Opinione su "Omosessualità"

pubblicata 04/06/2013 | DREAMER007
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"Non giudicare mai nessuno prima di... (to be continued)"

Omosessualità

Omosessualità

...aver fatto un miglio nei suoi mocassini


Si tratta di un vecchio proverbio degli Indios d'America… una metafora che offre grandi spunti di riflessione...

Belle parole che fanno riflettere profondamente e sulle quali meditare con umiltà e una buona dose di autocritica... lascio a voi la libera interpretazione...


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Quante volte emaniamo giudizi e sentenze tenendo conto solo della nostra esperienza?

Cosa ne sappiamo noi delle sofferenze degli altri, delle difficoltà incontrate lungo il loro cammino, di tutti i disagi, del mal di vivere delle altre persone?

Nella nostra società cosiddetta civilizzata (?) il tempo gioca sempre a nostro sfavore.

Non abbiamo mai tempo per questo, o per quello, siamo sempre di fretta, coi minuti contati, ogni attimo della nostra vita è scandito da un cronometro interno, tutto scorre su binari prestabiliti.

Non ci soffermiamo mai a pensare che nelle relazioni con i nostri simili, nei rapporti che instauriamo col prossimo, scarseggia la consapevolezza che essi non sorgono nell’immediato, è matematicamente impossibile… ci vuole tempo….

Come una vita ha bisogno di nove mesi per formarsi nel grembo della madre, per essere perfetta e completa, così abbiamo bisogno di tempo, a volte anche molto, per conoscere una persona, dobbiamo dargli un margine per lasciare che si mostri a noi in tutta la sua completezza...

Dobbiamo parlarci, la dobbiamo ascoltare, sentire la sua storia, cosa ha da raccontarci, quali sono le esperienze che ha vissuto, le sue gioie, i suoi dolori… non dobbiamo partire già col piede sbagliato, guardarla in faccia e decidere a priori che quella persona è così, perché lo dico io, perché lo dicono tutti… tutti chi?

Ormai si crede sempre di più al colpo di fulmine, non solo nelle relazioni amorose, ma anche nei rapporti tra persone in generale…

Non appena l’ho vista quella persona mi è subito risultata simpatica!

E che dire del colpo di fulmine al contrario?…

Se quella persona non mi va a genio, se non mi piace a pelle, se ho già a priori dei preconcetti, penso già di averla conosciuta ed etichettata, so già che non potrò mai digerirla qualunque cosa essa possa dire o fare, per me è così e basta, non può essere altrimenti del resto, se la mia mente è ristretta e il mio cervello piccolino..

Sono convinto nella mia immensa stupidità di aver già capito tutto di quell’individuo, certamente non può che essere come dico io...

Io capisco le persone al primo sguardo…

Quante volte abbiamo sentito dire questa frase vuota e senza senso?

Oppure..

Ah, ma quelli come lui sono tutti uguali... ne hai visto uno li hai visti tutti...

Eppure io ho sempre pensato che ognuno di noi fosse un perfetto miracolo della natura, unico e irripetibile, che non esistesse proprio nessuno uguale ad un altro, per quanti miliardi e miliardi di esseri umani siano esistiti sulla faccia della terra.

Ma ci piace catalogare, schedare, inquadrare ogni cosa... perché non farlo dunque anche con le persone?

E’ molto più comodo, si fa meno fatica, hai delle linee guida che ti danno sicurezza.

E ognuno si infila nel settore che più gli piace, o ancor peggio infiliamo gli altri in uno schedario, privandolo della sua identità e unicità…

E ognuno ovviamente pensa di stare sempre dalla parte giusta, per carità, non sia mai che uno consideri per una volta di essere lui in quella sbagliata, ci mancherebbe.

Mai che ci si soffermi a pensare che al di fuori della nostra “normalità” possa esistere un mondo parallelo che non si incontrerà mai col nostro, ma non perché sia lui a non volerlo, ma perché siamo noi a non permetterglielo, per colpa dei nostri preconcetti e convinzioni errate, della nostra capacità di giudicare con arroganza e presunzione chi si discosta dal nostro modo di pensare, di credere, di amare, di soffrire, di lottare.

Eppure non si dice che il mondo è bello perché è vario?

Ma chi l’ha mai detta questa frase così stupida?

A me sembra proprio il contrario…

Anzi, si sta facendo di tutto perché il mondo sia il più omogeneo possibile… la globalizzazione… più nessuna tradizione… tutti quanti omologati…

Ma dove vuoi arrivare, vi starete chiedendo?

Sinceramente non lo so nemmeno io, i pensieri scorrono così, forse senza un senso apparente, ma è talmente grande il mio disgusto e la mia tristezza nei confronti della straordinaria capacità dell’essere umano di giudicare, che sono arrivato ad una conclusione personale…

Per quanto tutti sappiano, pretendano, esigano e predichino quanto sia sbagliato giudicare (perché a nessuno piace, giusto? essere giudicati intendo)… ecco che invece io ho notato come il giudizio sia diventato, anzi mi correggo, sia sempre stato non l'eccezionalità, ma la normalità.

E’ normale giudicare, è giusto, abbiamo un impellente bisogno di farlo, con tutte le persone che incontriamo, non appena facciamo la loro conoscenza, o peggio, anche senza minimamente conoscerle o averci scambiato una parolina… in quattro e quattr’otto decidiamo se sono come noi o diverse da noi.

Credo che la ragione stia nel fatto che molti abbiano bisogno di poter catalogare le persone subito, non appena le conoscono, per decidere se sono simili a loro e se possono fidarsi.

Questo gli dà sicurezza, li conforta e li mette al riparo dallo sforzo sovrumano di entrare nel mondo dell’altro, di empatizzare con il prossimo.

Complimenti davvero, perché io ho dovuto proprio rivedere il mio modo di pensare da quando ho conosciuto altre realtà…

Anche se in fondo ho sempre avuto delle tendenze.. diciamo particolari…

Non fraintendetemi, io sono etero, ma molte volte mi sono sentito etichettare, principalmente dalla mia famiglia, perchè non avevo uno stile di vita che rientrava nei canoni della normalità, perchè mi è sempre piaciuto circondarmi di soggetti un po' "strani", quelli cosiddetti poco raccomandabili, le classiche persone che la gente guarda storto, che suscitano immediatamente sommessi bisbiglii quando salgono sull’autobus o entrano in un locale... quelli “diversi"... eppure ai miei occhi molto più interessanti di tante altre persone banali, noiose e conformiste.

E insieme si facevano le stesse cose che fanno le persone "normali", si andava al cinema, a ballare, a mangiare una pizza...

Ero per questo la disperazione dei miei genitori, mai che stessi con persone “normali”, perbene, come si deve, a posto, con la testa sulle spalle…

Macchè, io frequentavo gente... come dire? un po' troppo stravagante e tra questi anche tanti che sentivano la loro anima imprigionata in un corpo che non gli apparteneva…e me li portavo anche a casa, fai un po’ te, e li trovavo molto simpatici sapete?

Anzi, li trovo molto simpatici, perché con alcuni mi sento ancora di tanto in tanto e ci si vede anche per andarci a fare un aperitivo, solo che ora faccio una vita diversa, molto più regolare, non frequento più certi locali e certi ambienti, e non ho più l’occasione come prima di starci assieme… ma quello che pensavo allora, lo penso anche adesso, né più né meno.

Però ci ho trascorso del tempo con queste persone, e anche molto, e ho imparato a conoscere il loro mondo, un mondo di cui ero all’oscuro...

Ho fatto un miglio nei loro mocassini, e ho imparato davvero tante cose...

E io che ho sempre creduto che fossero diversi da me...

Invece ho scoperto che molti di loro sono migliori di me, più sinceri e leali, più coerenti e sensibili, più disposti ad aiutare il prossimo…

Almeno, quelli che ho conosciuto io mi sono sembrati così, perché quando ho avuto bisogno di qualcosa, loro sono stati i primi a darmi una mano….

E senza chiedere mai niente in cambio.

Avevo bisogno di soldi? Non c’è problema Yarik, me li ridai quando ce li hai…
La macchina? Prendila pure ma non tamponare mi raccomando!…
La casa per un pomeriggio?… Va bene, ma lascia tutto in ordine, capito?

Quanti amici normali hanno invece trovato sempre mille scuse pur di non farmi un favore?

E pensare che c’è tanta gente che ancora non li riesce a digerire, nonostante magari ci provino, facciano anche un piccolo sforzo…

Ma sapete, c’è ben poco da sforzarsi, perché se uno si crede migliore di una persona, parte già col piede sbagliato.

Sì ma loro ostentano troppo...

Così ho sentito parlare tanta gente… ma lo sapete forse perché ostentano? Non avete provato a pensare che magari lo fanno per difendersi, che è il loro modo per mettersi al riparo dagli attacchi e la cattiveria gratuita della gente?

Magari scoprireste che invece hanno avuto anche una vita molto difficile sin dall’infanzia, che proprio le persone che più dovevano dargli amore li hanno rifiutati e rinnegati, non tutti certo, ma quelli con i quali ho parlato io avevano storie più o meno tutte simili, sempre le stesse tragedie che si ripetevano, le stesse sofferenze, le stesse umiliazioni…

Ah, ma se la sono voluta loro! Non dirmi che non lo hai pensato anche tu….

Ma perché, voi pensate ancora che una persona che non si sente a suo agio nel proprio involucro, abbia scelto di sua spontanea volontà di percorrere una delle strade più difficili?

Quanta ignoranza e quanta presunzione…

Se Gigi potesse ritornare in vita vi racconterebbe di tutte le botte che ha preso da suo padre quando era un ragazzino, ogni volta che lo sorprendeva a travestirsi da donna, di come lo trascinava per i capelli su per le scale del condominio per far vedere ai suoi vicini che lui era un buon padre severo che sapeva come dare una lezione a quel ribelle di suo figlio.

Vi direbbe di tutte le umiliazioni e gli scherzi abominevoli che gli facevano a scuola i suoi compagni, come quella volta che gli hanno messo la testa nella tazza del cesso dopo che uno di loro vi aveva defecato.

Vi racconterebbe di come abbia cercato di fare un lavoro onesto, e di essersi visto chiudere tutte le porte in faccia.

Vi racconterebbe di quanto gli facesse schifo fare quello che faceva pur di guadagnarsi da vivere, ma che non aveva altra scelta se non voleva morire di fame.

Vi direbbe che i suoi migliori clienti erano alcuni signori politici e che lo pagavano 1000 euro a prestazione, proprio gli stessi signori che si danno tanto da fare per impedire che i diritti di quelli come lui vengano riconosciuti...

Tutte persone rispettabilissime, buoni padri di famiglia….

Chi sono i veri pervertiti?

Vi direbbe che il suo più grande amore era Carlo, un uomo come lui, con il quale divideva le stesse frustrazioni e amarezze e che questo sentimento era l’unica cosa che dava loro la forza per andare avanti, ed era talmente forte e vero che raramente l’ho visto tra le coppie etero.

Ho voluto fare un po’ di strada con lui perché mi piaceva ascoltarlo, aveva tante storie da raccontare, alcune talmente incredibili che a me sembravano quasi dei romanzi, ma era la sua vita, non tanto diversa da quella di altri come lui.

E in tante cose che aveva passato mi ci potevo tranquillamente rivedere… anche se io, agli occhi del mondo ero quello normale e lui il diverso.

Certo Gigi aveva già il doppio dei miei anni quando l’ho conosciuto e le cose erano molto diverse per lui quando ha scoperto la sua vera identità... adesso i gay hanno più libertà, più diritti, possono lavorare, avere una vita normale…

Mah… forse a parole, ma chi realmente può dire di averli accettati completamente come delle persone uguali a loro in tutto e per tutto?

E non sto parlando di matrimonio tra gay, quell’argomento ha messo a nudo soltanto dei pregiudizi ben più radicati.

Ma Gigi è solo uno dei tanti che ho avuto la fortuna di conoscere… a 18 anni senza una figura genitoriale che mi desse sicurezza, in quel periodo avevo visto in lui quasi un padre, uno zio...

Una persona che conosceva molto bene la natura umana, su questo non c’erano dubbi e che mi aveva capito più di tanti altri.

Le persone bisogna conoscerle e soprattutto accettarle e amarle per quelle che sono, come tu vorresti essere accettato e amato per quello che sei…

Non si può costruire nessuna casa senza delle buone fondamenta… amore e rispetto sono le fondamenta per iniziare a creare nella nostra mente vera apertura e riconoscere che siamo tutti uguali.

Ma del resto, se queste cose non si realizzano nel profondo del proprio cuore, resteranno solo tante belle frasi fatte che tutti approveranno senza ombra di dubbio, ma solo perché le vorrebbero vedere applicate a loro favore, invece di pensare prima di tutto a cosa possono fare per rendere meno difficile il cammino del loro prossimo…

E chi è il nostro prossimo?

Qualsiasi persona che la vita ci mette davanti, indistintamente, non siamo noi a scegliere chi debba o meno avere questo “privilegio”.

E concludo dicendo che non basta solo fare un miglio nei mocassini dell’altro, ma bisogna anche indossare per un attimo i suoi panni e provare con la mente a fare il viaggio insieme a lui, forse solo così si riuscirà a capire il suo mondo e quello che sta provando, per scoprire in fondo che non siamo poi così diversi...

Ognuno di loro ha gli stessi nostri semplici desideri... amare, essere amato e vivere una vita serena..


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Commenti su questa Opinione

  • nefertiti270 pubblicata 06/07/2013
    eccellente :)
  • Katta pubblicata 09/06/2013
    Io invece ti dirò che non servirebbe neanche il "bisogno" di doverli accettare: dopotutto sono comuni uomini anche loro come lo sono i bianchi, i neri, i cinesi, i "terroni" o i "polentoni". Siamo tutti esseri umani e nella natura umana è implicita la differenza tra uomo ad uomo, che uno sia omosessuale, sia timido o carismatico, sia gentile o perfido. Il vero problema sta nel farlo capire a tutti questo semplice ragionamento!
  • speranza87 pubblicata 09/06/2013
    bella recensione da eccellente........................
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