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per Poste Italiane
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5 Stelle POSTE E SERVIZI, NAZIONE E FUTURO (NERO)
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L'autore

kandara Dal 9 ago 2003

Siamo pochi a chiamare Patria l'Europa. Domani saremo la maggioranza. Inshallah. continua

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Oggi avevo tanto da fare, ma tanto, La mia assistente non osa disturbarmi. Esce in punta di piedi, io noto appena la porta che si chiude. Dopo un po', una telefonata. Una sconosciuta. Penso subito ad una signora che mi vuole vendere qualcosa. Forse assicurazioni, non certo la solita telefonia, dato che dalla voce é chiaro che la signora non é una smandrappata che improvvisa. La voce é impostata, ed il fare cauto. Appena un po' di vibrato dovuto a qualche tensione, ma naturale a chi si ingegna in mestieri così poco gratificanti.

Io preparo rapidamente una linea di difesa. Ne ho diverse, per tirarmi in fretta via dall'impiccio. Normalmente dico che stiamo chiudendo, traslocando, fallendo, caricando la voce con un groppo di gola, e facendo intendere che sarei anche capace di spiattellare la storia completa delle mie disavventure. Funziona benissimo con i cinici, meno con chi ha un cuore, che magari si sente in dovere di ascoltare. In questo caso preferisco ascoltare prima di decidere come fare.

Invece si tratta della direttrice del vicino ufficio postale, che si imbarazza di chiamarmi, per di più sul cellulare. A cosa debbo l'onore? E di colpo mi gela l'intuizione, rivedo la mia assistente che esce discretamente, e la vedo idealmente che entra nell'ufficio postale.

Infatti é lei, ma non sta male, come avevo temuto subito. La signora direttrice, che si conferma persona degna, mi fa al contrario notare che se la mia devota sta male, si tratta di cosa emotiva o psicologica. Pare infatti che si sia messa a strillare allo sportello, lei, così animosa, é vero, ma anche ragionevolmente beneducata.

Deve di certo trattarsi di qualcosa di grave, ma la direttrice mi parla (sono certo di fronte a lei) di "alzare la voce davanti a tutti i clienti" e "spiacevoli manifestazioni di intolleranza". Poi si diffonde sul fatto che per ritirare raccomandate serve un certificato valido della Camera di Commercio, cosa nota, con l'indicazione dell'amministratore della società, che sarei io, ed una delega a chi va alla posta a ritirare la raccomandata, che sarebbe la mia assistente, non c'é da sbagliarsi.

Osservo che la Signora Direttrice ha luminosamente ragione, ma che quel che mi sfugge é come la mia fedele possa alteraresi per questo, che fa parte ormai di una lunga tradizione di scambio di carteggi.

Infatti la sostanza della cosa é di ben altra natura. Ieri ci hanno consegnato una cartolina per ritirare una raccomandata. L'altrieri 13. Anzi, l'hanno messa nella cassetta della posta, come se in ufficio non ci fosse nessuno. Ma con su scritto la data del 12. E senza scrivere l'ora. Il bello é che il 13 eravamo in ufficio entrambi, e che fino alle ore 12 la casssetta della posta era vuota, controllata. Alle 13 invece c'era la cartolina.

Qualche postino era passato, senza peritarsi di mettere chiamare, ed aveva semplificato la propria vita ficcando impropriamente la cartolina nella cassetta delle lettere. Ed obbligandoci quindi ad andare alla posta con tanto di coda par ritirare il documento.

Ma la direttrice stessa ammette alla fine che il suo ufficio postale é addetto solo al deposito dele raccomandate non consegnate. Il responsabile delle consegne é l'ufficio di Cinecittà, per fare nomi. Che ha subappaltato le consegne ad una entità privata, vincitrice di una regolare gara. E che detta entità privata prende personale precario, a cui viene assegnata una massa insostenibile di consegne (o possibilmente poco motivata a svolgere un lavoro professionale, o semplicemente menefreghista). E che questo personale precario usa mettere le cartoline in cassetta "perché fa prima".

La direttrice aggiunge che "purtroppo" non ci può fare niente, che riceve "purtroppo molte proteste per la medesima ragione", ma che "non dipende da lei".

Dato che si tratta di servizio pubblico e che la raccomandata viene espressamente pagata per essere consegnata al destinatario, e che il servizio pubblico si rifiuta di operare in conseguenza alla grave disfunzione del servizio, si aprono due vie possibili, la prima é inoltrare un esposto ai carabinieri, che, si sa, "quando sono in alta uniforme al dovere non vengono meno". La seconda é emigrare verso paesi più vulnerabili al senso della dignità.

La cosa non é da poco, e non per le poste che di fama sono un ente da poco, costruito con il meno della nostra italica società, non con i migliori. Ma per la tendenza alla dissoluzione da lavoro precario. Risulta evidente che quasi in tutti i settori produttivi e dei servizi "si é mollato", con la sensazione che non ci sia più niente da fare, e che il collasso é inevitabile e prossimo.

Il collasso della recessione, della perdita di valore del salario, del prossimo retrocedere a posizioni da terzo mondo, non più ormai senza la possibilità di comperare una casa, ma in affanno per pagare la benzina, la bolletta del telefono, il dentista. In difficoltà a far valere diritti, in crisi per ottenere rispetto come cittadino da funzionari di polizia sempre più addetti a difendere l'ordine a favore dei pochi che ancora contano qualcosa, per censo o per potere, e sempre meno rispettano il cittadino sconosciuto.

Prendedo il mio ennesimo aereo, a Ciampino, mi accompagna Digi. Ferma accanto al marciapiede per farmi scendere, ma arriva un carabiniere, in bassa uniforme purtroppo, che senza inutili spiegazioni chiede il documento della signora e del "trasportato" che sarei io.

Scendo per procurare l'atteso documento (si aspetterà poi che il milite controlli dalla sua radio con il collega che sa leggere se il documento mio sia valido) e osservo che é la prima volta che un poliziontto si rivolga a me non con "signore" ma con l'appellativo che poi userà nel suo rapporto. La trasposizione tra entità di diritto e entità semovente si é compiuta.

Ma il milite mi ribadisce che "vedrò io che fra poco chiameremo a casa se l'auto é guidata da uno che non é il legittimo proprietario".

Il "legittimo", come se ci fossero i proprietari illegittimi. Il proprietario!

Ma non é l'uso dell'italiano il problema. Si tratta invece dell'uso degli italiani.

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Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 57 commenti
  • Zago74 20/03/2010 01:04
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ottime info ciao

  • Zorrikid 17/03/2010 22:57
    Ha valutato l'opinione
    Utile

    Bella opinione, ma abbastanza deprimente. Ciao!

  • roby1984it 18/02/2010 10:35
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • lilithcry 09/02/2010 14:21
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • catecate74 19/01/2010 14:50
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 57 commenti

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