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Panasonic dmc lc-1

Opinione

per Panasonic dmc lc-1
4 Stelle Una Leica chiamata Panasonic
26 su 26 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi in pratica è la migliore

Svantaggi peso e costo

Dettagli

Risoluzione
Qualità video
Autonomia
Praticità d'uso
Rapporto pezzo/qualità
Prezzo 1.350,00
Sistema operativo altri
continua

L'autore

promos Dal 15 mar 2002

Dentro a un tramonto c'è chi vede morire il giorno altri il nascere di una nuova notte. continua

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Mi avventuro, lo premetto, in un campo in cui non mi dichiaro un vero esperto, piuttosto, direi: un assiduo frequentatore.

Ho “sfruculiato” per qualche tempo con reflex ed apparecchi di quel genere sino a passare poi ai video e quindi…al nulla. Mica puoi farti abbandonare in mezzo a qualche viaggio perché ti fermi a cercar la giusta angolazione per la foto, no? O convincere questo e quello che in un tal posto è meglio tornarci all’alba oppure al tramonto. Eppoi, diciamolo, portarsi dietro tutto il corredo fotografico c’ha il suo peso.

Ogni tanto allora mi vien la voglia di scegliere qualcosa, un surrogato alla reflex, per portarmi a casa qualche foto. Di tanto in tanto, eccomi lì a sfogliar pagine di qualche annuario o catalogo per poi decidere…che è meglio farne senza.
Ma questo è un altro discorso.

Mercato serio quello delle apparecchiature fotografiche. Molto più serio di quello dell’aifai dove ci son centinaia di marchi e migliaia di apparecchi in attesa d’esser venduti a dei clienti che non esistono, nel senso che ormai tutto si rivolge all’audio-video e dell’audio vero e proprio “fregagnente” a nessuno.

Ti sfogli un bell’almanacco d’apparecchi fotografici e vedi che tutto si concentra in pochi marchi e pochissimi apparecchi. E non parlo solo delle reflex che son quasi quante le dita d’una mano, parlo pure del settore più allargato che è quello della fotografia digitale, quello che oggi va di moda, perché pare che tutti "debbano avercela" la fotocamera digitale.

Diciamola allora così: io non l’ho capita bene la faccenda del digitale perché a guardarle bene, queste macchine, ti dan quello che molte fotocamere compatte ti posson donare con un paio di vantaggi in più:
in primo luogo l’immediatezza dell’immagine. Scatti la foto e già te la vedi com’è venuta, così, al limite, la puoi riscattare;
in secondo luogo la possibilità d’intervenire in fase di post produzione, con un programmino destinato all’uopo, e correggere difetti o modificare l’impaginazione.

Io non lo so quanti “sferruzzano” col pc sulla foto dopo averla scattata, penso in molti, a giudicar dai numeri di fotocamere digitali che si vedono in giro…..so per certo che io non lo farei.

Evito il discorso sui costi di stampa perché lo trovo un argomento risibile: 40 centesimi per la stampa presso un laboratorio, di una foto digitale contro i 15 centesimi di una tradizionale. Ed anche immaginando di stamparne solo alcune, in relazione al numero medio di foto che ognuno fa, non dovrebbe esserci paragone, o comunque il paragone non dovrebbe essere significativo.

E questo è solo l’inizio (bella minaccia, no?)

Mercato “sano” quello fotografico, l’ho già detto, soprattutto in relazione a quello dell’audio (e mi ripeto ancora). Non sono molti i produttori, a guardar bene sono pure meno delle marche. Succede allora, talvolta che si aggirino fra gli scaffali veri e propri “cloni” dello stesso apparecchio venduti, ad esempio, con due colorazioni differenti ed altrettanti marchi. Cambia il marchio, dicevo, il colore e…il prezzo.

Quando ho letto di questa Panasonic “…obbiettivo vario Summicron..” mi son proprio fermato un attimo –“ma come?”- mi son detto –“sogno o son desto?”- Summicron, per chi non lo sapesse, è sinonimo di un marchio storico nel settore fotografico, mitico e germanico: Leica.

Leica, era la marca della “famosa” fotocamera a telemetro di Henri Cartier Bresson, Leica è quel marchio che ancora oggi annovera nel mondo moltissimi collezionisti. Leica è un’azienda che con l’avvento delle moderne tecnologie e, soprattutto, dei colossi giapponesi nel settore fotografico, ha dovuto cedere, come tutte le sue compatriote del settore, armi a bagagli ai vincitori. E’ successo a Contax assorbita dalla Yashica, è successo alla Voigtlander, la famosa produttrice della prima reflex professionale con un corredo potenziale di circa 1.000 obbiettivi, è successo a Zeiss. La fine di un’era, insomma.

Leggi di mercato dirà qualcuno. E forse c’ha pure ragione.

Torniamo a noi. Vedo quest’apparecchio Panasonic e leggo Summicron sull’obbiettivo ed allora sfoglio un paio di pagine indietro e torno sui modelli Leica. E’ proprio vero! L’apparecchio è lì, identico, solo con la tipica colorazione Leica, o, per meglio dire, la bi-colorazione, argento sopra, nero sotto. Anche il prezzo è differente, circa 400,00 euro in più rispetto alla Panasonic che invece si presenta con tutto il corpo machina nero.

Sono scelte personali, s’intende. Uno può decidere d’avere al collo le stesse prestazioni nell’involucro di un apparecchio grazioso ma un po’ anonimo (la Panasonic), l’altro (quello che sceglie Leica) può decidere che in più 400 euro valgon lo stupore di chi, conoscendo il marchio ed il suo prestigio, si vede ballonzolare sotto agli occhi una fotocamera digitale di tal marca (sempre che non abbia sfogliato l’annuario….)

A parte il prezzo però due parole su come funziona quest’apparecchio, o, per meglio dire sulle funzioni, vanno dette.

Anzitutto lo svantaggio, credo, principale: il peso. 702 grammi con memory card e batteria non son pochi per una “filosofia” di apparecchio che fa della compattezza e della leggerezza una delle armi migliori. Pressappoco il doppio di quello che è lo standard del mercato.

Pesa troppo? Niente da fare? Potete fermarvi qui.

Facciamo ancora un passo?

Secondo aspetto negativo, od obbiettivo, non so: il prezzo. 1.300 euro circa. Parlo del mercato s’intende, non di quello di listino. Tanti soldi è vero, ma c’è chi ne spende quasi altrettanti, e stiamo parlando della fascia alta del mercato.

Altri aspetti veramente negativi non ne ho colti.

Parliamo allora delle qualità.

Due parole sul design: pratico, essenziale, ordinato da vera fotocamera Leica. La ghiera al posto giusto per impostare gli eventuali programmi che non concedono nulla allo spettacolo ma ci son tutti quelli che servono davvero. Anzi, a dirla tutta, ci son solo quelli che servono davvero, come la possibilità di scattare con priorità di tempi e di diaframmi (opzione spesso “dimenticata” in un mondo che predilige l’uomo pigro e quindi lo scatto programmato) piuttosto che altre più fantasiose.

Sensore CCD da 5 Megapixel. E chi non li ha oggi?

Facciamo un piccolo punto sulla reale utilità di questo valore. La sua grandezza è proporzionale alla dimensione massima di stampa dell’immagine. Ora io non so bene voi a quale dimensione siate abituati a stampare le vostre foto ma credo che, normalmente, il formato A4, ovvero un foglio di 21 cm, x 29,7 sia sufficiente, no? Forse anche meno. Ecco, diciamo che per stampe in questo formato sono “sufficienti” 2,1 max 3,2 Megapixel.

Con 5 milioni ce ne sono in abbondanza per tutti gli usi più comuni.

Ho detto prima che l’immediatezza di poter vedere l’immagine scattata è un grosso vantaggio della fotografia digitale, solo che per poterla vedere ,un’immagine, occorre un buono visore, e questa Panasonic ce l’ha. Anzi, ha il migliore: 2,5” di monitor LCD e 211.000 pixel. Lo standard del settore, diciamo il formato di monitor più diffuso, è di 1,5/1,7”, alcuni modelli arrivano a 2/2,2”, pochissimi a 2,5” con una risoluzione comunque nettamente inferiore, di circa 113.000 pixel.
Una maggior risoluzione indica la possibilità di vedere più chiaramente le immagini nel monitor anche in condizioni di forte illuminazione.

E veniamo quindi a “lui”, all’obbiettivo. Diciamocelo francamente, io non so quanto di “Leica” ci sia davvero in quest’ottica oltre che al nome. Lo preciso perché sono abituato a costi di obbiettivi Leica che da soli superano abbondantemente quello di questo intero apparecchio….diciamo però che per “firmarlo” qualcosa dovrà pur valere, no? E penso questo ricordandomi che, infondo, per capir davvero bene la qualità di un’ottica ci vuol altro che un normale ingrandimento ed una stampa digitale.
Ipotesi a parte due caratteristiche molto interessanti quest’obbiettivo le ha davvero: la lunghezza focale e l’apertura massima.
Uno dei limiti più grandi di tutte le fotocamere, digitali o tradizionali, è l’escursione dei vari zoom verso l’area grandangolare, quella che, per dirla in parole povere, vi permette di fotografare tutto un monumento, una chiesa o un castello, senza farvi allontanare di “chilometri” o senza tagliare, inesorabilmente, i lati o il tetto.
La maggioranza di questi apparecchi parte da una lunghezza standard di 35 mm. Questa Panasonic, e qualche altra di altra marca di prezzo paragonabile, inizia da un più ragguardevole 28 mm., la lunghezza focale, tanto per dirla tutta, che tradizionalmente attiene ai grandangolari dei corredi reflex. Qualcuno obbietterà che dall’altro lato, verso il teleobiettivo, quello che serve a ritrarre i particolari o ad avvicinare le cose, ci si ferma a 90 mm. A questi dirò che la cosa non mi sconvolge, anzitutto perché focali troppo spinte obbligherebbero comunque a fotografare con un cavalletto o uno stativo e poi che 90 mm è la focale ideale per fare i ritratti, e, sono sicuro, che la cosa migliore che si può fare con una fotocamera digital è proprio fotografare fidanzate/i mariti e bimbi con questa focale.
Ma c’è di più. Un altro fattore qualitativo è la massima apertura del diaframma di questo obbiettivo che passa da f/2 a 28 mm a f/2,4 a 90 mm. Simili valori, davvero molto buoni in relazione alla categoria ed alla tipologia del prodotto, indicano due cose: la possibilità di effettuare scatti in condizioni di scarsa luminosità anche senza flash, la possibilità di realizzare eccellenti ritratti anche impostando il tele, usufruendo di una apertura elevata di diaframma che consentirà di sfocare lo sfondo mettendo in risalto il vostro soggetto. Ma queste son cose che chi desidera orientarsi su un apparecchio di simil fatta certo conosce….

Finisco col segnalare che l’apparecchio è dotato di slitta per un secondo flash, oltre a quello in dotazione, indispensabile per illuminare grandi ambienti.

Basta. Se qualcuno, compiacente, ha letto sin qui lo ringrazio.
Per chi è saltato invece subito alle conclusioni dirò che, ad oggi, giudico quest’apparecchio il migliore per funzioni realmente utili e per qualità del lotto dei pretendenti sino a questa fascia di prezzo.

Tuttavia l’universo si muove velocemente in questo campo. Come disse qualcuno in “Via col vento”: -“Domani è un altro giorno”-

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Commenti

Avete domande riguardo Panasonic dmc lc-1? Domanda
Pagina 1 di 6 | 1 - 5 di 29 commenti
  • Gabrieledj 12/07/2005 14:07
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Alexroger 10/02/2005 21:51
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • keoma.78 29/01/2005 12:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Complimenti per la descrizione dettagliata! ciao ciao

  • lady_Kluck 19/12/2004 23:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    acc... finiti gli eccellenti

  • lady_Kluck 19/12/2004 23:14
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    sorbole! io per la digitale ho speso solo 175 miseri eurini. (Fuji in superofferta)

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