La valutazione di questo autore:
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I Pooh |
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nessuno |
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Ci siamo! A giorni sarà ancora evento: il 40° anniversario della fondazione del gruppo, forse, più longevo della musica italiana. È incredibile come il tempo sembra essersi fermato intorno a queste 4 persone. Ascoltandoli e leggendo la loro Storia (perchè di Storia con la "S" maiuscola si tratta) riesco a sentirmi affascinato, coinvolto, trascinato, praticamente rapito! Li seguo dal 1990, da quando avevo 17 anni, e da allora non hanno fatto che regalarmi emozioni su emozioni su emozioni su emozioni... La canzone che me li ha presentati e più di tutte mi ha convinto ad ascoltarli nelle loro altre composizioni pubblicate (ad oggi oltre 300!!!) non è stata "Piccola Katy", "Noi due nel mondo e nell'anima", "Parsifal" o chissà quale altro capolavoro dei mitici anni '70 (tra i quali io sono nato), ma una canzone che, se vogliamo, per chi non li ascolta e non li ama, ha vissuto all'ombra di tutte le altre e che si intitola "Linda", (pubblicata in "Poohlover" del 1976). Cosa avesse di particolare non so dirlo: mi è entrata nel cuore ed ha aperto le porte a tutte le altre che sono venute successivamente. Ma quello che voglio raccontarvi oggi non è una sequenza di frasi tirate fuori da alcune canzoni, bensì ciò che in pochi sanno, cioè come sono nati i Pooh. Cioè I Pooh che nessuno ricorda, ma che Pooh sono stati ed hanno contribuito a questo grande successo, anche perchè senza di loro, probabilmente, niente sarebbe iniziato. Mia madre mi dice che quando ero ancora in fasce mi portò con lei e mio padre ad un concerto dei Pooh allo stadio "Palmintelli" di Caltanissetta: forse è cominciato tutto lì. Ovviamente per me. Per il gruppo tutto invece comincia un po' di tempo prima...
Era il Febbraio del 1965 quando un gruppo di ragazzotti ribelli come tanti, appassionati di musica Beat, decise di proiettarsi nel panorama musicale con la loro musica trasgressiva. Era il tempo in cui vennero fuori come funghi dopo una decisa pioggia in un grande bosco incantato, cantanti e gruppi, moltissimi di questi meteore (I Ribelli, I Satelliti, I Fuggiaschi, I Corvi, ...), e, in mezzo, altri che ce l'hanno fatta (Gianni Morandi, Fausto Leali, Ornella Vanoni, Mina, Adriano Celentano per citarne alcuni). Era il tempo che vedeva l'affermarsi dei Beatles e dei Rolling Stones, dei Genesis e dei Pink Floyd... Incredibile? Chi ancora oggi non ascolta queste mitiche formazioni? Era il tempo in cui nascevano le prime riviste musicali quali "Big" e "Ciao Amici" (proprio così), le quali successivamente fusesi diedero vita a "Ciao 2001" :-)
Il precursore di tutto fù il "quinto" Pooh, quello quasi da sempre dietro le quinte. Infatti, se è vero che l'attuale formazione è composta da tantissimo tempo da Roby, Dodi, Stefano e Red, il papà dei Pooh è senza dubbio Valerio (Negrini). Il primo batterista dei Pooh, autore di non si sa quanti testi che, ancora oggi, il gruppo pubblica e interpreta come brani inediti. Bolognese, musicante, sognatore e ribelle come tutti i giovani di quel tempo, incontra nella città con la "Torre degli asinelli" (Bologna appunto) un giovanotto che suonava la chitarra, tale Mauro Bertoli, con il quale fondò un gruppo (nel quale passò non si sa quanta gente) che chiamarono "I Jaguars", nel quale, con l'andare dei mesi, si aggiunserò due orchestrali che già avevano un buon nome nell'ambiente, Mario Goretti e Gilberto Faggioli, e poco più avanti un organista inglese "rubato" ad un gruppo siciliano, "I Barabba", che non suonava un granchè bene, ma era più anziano, divertente e... ubriacone!!! La persona giusta perchè faceva scena... :-). Si chiama Robert Gillot. Bene: i Pooh erano nati, ma ancora non lo sapevano!!! Grazie infatti alle conoscenze di Mauro, un certo Armando Sciascia, una sorta di talent-scout, esponente della casa discografica "Vedette", gli venne offerto di incidere il loro primo 45 giri: un sogno che si realizzava. A patto però che si cambiasse nome visto che già la RCA aveva un complesso con il nome "Jaguars". A Valerio & C. non è che interessasse tanto il nome: a loro bastava che incidessero il disco. Così Sciascia diede mandato ad una sua collaboratrice, tale Aliki, che se ne uscì dicendo "Ma perchè non li chiamiamo I POOH, come l'orsacchiotto Winnie delle favole?". Tra tutte le possibilità, questa soluzione faceva storcere un po' il naso: l'accostamento ad un orsetto inglese, per giunta a quel tempo sconosciuto in Italia... Ma tant'è, niente nome, niente disco!!! "Che si fa?" - "Accettiamo, che ci frega!": bene, si comincia. Viene incisa "Vieni fuori", cover di "Keep on running" (Spencer Davis Gruop; in quello stesso periodo viene incisa anche da un'altra interprete, la meteora Evy, sulla stessa base musicale, "L'abito non fa il beatnik": lasciamo perdere... bleah). Ma nel maggio del 1965, quindi dopo appena tre mesi dalla fondazione del gruppo, avviene la prima piccola rivoluzione: in un locale di Bologna (sempre lì!) nel quale i Pooh si sarebbero esibiti dal vivo insieme ad un altro complesso, i "Pierfilippi e les Copains", venne notato Camillo Facchinetti, un tastierista bergamasco che cantava malissimo in inglese, ma che suonava davvero bene. L'intero gruppo mise di fronte a Valerio a fatto compiuto: fuori Gillot, dentro Facchinetti. Valerio, rimase di sasso, anche perchè era l'unico che comunicava con il suo amico Robert poichè era l'unico che parlava correttamente l'inglese. Questo cambio avvenne subito prima della prima apparizione in TV, al concorso "Settevoci" disputato al Moulin Rouge di Cattolica, dove si esibirono per un intero mese. Presto ci si rese conto che la scelta fu certamente azzeccata. A metà giugno il gruppo si trasferì a Milano per suonare al Piper. Ma successe qualcosa: l'aria dentro la formazione si era già fatta pesante a causa dei comportamenti di Gilberto, che aveva tante grandi qualità umane ma era anche un po' malato di protagonismo. Il portavoce fu Mauro e lo mise fuori mentre erano tutti seduti ad un tavolo dicendogli in faccia, anche un po' duramente, che non si andava d'accordo a causa sua. Ovviamente la cosa non fu presa bene dal bravo bassista, ma non potè fare altro che subire ed accettare la decisione del gruppo. Fù lì che di li a poco (Luglio 1966) entrò in scena Riccardo Fogli. Riccardo e i Pooh si conobbero proporio durante il periodo del Piper, quando lui suonava per gli "Slanders" di Piombino, che erano in via di smoblilitazione, tutti pronti a ritornare in fabbrica. Riccardo venne scelto anche perchè era una sorta di acchiappa-teenagers, belloccio com'era. Partirono insieme per la tournée nella mia Sicilia (ma io non ero nemmeno nei più lontani
pensieri dei mei futuri genitori, eheheh) dove si sarebbero esibiti nei più importanti teatri dell'isola presentati da un tale Pippo Baudo. Arrivati però a Fontanarossa (l'aeroporto di Catania) l'agente li informò che era saltato tutto. Gli restarono comunque tre serate-esibizione al "Lido dei Ciclopi" di AciTrezza (in provincia di Catania, per chi non lo sapesse... Polifemo vi ricorda qualcosa? Tra l'altro il lido esiste ancora...), che gli servirono anche per incassare i fondi necessari per tornare a casa. OK ragazzi, in scena, si suona! Ma, ovviamente, qualcosa doveva andare storto: il presentatore della serata, forse un po' brillo o lento di comprendonio presentò così la band: "Buonasera, ecco a voi i PUK(!), un gruppo inglese(!!!)". I ragazzi stettero al gioco cantando alla ingleseggiande i brani che avevano (per lo più cover), anche perchè era vero che c'erano gruppi inglesi che cantavano in italiano. Ma alla fine confessarono al pubblico che erano italianissimi (anche perchè non c'era più Robert).
Successivamente a quest'avventura venne pubblicato il primo 33 giri intitolato "Per qualli come noi" (altro che CD, erano davvero altri tempi...), poco dopo aver partecipato avventurosamente al "Festival delle Rose" (importante per via della diretta radiofonica) con la canzone "Brennero '66", censurata e ribattezzata per quell'occasione "Le campane del silenzio" che vendette 15.000 copie che, per l'epoca, era un numero considerevole.
Nel 1967 successe di tutto. Al mitico Piper di Roma, i Pooh incrociarono la loro strada con artisti quali Nicoletta Strambelli e Renatino (che poi diventarono Patty Pravo e Renazo Zero). Ma uno sconvoglimento di carattere personale colpì Mauro che si era innamorato di una ragazza dal quale poi avrebbe aspettato un figlio. La sua immensa felicità venne purtroppo sconvolta dalla perdita del bambino dalla sua amata. Non si riprese mai del tutto. Lasciò il gruppo per stare insieme a Mirella. Da quel momento il gruppo restò con soli quattro elementi: Valerio (batterista), Roby (tastierista), Riccardo (bassista) e Mario (chitarra). Nel 1968 nacque in un Ford Transit la mitica "Piccola Katy", partorita da quella fucina di idee di Valerio (scriveva sul furgone durante gli spostamenti da una città all'altra perchè non aveva la patente e non guidava) e Roby la musicò col piano durante una serata trascorsa con amici, in quel momento tutti un po' alticci... In realtà le case discografiche non credevano molto in questo brano, tanto che fu infilato (a fatica) sul lato B del 45 giri "In silenzio" (bellissima canzone anche questa). Come nasce un successo... Quel momento segnò l'addio di Mario in quanto, per quante ottime possibilità avesse il gruppo, egli si era un po' stancato di andare in giro per l'Italia mangiando pane e mortadella. Preferì quindi aprire una piccola attività di amplificatori a Bologna. Valerio rapidamente trovò un sostituto all'altezza, che rispondeva al nome di Donato Battaglia, un ragazzino di 17, bolognese D.O.C., strappato ai "Meteors", e presentato a Settembre, momento in cui Mario fu fatto, a quel punto, fuori! E si, perchè visto il successone di Piccola Katy, aveva deciso di fare un passo indietro. Ma era oramai troppo tardi. Peccato... Ma Mario non aveva visto troppo male. Di fatto i Pooh avevano fatto sfracelli con "Piccola Katy", ma non avevano ancora un'identità, e la Vedette, la casa discografica che li aveva lanciati, non li appoggiava un granchè, anche perchè aveva più interesse nel seguire l'Equipe 84 (poi fuggita via appena raggiunto il successo), tant'è vero che venne pubblicato, senza che la band ne fosse al corrente (!) l'album "Contrasto" (1969), che venne assemblato con dei brani-provini! Ma la cosa peggiore fù che lo stesso venne ritirato dagli scaffali dei negozi specializzati in quanto non vendeva. I Pooh ne furono parecchio scioccati. Si meditava lo scioglimento, ma in effetti nessuno voleva gettare davvero la spugna. Restava però il problema di come riprendere la strada che li aveva condotti fino a lì. In più si mettevano in mezzo anche le problematiche delle famiglie che premevano perchè si facesse qualcosa di davvero redditizzio come per esempio LAVORARE!!! Fortunatamente l'ispirazione venne dalla lontata Australia grazie ai Bee Gees, che fecero rifiorire le idee del gruppo. L'album del 1970, "Memorie" viene inteso come il ritorno sulle scene che contano. Ma la crisi non era finita. In quel periodo i Pooh incontrano Giancarlo Lucariello, produttore della CGD con la fissa degli archi a josa negli arraggiamenti (ma questo non lo sanno ancora) che propone quasi subito di lavorare assieme. Il problema più grande è il legame ancora lungo con la Vedette (altri 18 mesi). A quel punto però, non vedendo più luce in fondo al tunnel, si decide di provare. Era il momento di "Tanta voglia di lei" e "Pensiero". Ormai siamo nel 1971, anno che segna il passaggio alla CGD, altro che Vedette... Uscì il 45 giri "Tanta voglia di lei" e il risultato fù di gran lunga migliore rispetto alle aspettavive. Di fatto conquistarono la vetta della classifica della Hit-Parade, comunicata alla Radio da Lelio Luttazzi, provocando le lacrime di quei quattro ragazzi andati avanti a pane e mortadella, in giro per l'Italia con un Ford Transit di quarta mano, retaggio per l'ingaggio di Riccardo ("O ve lo prendete con il furgone o non se ne fa nulla" gli disserò...). Ed ecco che vede la luce l'album "Opera prima" (1971), il lavoro che può considerato il coronamento il vero esordio della band.
Ma c'era ancora qualcosa che non andava. Del resto la beltà di una storia la si apprezza se essa risulta un tantinello turbata da piccoli terremoti. Il successo viene messo a repentaglio dall'incopatibilità venutasi a creare tra Valerio, tipo fin troppo schietto, vero, rude, quasi anarchico, e la CGD. Gli scontri con Lucariello, troppo schematico, intollerante e bacchettone, sono all'ordine del giorno e la tranquillità ed il successo dei Pooh rischiava di essere minata da questi continui litigi. Valerio fà una scelta che ha dell'incredibile: il padre dei Pooh lascia! Egli sostiene di averlo fatto per sposarsi, ma in realtà prende questa decisione per fare per il bene del gruppo. I Pooh quindi si ritrovano ancora una volta a dover fare i conti con una sostituzione, ma stavolta la cosa non è troppo difficile, anche perchè, tra tutte le serate e esibizione fatte, qualcuno lo si è sentito e valutato, ma mai e poi mai preso in considerazione proprio perchè era impensabile che qualcun altro potesse andar via. Ecco che si torna indietro con i ricordi ad un batterista romano sentito a Ischia in che suonava in un gruppo che si chiamava "Il Punto": Stefano D'Orazio. Fù fin troppo facile convincere quel ragazzo che suonava con due grancasse (cosa poco usata in quel periodo) con il rullante secco e duro. Nuova formazione: Roby, Riccardo, Dodi e Stefano. Ma le cose cambieranno ancora una volta, l'ultima.... Il 1972 segnava lo sbarco dei Pooh all'estero, in Sud America per una tournée fino a qualche anno prima davvero inimmaginabile, e la pubblicazione dell'album Alessandra (album intitolato in onore alla nascita di Alessandra Facchinetti, la prima bambina di uno di loro), un album molto melodioso e facilmente comprensibile. Alla fine del 1972 accadde ancora qualcosa. Il rapporto tra i Pooh e Riccardo Fogli inizia a sgretolarsi dopo essersi logorato a causa delle interferenze di una donna: Nicoletta Strambelli alias Patty Pravo. Riccardo era perdutamente innamorato di Patty, e lei non faceva altro che fomentare un astio nato con la voglia di diventare leader di un gruppo che leader non aveva in quanto nessuno si sentiva superiore ad altri. Ma Nicoletta faceva leva su questa debolezza (poi ammessa più tardi nel tempo) di Riccardo. "Se non puoi essere il loro capo, allora lasciali" diceva. Inutili tutte le discussioni degli altri che cercavano di farlo ragionare: niente, non li sentiva per niente. Il giorno che li lasciò fù davvero molto difficile pensare ai Pooh del futuro senza Riccardo. Si era vociferata addirittura la possibilità, quasi subito scartata, di sciogliersi. Ma la crisi non colpì solo i Pooh: Riccardo, qualche mese dopo, si rese conto dell'enorme errore commesso quando una notte, svegliandosi, si rese conto di non avere più niente. Lui aveva lasciato i Pooh, Nicoletta aveva lasciato lui!!! A questo punto c'era solo da raccogliere i cocci, anche perchè tornare indietro non si poteva. Già, chi scende dal cavallo, non vi risale più... A quel punto non restava che ricominciare. Vennerò indetti dei provini ai quali parteciparono decine di aspiranti bassisti, alcuni bravini, altri emozionati e impacciati, altri insignificanti, quando all'ultimo giorno di prove venne ascoltato un ragazzo che suonava un paio di anni prima in un gruppo, i "Capsicum Red" al Festivalbar. Il problema era che questo ragazzo suonava la chitarra, ma come si sa, il posto era ben coperto da Dodi. Non si volle lasciare nulla di intentato e Dodi, a dire il vero con un po' di superbia, mentre in macchina si recavano a suonare, gli disse "Ecco la chitarra: se suoni meglio di me, il posto è tuo!". La prova da chitarrista del bravo Bruno (questo il suo nome di battesimo) era molto buona, ma non sufficientemente adeguata agli standard di Dodi: l'alternativa era il basso, strumento per cui erano stati indetti i provini. Non ci fù dubbio su chi dovesse suonare il basso tra tutti i presentatisi: Bruno Canzian poi diventato Red Canzian (retaggio del gruppo da cui proveniva). L'ottimo provino di Red costo però la conquista del posto di bassista dei Pooh ad un ragazzo molto bravo, ascoltato qualche giorno prima e al quale era stata data una buona probabilità di diventare quello per cui anelava così tanto, tanto che anche i Pooh si sbilanciarono con "Sorrisi e Canzoni TV" annunciando che avevano probabilemte trovato la persona che doveva colmare il vuoto lasciato da Riccardo Fogli. Il ragazzo fù travolto da un'immensa gioia, trasformatasi poi in un incubo che lo perseguito per chissà quanto tempo! Era il 15 febbraio 1973, ecco i Pooh che ancora oggi cavalcano la cresta dell'onda: Roby (tastiere), Dodi (chitarre), Stefano (batteria) e Red (Basso). Questa formazione è accompagata da Valerio, come dicevo, il "quinto" sempre dietro le quinte. Ci sono voluti otto anni. Da allora niente più li ha disturbati così tanto da presentare sconvolgimenti tali del periodo che, possiamo definire, di incubazione. Il primo LP di questa definitiva formazione è il CA-PO-LA-VO-RO "Parsifal" (1973), l'ultimo "Ascolta" (2004). In mezzo decine di successi memorabili, centinaia di poesie, ballate, concerti, musical, emozioni...
Scusate se mi sono dilungato così tanto, ma la Storia con la "S" maiuscola doveva essere motivata da particolari che in pochi
conoscono. La mia più grande soddisfazione è che siate arrivati fino in fondo e essere riuscito a trasmetterVi un qualcosa che ritengo indescrivibile...
| Altre Opinioni |
Un festa che dura da 40 anni !!!
Valutazione del Prodotto Pooh scritta da
exodus65
Vantaggi: semplicemente grandi !!!
Svantaggi: per me assolutamente nessuno.
...Così cantano i Pooh nel loro ultimo album, una raccolta di 30 successi presi dai 43 album che hanno pubblicato in 40 anni di carriera, più due inediti, " La Grande festa e Destini " che aprono e chiudono questo fantastico doppio CD.
Anno 1966, io avevo appena un anno ( non sapevo ancora cantare tranquilli ), e in un cascinale di Bologna, Valerio Negrini fondava quello che sarebbe diventato il "complesso" più importante della musica italiana. Era ... ...mai remunerativo. I Pooh sicuramente hanno rappresentato una delle poche eccezioni del periodo, la loro non era solo passione per la musica, ma anche tenacia e soprattutto vocazione, unita ad uno spirito di gruppo che ancora oggi ci dà testimonianza.
E' vero, erano gli anni dei grandi cambiamenti, quelli dei 68°ini, quelli dello sbarco sulla luna, ma loro anno dopo anno si sono trovati insieme a fare la storia della musica italiana e a dispetto ...
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molto utile

15.03.2006
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PAOLO BITTA CI PARLA DEI POOH !
Valutazione del Prodotto Pooh scritta da
conetto
Vantaggi: una grande storia - canzoni conosciutissime - una band mai in crisi
Svantaggi: ridondanza - sempre le stesse canzoni - gli anni si sentono !
Scrivo questo omaggio ai Pooh ( il gruppo preferito da mio padre e non di certo il mio ma legato in qualche modo alla mia infanzia viste le miliardi di volte che il mio caro babbo ha intonato le loro canzoni quando suonava nelle piazze abruzzesi col suo complesso ! ) utilizzando uno dei personaggi di CameraCafe’ che ama da morire questo gruppo così importante per la musica italiana ( bah ! ) ! buona lettura !! *******************************************************************************************************
... ...è il massimo esperto sui Pooh che vi è in Italia … Bitta – Si ! io so tutto dei Pooh ! ad ogni concerto mi spoglio , salgo sul palco e intono UOMINI SOLIIII ! che emozione !
P – beh ! possiamo immaginare ! le abbiamo chiesto via telefono se poteva raccontarci la storia di questo gruppo storico italiano … allora che ne dice di incominciare ?
B – DIMMI DI SI SENZA SPARARE PAROLE D’AMOREEEEEEEE ..
P – EHM! Scusi Paolo potrebbe gentilmente iniziare ...
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molto utile

17.04.2004
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Quelli come Noi
Valutazione del Prodotto Pooh scritta da
mario62
Vantaggi: Tutti
Svantaggi: Nessuno
Amici di "Ciao!"
I Pooh rappresentano uno dei gruppi musicali italiani più popolari e solcano la scena musicale da ben oltre 40 anni. Producendo brani pop di grande successo, la band ha saputo sfruttare, nel tempo, le innegabili qualità e soprattutto il proficuo dialogo dei suoi componenti, il che ha garantito, in tutti questi anni, longevità discografica e stabilità nella formazione.
I Pooh nascono nel 1966, nella rossa Bologna, grazie all'amicizia ... ...1971 determina una svolta: i Pooh passano alla CBS e con il produttore Giancarlo Lucariello arrivano i primi grandi successi.Il nuovo singolo "Tanta Voglia di Lei" arriva al primo posto in due settimane. Identico risultato per "Pensiero", brano che parla di un carcerato, che vende oltre un milione di copie. Il 33 giri "Opera Prima" fonde la musica sinfonica alla melodia tipicamente nostrana.
Valerio Negrini lascia la batteria per dedicarsi a pieno ...
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molto utile

18.07.2007
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quarant'anni e non li dimostrano
Valutazione del Prodotto Pooh scritta da
era67
Vantaggi: musica cuore impegno
Svantaggi: ce ne sono?
I POOH gruppo longevo, nel 2006 festeggiano i quarant'anni, da un anno a questa parte portano in scena la fatica in cui hanno profuso energie e idee da ventenni: il MUSICAL Pinocchio. Anticipato da un disco cantato da loro in cui han messo le canzoni portanti è uscito poi il cd con tutte le canzoni del musical. Se potete inseritelo nella vostra discografia dei pooh. Anche se non cantato dalle ugole dei quattrro fantastici "ragazzi" merita un posto ... ...sonorità diverse e inaspettate. Un "Buongiorno" degno delle commedie musicali di garinei e giovannini con una filosofia da sabato del villaggio; un "Grillo parlante" quasi funky; un "mamma mia" quasi lirico. "Un gatto & volpe spa" da bulli e pupe. Un disco anche melanconico con la canzone "figli" dove geppetto dice "nel mio calendario sta venendo inverno". Impossibile riassumere le emozioni delle 22 canzoni. Scopritelo e gustatelo! ...
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28.02.2004
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Un po del nostro tempo migliore..
Valutazione del Prodotto Pooh scritta da
magico
Vantaggi: grande semplicità
Svantaggi: ultimamente ripetitivi
...una parte della storia dei pooh è il loro sito ufficiale www.pooh.it
Infatti come tutti gli adolescenti dell'epoca mi innamorai delle melodie di questi ragazzi. Riccardo Fogli era andato via da un anno ma, la musicalità dei Pooh non solo non ne aveva perso ma, migliorava di album in album.
Facchinetti e Negrini erano all'apice di una vena artistica che non sembrava doversi arrestare.Le vecchie produzioni discografiche del gruppo mi appassionavano ... ...sogno che si realizzava, i POOH nella mia città.
Ho ancora in mente la scenografia: un enorme metronomo di colore viola(penso) che, a inizio concerto, iniziava simbolicamente, con il suo movimento, a scandire i tempi. Poi luci spichedeliche, laser, flash, fumogeni..ne ero entusiasta. Quando cantarono: "Pierre" lo stadio, si illuminò di migliaia di accendini.. tutto per loro, proprio come lo avevo sognato.
Continuai per anni ancora ad amare questi ...
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20.06.2002
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