La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
molto crudo, buona regia |
| Svantaggi: |
diverse scelte "plot - wise" dei personaggi, poca paura |
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Sì |
"The Texas Chainsaw Massacre", il film del 1973 targato Tobe Hooper (quello di "Poltergeist" e di altri film di genere più o meno riusciti, ultimo dei quali "Mortuary", uscito in Italia come "Il custode"), è universalmente considerato uno dei capolavori del cinema horror. In realtà, la definizione non è correttissima, perché TCM, come ogni appassionato di horror sa, non è un horror tout-court, ma rientra nel sottogenere del "teen slasher" (ovvero: psicopatico si diverte a sterminare allegra combriccola di giovani). Si può addirittura dire che questo film ha aperto la porta (ironia della sorte, visto il titolo italiano) su questo sottogenere, che ha poi visto altri ottimi film come "Halloween" o "Venerdì 13". Nel 2003 Marcus Nispel (spalleggiato dal produttore Michael "non so cosa sia un twist ending, banale è bello!" Bay) si cimentò, in modo tutto sommato soddisfacente, con questo mostro sacro, realizzandone un remake-ripensamento. Oggi è il turno di Johnathan Liebesman, regista del mediocre "Al calare delle tenebre" (Darkness Falls). Il produttore è sempre Michael Bay e questo film è il prequel del remake (non impazzite sulla terminologia).
TITOLO: Non aprite quella porta: l'inizio ("The Texas chainsaw massacre: the beginning")
TAGLINE USA: Witness the birth of fear (che rende meglio l'idea rispetto alla traduzione italiana)
REGIA: Johnathan Liebesman
ATTORI PRINCIPALI: Jordana Brewster, Taylor Handley, R.Lee Ermey, Andrew Bryniarski
TRAMA: due fratelli sono in procinto di partire per il Vietnam (in realtà uno dei due vuole disertare, ma queste sono sottigliezze); prima, però, vogliono godersi gli ultimi momenti (in tutti i sensi) con le rispettive fidanzate. Una motociclista cerca di derubarli e, nel tentativo di fuggire, i 4 hanno un incidente. Lo "sceriffo" presenterà loro il simpatico Thomas, un ragazzo con una spiccata predilezione per le motoseghe...
Punto primo: non capisco come sia possibile che il film non sia vietato ai minori di 14 anni (soprattutto se pensate che il VM14 l'hanno dato a "Paradiso+Inferno"). Dire che scorrono ettolitri di sangue è riduttivo: la componente gore è onnipresente. Liebesman non si tira indietro quando si tratta di filmare scene per stomaci forti: che dire, altrimenti, della scena in cui (si può dire, non è spoiler perché non faccio nomi) Thomas Hewitt taglia per la prima volta la pelle dal viso di una sua vittima? E non è la scena più disgustosa! Io la violenza nei film la reggo molto bene, però mi rendo conto che non è un film per tutti.
Eppure... eppure non di solo splatter/gore vive l'appassionato di horror, e Liebesman sembra rendersene conto. Colori spenti ed un sapiente uso della cosiddetta "handheld camera", assieme alla location inquietante di per sé, riescono a trasmettere allo spettatore l'atmosfera malsana del film. Non credo di esagerare nel dire che qualcuno, dopo la visione, correrà a farsi una doccia. Peccato che di paura, nel senso più esteso del termine, non ce ne sia molta. E' senz'altro una pecca del film, anche se pienamente sopportabile (il disgusto è, per molti, un buon surrogato).
La recitazione è, come potete vedere nelle mie valutazioni, "convincente". In realtà, c'è qualcuno che ha clamorosamente "cannato" la prova (una su tutti: Jordana Brewster. Sì, è bella, bellissima, però non era molto credibile...), ma le prove di due uomini alzano notevolmente il livello: mi riferisco a R.Lee Ermey ed a Andrew Bryniarski. Il primo interpreta lo "sceriffo Hoyt" (guardate il film e capirete perché ci ho messo le virgolette), personaggio assente nell'originale hooperiano ed apparso per la prima volta nel remake del 2003. Hoyt è ODIOSO! E' sadico, perverso, crudele (anche nei confronti dei suoi protetti), inquietante: il perfetto cattivo. Sentite i discorsi che fa e poi fatemi sapere che ne pensate. Il secondo, invece, riesce nell'impresa di essere espressivo senza dire una parola ed avendo sempre la faccia quasi integralmente coperta (se non si fosse capito, interpreta Thomas Hewitt). E' un armadio, il che non guasta, ma riesce a mettere in scena tutta la goffagine di Thomas... e i suoi notevoli problemi psichici, ovvio. Però in un certo senso lo si può quasi capire (quasi).
Detta così sembra il film dell'anno. E invece no. Oltre alla suddetta assenza dell'elemento "paura" ed alla prestazione indecente della Brewster (però è proprio bella), c'è un altro aspetto su cui mi voglio soffermare: la sceneggiatura. I dialoghi, a parte qualche boiata evitabile, mi sono piaciuti (e poi le frasi migliori le diceva sempre lo "sceriffo Hoyt"...), ma la trama... al di là della persistente sensazione di "déjà vu" (non il film di Tony Scott... ok, non faceva ridere), accettabile sapendo che si tratta del prequel di un remake, ho fatto molta fatica ad accettare diverse scelte dei personaggi (più o meno tutte quelle della brewster). Capisco che i momenti "plot-wise" (traduzione: "il personaggio deve fare la cosa più idiota possibile altrimenti il film finisce") sono un male necessario... ma ce n'erano un pò troppi.
Come concludere? Film godibile, gli splatterofili saranno molto contenti, chi ha trovato inquietante "The ring" non lo gradirà molto, i fans di Uwe Boll rimarranno allibiti (ma ancora non li hanno internati?)... gli altri, molto semplicemente, non andranno mai a vederlo.
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molto utile
24.12.2006
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Tenetevi stretta la vostra faccia ...
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homerjs
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molto utile
05.05.2007
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L'inizio e migliore dei precedenti.
Valutazione del Prodotto Non Aprite Quella Porta: l'Inizio (John Liebesman - USA 2006) scritta da
Zago74
Vantaggi: Un film mediocre nel genere.
Svantaggi: Troppe scene di sangue, poca suspans.
Vediamo velocemente la trama, due ragazzi americani che nel film sono fratelli, di nome Dean e Eric devono partire per il Vietnam e affrontare il campo di Guerra, uno è convinto di quello che vuole fare della sua vita ovvero fare la guerra e combattere pe ...
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molto utile
03.01.2007
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Ogni Storia Ha il Suo Inizio...
Valutazione del Prodotto Non Aprite Quella Porta: l'Inizio (John Liebesman - USA 2006) scritta da
loremo83
Vantaggi: E' Un Film Horror-Splatter, Fate Voi...
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Ogni storia ha il suo inizio, ed ecco raccontato in questo film, l'inizio della storia della famiglia Hewitt. Chi ha visto il film del 2003, il remake del classico 'Non Aprite Quella Porta', si è sicuramente accorto che, ambientandosi nel 1973, ormai la ' ...
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molto utile
10.12.2006
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La genesi del massacratore
Valutazione del Prodotto Non Aprite Quella Porta: l'Inizio (John Liebesman - USA 2006) scritta da
Gianfy.Ely
Vantaggi: tensione e paura
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molto utile
02.05.2007
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