Premessa:
Ecc a voi un bel piatto di calamari fritti utilizzando comune calamaro, loligo vulgaris,
non di certo il calamaro gi-gante altrimenti detto Architeuthis.
Le ragioni del non utilizzo sono le seguenti:
1 – Il corpo del calamaro gigante è coperto di soluzione di cloruro d‟ammonio che rende le sue carni inadatte alla alimentazione.
2 – Il calamaro gigante raggiunge la lunghezza di 10 metri e più, oltre i tentacoli che arrivano a 20.
Affettandolo, ogni anello avrebbe il diametro di metri 2,5.
Si rileva subito la enorme difficoltà a procurarsi una padella di queste dimensioni.
Dosi per 4 persone
- 1 chilo di calamari freschi corri-spondenti a due grossi calamari;
- ½ litro di olio per friggere;
- 2 etti di farina;
- alcune foglie di lattuga lavate;
- 1 limone;
- sale;
- 1 tubetto di pomata “Foille”, quella delle ustioni di vario genere, come si legge sull‟etichetta, quindi com-prendenti anche quelle da calamari fritti.
Preparazione
Pulite i calamari eliminando l‟inter-no, mettete da parte i tentacoli e i ciuffi. Con le forbici tagliate i cala-mari dal lato più corto formando tanti anelli dello spessore di 1 centi-metro. Lavateli, asciugateli, passa-teli nella farina, compresi i tentacoli e i ciuffi. Intanto in una padella met-tete abbondante olio e ponetela sul fuoco a temperatura media. Con le dita prendete i calamari e fateli ca-dere nell‟olio caldo.
Quando saran-no cotti, dopo qualche minuto, gira-teli dall‟altra parte, questa volta non usando le dita, ma una comune for-chetta o anche due insieme. Ades-so comincia il bello perché, dicia-molo… il calamaro è fondamental-mente uno stronzo.
Gli anelli, cuo-cendo, cominceranno a schizzare olio alla cieca: per la cuoca non c‟è scampo. Gli schizzi di olio bollente potranno arrivare sulle mani, sulle braccia, in viso… non si sa. Nel cor-so dei secoli sono stati inventati di-versi accorgimenti per schivare gli schizzi.
Si elencano:
1 – coprire il pesce con un coper-chio. La cosa funziona fino a quan-do non c‟è da tirar su gli anelli… inevitabilmente si rimane colpiti.
2 – usare guanti lunghi. Si sono ri-velati assolutamente inutili perché i calamari ne avvertono la presenza e mirano direttamente sul viso della cuoca.
3 – friggere il pesce tenendolo com-pletamente coperto d‟olio.
E‟ solo un‟illusione… con un grande spreco di grasso perché i calamari, quando meno te la aspetti, ti becca-no. L‟unico espediente rivelatosi uti-le secondo chi scrive è l‟uso della pomata “Foille”, da tenere a portata di mano e applicare appena lo schizzo ti raggiunge. Si avverte su-bito il beneficio e si potrà procede-re, senza indugio, alla frittura di tutti gli anelli che verranno fatti asciuga-re su alcuni fogli di carta assorben-te. Sul piatto di portata adagiate le foglie di lattuga al centro e intorno le fettine di limone: sistemate gli anelli a piramide in mezzo.
Chi gra-disce aggiunga un pizzico di sale e “Buon appetito”.
Post scriptum
Esiste la possibilità di consumare un bel piatto di calamari fritti senza correre il rischio di scottarsi.
Il luogo adibito a questa operazione si chiama ristorante, dove ci si sie-de davanti a
un tavolo apparecchia-to e dopo un po‟ un addetto vi por-terà il piatto in questione.
Anche lì gli anelli di calamari al mo-mento di essere fritti schizzano olio a destra e a
manca, ma come dice il proverbio… “Occhio non vede…”.
22.12.2012 13:12
Ottima opinione!|
30.11.2012 18:00
mi hai fatto venire fame.
06.11.2012 17:57
apprezzo l'opinione, ma non gradisco i calamari