Non siamo mica gli americani - Vasco Rossi

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FUOCO AGLI INDIANI

5  30.03.2001

Vantaggi:
tutto il Blasco minuto per minuto in 8 canzoni

Svantaggi:
nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

Voce artista

Originalità

Design del disco

Paragone con dischi precedenti dell' artista


gnegne

Su di me:

Iscritto da:07.08.2000

Opinioni:86

Fiducie ricevute:17

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Dopo un primo album d'esordio interlocutorio (Ma cosa vuoi che sia una canzone...) è forse in questo successivo lavoro che è uscito fuori il vero Vasco Rossi. Tralasciando questi ultimi anni "americani", accompagnato da un band semi-statunitense, la sua anima ribelle,ironica e giocosa è sintetizzata in pieno in questo album dove fanno anche comparsa tutti gli amici storici del Blasco.
Canzoni genuine, sincere e soprattutto vissute in prima persona, raccontate senza peli sulla lingua, si susseguono in uno dei suoi migliori lavori; all'epoca dichiarò di non voler ricalcare i modelli dei cantautori che andavano tanto di moda, voleva scrivere pezzi che colpissero e che regalassero sensazioni forti (come una sua futura canzone...) e il risultato è stato un album atipico ma vincente. Anche se non ebbe un grosso successo subito (l'album fu ristampato l'anno dopo col titolo "Albachiara" e distribuito dalla Ricordi), si è pian piano imposto all'attenzione ed è tutt'oggi uno dei classici della sua discografia.
La varietà stilistica è notevole ed oltre all'esperienza di Vasco come DJ, che gli ha permesso di conoscere parecchi artisti fra loro diversi, ha influito il miscuglio eterogeneo di musicisti che hanno suonato con lui: Gaetano Curreri (quello degli Stadio),Mancuso,Pezzoli,Trevisi al sax,Tassoni e il mitico Maurizio Solieri. Si passa dalle dolci ballate di chitarra (Io non so più cosa fare)al rock puro (La strega)per passare attraverso una quasi disco-rock (15 anni fa) e finire in un tenero swing (Va bè se proprio te lo devo dire) dove c'è un omaggio alla Cardinale, grande mito del rocker. Musicalmente viste oggi queste canzoni non hanno nulla di nuovo anche se per l'epoca erano abbastanza innovative, eppure piacciono perchè assolutamente sincere:i riferimenti al reale e agli amici si sprecano, come il caro amico Floriano Fini, quello che "...si è alzato da poco e non è ancora sveglio", la vicenda di "Faccio il militare" ripresa da una polemica con il distretto che lo accusava di aver voluto evitare (l'inutile) leva ad ogni costo, e anche l'avventura di "Io non so più cosa fare" alle prese con una ragazza più tenace della sua stanchezza (in realtà Vasco era intontito e non aveva la forza di fare nulla).
Altre curiosità riguardano i cori di "Faccio il militare", recitati dalla vocina di Solieri che fa la parte dello sballato ("Css...Css..Fuoco agli indiani"),c'è per la prima volta un pezzo non scritto da Vasco (La strega), e se l'inizio di tastiera di "15 anni fa" è preso in prestito da un gruppo di nome "Ambrosia" il finale post-sputazzo di Fegato spappolato altri non è che l'incipit di God save the Queen versione punk dei Sex Pistols!
Albachiara merita un discorso a parte. Vasco non intitolò l'album in questo modo per non spostare sul brano tutta l'attenzione, ma capì nel tempo quanto questo pezzo divenne importante e tutt'oggi èè il brano che sancisce la chiusura di ogni suo concerto. Durante l'assolo finale Vasco ne approfitta per andare via (ha fatto così anche 2 anni fa a Roma), eppure la prima volta che usò questo stratagemma lo fece per evitare l'assalto dei fans, ma tanta è stata l'abitudine da diventare un finale irrinunciabile. La gente è talmente rapita da questo pezzo aspettandolo per tutto il concerto da perdere l'attenzione e questo la dice lunga sull'emozione che regala.
Il dolce suono del pianoforte, la ritmica che sale e il grande assolo finale formano un'alchimia magica, e la canzone incarna per Vasco ciò che la Donna Cannone è per De Gregori o Emozioni per Battisti: l'identificazione totale con l'artista; rabbia,dolcezza,passione,dubbi,crisi e sogni: il Blasco non sarà Petrarca o Dante, ma in 30 versi ha racchiuso tanti sentimenti come pochi poeti hanno saputo fare.

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Cateranza

Cateranza

03.04.2001 17:38

accipicchia se hai ragione!Ciao -cateranza- P.S.Nel dubbio...dato che sei amante di Vasco almeno quanto me...ho deciso che mi fido di te!!!!:o)

paludenera

paludenera

02.04.2001 20:44

Ah, che nostalgia la tua opinione! è un po' che non metto più sul piatto quel disco, ma Vasco è sempre un mito, anche se su una recente intervista ha detto che adesso va avanti a jogging e frutta fresca invece che a whisky e anfetamine (parole sue...) è sempre un uomo limpido, sincero, pieno di energia, anche nell'amarezza di alcuni suoi pezzi, soprattutto quelli maturi. Un mito. Ciao, Elena.

raissa72

raissa72

30.03.2001 12:54

x me e' sempre il piu' grande ----dice quello che pensa ---pensa quello che dice --e' lui il blasco davanti e dietro le quinte . raissa72

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