Niente da ridire
13.01.2003 (18.01.2003)
Vantaggi:
è una bella compilation
Svantaggi:
appunto
Consiglio il prodotto:
Sì
 promos
Su di me:
Dentro a un tramonto c'è chi vede morire il giorno
altri il nascere di una nuova notte.
Iscritto da:15.03.2002
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 19 utenti Ciao
Così va il mondo e quel che gli gira attorno. Ho comprato il doppio (salasso!!) cd che tanto mi è stato consigliato e mi son messo ad ascoltarlo con una certa curiosità. Era stato il concerto che più mi aveva attratto quest’estate, poi, la mia quasi “naturale” ritrosia per certi spettacoli dal vivo mi aveva fatto desistere -“…tanto poi uscirà il disco!”- m’ero detto. Ed allora eccolo qua, due, dico, due cd che, d’altra parte, sono il minimo per raccogliere una sufficiente quantità di contributi sonori di ciascuno dei quattro. Ron, Pino Daniele, Francesco De Gregari, Fiorella Mannoia. A guardar bene sia Pino Daniele che Francesco De Gregori, qualcosa del genere l’avevano già fatto. Il primo con il supporto di Jovanotti ed Eros Ramazzotti (ma tu guarda che bella compagnia!!) il secondo inventandosi, nel panorama musicale italiano, una delle prime grandi tournee in accoppiata con Lucia Dalla dei tempi d’oro, da cui ne uscì (guardacaso) una album dal vivo “Banana Repubblic” ma erano altri tempi, molti lustri fa, roba del secolo scorso, anzi, del passato millennio. Diciamolo subito, và, che mi tolgo il dente, non mi piacciono troppo gli album dal vivo, o, per meglio dire, credo che ci voglia molto, moltissimo lavoro, per farne uno bello, che abbia significato. Quando dico significato intendo un lavoro che proponga “abiti vecchi in una nuova luce”, tanto per farvi un esempio potrei ricordarvi, che so, i dischi dal vivo di De Andrè con la PFM, o anche, sempre suoi, quelli dei suoi ultimi concerti, raccolti nei due singoli postumi, e mi fermo qui, tanto quelli li conoscete bene, no?Un concerto è fatto di canzoni che si arricchiscono rispetto al disco, di nuovi contenuti, del rapporto empatico col pubblico, dell’emozione di esserci, di un nuovo arrangiamento, o che so io, di qualcosa che renda i pezzi eseguiti, unici, differenti rispetto al disco in studio, diversamente, senza nuovi stimoli ed emozioni, meglio tenersi il disco, anche perché costa meno di un concerto e dura per sempre. Io questo qualcosa di nuovo l’ho cercato in questo doppio cd e, devo dire, ne ho trovato molto poco. Ci sono le canzoni, è vero, testi e musiche da tramandare ai posteri, ai figli, ed poi ancora ai figli dei figli, una selezione attenta di frammenti preziosi di altrettante storie musicali differenti ma tutte caratterizzate da un’elevata qualità generale.Ci sono quattro “amici” che cantano ognuno le canzoni degli altri, con arrangiamenti e basi molto simili a quelle originali, con impasti vocali che raramente superano il duetto o il piccolo coro. C’è, è vero, qualche perla, parlo della chitarra ed ancor più, della voce, di Pino Daniele che s’intreccia in controcanti ed accompagnamenti di grande qualità, c’è la sua “Napule è” che ce lo riporta così, com’era quando ci fece innamorare dei suoi testi e della sua musica. Fra tutti, il migliore. Ron è pulito nelle sue interpretazioni, quasi, asettico, ma è un po’ la storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.Fiorella Mannoia è brava, come sempre, con una bella voce ed una grande carica interpretativa: E poi c’è Lui, l’evento mediatico dell’anno, Francesco De Gregari, ai primi posti delle classifiche sia con questo cd che con l’altro suo, con Giovanna Marini, aristocratica, quasi provocatoria raccolta di ballate e cantate della tradizione operaia e contadina. Di Lui basterebbero la presenza ed alcune delle sue canzoni, quelle che hanno fatto cantare le ultime due generazioni. Questo gli si chiedeva e questo fa, anzi, fa pure qualcosa in più regalandoci una nuova interpretazione, ed è l’unica cosa davvero nuova dell’album, della celeberrima “Niente da capire”.Prendete allora il disco per quello che è, una bella raccolta di belle canzoni (qualcuno dirà che di questi tempi è già moltissimo), impreziosite qua e là da qualche virtuosismo. Ma se qualcuno desidera volare, beh, allora, è meglio aspettare qualche aereo, o prova, o volo ancora di là da venire.
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10.05.2003 10:14
credo che l'atmosfera e le sensazioni live che si gustano in un concerto sia difficilmnte trasmissibili su disco (ma ci sono dischi che ci sonoriusciti benissimo vedi per esempio Jeff Buckley con Live a L'Olympia)... comunque forse il limite del tour era quello di riproporre con voce di una altro ma con lo stesso arrangimento il loro brani ..ciaooo
31.03.2003 10:54
Io, profana, lo ammetto, l'ho apprezzato molto, le canzoni le ho ascoltate tutte volentieri e loro sono davvero molto bravi :) ciao ciao
18.01.2003 23:13
Bella opinione, ho ascoltato il cd... sono d'accordo con te! Sono tutti molto bravi comunque. Ciao ciao