Niente si oppone alla notte (Delphine de Vigan)

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Niente si oppone alla notte (Delphine de Vigan)

Nel 2008, a sessantun anni, Lucile si toglie la vita. A scoprirla è sua figlia Delphine, l'autrice di questo libro. Un mattino di gennaio è entrata ne...

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Opinione su "Niente si oppone alla notte (Delphine de Vigan)"

pubblicata 11/06/2012 | doc101
Iscritto da : 09/02/2010
Opinioni : 224
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Su di me :
Ottimo
Vantaggi E' un libro bellissimo
Svantaggi Non ne ho trovati
Eccellente
Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale

"MADRE E FIGLIA"

''La scrittura non può nulla.
Tutt'al più permette di porre le domande
ed interrogare la memoria.''


Che cosa si può provare davanti alla propria madre che si è uccisa?
Dolore, amore, angoscia, rabbia, paura.
Ma soprattutto sensi di colpa.
Per non avere capito la richiesta d'aiuto, silenziosa, ma nello stesso tempo gridata, di una madre disperata.
Perchè una figlia adulta si sente sempre responsabile nei confronti dei genitori anziani, anche quando la realtà è completamente diversa.
Perchè, a un certo punto della vita, si invertono i ruoli.
Ed ha inizio la precarietà.


LUCILE (LA MADRE)

Lucile è stata una bambina bellissima: modella per fotografi famosi, indossatrice nelle sfilate di moda; ma, forse a causa della sua bellezza, è stata una creatura silenziosa, assorta, assente dal contesto in cui ha vissuto.
Circondata da una famiglia numerosa e un po' stramba, sempre obbligata a confrontarsi con fratelli e sorelle decisamente gelosi di lei, dei suoi privilegi, del suo essere esageratamente amata dal padre.
Otto fratelli e sorelle: un piccolo universo!
Una famiglia difficile, allegra e devastata, esuberante ma anche segnata da eventi dolorosi.
Un nucleo di persone caratterizzate dal più assoluto anticonformismo:

''una famiglia che ha suscitato,
lungo tutta la sua storia,
numerosi commenti..''

Cresciuta in un ambiente fuori da qualsiasi schema, Lucile ha subito, fin dai primi anni di vita, il fascino della sua famiglia; dove istanti di felicità sublime si sono alternati a momenti di tragedia assoluta.

Si sa che la personalità di chiunque viene forgiata in gran parte durante i primi anni dell'esistenza, quando l'ambiente famigliare assume un ruolo preponderante e fondamentale.
Succede infatti che ci si senta amati, detestati, rifiutati.
Che si cerchi una via di fuga, per poi ritornare.
Che si maledicano i genitori, per le loro mancanze e disattenzioni.
Ma che poi si ritrovino, invecchiati e stanchi, ma ancora pronti ad accogliere chi si è allontanato.
Succede anche nelle famiglie più ''bislacche''.
Anzi, soprattutto in quelle!

Lucile, la bella, la silenziosa, la tormentata, è cresciuta appunto in una famiglia ''bislacca'' , che l'ha condizionata immensamente.
La sua inquietudine, l'angoscia e l'insoddisfazione, il non sentirsi mai veramente accettata da nessuno, perchè lei per prima non si era accettata, sono state le costanti esistenziali che l'hanno condotta verso una scelta disperata.
Dopo essersi allontanata dalla casa paterna, dopo un breve (infelice) matrimonio, dopo aver avuto due figlie (Delphine e Manon), Lucile si ritrova a fare i conti con sé stessa: e questo fatto la destabilizza completamente.
Soffre per tutto quello che non ha avuto, per le verità nascoste che non ha avuto il coraggio di scoprire; soffre per l'amore perduto del padre e della madre; e per la mancanza di un rapporto vero con i fratelli.
Soffre anche per non essere riuscita ad essere almeno una brava madre, pur avendo provato tante volte; prendere atto del rifiuto da parte delle figlie, che la allontanano dalle loro esistenze, la getta nella disperazione.
E così si trova alla deriva, devastata da un'angoscia che diventa malattia, oppressa dalla solitudine e dall'incapacità di mantenere un qualsiasi rapporto.
Perseguitata perfino dalla sua bellezza: un attributo inutile, quasi nocivo.
Nascondendo, dietro a sorrisi di oscura dolcezza, la sua infelicità.
Fino al momento in cui il cumulo di sentimenti malati che la opprime diventa talmente insostenibile da spingerla al suicidio.

''Vorrei essere capace di descrivere quel che è successo a Lucile,
minuto per minuto,
coglierne il momento esatto
in cui la situazione è precipitata,
esaminare il fenomeno,
conoscerne il mistero.''

DELPHINE (LA FIGLIA)

Delphine, autrice del libro, scopre che Lucile si è uccisa quando, entrando nell'appartamento della madre, la trova riversa sul letto.
Un mattino di gennaio, una giornata qualsiasi.
Preoccupata perchè non riesce a mettersi in comunicazione con lei, Delphine decide di andare a casa della madre.
Non immaginando quello che l'aspetta.
Il decesso risale ad alcuni giorni prima: giorni in cui nessuno si era curato del prolungato silenzio della donna.
Soprattutto nessuno si era ricordato della sua fragilità emotiva, del suo dolore esistenziale, di quella solitudine che lei temeva tanto, pur rifugiandosi in essa.
Delphine rimane sconvolta.
E decide di scrivere un libro che possa essere, nello stesso tempo, una cronaca oggettiva e realistica della vita di sua madre, ma anche un omaggio sentimentale verso di lei.
Forse per cercare di tacitare i tanti sensi di colpa causati dalle incomprensioni reciproche.
O per trovare una (impossibile) spiegazione a quel gesto inaspettato.
E' sempre traumatico constatare di non aver capito la disperazione di chi si ama; di non essere stati in grado di offrire un aiuto, un abbraccio.
E' contro natura accettare che la propria madre abbia voluto andarsene senza salutare nessuno.
Senza alcun (apparente) motivo.
Ma, ripensando al passato, scoprire che i segnali c'erano stati, evidentissimi.
Che il progetto di sparire era stato quasi gridato.
Anche se, forse per difesa, nessuno lo aveva captato.

''Oggi non cerco più.
Ascolto Lucile come lei amava che la si ascoltasse.
Lei soffriva, era stanca.
Le lotte che aveva condotto per tutta la vita
non le avevano lasciato la forza per affrontare l'ultima battaglia.
Lucile è morta come desiderava:'' da viva ''.
Oggi, sono in grado di ammirare il suo coraggio''.


NIENTE SI OPPONE ALLA NOTTE


Quando veramente la notte deve arrivare a nascondere ogni cosa, nulla si può opporre.
La decisione di porre fine alla propria vita è una scelta che scaturisce sempre da una profondissima disperazione, che nulla e nessuno può essere in grado di contrastare.
Non si può combattere contro il ''potere distruttivo del silenzio''.
Perchè il silenzio è un alibi infallibile.


''Il suo dolore ha fatto parte della nostra vita.
Il dolore di Lucile fa parte del nostro essere.
Eppure ogni tentativo di spiegazione è votato alla sconfitta.''


Delphine De Vigan, autrice di questo romanzo, ha scritto anche:
Gli effetti secondari dei sogni
Le ore sotterranee


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  • lucetta7 pubblicata 19/04/2013
    Eccellente recensione! Quanto male fanno le famiglie "bislacche" ! Grazie per avermi fatto conoscere questo libro.
  • pucy74 pubblicata 01/11/2012
    ottima op
  • morris83 pubblicata 25/08/2012
    eccellente
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Informazioni sul prodotto : Niente si oppone alla notte (Delphine de Vigan)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Nel 2008, a sessantun anni, Lucile si toglie la vita. A scoprirla è sua figlia Delphine, l'autrice di questo libro. Un mattino di gennaio è entrata nel suo appartamento e l'ha trovata così, distesa sul letto, senza vita. Perché? Non è una domanda a cui si possa dare risposta, e Delphine de Vigan, già affermata scrittrice, per molto tempo resiste all'idea di dedicarle un libro. Ma c'è una "luce segreta venuta dal nero" a sedurla e a farle riprendere la penna in mano. Con la certezza che "la scrittura non può nulla. Tutt'al più permette di porre le domande e interrogare la memoria". Lucile era una donna bellissima, ammirata e desiderata, che portava in sé da sempre una ferita profonda. "Il suo dolore ha fatto parte della nostra infanzia e, più tardi, della nostra vita adulta, il dolore di Lucile fa indubbiamente parte del nostro essere, mio e di mia sorella. Eppure, ogni tentativo di spiegazione è votato alla sconfitta." Ma questa morte esige almeno di avvicinarlo, quel dolore, di esplorarne i contorni, i recessi segreti, l'ombra che proietta. E dunque per combattere il potere distruttivo del silenzio che Delphine inizia a scavare nella memoria familiare, a partire dai nonni un po' bohème e anticonformisti e dai loro nove figli, per ricomporre il quadro di una "famiglia che ha suscitato lungo tutta la sua storia numerosi commenti" e ha proiettato intorno a sé un'inconsueta fascinazione. Una famiglia "allegra e devastata" in cui la tragedia si è insinuata presto e si è riprodotta con inusitata acrimonia.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788804621164

Tipologia del prodotto: Libro in brossura, Libro

Autore: Delphine de Vigan

Traduttore: M. Bellini

Numero totale di pagine: 311, 420

Alice Classification: Letterature Straniere: Testi

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 2012

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 19/04/2012