Italians do it better..interessa ancora??
03.12.2007
Vantaggi:
qualità, accuratezza, sicurezza
Svantaggi:
alti costi
Consiglio il prodotto:
Sì
 Maraina
Su di me:
Iscritto da:02.10.2007
Opinioni:26
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 14 utenti Ciao
Ragazzi, lavoro nel settore moda da quasi 5 anni!! Lavoro per marchi di abbilgiamento esteri!Sono passata da completi uomo a scarpe donna! Il made in Italy funziona ancora nel senso che gli stilisti e i grandi marchi lo cercano, lo vogliono, amano i tessuti, la pelle, la manifattura....ma poi si scontrano con i prezzi e con le leggi di mercato...anzi con la Legge di mercato per antonomasia: vendere vendere vendere!! La regola generale di solito è prendere il prezzo di fabbrica e aumentarlo di 4 volte per ottenere il prezzo a cui il consumatore compra la merce!! Le grandi firme credo che anarchicamente aumentino anche di 8-10 volte!! Quando ho iniziato (e non decenni fa...ma solo 5 anni fa!!), seguivo 2 produzioni: una un po' più economica con una fabbrica che produceva grandi numeri e soprattutto produceva in Romania e un'altra che sembrava una sartoria e produceva in un paesino vicino Siena: esigua quantità, alta qualità e ma anche il prezzo era alto, ma....totalmente made in Italy. Entrambe le produzioni con tessuti e accessori italiani, quindi alla fine il prodotto era ottimo...dopo un anno e qualche conto, i clienti hanno deciso di togliere quasi tutta la produzione qui in Italia e di mantenere quella in Romania che era a prezzi contenuti. Ma volevano una fascia ancora più economica di prodotto...ed ecco la Bulgaria e la Moldavia con tessuti ancora Italiani. Per lo meno potevano mettere un'etichetta sul capo con scritto "Fabric woven in Italy" = Tessuto fatto in Italia!! Passa un altro anno ed eccoci ad abbandonare anche la fabbrica in Romania e a mantenere quelle in Bulgaria e Moldavia con una timida entrata di tessuti e accessori provenienti dall'Oriente che spesso erano una brutta copia di quelli Italiani. Le fabbriche si lamentavano perché i bottoni cinesi facevano schifo, si rompevano o arrivavano di colori diversi, i tessuti si sfilacciavano o perdevano colore solo a lavorarli... Ma passa un altro anno e puf! Ci richiedono di contattare la fabbrica che faceva lavoro di sartoria, dandoci un'esigua produzione e tutto il resto più nulla...tutto in Cina!!Intanto il mio capo mi passa al settore scarpe e borse...con mio stupore dato che scarpe e borse sono state le prime cose copiate in Cina e neanche male!! Bene!! Un settore nuovo da imparare!! Stimolante!! Lavoro con un cliente americano sconosciuto in Italia, lo stilista vuole rilanciare il marchio, la cliente tipo è una donna di 50 anni poco fashion, ma al contempo elegante e seria! Il designer viene alle fiere qui in Italia, gira per le concerie toscane e si innamora delle pelli e dei tessuti Italiani. Disegna decolletés in coccodrillo, in pitone, in vernice, in raso argento. Le 50enni (anche quelle americane) guardano la moda, ma soprattutto guardano la praticità e la qualità...sanno riconoscere un camoscio bello e morbido da un finto camoscio cinese. La prima collezione innamora tutti, ma i prezzi sono così alti che le 50enni americane si tirano un po' indietro anche di fronte alla qualità. Intanto il dollaro cala, l'euro è forte (vanto e dannazione del mercato Italiano) e dopo un anno e mezzo solamente, volete sapere dove siamo in questo momento?? Le borse le abbiamo perse...le fanno in Cina! Le scarpe...bè! poche paia le provano a fare in Italia, con la pelle un po' più scadente, ma ogni volta che si quota un prezzo il cliente americano comunque indietreggia, ci ripensa o ti chiede di mettere magari la fodera sintetica per risparmiare anche 2 euro nel prezzo di fabbrica della scarpe...il resto della produzione si fa (per ora) in Brasile. Marchio e designer si accontentano dei loro materiali (perché il Brasile importa con difficoltà e con tempi molto lunghi), ma si lamentano e a volte hanno anche il coraggio di dire: "mah!! sembrano scarpe cinesi!!" Però in Cina hanno paura ad andarle a fare...per ora!! E allora mi chiedo: Vogliono alta qualità e bassi costi, vogliono le scarpe made in italy ma vogliono pagare poco e se le pagano poco con materiali scadenti si lamentano della qualità. In tutto questo l'Euro forte ci sta mettendo fuori dal mercato americano....come faremo? dove andrà a finire il made in Italy, dove andrà a finire il prodotto bello e buono, quello che mia madre ancora cerca quando va a comrpare scarpe, borse, maglioni, quello che dura un po' più di un anno o qualche mese... Dove andrà a finire? Nei piccoli negozi privati di città, in piccole produzioni locali oppure scomparirà risucchiato dalla Cina? E poi è la Cina i nostro vero nemico? O l'Euro troppo forte? o il Dollaro troppo debole? e l'economia che ci rende sempre più poveri? o? o? O?.... Sono fiduciosa del fatto che la Cina, con la sua attenzione a produrre più possibile, ma con la mancanza della qualità e dell'attenzione al dettaglio che ancora abbiamo in Italia, sottopagando i propri lavoratori e facendoli lavorare giorno e notte, la Cina delle ingenti produzioni che copiano senza anima l'Europa, questa Cina sia ancora lontana dal risucchiarci totalmente. Sono anche fiduciosa del fatto che i governi trovino il modo di salvaguardare il nostro prodotto nel mondo. C'è lavoro per tutti e su tutti i livelli in fondo. E sono infine fiduciosa del fatto che la gente prima o poi si stancherà di bassa qualità a basso costo e che il made in Italy abbia sempre il suo giusto posto e la sua fama, senza vendersi a merce scadente per aderire a target di costo bassi. Il costo alto non fa necessariamente il prodotto buono, ve lo dico io che lo vedo tutti i giorni!! Purtroppo anche il costo basso è difficilmente sinonimo di qualità. Ma la materia prima buona, il lavoro accurato...questi sì fanno il prodotto buono! Basta riconoscerli ed apprezzarli...questo è un passo!!
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Le valutazioni dell'Opinione
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08.09.2008 13:49
molto brava!
17.06.2008 01:01
ottima recensione
15.06.2008 14:00
bravissima cara.....