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Poesie d'amore (Nazim Hikmet)

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...le tue parole erano uomini...

5  11.08.2006

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Notte di San Lorenzo con nubi e luna piena…senza stelle… ed io ne approfitto per darne cinque alla raccolta di poesie "Poesie d'Amore" di Nazim Hikmet…

…in una notte come questa mille e uno sono i pensieri… mille e uno sono i sogni… mille e uno sono le carezze che il vento ti porta… mille e uno sono le coccole che il tuo gatto ti chiede… mille e uno sono i bisogni e la voglia di correre veloce ed andare lontano… mille e uno è la voglia di sapersi conosciuto ed di imparare a conoscersi al tocco di una mano, che scivola lungo la schiena e ti prende laddove l'universo si fonde con l'amore… fusione di sensi o non … mille e uno è il desiderio che ti afferra mordace lo stomaco e ti lascia insoluto…debole… inerte… un pallido rossore sul viso che non vuole andar via… mille e una sono le cose da fare… mille e uno è il tempo che passa e non aspetta… mille e uno le parole che vorrebbero venir fuori…amore.

<<I sogni sono sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
L'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perché hai tardato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
Dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senz'essere colti
Se tu avessi tardato ancora un poco.>>
(1948)

..perché hai tardato tanto? Si chiede Nazim… eppure la mia porta spalancata ti ha atteso da molto!
La sua poesia …o meglio molte delle sue poesie ti afferrano e ti stritolano …lasciano semplicemente esausti… con brividi che percorrono le vie a volte più segrete del corpo… sensuale direi… malinconico… esasperante nell'attesa… la nostra eterna attesa… sogni e desideri che sfuggono ma poi appartengono…

<<anima mia,
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco il più bello dei sogni ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi piano piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde anima mia.>>
(1948)
I sogni appartengono… sono fucine di emozioni… ti consentono di avere vicino ciò che è lontano…

In questo …la lontananza da casa è un pensiero ricorrente… lontano dalla moglie e dalla loro vita… fuggitivo …con occhi sempre rivolti nella direzione del cuore… dove occhi verde-marroni sono rivolti nella stessa direzione… un nucleo di emotività in cui è fusa la propria vita…

Seppur molto sensuale e calda la poesia di Nazim è senza i cliché del lirismo erotico… è solo un'appassionata visione del mondo interiore di chi ha certi ideali… di chi ha certi bisogni… di chi vive tra diverse civiltà e che ha fatto della dolcezza orientale, contemporanea asprezza dei ritmi occidentali… che in composizione d'amore … fluiscono l'una verso l'altra… un lirismo e basta affermerei con sicurezza… senza troppe altre considerazioni che come nel mio solito sfocerebbero in un analisi introspettiva o semplicemente assiomatica, caratteristica dell'essere umano… so solo che prende come è ancora mio solito dire… giusto al cuore e alla mente… spezza gradevolmente ciò che è più segreto e segregato in fondo…ciò che ci rende insicuri e deboli… talvolta epitomi che tentiamo con astuzia di allontanare o semplicemente nascondere in noi. Società fredda quella che abbiamo ereditato… troppo poco lettrice… troppo poco in tutto…ma troppo ammiccante…che ci fa scegliere ciò che altri furbescamente scelgono per noi…
Ha pensato bene Nazim… a distorcere il frenetismo e a rendere lento il trascorrere del tempo. L'attesa distrugge …ma diventa così dolce se ci si sofferma a riflettere dopo aver letto una di queste poesia… diventa quasi piacevole trastullare la mente… pensando che prima o poi il tutto finisce… e tutti i nodi vengono al pettine… è come se stessero lì ad aspettare che il pettine li districasse!!! Perciò facciamo presto, viviamo!!! Fornisce a parer mio una visione della vita fatta di essenzialità …ciò che secondo alcuni… principi dei dettagli… ti rendono naif… preistoricamente non a passo con i tempi. Ma chi vogliono ingannare? Certamente non il tempo… misura empirica e non esistente… introdotta per dare un senso ai giorni e alle notti… per derivare matematicamente in modo differenziale lo scandire delle sinapsi che invecchiano!!!

[…Nazim Hikmet nasce a Salonicco nel 1902. La sua famiglia molto colta lo ha quasi spinto a diventare un poeta. A diciassette anni fece parte dell'accademia di marina che lasciò un anno dopo per correre in Anatolia dove era in corso la guerra di liberazione, lettore accanito di Marx , attratto dalla rivoluzione sovietica decise di emigrare a Mosca e si iscrisse all'università comunista dei lavoratori d'oriente. Conobbe Lenin, Esenin e Majakovskij. Nel 1928 ritornò in Turchia clandestinamente. Uscivano intanto numerosi suoi libri. La sua posizione politica comunista non piaceva affatto al governo anticomunista, tanto è vero che dopo varie condanne e detenzioni fu condannato a ventotto anni di carcere nel corso dei quali fu colpiti da un primo infarto. Nel 1950 si meritava l'aura di martire e intellettuale nell'ambito della cultura comunista internazionale. Decise di espatriare anche se l'amatissima moglie aspettava un bambino e tornò a Mosca. Ha girato parecchio l'Europa, molte volte l'Italia è stato a Cuba…la sua fama divenne mondiale…i suoi libri pubblicati in moltissimi paesi. Non scriveva solo poesie ma anche opere teatrali, saggi quasi sempre in turco. Morì il 3 giugno 1963 a Mosca colpito da un secondo infarto. (biografia tratta dal libro "poesie d'amore" edito da mondadori 2002)…].

Oggi la poesia di Hikmet è considerata una delle migliori tra la poesia lirica… ed ha un consenso da parte di un pubblico molto vasto…ed è riuscita come frutto dolce e maturo del novecento… guadagnandosi la stessa fortuna riservata solo a Prèvet, Garcia Lorca, Neruda,Tagore e Gibran.

In verità ne avevo sentito parlare… ma mi hanno convinto a procurarlo le diverse considerazioni fatte nel film "le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek uno dei miei registi preferiti… mi sono fatto travolgere dalle parole di Antonia e di Michele e dalla poesia scelta per il film… da quel testo rosso… che univa ancor prima che si conoscessero i due protagonisti… fu una scoperta letteraria… fu un ulteriore modo per unirmi al consenso dato al film…

Ora pongo Hikmet tra i miei preferiti… e spesso leggo le sue poesie… egli vive tra una capacità di esprimere i propri sentimenti dell'essere (cosa difficile da fare) attraverso un bagaglio ampio di immagini e metafore… la realtà di una dimensione che dilaga tra la quotidianità ed il privato… porta a star bene… a volte alla tristezza… alla malinconia …a pensare … smorzatura del "comprendere" e del "provare" contemporaneo.

<<nei palloni rossi gialli verdi i gridi dei bambini e il sole
il cielo con le sue luci azzurre
chi potrà dire
la mia storia finirà così

sono entrato nella stagione delle piogge
nella stagione dei versi tristi
senti qualcosa non viene da me
le parole rimangono ferme
tra noi senza raggiungerci

nei palloni rossi gialli verdi i gridi dei bambini e il sole
stanchi e senza parole contempliamo le nostre parole>>.
(Mosca 1962)

Come al solito lo consiglio… vi farà passare momenti di piacevole riflessione o meglio momenti di pura ed estenuante poesia.


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Sauvage

Sauvage

15.03.2007 02:53

Ho letto più recensioni su Nazim Hikmet ... ma non ho letto le sue Poesie d'amore ... , ...mandi mandi ....Loris....

emilyb

emilyb

28.12.2006 15:47

Ho visto e apprezzato il film, ma non avevo memorizzato il nome del poeta citato. Tu sempre perfetto nelle recensioni, tanto da sembrare un poeta che commenta un altro poeta. Mai scritto poesie ?

mimbder

mimbder

24.11.2006 22:03

In effetti sembra molto bello dalle poesie che hai messo. Anche a me piacquero le poesie del film.

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