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Orgoglio e pregiudizio letto da Paola Cortellesi. Audiolibro. CD Audio formato MP3 (Jane Austen)

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Paola, Jane Austen e Orgoglio&pregiudizio: un trio mitico

5  29.11.2010

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Perché Jane Austen e Orgoglio&pregiudizio sono un mito?

Se almeno una volta nella vita vi siete posti questa domanda, ritenendola inspiegabile perché considerate autrice e romanzo "roba da donne", per di più disgustosamente romantiche, allora siete capitati nell'opinione giusta. Nel senso che qui troverete tutte le ragioni che, almeno secondo me, confutano smaccatamente questa diceria.
Proprio per questo, non vi racconterò nulla o quasi dell'autrice, della genesi, della trama e della miriade di personaggi di questo romanzo: ben altri esperti hanno scritto fiumi di parole su tutto ciò, anche su Ciao (e vi invito caldamente a leggerle perché alcune care amiche ciaoine hanno reso splendidi omaggi alla "cara zia Jane" nonché alle sue opere).
Qui vi racconterò solo la mia opinione, pura e semplice, su alcuni temi che più di altri ritengo rappresentativi di quest'opera e dell'entusiastico, imperituro amore che da ormai due secoli fanno di Jane Austen un mito con milioni di devoti ed appassionati ammiratori (e studiosi) in tutto il mondo.

Recentemente, curiosando in rete ho scoperto questo O&P letto da Paola Cortellesi. Non ci ho pensato due volte, l'ho acquistato subito e me lo sono gustato tutto. Ed ho capito che, tra le tante, innumerevoli edizioni cartacee delle case editrici, questo audiolibro era l'occasione giusta per indurmi, finalmente, a parlarvi del motivo, o meglio, dei motivi che mi inducono da oltre vent'anni a considerare questo romanzo non solo il mio libro di riferimento ma anche un classico universale, che travalica le categorie di tempo e spazio, e che non dovrebbe mancare di essere letto da tutti.

Una chicca inaspettata!

I motivi per parlarvi di O&P partendo da questa chicca editoriale sono molti e tutti ottimi.
Innanzitutto, ho sempre pensato che questa bravissima attrice italiana (con una preparazione completa che è gravemente sotto-utilizzata e sottovalutata) sarebbe perfetta come Elizabeth Bennet perché di lei possiede, oltre ai tratti somatici (statura a parte), anche quella "non-bellezza" fascinosissima e l'aria ironica e attenta tipica del personaggio, insomma il vero physique du role.
L'ascolto conferma la mia convinzione: Paola Cortellesi è assolutamente "in parte" non solo per Elizabeth, alla quale regala tutta la vivace solidità ed il fascino inconsapevole che traspare dalle parole di JA, ma anche per tutti gli altri personaggi variegatissimi che affollano il microcosmo austeniano: piega abilmente la sua voce istrionica e camaleontica alle esigenze del racconto e riesce credibile e coinvolgente anche nel più complesso e difficile dei personaggi, Mr Darcy.

Inoltre, un audiolibro ci permette di fare esperienza di un libro sotto un altro punto di vista percettivo: udire un grande classico letto "alla grande", da attori o addirittura dagli stessi autori è un valore aggiunto alla "solita" lettura, pur senza sostituirla (il bello della lettura è proprio quel mettere in moto la fantasia per girare un film nella nostra mente).
Infine, ultimo ma non meno importante, un motivo ottimo è che non pensiamo mai a quante persone non possono leggere, per i motivi più disparati. Finalmente, senza spendere cifre impossibili, possono godere anch'essi di questo capolavoro.
La casa editrice Emons ha già un catalogo di tutto rispetto, ricco di libri contemporanei ma anche di classici, che vi invito a spulciare sul suo sito http://www.emonsaudiolibri.it

Note tecniche:
- Il testo letto (e animato) da Paola Cortellesi è quello edito da Newton Compton nel 1996 tradotto da Italia Cstellini e Natalia Rosi. Ovviamente, la versione è integrale.
- La pronuncia dei nomi propri di persona o geografici è italianizzata, probabilmente per facilitare la comprensione ad un uditorio non abituato alla corretta pronuncia di nomi poco noti.
- Per chi conosce già O&P: Non storcete il naso davanti al famoso incipit, che qui è tradotto in modo leggermente diverso da quello a cui siamo abituati.

Quanti pregiudizi su questo romanzo e la sua autrice!

L'ho già detto altrove, e non mancherò di ribadirlo qui.
Intorno all'intera opera di Jane Austen aleggia una nomea ingiusta e falsa. Che, cioè, si tratti di letteratura leggera, quasi "rosa", comunque molto femminile e del tutto trascurabile per un lettore di genere maschile. E che i suoi romanzi siano lenti, noiosi, densi di lunghe descrizioni, lunghi scambi di lunghe battute, lunghe lettere, e dove l'unica cosa che succede è che delle giovani donne non pensano ad altro che a maritarsi, per di più spinte dall'interesse ancor prima che dall'amore.
Bene, mi rimbocco le maniche e comincio a spiegarvi alcune cose.
Non è così, niente affatto. Il buon matrimonio non è altro che un pretesto per costruire un'impalcatura a sostegno di ben altro.
E non parlo soltanto degli elementi squisitamente romanzeschi
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Orgoglio e pregiudizio letto da Paola Cortellesi. Audiolibro. CD Audio formato MP3 (Jane Austen) Orgoglio e pregiudizio
retro del CD Orgoglio e pregiudizio letto da Paola Cortellesi
- come l'intreccio impeccabile, le sottotrame finemente tessute, i personaggi variegati e profondissimi ritratti con pennellate perfette, lo stile originale e "scioglievolissimo" che conserva intatto, dopo due secoli, tutto il suo sapore. Parlo di contenuti e suggestioni, a cominciare dalla messa alla berlina (se non addirittura del sovvertimento) delle convenzioni sociali e degli schemi mentali, nonché del senso comune a discapito del buon senso, per continuare con le protagoniste femminili strepitosamente femministe senza nemmeno saperlo (Jane Austen non conosceva questa parola), o con i protagonisti maschili irresistibilmente imperfetti e realistici, lontani anni luce dal principe azzurro più stucchevole, e infine con tutti i personaggi di contorno dotati di molta sostanza caratteriale e funzionalità drammaturgica.
Ma prima di inoltrarci in queste pagine, vi chiedo di seguirmi per un attimo nel mondo di Jane Austen.
Un contesto sociale feroce

All'epoca di Jane Austen (tra la fine del 700 e l'inizio dell'800, cioè tra la Rivoluzione francese e la Restaurazione, passando per il turbinoso impero di Napoleone), i rapporti sociali e personali erano regolati da regole rigidissime. Non ci si poteva sfiorare neppure casualmente, le visite nelle case altrui erano dettate da un calendario preciso, come quello di un medico, ed i balli rivestivano un'importanza fondamentale: erano l'unica occasione in cui ci si ritrovava, ci si poteva toccare (ma solo con le mani, e quelle delle donne erano rigorosamente guantate), si poteva parlare anche se non a ruota libera e senza mai chiamarsi apertamente per nome (il che equivale a darsi del tu).
Per questo, ne troverete tanti balli anche in questo romanzo.
Inoltre, la scala sociale era a compartimenti stagni perché non era neppure immaginabile saltare da una classe inferiore ad una superiore: i legami avvenivano sempre all'interno della propria cerchia e la mobilità sociale era inesistente.
L'unica eccezione, ammessa solo per l'ascesa di una donna sullo scalino in penombra della borghesia verso l'uomo sul pianerottolo soleggiato dell'aristocrazia, era costituita dall'unico patrimonio riconosciuto ad una donna: la bellezza e la modestia (attributi così inscindibili da sembrare uno solo).
Infine, a meno di appartenere alla classe più bassa, alle donne non era consentito lavorare. Parimenti, non era consentito loro di ereditare i beni del proprio padre. Solo le più ricche ereditavano una rendita, comunque destinata a passare nelle mani del marito. In un quadro del genere, sposarsi garantiva non solo un'occasione di alleanza redditizia per la famiglia ma anche il sostentamento per se stesse.
Ecco perché restare zitella era una tragedia: si gravava sulle spalle dell'uomo di famiglia (il padre, prima, l'eventuale fratello poi) per tutta la vita e si faceva perdere qualche buona occasione sociale e finanziaria alla famiglia.
Un contesto letterario poco femminile

Tutto questo si riflette nella letteratura, fatta essenzialmente da uomini (le donne erano semi analfabete e, se scrivevano, era solo per tenere la corrispondenza di casa). Qui le donne non fanno altro che svenire, piangere, urlare, civettare senza tregua, e sono belle e buone fino all'esasperazione, oppure brutte e cattive fino alla ridicolaggine. Provate a leggere Pamela di Samuel Richardson, dello stesso periodo storico, e dopo tre pagine avrete chiaro il quadro della situazione.
Ma i tempi stanno cambiando, alle donne della classe borghese (quella che guadagna denaro con le proprie attività commerciali o rurali, e tra qualche decennio anche industriali) comincia ad essere impartita un'istruzione più approfondita, anche se a scopo utilitaristico.
E nei romanzi che esse cominciano a scrivere per puro diletto, anche per intrattenere i familiari, come fa Jane Austen con i propri, finalmente le donne sono descritte per ciò che sono e che fanno ogni giorno, nell'ambito ristretto dell'ambiente in cui vivono, loro malgrado.
In O&P, per intenderci, non troverete i grandi temi della Storia dell'epoca: ad esempio, la guerra non viene neppure citata ed i militari che compaiono sono soltanto giovani in divisa da cui farsi invitare al ballo.
Troverete solo la guerra della vita quotidiana che obbligava le donne a sgomitare tra loro per accaparrarsi la migliore (e l'unica) garanzia di sostentamento per il resto della loro vita.
Ecco che cos'era quello che troppo spesso liquidiamo con l'espressione "un buon matrimonio".
Elizabeth, ovvero l'eroina orgogliosa di essere se stessa

Elizabeth Bennet non incarna affatto lo stereotipo della giovane bella e modesta (e noiosissima!).
E' una ventenne della borghesia di campagna (landed gentry). Non è povera ma nemmeno ricca. Ma, soprattutto, non è propriamente bella. Insomma, Elizabeth è carina. Occhi nocciola, capelli castano scuro, né alta né bassa, un bel visino... Niente di eclatante. Lo stesso Darcy (il suo antagonista, bello, ricco, aristocratico e tenebroso) quando la vede, la trova passabile ma non bella e proprio per questo la strapazza verbalmente. Eppure nella sua contea, e non solo lì, Elizabeth passa per essere una bellezza, come afferma Mr Lucas parlando proprio con Darcy.
E infatti, la nostra eroina è inequivocabilmente affascinante perché risplendente della brillantezza del suo cervello e del fulgore della sua sensibilità. Oltre l'aspetto fisico c'è un quid, lo stesso che le fa raccogliere l'ammirazione imperitura di chiunque abbia a che fare con lei: il fascino.
Fin dalle prime pagine emerge per la sua totale diversità dallo stereotipo. Non a caso, La madre non la apprezza perché è troppo diversa dallo schema femminile ammesso all'epoca (e spesso leggiamo tra le righe il suo timore che ciò la trasformi presto in una zitella, proprio come la sua migliore amica, Charlotte Lucas). Elizabeth è troppo intelligente per i canoni dell'epoca. E non è un caso che suo padre abbia un debole per lei, anche se nascosto dietro ad un velo di cinico sarcasmo.
Diversa fino a diventare una rivoluzionaria, quando non fa ciò che la società intera si aspetta lei faccia: rifiuta ben due proposte di matrimonio, una più vantaggiosa dell'altra, perché provenienti da uomini che disprezza e ai quali non può neppure pensare di appartenere.
"Adoro camminare!" Ovvero: la via dell'autodeterminazione

C'è un particolare che mi preme segnalare perché rappresentativo del suo carattere. Elizabeth ama camminare. Non saprei dire con precisione quanti sono i chilometri percorsi dalla nostra eroina nei due anni coperti dalle vicende narrate da O&P. Intendiamoci, non è così povera da non avere una carrozza e dei cavalli a disposizione, anzi. Ma, se deve scegliere, i suoi spostamenti sono a piedi. E se non è per necessità, cammina per il solo piacere di farlo, rigorosamente in compagnia di un libro.
Questo la accomuna alle eroine ottocentesche venute dopo di lei, prima tra tutte Jane Eyre: camminare è metafora di libertà ed indipendenza perché, in un contesto in cui il condizionamento sociale è particolarmente forte sulle donne, non si dipende da niente e nessuno, si poggiano saldamente i piedi a terra ma nello stesso tempo ci si muove, si prendono le misure del mondo secondo la lunghezza della propria gamba, si tracciano percorsi, si esplorano luoghi, si osserva tutt'intorno. E' un trionfo di autodeterminazione tutta femminile.
Non a caso, ad una sua ardita passeggiata (compiuta subito dopo un acquazzone, per raggiungere la sorella Jane che si è ammalata mentre è ospite a casa dei Bingley), è legato un punto cruciale della vicenda. La padrona di casa, miss Bingley, la biasima per la sua gonna infangata ed il suo aspetto accaldato e disordinato mentre i due uomini di casa (Mr Bingley e Mr Darcy) la elogiano per aver compiuto un gesto così altruistico, non senza sottolineare quanto il moto esalti la sua bellezza.
In breve, Elizabeth esce dagli schemi con le proprie gambe, sulle quali si reggono saldamente un cuore ed un cervello di tutto rispetto.

Ecco la qualità comune alle protagoniste dei romanzi di Jane Austen, anche se espressa in dosi e modalità diverse.
Le sue eroine sono l'incarnazione stessa dell'ossimoro "pugno di ferro in guanto di velluto" laddove il pugno di ferro è la loro spiccata e brillante indipendenza intellettuale, unita alla naturale avversione per l'ipocrisia delle convenzioni, mentre il guanto di velluto è la modalità con cui tale spinta autonomista viene affermata nella vita quotidiana, cioè del tutto priva di slanci melodrammatici o gesti scomposti. Insomma, sono delle rivoluzionarie che sovvertono il sistema dall'interno, con la sola forza dei loro sorrisi e del loro cervello.
Mr Darcy, ovvero l'eroe imperfetto

Su questo bel tenebroso che tanti sospiri e sogni alimenta nell'animo femminile da ormai due secoli ho già detto tutto nelle opinioni sui libri di Pamela Aidan. Ma mi preme aggiungere qualche nota soprattutto per chi non avrà l'occasione di leggere tali opinioni.
Jane Austen lo descrive con molta precisione. Bello, alto, prestante, ricco, aristocratico nei modi ancora prima del nome, riservato ed introverso con il mondo intero ma sincero e leale con la ristrettissima cerchia di persone che ama e che gli sono apertamente devote.
Eppure, a fronte di questa dovizia di particolari esterni, nulla ci viene svelato dei suoi pensieri e delle sue emozioni. Per penetrare nel suo animo, dobbiamo affidarci agli indizi che l'autrice semina con maestria nei suoi gesti, nelle sue battute, nonché nelle reazioni degli altri personaggi, Elizabeth in primis.
Con la quale fa scintille fin dal primo sguardo, tradendo un'attrazione profonda difficile da gestire in un siffatto contesto.
Per carità, Darcy è tutto meno che perfetto. Ha una quantità di difetti, e la superbia di classe è solo uno di essi. Ma sa osservare ed ascoltare, ed imparare. Pur senza cambiare di una virgola. Semplicemente, sconfigge i propri pregiudizi e scopre se stesso.
E da uomo intelligente e sensibile qual è, percepisce subito la qualità di chi gli sta intorno. Aborrisce le persone che tentano solo di conquistare il suo nome, il suo potere ed i suoi soldi, e si vota anima e corpo a coloro che sono sinceramente loro stessi anche con lui. Non è forse questo che lo conquista in quella strampalata ragazza da marito che gli nega orgogliosamente le moine che sarebbe lecito aspettarsi preferendo ingaggiare con lui una lunga schermaglia di intelletto e sentimento?
Signori uomini, dunque, ricordate: Mr Darcy NON è il principe azzurro! E' l'uomo ideale che sa di essere imperfetto ma, proprio per questo, tiene sempre accesa la luce della sua sensibilità.
Perché Elizabeth e Darcy piacciono tanto?

...o meglio: non piacciono solo individualmente ma anche come binomio indissolubile.
Insieme, sono la coppia perfetta ma non nel senso romantico e sdolcinato del termine. Semmai, nel senso più moderno: scoprono se stessi attraverso l'altro, e si rispettano profondamente fino a condividere le loro esistenze. Ognuno resta esattamente ciò che è, semplicemente si arricchisce dell'altro, si confronta con l'altro, cresce con l'altro. Sono la sublimazione dei desideri coniugali di tutti, non solo delle donne (vero?..).

Ve lo avevo promesso all'inizio: non vi racconterò quasi nulla di questo romanzo ma mi limiterò alle mie suggestioni.
E ritengo di potermi fermare qui, nonostante ci sia ancora tanto altro da dire, anche su altri personaggi ed altri temi. Preferisco concludere raccontandovi qualcosa di ciò che O&P è stato capace di suscitare nel corso dei due secoli che ci separano dalla sua pubblicazione (avvenuta nel 1813).
Orgoglio e Pregiudizio, pianta rigogliosa e sempre verde

Mi scuso con chi ha già letto l'opinione su "Per orgoglio o per amore" di Pamela Aidan perché mi preme riportarne qui un brano, seppure con qualche differenza.
L'insuperabile capolavoro di Jane Austen esercita da sempre un fascino irresistibile su chiunque lo legga, radicandosi nell'animo e germogliando pensieri e parole. In molti casi, oltre alle immancabili versioni cinematografiche o televisive (diventate ormai numerosissime), ha germogliato anche dei libri.
Da qualche anno, il filone aureo di Jane Austen viene sfruttato senza ritegno e le librerie si sono via via riempite di romanzi figli di Orgoglio e Pregiudizio.
Li possiamo distinguere in due filoni.
Il primo racconta il "dopo", riprendendo la vicenda là dove finisce, con il tanto sospirato matrimonio tra Elizabeth e Darcy. Di questo filone fa parte Carrie Bebris, che ne ha scritti ben quattro - per il momento - raccontando i coniugi Darcy in un'aura mistery, con molti indovinati agganci agli altri romanzi della Austen nonché ad alcuni dei capolavori della letteratura inglese (ad esempio, il Ritratto di Dorian Gray). Non manca una versione vampiresca (e ti pareva...) "Mr darcy, Vampyre", di Amanda Grange.
Il secondo filone è quello della riscrittura del romanzo originale, sotto un punto di vista diverso. In quest'ambito, troviamo quello del degno antagonista di Elizabeth, Mr Darcy. Ecco nuovamente Amanda Grange, con "Mr Darcy' Diary" (non ancora tradotto in italiano), e soprattutto la già citata Pamela Aidan con la sua trilogia dei "Romanzi di Mr Fitzwilliam Darcy, gentiluomo", anche questi già ampiamente recensiti dalla sottoscritta su Ciao. Anche qui troviamo il genere horror (in tutti i sensi!) di Seth Grahame-Smith, "Orgoglio e Pregiudizio e Zombie", sul quale mi sono già espressa su Ciao.
Ma vi basterà inserire "Jane Austen" nel motore di ricerca interno a siti che vendono libri per trovare una valanga di risultati del genere.
Sempre in rete, su questa scrittrice e la sua opera trovate una quantità di informazioni e materiali, nonché siti, blog e forum, e persino fanfiction, come nella migliore tadizione di condivisione di una passione intellettuale, proprio come accade per Harry Potter, Star Trek, il mondo di Tolkien, i giochi di ruolo, ecc. Insomma, la cara zia Jane è un perfetto idolo delle folle moderne!
NON HO FINITO! MANCANO GLI INDISPENSABILI...

...consigli di lettura
Per farvi conquistare da O&P, l'edizione che scegliete ha la sua importanza fondamentale. Perciò mi raccomando di considerare alcune cose:
- il materiale di contorno, cioè eventuali introduzioni, prefazioni, ecc. Alcune case editrici li curano attentamente e spesso aiutano ad entrare meglio nell'atmosfera.
- la traduzione. Mi permetto di consigliarvi di evitare quelle in cui viene usata la forma di cortesia tipica italiana, il "lei" (perché rischia di "italianizzare" troppo l'ambientazione) e di preferire il "voi", più vicino alla realtà e non del tutto lontano da noi. Analogamente, scartate subito le edizioni in cui i nomi propri sono tradotti in italiano: è terrificante vedere Elizabeth chiamata "Bettina" invece di Lizzy!
- e non posso non consigliarvi vivamente anche gli audiolibri, sia questo in italiano (davvero ottimo), sia in originale inglese, facilmente reperibili in rete. Personalmente, ho scelto quelli della casa editrice Naxos. Li trovo il "giusto mezzo" tra la lettura del libro ed il suo adattamento per lo schermo. E' indescrivibile il piacere di ascoltare O&P letto in un perfetto e coinvolgente inglese!
- qualche link utile: http://en.wikipedia.org/wiki/Pride_and_Prejudice oppure (ma meno interessante) http://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio_e_pregiudizio_%28romanzo%29


INSOMMA...
LEGGETELO, ASCOLTATELO, GUARDATELO, FATELO VOSTRO MA SENZA PREGIUDIZI!

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Commenti su questa Opinione
debpao

debpao

12.01.2011 09:28

Davvero una ottima opinione!

silvano.silvano

silvano.silvano

06.01.2011 23:10

Da qualche tempo anche in Italia gli adiolibri hanno preso piede. Molto interessante e ampio atto critico.

barby.66

barby.66

02.01.2011 19:18

complimenti... se stata perfetta.......

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