Su di me:Anche i miei "euri" sono tornati al loro posto!!!
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Prima di parlarvi di questa struttura ospedaliera vi voglio raccontare il motivo per cui ci sono dovuta andare. Mio padre (78 anni) da circa sette anni soffre del morbo di Parkinson, inizialmente era in cura all'ospedale di Milazzo, come ci aveva consigliato il medico di famiglia, ma dato che nell'ultimo anno era peggiorato abbiamo pensato di rivolgerci altrove. In questo caso che c'è di meglio del passaparola??? Così lo scorso anno in spiaggia parlando con amici abbiamo scoperto che al policlinico di Messina c'è un centro specializzato nel Parkinson, dove visita il professor Morgante. Prendiamo subito appuntamento e i primi di settembre mio padre ha avuto la prima visita col professore, e si è notato subito un visibile miglioramento nel camminare. Nella successiva visita, a Gennaio il professore ci ha chiesto se eravamo disposti a fare una settimana di ricovero in questo ospedale della calabria, dove ci sono attrezzature all'avanguardia che ci avrebbero permesso di curare meglio la malattia di mio padre. Ci ha detto che è un centro nuovissimo (è stato inaugurato due anni fa), avrei potuto assistere mio padre durante il ricovero dato che le camere sono a due letti, una per il paziente e una per l'accompagnatore. Mi pare ovvio, abbiamo accettato subito, si sa, di Parkinson non si guarisce ma vorrei almeno che mio padre migliorasse o la malattia rallentasse il peggioramento. Così il professore ci ha fatto la richiesta di ricovero ed abbiamo atteso…. Il 21 Marzo, due giorni prima di Pasqua alle ore 14 arriva la tanto attesa telefonata, una voce dal forte accento calabrese, mi ricordava tanto Franco di Zelig, mi comunica che martedì 25 entro mezzogiorno dovevamo presentarci al centro Universitario di Germaneto per il ricovero. Sinceramente sono andata in crisi, così pochi giorni di preavviso, con le feste di Pasqua in mezzo….ma come si dice "via il dente via il dolore", ed ho confermato. Il martedì mattina alle sette è iniziato il nostro viaggio verso la Calabria, una breve attesa ai traghetti (quando faranno sto benedetto ponte?) e via sulla Salerno - Reggio Calabria, il solito traffico e incolonnamento dovuti agli interminabili lavori e finalmente imbocchiamo l'uscita
Fotografie per Policlinico Universitario Mater Domini, Germaneto
Una parte dell'ospedale
Catanzaro. Percorriamo altro 27 km in mezzo ai campi e arriviamo a Germaneto. Seguiamo l'indicazione UNIVERSITA' e dopo pochi minuti ci troviamo davanti a un'immensa costrizione in stile moderno, ogni padiglione si distingue per un colore diverso e dal diverso numero di piani, tutt'intorno prati e colline e sullo sfondo impianti per l'energia eolica. Seguiamo le indicazioni ingresso disabili ed entriamo in un portone (accanto l'obitorio). C'è una portineria e chiedo indicazione per raggiungere il reparto neurologia. Mi rispondono di prender l'ascensore, andare al piano O e seguire le palline gialle, riprendere un altro ascensore fino il piano 7. Non capivo bene cosa intendessero con palline gialle, ma come sono arrivata al piano O ho capito, sul pavimento lungo tutti i corridoi c'erano dei dischetti colorati che ti indicavano il percorso per raggiungere i vari ascensori. Arriviamo al nostro piano e mi rivolgo a un infermiere, mi chiedono i documenti di mio padre e mi danno un modulo da portare all'accettazione. In cinque minuti, il tempo di tornare al piano O e far firmare il modulo, che quando torno in reparto mio papà era già nella nostra stanza. La camera era abbastanza spaziosa, molto luminosa, due lettini (quelli con telecomando che si alzano si abbassano, si regolano per la posizione delle gambe la schiena, comodissimi!), due comodini e diversi armadietti e contenitori per i bagagli, c'era un comodo tavolino richiudibile fissato al muro e due sedie. Il bagno era di discrete dimensioni, con la doccia ma senza tendina per evitare di allagare il bagno… Avevo sentito parlare male degli ospedali calabresi, ma qui la pulizia era incredibile in ogni angolo sia delle stanze che dei corridoi!Il tempo di sistemare le nostre cose e che mio papà metteva il pigiama ci portano il pranzo….Qui il primo momento di crisi, il vitto è solo per gli ammalati, gli accompagnatori si devono servire alle macchinette distributrici di bibite e panini al piano O, purtroppo ancora non sono funzionanti il bar e la tavola calda (situate al terzo piano)….e secondo loro io (e tutti gli atri accompagnatori) dovremmo stare due settimane a panini??? Fortunatamente mio marito prima di ripartire per la Sicilia parlando con degli infermieri ha saputo che a qualche chilometro da li c'era un self service che faceva servizio per l'ospedale, ogni mattina prendeva gli ordini telefonicamente e verso le 12.30 faceva le consegne, almeno a pranzo un piatto caldo!!!
UNA GIORNATA TIPO: Alle 6 del mattino (come in ogni ospedale) iniziavano a girare gli infermieri per i prelievi del sangue, se mio papà non doveva essere bucato potevamo "riposare" fino le 6.30, quando puntuali ci portavano le pastiglie. Mi alzavo e mi preparavo e alle 7 scendevo al famoso piano O per prendere un bel caffè per me e alla carissima signora Rita, la mia vicina di camera, che a causa della malattia del marito non poteva lasciarlo solo nemmeno per un attimo. Alle 7.15 arrivava la signora Pina che armata di carrello e spazzoloni faceva le pulizie nelle nostre camere. Alle 8.30 arrivava la colazione degli ammalati e ordinavano il pasto per il giorno successivo. Dopo poco iniziavano le varie analisi e visite mediche. Alle 12.30 arrivava il pranzo, e alle 15.30 tornava la signora Pina con il carrello per ripulire le stanze. Alle 18.30, dopo un lunghissimo pomeriggio di controlli e visite varie arrivava la cena, poi ci trovavamo con gli altri ammalati e accompagnatori nella saletta della televisione, scambiavamo quattro chiacchiere e ci rilassavamo un po.
IL PERSONALE Tutti gli infermieri del reparto, gli addetti alle pulizie, il personale che portava i pasti erano persone estremamente gentili e disponibili, pronti a scambiare qualche battuta per tirare su il morale, e vi assicuro che per chi sta due settimane in ospedale a 200 km lontano da casa trovare persone sorridenti è importante!
ESAMI E VISITE: Subito dopo pranzo, il giorno in cui siamo arrivati, si è presentata la Dottoressa che avrebbe seguito mio papà, la gentilissima ed affettuosa dottoressa Maria Salsone, la quale gli ha fatto una visita accurata ed ha preparato un elenco di esami che mio padre avrebbe dovuto eseguire per il parkinson, più una consulenza dermatologica dato che ha notato che mio papà aveva la pelle delle gambe molto rovinata.
ESAMI ESEGUITI:
- Test della memoria; - Risonanza magnetica; - Ecodoppler; - Biopsia rettale; - Biopsia all'ascella; - Esame torace; - ECG; - EEG; - Teste neurovegetativo; - 4 diversi tpi di scintigrafia; - Visita dermatologica.
GIORNO DI DIMISSIONI: Finalmente la Dottoressa Salsone dopo dieci giorni mi conferma che mio papà ha terminato tutti gli esami e il giorno seguente potevamo tornare a casa dopo aver fatto la visita col Prof. Quattrone. La mattina successiva nel reparto c'era una strana agitazione, il venerdì arriva il professore e tutti deve essere in perfetto ordine. Nel corridoio non si sente volare una mosca (di solito c'è un vocio continuo) tutte le porte che portano al reparto sono chiuse (generalmente c'è un passeggio continuo). Verso le 9.30 arriva il professore seguito da una ventina tra medici, studenti e assistenti, vanno nella stanza in fondo al corridoio e iniziano le visite. I malati vengono fatti accomodare uno alla volta nella stanza, il medico che lo ha tenuto in cura legge il quadro clinico e i risultati delle varie visite, il professore ogni tanto interviene per dare spiegazioni agli studenti. Dopo una decina di minuti la visita è terminata. Alla fine di tutte le visite la dottoressa mi chiama e mi fa accomodare nello studio del professore. Scambiamo quattro chiacchiere in modo molto cordiale e mi consegna la cura nuova per mio padre, dicendomi che tra sei mesi dovremmo tornare, un giorno solamente per fare un esame e vedere l'effetto della nuova cura. La dottoressa mi chiede il permesso di girare un breve filmato a mio papà, per poter poi confrontare il modo di camminare e muoversi, prima e dopo le nuove pastiglie. Così mio papà fa una bella sfilata davanti alla telecamera, si tocca la punta del naso, tira fuori la lingua, guarda in su, guarda in giu, a destra e a sinistra e finalmente anche questa è finita.
Quando torniamo in camera trovo mio marito che ci aspetta, e vi assicuro che ero felicissima di vederlo ed ero ansiosa di tornare a casa!
Tra un mese circa ci invieranno a casa la relazione di dimissioni e tra tre mesi la cartella clinica completa.
Devo dire che sono stati undici giorni lunghissimi e veramente pesanti dove mio padre ha sopportato con un'incredibile pazienza ogni tipo di esame e visita, probabilmente lui non ne riceverà un grande miglioramento ma ha contribuito nello studio di questa terribile malattia, anche perché qui esiste in centro del C.N.R. e ribadisco che sono contenta che anche nel profondo sud si possano trovare ottime strutture efficienti, pulite e con medici veramente preparati.
Conosco bene la zona, perchè accanto a questa struttura di primissimo livello si trova il nuovissimo campus universitario dove ho studiato ( c'è anche una targa celebrativa che ricorda l'evento... ;-D ). Auguri a tuo padre.
14.09.2008 17:32
ti ringrazio per la tua testimonianza..si fa troppo presto a parlare male del Sud!queste cose ci fano ricordare che anche noi abbiamo il meglio!
17.07.2008 03:11
Conosco bene la zona, perchè accanto a questa struttura di primissimo livello si trova il nuovissimo campus universitario dove ho studiato ( c'è anche una targa celebrativa che ricorda l'evento... ;-D ). Auguri a tuo padre.
06.07.2008 01:12
bene a presto!