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Vantaggi Per chi fosse interessato all'argomento
Svantaggi Banale, noioso, scontato
Dettagli
| Genere | drammatico |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | mediocre |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | mediocre |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
La musica è una cosa seria. E con questo non intendiamo tirar fuori la solita, stantia, polemica tra musica classica e canzonetta, polemica assolutamente priva di senso. Ci riferiamo infatti a qualcosa di completamente diverso. La musica può essere una cosa veramente seria se arriva addirittura a provocare scontri a fuoco tra artisti o gruppi di sostenitori di un musicista piuttosto che di un altro.
Se nel nostro paese vi possono essere stati dei contrasti fatti di sfottò e birignao, nel corso degli anni Sessanta, gli anni del Cantagiro e del rinnovamento musicale, tra i fan della scuola melodica, à la Claudio Villa, e quelli degli urlatori ed epigoni, negli Stati Uniti le cose hanno preso una piega un po’ più tragica.Siamo a inizio anni Novanta e la musica che va per la maggiore è l’hip hop/rap. Si distinguono immediatamente due scuole, quella della Costa Ovest e quella della Costa Est. A Est, a New York, i musicisti si contraddistinguono per una maggiore cura dei testi, ispirati il più delle volte a vere e proprie esperienze di vita nei ghetti e per le strade a spacciare sostanze stupefacenti. Viene, però, curata meno la parte musicale, cosa cui si sopperisce, il più delle volte, attraverso lo sfruttamento di basi musicali di canzoni già famose. Nella Costa Ovest, invece, si affina una cura maggiore delle melodie ma sono i testi ad essere più deboli. Infatti, manca del tutto quella verace esperienza nei ghetti e per le strade.
Le tue tendenze fanno capo ad altrettante case discografiche, la Bad Boy per la Costa Est e la Death Row per la Costa Ovest. Vi è un musicista, in particolare, che per un certo periodo da Ovest si trasferisce a Est per imparare a scrivere i testi, si tratta di Tupac Shakur, e che poi torna nella Costa Occidentale, in California. Per un certo periodo, sembra che vi sia una sorta di amicizia tra Shakur e gli esponenti della Costa Est di questo genere musicale. Fino a quando il rapper non viene aggredito e preso a pistolettate. Questo provoca l’inizio di una rivalità e di un odio che viene a terminare solo dopo un bagno di sangue.È in questo ambito che si colloca Notorious, la storia raccontata dal regista George Tillman Jr. da noi conosciuto principalmente per Men of Honor - L'onore degli uomini, con Robert De Niro e Cuba Gooding Jr, del 2001.
Notorious BIG era uno dei rapper più talentuosi e di successo della Costa Est. Originariamente amico di Tupac Shakur, era diventato uno dei principali bersagli delle accuse del collega della Costa Ovest, dopo il tentato omicidio di cui questi era stato vittima. Infatti, Notorious BIG e il suo mentore e produttore Puff Daddy, in quell’occasione, erano nel palazzo dove Tupac era stato aggredito e pare fossero rimasti sorpresi a vederselo arrivare ancora vivo, laddove stavano registrando qualche nuovo brano. La sfida tra Shakur e Notorious era continuata negli anni sino alla morte di Tupac, ucciso a colpi di pistola. Dopo un disco di successo, proprio mentre era in procinto di far uscire la sua seconda opera da solo, anche Notorious venne ucciso mentre era impegnato in California per una serie di concerti. Il suo secondo cd, postumo, Life after Death, avrebbe stabilito record di vendite. E, a distanza di anni, la sua casa discografica continua a far uscire suoi brani inediti. Al momento della morte, il rapper aveva appena ventiquattro anni.Notorious è un classico biopic, costruito appositamente per rendere un quasi santino dello scomparso rapper e per dare una versione di parte di quelle vicende perse nel tempo. Infatti, non è casuale che produttori della pellicola siano la madre di Notorious e lo stesso Puff Daddy (lo stesso che fa uscire con regolarità qualche inedito del musicista scomparso).
Dapprima vediamo Notorious condurre la sua vita da disadattato nel ghetto, figlio di una insegnante giamaicana e di un uomo praticamente assente dalla sua vita, fino al momento in cui non decise di cominciare a vendere droga nelle strade e a farsi accettare dai suoi compagni di crimine. Poi, la galera, la scoperta di un talento, e una vita di eccessi che lo ha portato ad avere figli, donne, soldi e a procedere in una corsa disperata verso l’autodistruzione. Salvo il ravvedimento finale, la comprensione di dover intraprendere una nuova via, non solo musicalmente.Il rischio è davvero quello di accettare, acriticamente, la visione di parte di Puff Daddy e dei suoi accoliti. Dal punto di vista più strettamente cinematografico, assistiamo a un biopic dalla struttura circolare, si parte dall’uccisione del rapper, si rivede la sua vita in flashback per tornare poi, in chiusura, sul suo assassinio e il suo funerale. Il tutto per oltre due ore di pellicola.
A parte le critiche che si possono portare al trattamento del tema, bisogna dire anche che il film non conquista particolarmente, a meno di non essere dei fan sfegatati dell’hip hop. Oltretutto, la mancanza di traduzione dei testi distanzia ulteriormente lo spettatore da quello che gli scorre dinanzi agli occhi. Per non parlare della faida Costa Est – Costa Ovest che ci lascia del tutto disinteressati e non ci coinvolge in alcun modo.Un film adatto alla stagione cinematografica estiva italiana, durante la quale escono solo pellicole secondarie (a parte l’Harry Potter di turno) o destinate al sicuro macello.
(ex Cinemante)
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krikko89 04/08/2009 14:15
aza7 17/07/2009 22:27
molto bene, evito
shirina 17/07/2009 17:26
passo anche io! ma la tua opinione è molto buona!
doomer 17/07/2009 16:51
OTTIMA LA TUA OPINIONE MA NON E' IL MIO GENERE..A PRESTO!
Gia86 17/07/2009 16:31
Non mi piace nè il genere di film nè di musica. Credo che questa volta passerò.