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LANKELOT VIVE!
Vantaggi pensiero
Svantaggi il tempo che passa
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | buono |
| Qualità Materiale | buona |
| Prezzo | 10 |
Nuova aggiunta, ma questa volta in fondo, close to the bottom,
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Devo aggiungere una premessa.
Non ho letto (ancora) il libro. L'ho ammesso ma non in modo chiaro, Sia chiaro. Questa non é una recensione.
Non sono addentro al lavor di Lankelot. Ne so per passata esperienza, modesta, e per conoscenze indirette.
Ritengo invece di conoscere bene lui, non come biografo, ma perché l'ho ben guardato negli occhi. E quello che ho visto mi é piaciuto. E perché ho letto molte sue cose, Non recenti, tuttavia.
Quello che qui scrivo é personale, ed attiene a una tipologia di persone che ardentemente vorrei fossero più numerose, presenti, dominanti.
Le ipotesi che formulo sull'attività specifica di Gianfranco, e dei suoi collaboratori al forum o alla casa editrice sono invece imperdonabilmente infondate, non nel senso che non siano vere, ma perché non conosco abbastanza dettagli per entrare in una analisi specifica.
Questa non era la mia intenzione, non volevo che lo fosse, esemplificavo nel supportare invece la mia voglia di vedere più cuore e più capacità critica nei rapporti politici e di informazione, mia fissa se volete, mio reiterarsi.
Tuttavia quanto scrivo mi rendo conto puòinvece essere benissimo letto come una considerazione diretta, mirata, oggettiva sulle azioni specifiche della casa editrice e del lavoro di chi vi partecipa, cosa che invece non sarei in grado di sostenere, non ne avrei titolo ed esperienza, e neppure volontà.
Quindi in alcuni passi sono stato imprudente e superficiale, e di questo mi indigno con me stesso, per essere stato superficiale quando predicavo qualità.
Leggo lo straordinario commento di Lallacare sul nuovo libro di Gianfranco Franchi. Applausi.
Vorrei contribuire con alcune considerazioni sul substrato del libro, che derivano dalla mia conoscenza dell'autore, e magari anche esprimere pensieri che possano essere utili per un dialogo costruttivo.
Invece la destra culturale, da sempre esigua in quanto la cultura e la crescita amano piuttosto la ricerca e la creatività, il nuovo e l'emotivo, e, più vastamente, quello che unisce in nome di valori universali e libertari, che fanno più grande l'umanità, la destra viva e vera è oggi asfittica. Mancano i grandi uomini che, pur nella conservazione e non nella creatività dominante, forniscano contributi originali e sinceri alla filosofia, dei Kant, alla sistemica dei vivere civile e culturale, allo sviluppo armonico della società e della economia, all'ordine nella letteratura.
Questa mancanza si percepisce nello sbando della gestione della cosa pubblica, per cui quando regna la sinistra imperversa la confusione tra le molte ideologie (e poli di interesse), ciascuna delle quali assume di essere la unica depositaria del vero (e dell'utile), e la fattività, la coerenza con la promessa elettorale, la consistenza con le esigenze del paese sono aspetti non prioritari, non sentiti, al massimo raccontati.La deviazione è strutturale. Se la sinistra è il motore della storia, la destra non può limitarsi ad essere il freno, è necessario una guida, uno strumento di direzione, che io vedo molto più nella destra illuminata, pratica, concreta, cinica se serve, che non nella sinistra, che invece vocazionalmente esprime il controllo della qualità del diritto e del vivere civile ed apre a nuovi orizzonti di crescita, ma nel ministero è una confusionaria.
Sto esprimendo concetti che attengono alle categorie collettive. I singoli si trovano coinvolti in un filone politico piuttosto che in un altro per ragioni personali, di famiglia, di esperienze individuali, di amicizie ed emozioni, di caso anche, e provvisoriamente, per di più. L'analisi è possibile solo a livello dei grandi numeri. Ma la categorie sono reali, sono verificabili scientificamente, i comportamenti collettivi possiedono regole verificabili e sono prevedibili.Una assenza della destra quindi, ed in conseguenza una innaturale ipertrofia della sinistra, che dovrebbe essere élite, minoranza. Che diventa torrente e tempesta quando si impongono le dittature, per ricostruire gli equilibri, i patti spezzati. Ma che ritorna negli argini quando i commis d'état siedono coscienziosamente ai loro scranni ed amministrano equanimemente. Nei paesi solidi e sereni governa una destra moderata che ascolta gli umori della sinistra, che si affaccia la potere solo occasionalmente.
Nei paesi dove la sinistra va al potere in modo radicale, per rimanervi a tempo indeterminato, si verifica immancabilmente un viraggio politico del partito rivoluzionario che diventa conservatore, ma ferocemente, più di destra della destra, teso unicamente a preservare ideologie vetrificate e totalmente astratto dal conseguimento del bene degli individui o della collettività. Talebani.Io vedo il nostro Lankelot, per la sua giovinezza, per la sua sovrabbondanza intellettuale ed il suo fervore emotivo, portato a cercare, a sperimentare. Cammina verso qualcosa che forse ancora non ha definito, ma che immagina come dovrebbe essere. Si riserva di scegliere, c'è tempo per questo, i tempi non sono maturi. E nel frattempo affina le sue armi, intellettuali, e la sua posizione, il suo portale. Gianfranco ha un futuro, anche se non sappiamo quale.
Fosse di destra. Ma non potrebbe mai essere un facinoroso, un talebano.Questa attitudine, di molti, ma a livello sociale identificabile in assembramenti limitati e disancorati dalla realtà politica e dalla gestione del paese, ma non per questo privi di significato elettorale ed utili alla destra deteriore per le operazioni sporche, soddisfa una esigenza psicologica e non filosofica. Sono i figli malati dei movimenti del superuomo, l'estremizzazione del pensiero romantico che rivendica l'uomo, ma non collettivamente, solo individualmente, come il vero Dio, se ce la fa,se arriva ai necessari livelli di arroganza, violenza intellettuale o fisica, disprezzo verso la logica o l'evidenza della ragione, esaltazione e martirio. Direi il perfetto ritratto del talebano terrorista suicida.
Non che il profilo psico-comportamentale sia esclusivamente legato a Nietzke (o Nietzsche). Vive e sopravvive in tutti i tempi ed in tutte le nazioni, ed interessa una porzione piccola ma attiva della popolazione. Spesso dalla destra sconfina verso la sinistra, quando l'ideologia diventa ideologismo e la volontà diventa fede. Come la flora batterica intestinale, ospiti necessari che assolvono ad un compito funzionale quanto meno opportuno, e che purtroppo a volte si prendono sul serio, si espandono, crescono oltre i limiti fisiologici ammissibili, e determinano periodi nefasti di gastroenteriti e colera, come ad esempio da noi il fascismo, ma anche il nazismo o lo stalinismo, o la banda dei quattro in Cina.Tra loro ci sono esseri di qualità, ovviamente non etica e morale, ma certamente intellettuale e temperamentale, e molti dissociati, persone che hanno sofferto, che sono incompleti, che non si amano, che si vorrebbero morti, ma prima di loro tutti gli altri. Ne abbiamo esempi chiari sul sito, Arpie che lordano per piacere interiore, o cellule impazzite che non vedono, non vogliono vedere il quadro complessivo, non amano conoscere, ma solo ribadire una logica, o meglio, uno schema assunto, inghiottito senza digestione, non assimilato, che si è installato nel loro cervello e che li governa, come ne "il mondo degli ultracorpi".
La loro vita è semplificata. Il pensiero gli arriva confezionato, senza fastidiosi dubbi, ed a loro resta il piacevole compito di attuare azioni, germinare pesti, compiere vendette e perpetuare sfregi e spregi. Ciò è bene per l'autogratificazione, per il consumo interiore di adrenalina, per un eccellente flusso di emozioni e neurotrasmettitori, il tutto senza l'onere di pagare capitale ed interessi, senza etica e senza morale da gestire in proprio, tutto è chiaro dall'inizio, le responsabilità sono altrove, noi crediamo, siamo fedeli, siamo di acciaio, siamo il tuo pugnale, o Duce.
L'amarezza di Lellacare, nella sua squisita analisi, a mio parere consiste più nella constatata impossibilità di cavalcare a fianco di Lankelot, di avere già fatto le proprie scelte, di non poter influire sul giovane talento che domani chissà cosa farà e dove sarà. Probabilmente come per me stesso.
Magari potessimo trovarlo in un gruppo di giovani conservatori illuminati, a contribuire alla nuova guida del nostro paese. Non sono sicuro, purtroppo devo dire, che lui, se lo fosse, restasse di destra. Temo piuttosto che cercherà l'acqua di sorgente dove è più facile trovarla, dimenticandosi delle necessità del paese, che del resto non sono le sue necessità. Non nella politica, ma nella sola cultura.Del resto la politica è oggi più che mai fatta di denaro e potere, e non di cultura. La cultura era importante quando era il vettore del pensiero. E portandolo in giro lo qualificava e categorizzava per bellezza e qualità, per valore di linguaggio, comunicazione e conoscenza.
Oggi la vettorizzazione delle informazioni collettivamente utili avviene in forma diretta, poco mediata, infatti i media si riducono a pochi strumenti telematici di nuova generazione che consentono il flusso diretto delle nozioni dal vertice alla infinita piattaforma dei consumatori.
La qualità dell'informazione, compresa la sua veridicità, o contenuto di informazioni constatate e soppesate ed obiettive, decade inevitabilmente a favore delle sua universalità e rapidità. Deve costare poco ed essere compresa dal massimo numero di persone possibile. Il fine è commerciale, di potere, economico, strategico, soprattutto.
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Carissima Ildelaura, capirlo non era difficile, visto che l'avevo proprio scritto (che non fosse una recensione, e che non l'avessi letto. Ben chiaro era che si trattava di parlare di un background, e che rincuoravo e un po' contestavo Lellacare, ed i suoi dispiaceri di vedere tanta persona in sì poco posto).,
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velociraptor2 28/11/2007 23:56
Tesi veramente antiquata e manichea. Da sfiorare il razzismo e l'intolleranza.
c19591959 27/10/2007 23:26
uncieloazzurrro1 05/10/2007 08:36
ottima recenzione a presto
dizzy 05/10/2007 08:27
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Pagano, il libro di Gianfranco Franchi edito da Ass. Culturale Il Foglio |
Bol.it Libri
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Spedizione: € 0,00 Disponibilità: Spedito in 5-10 giorni lavorativi |
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150 p., brossura Moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
Ibs.it Libri
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Spedizione: € 2,30 Disponibilità: 2 settimane e oltre |
Il clone velociraptor2 fa parte di una famiglia purtroppo non estinta. Buona caccia.