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Buddanate galattiche
Vantaggi arti marziali spettacolarizzate , due ore di vacanza per il cervello
Svantaggi ridicolo puerile pare la DonnaBionica...
Dettagli
| Genere | commedia |
|---|---|
| Età minima | vietato min. 14 anni |
| Regia | pessima |
| Attori | decenti |
| Sceneggiatura | pessima |
| Colonna Sonora | da comprare! |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Di solito mi piacciono i flim di azione, e l'esotismo: quindi anche questo film doveva attirarmi... e lo ha fatto. Il manifesto poteva far pensare anche a una bella fotografia, la Thaylandia è stupenda e merita ben più dello squallido turismo sessuale o dei viaggi spiaggia sole e poche spese. Voglio dire che ha una cultura antica e templi meravigliosi, uno di quei pochi Paesi con prezzi bassi, bellezze naturali e Arte con la A grande..
Il titolo pareva meno affidabile, ma del resto, ci sono stati bellissimi film da varie parti del mondo a cui i produttori italioti hanno schiaffato titoli assurdi con l’idea di attirare più spettatori. Quel NATO PER COMBATTERE poteva essere un'aggiunta tutta italiana dettata da esigenza alimentari. Negli ultimi tempi poi sono arrivate tante belle sorprese dall'Oriente, prima tra tutte the RING, poi la svolta cappa e spada di HERO...
Purtroppo le speranze di passare un paio d'ore con un prodotto artistico o perlomeno divertente sono svanite presto. Questo non è SHAOLIN SOCCER, che prende in giro generi e personaggi tipici, e lo fa con amore, senza disprezzare. E nemmeno è un bel film d’arte. E nemmeno ha ide troppo nuove.
La storia di ONG BAK si rivela di una semplicità che ha del puerile, degna di un videogioco anni ottanta o di un racconto scritto da un adolescente giovanissimo e pigro di penna.
In breve. La mala thay frega una testa di Buddha da un tempio e il protagonista la va a riprendere a Bangkok, picchiando a destra e a sinistra qualunque cosa si muova. Non so che ne penserebbe il Buddha a vedere un tizio picchiare e massacrare la gente per avere una testa di pietra, probabilmente farebbe un sospirone triste e scuoterebbe la testa. Il regista però la pensa diversamente e ci spaccia questa storia. Boja deh, pensai al vederlo, potrei rifarlo a Livorno, ci potrebbe essere una testa di Modigliani rubata da un museo da tirare in un fosso alle Venezie di Livorno. Oh, meglio di no, già hanno i Pisani vicini, non vorrei ci venisse lo tsunami, povera gente, non infieriamo. Salviamo almeno la Torre.
Ma torniamo al film, e ai suoi più grossi difetti. Ovvero, oltre alla fotografia e al montaggio molto B movie anni settanta e alla trama essenziale: non parliamo di psicologia dei personaggi, degna di un videogioco anni ottanta. Ora, quello che può essere perdonato a un videogioco di anni fa, non può essere scusato a un film di oggi. Un videogioco, per quanto mediocre e datato di grafica, comporta sempre l'azione in prima persona, meditata o semplicemente digitata con Joystick o mouse o quello che volete. Anche l’arcade sparatutto più semplice che ci sta. Un film non ha lo stesso coinvolgimento interattivo, è un mezzo diverso nato per scopi differenti e quindi... per fatto bene che sia nelle animazioni o nelle lotte, manca la partecipazione personale. Un film non può ricalcare un videogame e sperare che lo spettatore segua come un cagnolino: è come avere la playstation accesa e veder sempre giocare un'altro... come veder fare le cose a un altro... qualsiasi cosa si veda fare: questo per due ore di pura noia. Si dirà che il cinema non è nato come mezzo interattivo; giusto, non è un videogioco, ma se i personaggi ci attirano, come in un buon libro, soffriamo e gioiamo con loro e quindi un’interazione c’è. La comunicazione viene a mancare quando scarseggia l’appagamento emotivo. Purtroppo per muovere l'emotività occorre prendere lo spettatore e attirarlo, lusingarlo... costruire dei personaggi con una loro emotività, che affascinino l'immaginazione e fermino la noia. Non basta certo sciorinare davanti chissà che acrobazie o mettere dei seni e delle chiappe al vento, o fare effetti speciali che ritocchino tutto come in un cartone animato. Almeno, a me non basta, anzi, trovare tante idee e pochi mezzi mi intenerisce, ma trovare grandi effetti speciali e poche idee mi irrita all'inverosimile. Vivo nell'era della grafica avanzata, trovo che tutto o quasi sia possibile, potrei credere a Valeria Marini che tira un calcio volante e atterra su una mano sola, o a Michele Cocuzza che balla la breakdance. Tutto si può far vedere e spesso se ne abusa, nel senso che pochi si chiedono se il prodigio è necessario o se è un virtuosismo: così tutto può rivelarsi inutile e talvolta infastidisce pure, se dietro non ci sta storia che sorregge i sentimenti. Lo sapevano anche gli antichi romani, che negli anfiteatri mandavano a morte i delinquenti e i ribelli, ma per i gladiatori professionisti davano tutta una caratterizzazione, un look in armi e comportamenti, e con quello che costava allenarli e mantenerli, di certo non li mandavano a morire ammazzati! Con buona pace di quello che ha fatto credere Hollywood e Cinecittà. I nostri abili antenati sapevano che la caratterizzazione era un'arma vincente, insieme alla violenza estremamente codificata e vera quanto oggi può essere vero un reality show o un incontro di Wrestling americano, pieno di tizi grandi e grossi e muscolosi per il piacere delle signore che portano i ragazzini a vederli… e si fanno del bene agli occhi.
Ora, il regista di Ong Bak non sa fare quello che facevano i pratici Latini. Non sa creare caratterizzazioni convincenti. A parte la spalla del protagonista, il truffatore che almeno fa ridere o ci prova, gli altri sono mosci. Il protagonista scalcia così davvero, senza controfigure o computer? Bravo bravo. E chi se ne importa!? Non siamo al circo e nemmeno in uno spettacolo di arte di strada, dove anche le cose più semplici o le più complesse vengono valorizzate dal contatto umano, dal vedere le cose dal vivo. Ong Bak è un film e quindi c’è un montaggio, una scelta di inquadrature, insomma comunque è artificio e come tale va accettato, anche ci facessero vedere la Marini che solleva un armadio.
Quello che in questo artificio non riesco ad accettare è il fatto che nessuno si preoccupa di dare un’anima al personaggio, nemmeno nel modo più semplice. Così il protagonista rimane lì, senza storia né sentimento. Lo spettatore ammira le acrobazie la prima mezz’ora se ama le arti marziali e forse nemmeno un fanatico delle arti Marziali lo sopporta più, oltre. Anche perché tutte quelle mosse strabilianti non sono state inventate per picchiare la gente: sono un adattamento delle arti marziali alla voglia di spettacolo dell’occidentale, una mercificazione e uno svilimento delle stesse. Ma è anche vero che se venissero usati solo i colpi funzionali, l’arte marziale avrebbe quasi la stessa spettacolarità dell’aerobica o di quella roba che spacciano come ginnastica a corpo libero e che io chiamo a corpo sciolto perché col corpo libero vero ci ha poco o niente a vedere. Ovvero roba meschina che nessuno starebbe a guardare, a meno di non farla fare a un gruppo di giovani poco vestite o poco vestiti, si intende, visto che i corsi di ginnastica in dvd o vhs sono comperati soprattutto da signore.
Benissimo le eleganti evoluzioni: ma che ce le diano con una storia dietro, con dei sentimenti, con atmosfere, e con rispetto delle discipline stesse, o con dissacrante umorismo.
Per non parlare delle scene al rallentatore, che fanno troppo Donna Bionica… francamente si esagera un po' con l'humor volontario.
Inutile far paragoni con Bruce Lee. Tra l'altro Bruce Lee aveva dalla sua la novità del genere, per cui all'Occidentale tontolone poteva essere dato di tutto da bere. Oggi siamo meno ingenui, sia perché si viaggia di più, sia perché in mezzo al mare del fitness emerge qualche rara palestra di arti marziali, sia perché la grafica fa miracoli. Possiamo chiederci se quello che vediamo è reale o se è costruito dalla fantasia umana tramite macchina; ma in fondo lo spettatore medio non si fa domande, e lascia prendere la mano alla fantasia. Che senza belle storie e bravi attori, non decolla!
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Sirenne 07/08/2005 14:41
Jekyll77 25/07/2005 07:55
Il protagonista ha una preparazione atletica spaventosa! Ma è l'unica nota positiva del film! In confronto Hello Spank ha una trama piena di colpi di scena! O_o
adri84mj 08/02/2005 22:00
ti ho perso un attimo nella parte centrale dopo che hai parlato dei videogiochi...cmq fortunatamente questo film non ha esercitato alcuna attrattiva su di me...ciao!
Ciobin 06/02/2005 23:57
non penso di vederlo
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può divertire per una mezzoretta al massimo ma finisce lì...ottima opi. Ciao