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Vantaggi intrigante e ruvido horror servito alla texana con contorno d'urla e sangue rappreso
Svantaggi storia raccapricciante ed ormai scarsamente originale.
Dettagli
| Genere | horror |
|---|---|
| Età minima | vietato min. 14 anni |
| Regia | buona |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | buona |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Sera del 17 novembre del 1957.
La polizia entra in una fattoria isolata, sperduta tra le sterminate piantagioni di granoturco del Wisconsin. Edward Theodore Gein non é in casa a riceverli, ma l’aspetto disordinato e sudicio delle stanze in cui vive svela la sua solitudine ed il suo particolare gusto per l’arredamento. Un odore dolciastro di morte si leva da paralumi di pelle umana, crani, teste, parti varie di cadavere essiccate ed utilizzate per innominabili riti.
Entrando nel suo magazzino-laboratorio i poliziotti incaricati della perquisizione vedono, appeso ad un gancio penzolante dal soffitto, il cadavere orrendamente mutilato di quella che solo poche ore prima era la signora Berenice Warden. In una pentola sta bollendo il suo cuore.
Ed Gein viene rintracciato ed arrestato mentre, ignaro di aver attirato l’attenzione dalla polizia, é a cena a casa di amici. Scavando nel terreno circostante la sua fattoria gli inquirenti rinvengono i resti mutilati di un numero impressionante di altri cadaveri.
Questa é la realtà, non é finzione cinematografica.
28 novembre 2003.
Esce nelle sale italiane il remake del film di T. Hooper, con il medesimo titolo ed una storia molto simile.
Inizia con un filmato in bianco e nero, girato in una casa colonica texana. La cinepresa tremolante indugia su un poliziotto che sta esaminando la scena di un crimine, parla e mostra tracce di un delitto.
Secondo la cronologia fornita a commento é il 20 agosto 1973.
La scena, quasi subito, arretra temporalmente al 17 agosto 1973 ed appaiono i colori della campagna del Texas, sterminata distesa di campi di granoturco verde, che sta maturando sotto la sferza di un sole abbacinante. Lungo una strada che corre infossata in questa natura immobile un furgoncino Dodge della fine degli anni sessanta porta, nel suo interno, un gruppetto di cinque adolescenti che si dirigono a Dallas per assistere ad un concerto.
Sul sedile posteriore stanno amoreggiando la piccante autostoppista Pepper (Erica Leerhsen) ed il vigoroso Andy (Mike Vogel). Di fianco a loro c’é il mite e scarognato Morgan (Jonathan Tucker), che cerca di farsi regalare un po’ d’attenzione dagli amici mentre fuma uno spinello.
Al posto di guida il traviato Kemper (Eric Balfour) é intento a litigare con la candida fidanzata Erin (Jessica Biel) per una partita di marijuana comperata in Messico a sua insaputa.
All’improvviso il furgoncino é costretto a sterzare per non travolgere una ragazza, che cammina barcollante in mezzo alla strada polverulenta. Ha il viso pesto, le gambe graffiate, un misero vestitino avvolge le sue membra ed é in evidente stato confusionale, perciò i giovani decidono di farla salire sul loro mezzo per accompagnarla ad un posto di soccorso.
Purtroppo, a parte uno stabilimento di macellazione dalla profetica ed evocativa denominazione di “Blair meat co.”, in quella campagna immersa nella luce del solleone sembra che non ci sia nulla e nessuno che possa accoglierli.
Intanto la ragazza farfuglia frasi incomprensibili in risposta alle domande dei giovani, s’agita capendo che si stanno dirigendo nella direzione da cui lei si stava allontanando, estrae dal suo vestitino striminzito una pistola e, in un ultimo impulso di lucidità, si spara.
Sgomento, paura, orrore assalgono i giovani, che ormai non possono più liberarsi del loro ingombrante fardello, e sono costretti a cercare aiuto in una cadente stazione di servizio miracolosamente incastonata tra le interminabili distese di granoturco.
Loro non lo sanno ancora, ma da qualche parte in quell’inferno texano gli antropofagi membri della famiglia Hewitt stanno approntando ganci e coltelli da macellaio per rifornire di carne fresca la loro dispensa.
Il sadico sceriffo Hoyt (R. Lee Ermey) ha appena vestito la divisa stirata dalla perfida mammina, e non vede l’ora d’esercitare il suo perverso senso di giustizia sui peccatori in arrivo nella sua contea.
In una cantina tenebrosa un gigante dalle fattezze disumane, Thomas Hewitt (Andrew Bryniarski), indossata una lercia maschera di pelle, si accinge a controllare che il serbatoio della sua motosega sia pieno ed i denti della sua catena siano ben affilati.
Anche nonno Hewitt, lurido vecchiaccio puzzolente d’urina stantia ed inchiodato alla carrozzina, accarezza ghignando un cane pulcioso, mentre attende con impazienza l’arrivo dei nuovi ospiti. Ha voglia di ricevere finalmente un po’ di gioventù con cui scambiare qualche parola nella sua immensa casa, ma, soprattutto, ha fame...
Attesa spasmodica quella che si avverte tra le mura di casa Hewitt, i cui membri stanno preparando ai cinque giovani una calorosa accoglienza, un ricevimento degno del più gradito degli ospiti.
Un vero massacro texano, con carne sanguinolenta ed arti mozzati a profusione.
In sintesi, anche se questo film non é un capolavoro, é senz’altro destinato a diventare oggetto di “culto” per la nuova generazione d’adolescenti e giovani amanti dell’horror, che, per motivi anagrafici, non hanno potuto formarsi alla “scuola” dei maestri del genere più datati.
Per i cultori più scafati é, invece, una buona occasione per rispolverare l’antica passione evocata dal ronzio della motosega di Leatherface, con un po’ di nostalgia ed un’ora e mezza di sano e ruvido orrore servito alla texana.
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inco007 14/01/2005 17:13
Io ho visto lo stesso film e secondo me e davvero interressante com film
3mendo7mbre 29/10/2004 05:42
altarius 09/07/2004 09:24
riokabuto 11/05/2004 09:38
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Inquietante, la tua opinione descrive perfettamente tutto quello che ho appena visto.