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La città dell'oro
Vantaggi l'esaltazione della creatività
Svantaggi nessuno
Dettagli
| Rapporto prezzo/qualita | molto buono |
|---|---|
| Qualita | buona |
Valenza è una cittadina in provincia di Alessandria, tranquilla, poco appariscente
che non arriva neppure a 25.000 abitanti. A prima vista potrebbe essere anche considerata insignificante, se non fosse diventata una vera e propria città dell'oro, caratterizzata da numerosi laboratori di oreficeria che l'hanno resa famosa nel mondo.
Si tratta di piccole aziende in cui in genere non lavorano più di dieci persone, ma che complessivamente occupano un terzo della popolazione residente.
La grande avventura della città inizia nell'Ottocento, quando un certo Vincenzo Morosetti dopo una lunga permanenza in Brasile dove aveva imparato tutto quello che c'è da sapere sull'oro, torna a Valenza e apre un suo laboratorio con pochi collaboratori a cui insegna il mestiere. Dalla fine dell'Ottocento alla prima guerra mondiale l'attività orafa in città conosce uno sviluppo notevole e diventa la risorsa principale di Valenza.
Molti artigiani, una volta acquisita la necessaria pratica, decidono addirittura di lasciare la città per aprire laboratori all'estero e in particolare nel Sud America, ma il loro posto non rimane vuoto, perchè dal resto d'Italia arrivano giovani apprendisti che pensano, e a ragione, di poter far fortuna lavorando l'oro.
Infatti il settore cresce ancora dopo la seconda guerra mondiale e soprattutto continua con successo la tradizione dei piccoli laboratori con pochi addetti, in cui si insegnano i segreti del mestiere. Le aziende, proprio perchè piccole, non necessariamente realizzano il gioiello finito, ma spesso si sono specializzate nel seguire solo una fase della lavorazione oppure si dedicano ad attività connesse all'arte orafa, come l'importazione delle pietre preziose.
Nel frattempo sono state istituite due scuole: l'istituto "Benvenuto Cellini" e il Centro di Formazione della Regione Piemonte.
Attraverso questi corsi, di durata variabile tra i due e i tre anni, si formano le nuove leve che nella quasi totalità dei casi trovano lavoro nel settore.
Gli orafi della città sono organizzati in un' associazione che si è preoccupata anche di far conoscere l'oro di Valenza nel mondo, soprattutto attraverso la partecipazione dei prodotti locali a mostre di livello internazionale. In effetti i gioielli realizzati in città si sono fatti apprezzare all'estero: in Europa, in America, in Giappone e non solo.
Inoltre la cittadina ospita "Valenza gioelli", un'esposizione che si svolge ben due volte all'anno e che raccoglie centinaia di ditte provenienti da tutto il mondo.
Il consorzio dei Maestri Gioiellieri Valenzani ha recentemente creato un marchio che raffigura l'araba fenice e che serve a distinguere la produzione di maggiore qualità.
Per aderire al consorzio e poter fruire di questa specie di marchio DOC, occorre sostenere verifiche e controlli severissimi, inoltre la ditta che dovesse contravvenire alle regole o i cui prodotti venissero contestati può essere espulsa su decisione del collegio dei probiviri.
La ricerca della qualità e la cura con cui vengono realizzati i gioielli ha fatto la fortuna della città, ma anche nel resto della regione sono diffuse aziende artigiane che operano in settori diversi, ma che hanno raggiunto livelli qualitativi molto elevati. Sarebbe impossibile ricordare tutte le attività che sono fiorite in Piemonte, ma si può accennare ai mobili di pregio della zona di Saluzzo, alle ceramiche di Castellamonte, in provoncia di Torino, alla produzione di arazzi e al restauro di opere d'arte nei dintorni di Asti.
Purtroppo molte attività, pur avendo avuto successo in passato, sono state progressivamente abbandonate negli ultimi anni. Per esempio a Vercelli si producevano fisarmoniche molto rinomate, esportate anche all'estero, ma lo strumento è decisamente passato di moda e oggi, per quanto ne so, continua ad operare un unico laboratorio, anche se prestigioso.
Indipendentemente dai risultati economici comunque il lavoro dell'artigiano è sempre affascinante: vale la pena seguire almeno una volta le operazioni di un esperto che trasforma dei materiali informi in oggetti belli, utili, o addirittura in piccoli capolavori.
E' piacevole anche parlarne: pensavo di scrivere un'opinione molto più corta e invece mi sono lasciata prendere dall'argomento e mi sono dilungata, ma spero di non avervi annoiato troppo...
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nefi 12/02/2006 23:22
achille50 12/01/2006 21:49
bigiog 22/07/2004 13:07
io abito in un intorno bucato grande a piacere, ma relativamente piccolo... (dissertazione matematica)
pino.nespoli 30/07/2002 14:39
La conosco!!! Sono stato in una bottega artigiana orafa dove hanno a che fare coi micro pentolini, i micro fornelletti, ecc. Fantastico!!! Ciauz,
eyekeeper 27/07/2002 22:01
Non é affato noioso di leggerti:-)