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Il mio Petrof verticale

4  19.09.2007 (25.09.2007)

Vantaggi:
affidabile, buona tastiera

Svantaggi:
sonorità un pò cupa, oggi un pò fuori moda; costi di gestione (accordatura)

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Rapporto qualità prezzo

Qualità del suono

Qualità del prodotto

Design

Facilità d'utilizzo


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Su di me: un ciao a tutti!

Iscritto da:10.05.2007

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 45 utenti Ciao

Oggi vi vorrei parlarvi del pianoforte a muro Petrof.
Ricordo che fin dal primo ingresso nel negozio di strumenti musicali io ed i miei fummo molto affascinati dalla pienezza e corposità del suo suono, mentre - all'interno del negozio - un esecutore (forse un maestro di musica) eseguiva un breve brano classico.

Al di là del primo impatto, che è sempre molto positivo, occorre tuttavia precisare che si tratta di uno strumento con una meccanica un pò obsoleta.

È un oggetto disegnato e iniziato a produrre (così come è ora) negli anni '50, quando vigevano altre pretese, ed un altro modo di ascoltare le sonorità.

La qualità complessiva rimane un pelino al di sopra della media.
I tasti non hanno un ritorno molto rapido (come, del resto, la gran parte dei pianoforti verticali) e non è possibile, quindi eseguire, ad esempio, quegli abbellimenti delle esecuzioni tipiche dei pianoforti a coda, che hanno pur tuttavia tutt'altra meccanica.

I tasti hanno la lunghezza della tastiera "tradizionale" del pianoforte, ossia di quella di un pianoforte a coda.
Questo è già rilevante, in quanto molti pianoforti verticali, di bassa qualità, hanno i tasti "più corti" e qualche volta anche "più stretti".

Il suono è un pò cupo - come era la moda di allora, anni 50/60 - ma corposo e sicuro.

Si tratta di un suono non argentino, ma profondo, un pò rimbombante (per le note basse) ma ricco di sfumature. La sonorità del Petrof, richiede pertanto un'attento utilizzo del pedale di risonanza (o sostegno) che va utilizzato in modo parsimonioso: pena la perdita di nitidezza delle note.
Ha il pedale centrale di sordina, piuttosto efficace.
Il pedale di sinistra, di riduzione di intensità (ad una corda) non è molto efficace, come per tutti i pianoforti verticali.
Manca del pedale tonale, che nei pianoforte a coda, è situato centralmente (al posto della sordina).
E' questo, un pedale veramente utile, per consentire il prolungamento di singole note, evitando effetti di rimbombo di note sovrapposte.
Molto utilizzato per le partiture di Debussy, come il "Doctor gradus ad parnassum".

Il prodotto va acquistato necessariamente venendo accompagnati da un tecnico e mai da soli.
Per tecnico non mi riferisco a chi portare insieme perché dimostri la propria competenza suonando una breve melodia alla tastiera, ma piuttosto chi viceversa, sia rivolto a verificare la calibratura dei tasti e dei martelletti nonché la timbrica complessiva dello strumento: un conoscitore della meccanica e della sonorità dei pianoforti (anche se non lo sappia o non lo voglia strimpellare, dinanzi al "negoziante") che sia così in grado di contribuire concretamente alla scelta del prodotto meglio fatturato.

Il Petrof è uno strumenti con tasti in legno, ricoperti di plastica, ed a causa della qualità del legno utilizzato al momento della costruzione, del suo invecchiamento, del luogo dove lo strumento sia rimasto depositato (spesso locali seminterrati un pò umidi) prima della vendita, del lasso di tempo trascorso e di come sia stato (bene o male) assemblato, finisce con l'essere mai identico ad ogni altro analogo modello.

Particolare attenzione, al momento dell'acquisto va posta al controllo del bilanciamento o pesatura dei tasti: a causa proprio del possibile rigonfiamento del legno o di un superficiale assemblaggio dello strumento tra i tasti, può finire col capitare che ve ne siano alcuni che sfreghino con altri o presentino maggiore o minore lentezza nel ritornare su o nella pigiatura.
Tale "difetto" può accadere ai tasti marginali della tastiera (estrema sinistra o estrema destra), quelli meno utilizzati, poiché si tratta, a monte, di una inesatta equilibratura e bilanciamento al momento della registrazione finale, dopo l'assemblaggio.
A seconda di come siano stati bilanciati i tasti, dall'assemblatore (che non è il costruttore) può presentarsi un Petrof con tastiera molto dura o un Petrof con tastiera molto morbida.

Fondamentale per gli inizi è avere uno strumento con tastiera un pò dura; ma occorre prendere atto che l'esecuzione degli abbellimenti (e di molte esecuzioni romantiche) richiedono una estrema delicatezza e scioltezza sul tasto, che sono scarsamente possibili su una tastiera di tipo duro.

Altra particolare attenzione - dopo l'acquisto - è quella di curare la regolare accordatura dello strumento: è un "rito" costoso, ma necessario, sia per mantenere la purezza e chiarezza del suono, sia per conservare la propria personale capacità di intonazione.
Dati i costi - non proprio popolari - di acquisto e manutenzione di un pianoforte "tradizionale", anche verticale, non è possibile acquistare un Petrof già pensando in futuro di sostituirlo con un altro… In primo luogo perché più passa il tempo a suonarvisi sopra e più uno se ne innamora o per lo meno se ne affeziona; in secondo luogo perché è quasi inesistente un mercato dell'usato per i pianoforti verticali; in terzo luogo perché nell'usato il venditore perde molto del prezzo di acquisto.

Complessivamente è un buon prodotto ancora oggi, a molti anni dalla sua entrata nel mercato.

Tuttavia ad un figlio - ai tempi d'oggi - acquisterei un pianoforte elettronico con tastiera estesa calibrata: non soltanto gli darei così un prodotto con una tastiera che consente le soddisfazioni della meccanica dei pianoforti a coda, ma anche acquisterei uno strumento musicale - meno costoso dei pianoforti tradizionali verticali - che mi eviterebbe le spese periodiche dell'intervento dei bravi accordatori. Con una sonorità, spesso regolabile elettronicamente, più vicina a quella ascoltata dagli attuali elettronici apparati stereo.

Saluti e grazie per avere letto queste mie considerazioni!

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krikko89

krikko89

25.07.2009 15:29

Io amo il suono cupo dei pianoforti!

sgruntina

sgruntina

01.12.2008 00:57

Anche questa è un'opinione scritta da una persona molto competente. Bravo e grazie.

Ferdinando84

Ferdinando84

27.09.2008 18:16

bello..!!!

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