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Vantaggi Racconto che fa divertire, sognare e riflettere
Svantaggi Alcuni bimbi lo possono trovare un racconto inquietante
Dettagli
| Contenuti | piacevoli |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | buono |
| Qualità Materiale | buona |
| Prezzo | 8,00 euro |
Spero che questa opinione sia per molti di voi un invito ed uno stimolo alla lettura di questo libro, un capolavoro che ogni tanto mi piace rileggere e ricordare di James Mettew Barrie.
Racchiuse in queste pagine troverete tracce di vita vera raccontate in modo molto fantasioso da un autore che lancia un messaggio agli adulti con il linguaggio dei più piccoli. E' proprio come se James Mettew Barrie ci invitasse ad imparare qualcosa attraverso le vicissitudini avventurose dell'inquietante bambino in calzamaglia. Cosa c'è di male nel voler a tutti i costi aggrapparsi alla magia dell'essere bambini? Cosa c'è di più bello e gioioso nell'esserlo? L'età infantile è la più pura, incantata, prodigiosa, insostituibile ed indimenticabile. Molti uomini d'arte hanno conservato nel tempo il loro lato bambino, il lato istintivo ed artistico, fresco, sensibile. Quel lato di noi che ci fa percepire il mondo con immediatezza e naturalezza.
Ma Peter Pan si ostina nel volersi fermare nella culla d'infanzia. Crescere? Una faccenda oltremodo barbara, piena di inconvenienti... questo sostiene! Nei suoi comportamenti, sempre divertenti, si insinua una lettura un po' differente da quella del gioco. Peter è un piccolo demone con le sembianze di un bellissimo fanciullo, che inquieta e talvolta spaventa, perde freschezza, il suo atteggiamento pare forzato.Peter è un manipolatore, forse inconsapevole, delle donne che passano nella sua vita, nella sua storia. Prende in ostaggio le loro vite cercando di farle diventare parte della sua, per ritrovare forse il calore materno, quello che la sua mamma "abbandonandolo" da piccolo gli ha negato. Le bimbe protagoniste della versione originale sono tutte imparentate tra loro, la nonna di Wendy, la mamma di Wendy, Wendy, la figlia di Wendy, la figlia della figlia.....
Quello che Peter vuole da loro, è che diventino le sue mamme, anche se, si respira un'aria romantica ed una sorta di corteggiamento, soprattutto nella fase iniziale delle varie conoscenze. Non posso dimenticare l'importanza del ruolo di due fantastici personaggi, quali Campanellino-Trilly, che esercita un qualche potere su Peter, ma che scatena tutta la sua rabbia e la sua gelosia su Wendy, e poi Capitan Uncino, ossessionato anch'esso dal protagonista del racconto e dalla sua vita. Capitan Uncino è personaggio enigmatico e grave quanto Peter Pan, degno di molte considerazioni. Un uomo colto e amante delle cose belle. Colpisce la sua elegante spavalderia, la sua cattiveria infinita ma con un lato debole, il coccodrillo che insieme a Peter è la spina nel fianco di ques'uomo senza scrupoli. Accompagnato da una schiera di personaggi strambi e a loro volta con delle forti e non trascurabili personalità che condivino la quotidianità sulla nave dei pirati ormeggiata al largo, nel mare dell'isola che non c'è.Peter è un inquieto, che cerca un posto nel mondo, ma che al tempo stesso vuole attirarci e trattenerci nel suo, con forza ammaliante ci seduce e ci diverte. Ci trasporta sull'isolachenonc'è, luogo popolato da fatine leggere che ammiccano e sorridono, fatto di giochi e di sollazzi, ma anche intriso di pericoli. La vita di ciascun personaggio ruota intorno a quella di Peter e ne subisce l'influenza, tutti imparano una lezione. Wendy ad esempio impara che a differenza di Peter vuole crescere, e crescerà.
Una volta sedotti, è dolorosa e faticosa la separazione da lui e dal mondo incantato, dove i pensieri sono leggeri, è proprio questo il segreto per imparare a volare, basta pensare a cose fantastiche e meravigliose.La vita sembra un gioco, anche se a volte portato all'eccesso. Il pericolo che questa tela cela è abbastanza evidente, il rischio è quello di pederci e di fare tardi per la chiusura dei cancelli di Kensington, è quello di rimanere "imprigionati" nell'abbraccio fatale del tragico bambino, se questo legame dura troppo a lungo vedremo in lui il lato negativo, quello che ha portato lo stesso autore a dire che il piccolo ha un lato "demoniaco".
Il libro è strutturato in modo semplice e diretto, la lettura è scorrevole ed immediata, magica, una bella fiaba. (Consiglio però di far leggere il libro di Barrie con attenzione ai bambini, forse meglio optare per la versione Disney). Nel mio caso è stato oggetto di riflessioni, ha mosso delle sensazioni, mi ha fatto tremare, commovere ed emozionare. La mia lettura è andata oltre la semlice storia narrata egregiamente, mi sono soffermata sull'esperienza umana e psicologica trattata nell'ombra dei giochi, dei dialoghi e delle situazioni. Senz'altro capace di insinuare in me domande molto attuali. Rileggendolo ho amato quel bambino, ho desiderato per un momento che fosse mio, di nuovo ;-)
LA STORIA
Si apre a Londra, con una bella descrizione dei Giardini di Kensington, indispensabile premessa per entrare nel vivo di questa storia, visto che in questi Giardini si sviluppa. L'autore ci regala uno sprazzo della sua vita personale narrando la sua abitudinaria passeggiata in compagnia del fratello David. E' importante sapere che il libro è diviso in due parti. Nella prima "Peter Pan nei Giardini di Kensington" ci viene spiegata l'origine di Peter e di tutti i bambini, che secondo la scatenata fantasia di Barrie prima di diventare umani e di avere una madre, sono uccelli. Per poche ore dopo la nasciata si vive in una specie di limbo, dove nè l'una nè l'altra creatura sono completamente sviluppate. Dura pochi attimi questo stato di confuosione, il "bambino", una volta diventato tale si dimenticherà delle sue origini da volatile. Ma non Peter! Lui si riscorda tutto molto bene, e dalla sua culla osserva la finestra aperta della sua cameretta. Non sa resistere a quella tentazione, e spicca il volo, vestito solo della sua camicia da notte. Torna nei Giardini di Kensington dove è nato, in mezzo alle fate, ai pennuti, al corvo chiamato "Re Salomone" e altre fantastiche creature. Credo questa sarà una parte molto interessante da leggere per voi, dove la fantasia dell'autore si scatena.Tornato nei Giardini si trovò in grande disagio in quanto non era più accettato da quella specie animale, non era più uno di loro! Ma non era nemmeno un bambino! Da qui inizia il suo grosso conflitto interiore, viene chiamato il "Mezzo e Mezzo", mezzo uomo, mezzo uccello. Le Fate di Kensington sono inebrianti, misteriose ma altrettando dispettose e maligne, si divertono come pazze, si ubriacono e si godono il lato ludico della vita, con estrema facilità ed egoismo. La fata madre, coleri che comanda, è la Ragina Maab. Peter trovatosi nei giardini dopo la chiusura e non potendo più fare ritorno dalla sua mamma, viene tenuto in "ostaggio" dalle fate, che lo prendono in simpatia, ma ad una condizione! Che egli suoni per loro il faluto di Pan durante i festeggiamenti a palazzo ed ogni qual volta loro ne avessero voglia. Giorno dopo giorno Peter si dimentica della chiusura dei cancelli, e di tornare a casa per varcare quella finestra lasciata aperta dalla sua mamma, nella speranza che torni. Quando se ne ricorda è passato troppo tempo, Peter vola sul davanzale della sua finestra, trovandola chiusa, quel che vede al di là del vetro è anche peggio! La sua mamma ha tra le braccia un nuovo bambino, dormono vicini e felici. Peter si dispera, piange, la chiama... lei non lo sente e prosegue beata il riposo notturno.
E' con costernazione che fa ritorno ai Giardini, dove è costretto a vivere bloccato, metà uomo, metà uccello, metà bambino, metà ragazzo. Il tormento che porta Peter nel cuore è straziante, la sua mamma ha chiuso quella dannata finestra, non ha atteso il ritorno del suo bambino, e come se questo non bastasse al suo posto.... un sostituto.In cuor suo Peter continuerà a provare rancore per la figura materna, e rimorso per non essere tornato prima che la madre lo escludesse dalla sua vita. I contatti umani che avrà in seguito con le bambine, saranno dei pagliativi per colmare un vuoto del quale non capisce l'entità. Riesce a rimuove l'accaduto, non rimuove solo quello, ogni qual volta si conclude un capitolo della sua vita con una delle piccole protagoniste la sua memoria cancella tutto il vissuto, come se non avesse contato niente, e tutto si ripete da capo, senza avere seguito, inizio o fine.
Durante il giorno, prima della chiusura e dello scatenarsi liberamente di tutte queste magiche entità, passeggiano e giocano i bambini veri. Così Peter fa la conoscenza di Maimie Mannering, la prima parente di Wendy ad essere amaliata dal fascino del prodigioso bambino. Trascorrono insieme l'intera notte dopo la chiusira dei Giardini, giocano, lui la corteggia e si scambiano un "ditale", divertente storiella ad equivoco, Peter crede che si chiamino così i baci :-)Maimie è una bizzarra bimbetta di quattro anni. Pende dalle labbra del fratello Tony, maggiore di due anni, un ragazzino carismatico e affascinante! Con l'imbrunire, Maimie si trasfoma in un'altra, mutano i suoi atteggiamenti ed il suo sguardo, mi trovo un'altra volta ad usare per definirlo il termine diabolico. Dopo la trasformazione che avviene ogni sera, anche l'atteggiamento del fratello cambia, è meno severo e menefreghista, prende la sorellina con maggior considerazione e forse con più timore! Maimie sa dell'esistenza di Peter Pan, desidera tanto fare la sua conoscenza. Durante il giorno quando si reca a giocare ai Giardini con il fratello avverte la presenza delle Fate e delle creature magiche, le cerca, e quando crede di averne vista una tenta il dialogo con questa.
In una rigida giornata invernale, Maimie inizia l'avventura che la porta finalemente a conoscere il famoso "Mezzo e Mezzo". Dopo essere stata coinvolta nei giochi delle Fate, che la intrattengono ore ed ore, vede un fanciullo e capisce subito! Quello doveva proprio essere Peter Pan! Bastarono pochi attimi, pochi giochi, Maimie si lascia sedurre dall'incanto di quel bambino, e rimane con lui anche dopo la chiusura dei cancelli di Kansington.
Insegna a Peter quali sono i giochi che fanno i bambini veri, con lui condivide molto, ma alla fine guarda il bambino che tanto desiderava conoscere sotto un'altra luce. Stanca di quella assurda vita, Maimie capisce che il suo desiderio è evolvere, crescere. Così fa la sua scelta, abbandona Peter, le fate, l'isolachenonc'è per proseguire il suo diventare adulta.
In "Peter e Wendy", la seconda parte, sono già tutti arrivati sulla famosa "Isolachenoncè", l'isola dove non si cresce.
Inizio col presentarvi la famiglia Darling, composta dalla Signora Darling, dal Signor Darling (Agenore, mi è rimasto molto impresso il nome :-)), dai quattro pargoli Wendy, John e Michael. L'ultimo membro, non per importanza è la tata Nana, una cagna molto ligia al dovere e affezionata ai bambini come fossero i suoi. Assunta dai signori Darling non potendo permettersi una "vera" tata, questa si rivelerà migliore di tante bambinaie! La Signora Darling era stata bambina, e conosceva molto bene Peter Pan, quella notte lo sognò, ed ebbe paura per la sua Wendy. Paura giustificata!
Volare sembra facile, ma non è così immediato, dopo qualche suggerimento, qualche evoluzione e un pò di polvere delle fate, ecco che i protagonisti iniziano a roteare nella stanza come vortici, chi picchia la testa al soffitto, chi cade a terra come un salame, chi se la cava benone....
Una volta collaudato il volo sono tutti pronti per questo viaggio verso l'avventura, verso l'isolachenonc'è con Peter Pan che fa da guida: "La seconda stella, poi si volta e... via, sempre dritto verso il mattino!". Il viaggio verso l'isola non è dei più semplici, anche se non è povero di particolari interessanti, i ragazzi osservano il mondo dall'alto, vedono paesi e scenari sconosciuti che popolano il mondo, quello vero.Stremati dal lungo viaggio arrivano a sorvolare l'Isola, ammirano le tartarughe, i fenicotteri, altri animali acquatici, la laguna.
All'improvviso una palla sparata dal cannone del vascello dei pirati da il benvenuto ai piccoli Darling. Questo è il principio delle loro avventure in quell'univeso fantastico e parallelo.Tutti i personaggi sono di fondamentale importanza sull'isola. Peter riveste il ruolo del padre di famiglia, alternato al ruolo di figlio, questa è l'ambilavenza della quale parlavo nella mia premessa, tra l'altro il comportamento di Peter non è molto lontano dall'atteggiamento nei confronti della vita e dall'amore che determina le relazioni di molti uomini. Wendy ovviamente è la mamma e la "moglie", colei che accudisce e che talvolta sgirda, da ordini e fa bere la "medicina". I bambini sperduti e i due fratelli invece sono la prole della "coppia". Campanellino secondo me rappresenta una debolezza umana, che tutti abbiamo conosciuto, chi attivamente chi passaivamente. Tutti abbiamo provato gelosia ed invidia verso chi ci ha "rubato" l'amato od il posto nel mondo, tutti abbiamo subito la gelosie e l'invidia di qualcuno al quale abbiamo "sottratto" qualcuno o qualcosa. Campanellino è una fatina, una donna dunque, e non a caso secondo me è stato scelto il sesso femminile per questo ruolo ;-)
Mentre i bambini sperduti e Peter, i figli, sono tutti interpretati dal sesso maschile, l'unica donna della famiglia è la madre, Wendy, in un passaggio viene chiesto a Peter :"Ci sono anche le femmine fra i bambini sperduti?" La sua riposta: "Le femmine sono troppo intelligenti per cadere dalle carrozzine". La considerazione della figura femminile in questa fiaba è forte, molto sentita dall'autore e da tutti i personaggi maschili che secondo me lo rappresentano, e rappresentano la figura l'uomo in tante sfumature del carattere e in tante personalità diverse.I maschi di casa devono difendere il territorio dai continui attacchi dei pirati, tenere la casetta nell'albero al sicuro e segreta. Le battaglie con Capitan Uncino vedono Peter e combriccola sempre vincitori, eccetto una volta, a causa di un'errore, di una piccola distrazione i pirati scovano la casa-nascondiglio dei nostri amici. In quell'occasione Capitan Uncino tiene in ostaggio Wendy, non impiega molto tempo ad infatuarsi dei suoi modi gentile e della sua dolce persona. Così il capitano e la ciurma desiderano che ella diventi la loro mamma. Capitan Uncino diventa un bimbo galante, sfodera un lato della sua personalità che non ho trovato così accentuato nel cartone. La stessa Wendy non subisce indifferente la corte del galant'uomo, sembra a sua volta affascinata dai complimenti e dalle lunsinghe ricevute, nota la differenza tra le attenzioni di quest'uomo cordiale e i capricci egoistici nell'atteggiarsi di Peter. Il Capitano è personaggio senz'altro da rivalutare e da leggere tra le righe con l'attenzione che merita. La conclusione del racconto dopo varie vicissitudini avventurose è la stessa di sempre, il cerchio che si chiude senza interrompersi mai....
Il ritorno a casa. Il ritorno alla vita di tutti i giorno, che chiede di essere affrontata con coraggioPerchè ci vuole coraggio per diventare grandi.
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archimedeonline 22/07/2008 20:22
Viuspel 06/06/2008 01:32
stefania_antonio 05/06/2008 08:45
bellissima opinione.....!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
andyrom75 19/05/2008 16:13
Complimenti davvero per la stesura dell'ECCELLENTE opinione... e per aver rispolverato il peter pan che è in ognuno di noi... specialmente in me ;-)))) Ciao e.... a ricommentarci! ;-))
syoori 18/05/2008 16:53
OTTIMA OPINIONE