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Opinione

per Premiata Forneria Marconi
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5 Stelle Impressioni di ( fine) novembre
159 su 159 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi ......torno a girare là dove c'è musica.....

Svantaggi --------------------

Dettagli

Qualità dei testi 5
Qualità della musica 5
Voce artista 5

L'autore

hidrangea Dal 10 mag 2001

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" ….qui per sognare mi tocca dormire o, come sempre, suonare e suonare…"


Fu per caso che, nei primi giorni d'agosto, mi ritrovai a leggere distrattamente, un cartellone pubblicitario: < P.F.M. canta De André >. La data era prossima e il luogo del concerto vicino….Mi sembrò un segno del destino…non avrei potuto lasciarmelo sfuggire". Neanche la mia consueta pigrizia "estiva" mi fece cambiare opinione. Faber è il mio canta-poeta preferito e la P.F.M. è un gruppo leggendario di musicisti bravissimi. E' una vita che li seguo e li amo.

Il gruppo affonda le sue radici nei mitici anni 60
I fantastici Franz Di Cioccio e Franco Mussida, ancora insieme nell'odierna PFM, iniziarono con Flavio Premoli come "musicisti di sala". Le loro capacità, già allora palesi furono apprezzate da artisti quali Lucio Battisti, Mina, Fabrizio De André, che si contendevano i loro arrangiamenti in sala d'incisione. Quest'abito però cominciò a star loro stretto e cercarono una nuova identità dando vita a varie band, tra cui ad esempio il gruppo "I Quelli", di cui fecero parte per breve tempo, tra gli altri, anche Teo Teocoli e Alberto Radius. L'entusiasmo continuava a crescere e passavano giornate intere a "provare" ad esercitarsi…ormai la musica era parte importante e integrante della loro stessa vita. Decisero di cambiare ancora nome alla band, ormai avevano trovato una precisa e personalissima identità. Il nuovo nome "Premiata Forneria Marconi" fu ispirato dalla panetteria preferita di Mauro Pagani, altro componente storico….In seguito, il nome, troppo difficile per il mondo anglosassone e per quello nipponico, fu abbreviato in PFM..

Nel 1970 Fabrizio De André, quello de "La Buona Novella"., volle farsi accompagnare da loro….Sarebbe nata un'amicizia grande e duratura, un'amicizia fondata sulla stima reciproca.
In quegli anni fecero la loro brava gavetta, riempiendo i "vuoti tecnici" dei concerti di gruppi internazionali quali i Deep Purple e i Procol Harum, finché nel 1971 vinsero, con "La carrozza di Hans", il festival di Viareggio. Poi arrivò "Impressioni di settembre", da quel momento fu un trionfo, guadagnato e meritatissimo.

"Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odore della terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà."

Arrivarono la fama, i concerti in Inghilterra, grandi tra i "grandi", negli Stati Uniti, in Giappone.
Nel 1979 tornarono a suonare con Faber dal vivo, in uno straordinario e irripetibile tour.

Sono passati 27 anni da quel mitico tour da cui furono tratti due album live , vivi veramente, direi unici.. Faber aveva fin dall'inizio creduto in quei ragazzi, che suonavano in modo diverso dal suo ma che avevano la capacità di modellare la musica sulla sua stessa vocalità, sui suoi meravigliosi, unici versi, adornandoli, evidenziandoli. Fu così che il rock di chitarre magistralmente suonate, il suono del sintetizzatore, il tocco della batteria, mirabilmente amalgamato con le classicheggianti e voluttuose note vibrate o pizzicate del violino, fecero da incantevole cornice alle immagini, alle suggestioni pennellate dai versi delle splendide poesie di Fabrizio.

In questa buia serata di novembre ritorno con la mente alle emozioni di quel concerto. Accendo il piccolo registratore che custodisce gelosamente la traccia, non proprio perfetta, dei suoni, delle musiche, dei ricordi di quella indimenticabile notte di mezza estate.

E' Franz Di Cioccio a tessere la trama della serata, a narrare, a cucire tra loro i pezzi che sembrano tagliati apposta per incastrarsi l'un l'altro, fino a fondersi perfettamente:

"Dedicato a tutti quelli che non c'erano, a quelli che non hanno potuto sentire, allora, la musica dal vivo, per farli partecipare a quel concerto straordinario, che fu un evento. Gli arrangiamenti sono quelli di allora che a Fabrizio piacquero al punto che continuò a utilizzarli sempre. Le singole note sono quelle, tutto è come allora…tranne….Beh…. manca la voce del Maestro…"
…. ma l'emozione è alta e mi sembra di avvertirne, con un brivido, la presenza.
Faber non c'è più, ma vive nel cuore di tutti. I miei vicini, attenti, partecipi e commossi, come me, appartengono a generazioni diverse. Ci sono bambini, anziani, persone di media età, giovani…. segno che la buona musica accomuna tutti.

Ecco, ora è proprio lei, la Musica, quella con la M maiuscola, a farla da padrona, sul palco, tra noi, nell'aria, fin lassù nel cielo, nella notte calda e buia d'agosto… una musica coinvolgente, toccante, unica, vera.
Il concerto ha inizio con le note meravigliose e straordinarie di "Bocca di rosa". La musica prende, travolge, emoziona, trascina. Mi sento particolarmente coinvolta sento il ritmo in ogni fibra del mio essere….
Arriva "La guerra di Piero"mitica. Mi guardo intorno, col mio piccolo registratore stretto stretto, come si fa con qualcosa di prezioso, che si teme di perdere. Tutti sono attenti, presi dalla musica, da Faber, dalla P.F.M..

E' la volta di "Un giudice", di "Giugno 73, che racconta" continua Franz "il mondo borghese dell'adolescenza e della giovinezza di Fabrizio, quel mondo che lui non amava molto ma che gli ispirò questa poesia che noi abbiamo arrangiato in modo da rendere giustizia al ricordo unico, toccante, commovente".
Poi ancora: "Nel 1970 Faber ci contattò. Fummo chiamati per fare la "Buona novella". Un bell'impegno scrivere la musica per una storia intera…la storia era quella dei vangeli apocrifi".
Ed è la volta delle note inconfondibili ( in cui mi piace scorgere un non so che di medievaleggiante) del martello che fa den den di "Maria nella bottega di un falegname", e ancora "Il testamento di Tito", dalla sinfonia ora classica ora rock e dai contenuti aulici eppure umani.

E' l'ora di alleggerire un po' l'atmosfera con "Zirichiltaggia" in cui è il violino a farla da padrone, la voce diventa solo un pretesto…tutto è musica, ballo di piazza. Poi Di Cioccio ricorda gli scherzi musicali che facevano con Faber, che non sopportava le tastiere… proprio non gli scendevano giù…A lui bastava la chitarra e la sua voce…Ma ecco l'allegra "Volta la carta" , il cui ritmo è forte, trascinante; dopo un po' ballano tutti, ognuno si muove, batte il ritmo, ed è ancora il violino a dominare.

L'aria scherzosa finisce all'improvviso quando ha inizio quella canzone che ha fatto il giro del mondo: "La canzone di Marinella". "E' stata una sfida arrangiarla", ma la PFM l'ha fatto in maniera egregia…c'è qualcosa di fatato in quella melodia… mi sembra di entrare nel bosco incantato delle favole, dolce, rilassante, piacevole, per poi subito scivolare in un posto cupo, dolente, triste.

E' ormai già trascorsa la prima parte del concerto, quella delle canzoni di Fabrizio programmate per la serata, non resta che quella di chiusura: "Il pescatore"
Niente paura però, prima di chiudere eseguiranno una carrellata di successi...un vero e proprio omaggio alla P.F.M., o meglio, un omaggio della P.F.M. al suo pubblico.

E qui la musica riesplode…sa di classico, di minuetto, di ricordi.. Iniziano a scorrere pagine di vita, davanti a me… poi la musica sale, la seguo, mi alzo, pur rimanendo seduta al mio posto, corro, strattono, mi strattonano…no..sono io che mi sento strattonata… poi ricado dolcemente. Mi lascio andare e, all'improvviso, i ricordi non ci sono più….non c'è il passato, non c'è il futuro..solo il presente……..e la musica!!!!!!!!!!….che ancora si fa incalzante sembra raccontare di una passeggiata in un viale alberato in un giorno pieno di sole….poi cala all'improvviso, come la sera, scura e malinconica. Inizia un altro brano forte, vivo, unico….poi grande…profondo, lieve. Appassiona tutti, grandi, piccoli, anziani, ragazzi, giovani, adulti….

Franz continua a raccontare e parla dello spirito di "Harlequin" ( così simile al suo! ) che sa reagire alle avversità perché c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire…Ed ecco, sono ancora gli strumenti a parlare, ad emozionare…
Poi dice:"Abbiamo regalato a Faber una musicalità e un ritmo diversi, ma da lui abbiamo ricevuto tanto…ci ha donato la poesia ed è proprio dopo la nostra esperienza con lui che abbiamo scritto " Maestro della voce" dedicato all'indimenticabile Demetrio Stratos" ( cantante degli "Area" morto nel 1979). E' un pezzo lunghissimo che inchioda tutti, nel corpo e nella mente….è forse questa la magia della buona musica…quella di elevarti, di commuoverti, di farti vivere sopra le righe della vita, regalandoti emozioni forti. E loro sono lì che suonano con manifesta passione, riuscendo così con i loro abili e coinvolgenti virtuosismi, a stupire tutti ogni volta. Si avvertono, quasi palpabili, il sentimento, la perizia e l'amore che mettono nella loro arte, la musica live, perfetta in ogni dettaglio.

Siamo alla fine…è l'ora de "Il pescatore", il testo e le note di Faber, le voci e l'arrangiamento della PFM….l'emozione cresce ancor di più, anche perché si respira la consapevolezza che ormai il concerto è giunto agli sgoccioli…

Ed è già rimpianto.

Tutti, ma proprio tutti, cantiamo con loro, trascinati da quella instancabile energia, tutti abbiamo gli occhi un po' lucidi….
E' tempo di saluti.
Vanno via dalla scena, ma le urla, gli applausi non cessano:"Fuori fuori"urliamo …Inizia a piovere, una pioggerella sottile e fitta ma nessuno va via. Ecco, appaiono nuovamente. Frank Di Cioccio, che è stato anche un ottimo presentatore, dice, scherzando: "il prossimo brano lo ha annunciato il cielo"….E via le note:
"Quante gocce di rugiada intorno a me………"
Splendido……..
Tutti ascoltiamo rapiti in silenzio sotto la pioggia di agosto.

Hanno preso parte alla serata:
Franz Di Cioccio batteria percussioni voce
Franco Mussida chitarra voce
Patrick Djivas basso
Lucio Fabbri violino
Gianpiero Monterisi seconda batteria
Gianluca Tagliavini tastiere


Prossimo concerto "PFM canta De André e i suoi successi" a Mantova, Palabam Kennedy, il 16 Dicembre 2006

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Avete domande riguardo Premiata Forneria Marconi? Domanda
Pagina 1 di 35 | 1 - 5 di 174 commenti
  • marak76 24/03/2011 13:03
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccellente... come i mitici PFM!!!!!!!

  • lety2 06/04/2010 08:30
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    L'ho visto e mi è piaciuto molto.

  • Carmelo63 15/02/2010 14:08

    Ottimo gruppo, peccato che non abbiano più prodotto roba tipo anni '70, Saluti.

  • Sailortronky 27/07/2008 10:19
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Bravissima! Io sono stata a sentirli proprio l'altra sera. Giovedì. Che grinta, che suono!

  • RAMSES60 20/05/2008 22:38
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    La tua è una vera passione per la musica!

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