche la visita del palazzo, ha un prezzo modico (intero 5,00 €, ridotto 2,50 €) rispetto ad altre mostre, che sembrano fatte solo per spremere soldi.
In definitiva, la mostra in sé e per sé non vale la pena, ma Palazzo Trinci sì, quindi, se vi trovaste a Foligno da qui al 8 Dicembre, “accattatevi” pure la mostra!!
Come detto, la mostra sarà aperta fino all’8 Dicembre.