Bancoposta business - Lasciate ogni speranza

1  01.12.2007

Vantaggi:
nessuno

Svantaggi:
macchinosità burocratica, personale non competente

Consiglio il prodotto: No 

claudia67x

Su di me:

Iscritto da:30.11.2007

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Nel caso in cui a qualcuno sfiorasse la malsana idea di aprire un conto alle Poste, conto aziendale, leggete quanto segue.

C'è che per motivi di contenimento costi e praticità, l'anno scorso abbiamo aperto un conto aziendale di servizio alle Poste, dedicato esclusivamente alla ricezione dei bonifici mensili che fanno i nostri corsisti, da tutta Italia.

La comodità consisteva nel fatto che avremmo emesso bollettini postali nominativi, e quindi questo ci avrebbe facilitato la gestione amministrativa e contabile.
Inoltre, le scarse spese per i movimenti di conto ci avrebbero consentito un risparmio di tutto rispetto.
Illusion.

Questi di seguito i principali problemi riscontrati:

- sistema di home banking non user friendly: consultazione macchinosa, nomenclatura burocratica e pesantezza di caricamento piattaforma.

- mancata segnalazione nel sistema di home banking del nome della persona fisica che effettua il versamento con bollettino: nonostante sia nominativo, come riferimento di chi fa il bonifico esce un generico acronimo CUAS con la provincia di riferimento, che ci costringeva ogni volta a fare il giro delle 7 chiese per capire chi aveva fatto il pagamento.

- impossibilità di consultazione sistema home banking nei weekend e dopo le 22: noi lavoriamo soprattutto nei weekend, pertanto ci serve tenere sotto controllo i flussi in quei giorni e, se è necessario, anche a mezzanotte. Avevamo specificato questa esigenza all'apertura conto, ma nessuno ci ha avvisato che non era possibile.

- tempi lunghissimi di segnalazione bonifici effettuati e di valuta su assegni versati: nei casi di fuori piazza e di banche diverse, i tempi di attesa sono di almeno 10 giorni lavorativi.
Ciò comporta di conseguenza lungaggini amministrative e contabili.

- continui disservizi sul sistema di home banking, spesso in manutenzione, e non consultabile con firefox.

- mancanza di un interlocutore unico&fisico in caso di problemi (e sono stati davvero tanti): ti dirottano al numero verde in modalità 187, con interlocutori gentili&cortesi, nonché assai competenti e, soprattutto, risolutivi...
Ovviamente sono ironica.

Ma il colmo si è verificato questa estate.
Sperando di farvi ridere (noi abbiamo quasi pianto...) vi segnalo l'ultimo episodio, l'Apoteosi.

A causa di un errore di Poste, un nostro consistente assegno emesso da Azienda Pippo Poste su Azienda Pippo Altra Banca (praticamente un girofondi da un conto all'altro) è stato respinto per mancanza di fondi, mentre i fondi c'erano, contabili ma non ancora disponibili nel giorno di emissione dell'assegno.
Erano disponibili il giorno dopo l'emissione (assegno di venerdì, disponibilità di lunedì)

D'accordo, questa è stata una nostra svista, ma credo che tutti sappiano che episodi simili succedono ogni giorno e una banca di solito - prima di arrivare a respingere un assegno e aprire una procedura di protesto - verifica i giorni di disponibilità.
Qui si parlava di un giorno lavorativo, con weekend di mezzo... E si parlava di un assegno emesso a noi stessi, di trasferimento fondi da un conto societario all'altro.

Tecnicamente avevano ragione, di fatto... hanno ammesso a voce l'errore nell'eccessivo zelo. Errore che aveva ormai messo in moto un meccanismo perverso, nonostante il chiarimento avvenuto telefonicamente.

Ciò ha comportato una procedura automatica di protesto perché le Poste hanno questo sistema per cui la mano destra non sa cosa fa la sinistra e quindi, una volta scattato il meccanismo di rifiuto di un assegno "per mancanza di fondi", questo va automaticamente dal notaio per il protesto.

Praticamente l'Azienda Pippo si sarebbe trovata a protestare L'Azienda Pippo, cioè se stessa, con relativa segnalazione al CAI (centro allarme interbancario) che l'Azienda Pippo fa i puff, cioè emette assegni a vuoto.
A se stessa....
Delirio.

Il direttore delle Poste della mia agenzia, modello ragionier Filini, mi comunica sì candidamente che è stato un errore dovuto a eccesso di zelo, ma che lui non può più intervenire perché Poste Italiane utilizza un service esterno per la gestione assegni, e mi rimanda al 187 delle Poste.

Ovviamente al 187 delle Poste rispondevano che non sapevano cosa fare "perché le procedure sono automatiche", e che avremmo dovuto attendere lettera del notaio con comunicazione di protesto per POI chiarire.
Sì, e intanto noi risultavamo protestati e insolventi verso noi stessi chissà per quanto tempo, con tutto il danno che ne deriva a livello di immagine.

- Alla mia richiesta di poter bloccare l'assegno e di ritirare i contanti direttamente allo sportello, rispondevano che non era possibile perché gli assegni venivano gestiti dal service esterno.

- Alla mia richiesta di poter parlare con l'azienda che gestiva il servizio, rispondevano che "non era una procedura prevista"

- Alla mia richiesta di parlare con un responsabile di Poste, dicevano che non c'era un responsabile.

- Alla mia richiesta di sapere con chi stavo parlando, mi veniva risposto con un nome di battesimo, rifiutando di dire il cognome per "motivi di privacy".

- Alla mia richiesta di avere una lettera da Poste che chiariva il loro errore, rispondevano che "non era una procedura prevista"

- Alla mia richiesta di avere un numero di fax cui scrivere un reclamo, rispondevano che dovevo rivolgere il reclamo al direttore della mia agenzia (quello che mi aveva rimandato a loro).

Insomma.
Di norma è assai difficile zittirmi contro la mia volontà ;), tuttavia in questo caso ce l'hanno fatta.
Ero letteralmente senza parole e faticavo anche a concepire insulti adeguati alla gravità del caso.

Non è finita.
Dato che non c'era modo di sbloccare la situazione dell'assegno, e avevamo urgenza di effettuare quel girofondi, do disposizioni che mi preparino la somma in contanti per due giorni dopo, sì che potessimo prelevarla da Poste per versarla sull'altro conto.

Questo che segue è il dialogo con il direttore dell'Agenzia postale, dialogo avvenuto dopo un'intera giornata passata al telefono con il 187 delle Poste, con l'Altra Banca e con la mia agenzia postale, pertanto ero un attimo sovraeccitata:

Scusi signora ma perché vuole ritirare i fondi in contanti? Non fa prima a fare un bonifico?
Prego?
Le ho chiesto se...
Ho sentito cosa mi ha detto: mi sta prendendo in giro?
In che senso?
Senta... le ho detto che ho urgenza di avere disponibilità di quei fondi. Un bonifico da banche diverse, anche se su piazza, coi vostri tempi ci mette 5 giorni lavorativi, quindi un'altra settimana, per cui lei mi fa la cortesia di farmi trovare quei fondi disponibili dopodomani.
E' una procedura insolita.
Non mi interessa se è solita o insolita. Quei soldi sono miei, quindi cortesemente provveda.

D'accordo signora, eccezionalmente...
Eccezionalmente??
Le ho detto che è una procedura insolita.
No. Lei sta dicendo che mi sta quasi facendo una cortesia a consentirmi di prelevare i miei soldi.
No, è che non è consigliabile che lei esca di qua con quella somma.
Questo lo so da me, infatti stavo per dirle di provvedere a farmi trovare una guardia giurata, a vostre spese naturalmente, dato l'errore da voi fatto.
Ecco questa sarebbe una cortesia.

No questo sarebbe moralmente ed eticamente doveroso, data la vostra inettitudine e incompetenza. Ed essendo io moralmente ed eticamente permalosa (Cfr Altan), gradirei non essere insultata su questi concetti.
D'accordo senta, allora facciamo così e la chiudiamo qua: avrà i fondi disponibili e la guardia di scorta.
Grazie

Due giorni dopo i colleghi vanno là in modalità belve feroci e sorpresa...!... come per magia l'assegno era stato finalmente sbloccato e il trasferimento fondi regolarmente effettuato.
Non solo.
Cortesia viscida a tutto spiano, e la somma era anche disponibile in contanti, con il direttore angenzia (il tizio di cui sopra) che al telefono mi dice:

Ecco vede che si è risolto? Se vuole abbiamo anche i contanti da darle...
Scusi, ma ci è o ci fa?
Prego?
Ma non avete sbloccato l'assegno?
Sì, certo.
E ha dato un'occhiata all'attuale saldo?
Sì infatti volevo dirle che...
No, lei non voleva dirmi. Lei mi ha detto che oltre al trasferimento effettuato, c'è anche la somma disponibile in contanti. Quindi mi sta dicendo che i colleghi possono uscire da lì con quei soldi, e che ci consente di andare in rosso per la somma dell'assegno che ci ha appena addebitato...
Uhm no, ecco io, no. Era solo per dirle che se vuole avevamo anche i contanti, come ci aveva chiesto.
Mi sembra il minimo.
Sì però senta, sul conto ora ci sono solo 200 euro...
E certo.
Come certo?
Secondo lei mi fido ancora a lasciare somme consistenti in mano a un'organizzazione come la vostra? E sappia che non ha perso solo noi come clienti, ma sarà mia premura segnalare in ogni forum disponibile questa vicenda.

Questo è quanto. Indi per cui, pensateci ben bene prima di avere a che fare con questa organizzazione.

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Commenti su questa Opinione
eloelle

eloelle

07.06.2012 18:04

Io non mi posso addebitare l'utenza dell'Ama, l'azienda municipalizzata che a Roma si occupa della raccolta dei rifiuti...

oreste81

oreste81

14.11.2009 23:47

ok

tartarughella

tartarughella

29.09.2009 09:41

Eccellente

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