La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Il libro è " testimonianza, epilogo o testamento spirituale" |
| Svantaggi: |
Nessuno |
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Sì |
Non conoscevo altro che il nome dell'autore: Ernesto Sabato. Quindi, passando accanto ai suoi libri, ho cominciato a sfogliarli con più attenzione. Sono stata conquistata e mi sono fermata su due di questi libri: il romanzo "Il tunnel" (di quale ho già parlato in precedenza) e il romanzo - saggio "Prima della fine. Racconto di un secolo", che l'autore definisce: " testimonianza, epilogo o testamento spirituale, dedicato a quei ragazzi e ragazze disorientati e timidi o a quelli che cercano una zattera in mare dopo un naufragio".
Anche se sarebbe più giusto leggere l'autobiografia di un autore dopo aver letto gran parte della sua opera, io ho voluto conoscere l'uomo che sta dietro allo scrittore, la sua vita, e ho cominciato a leggere questo libro con la sete provocata dal ritrovamento dei propri pensieri nelle parole di questo uomo che è dappertutto, che ha fatto tutto e ha vissuto tutto.
Le prime cose che mi hanno colpito sono: la delusione davanti ai valori del mondo di oggi, l'amore per quello che significa l'essere umano e la fiducia infinita nei giovani che tutti gli avevano dimenticato. Non credo di poter descrivere la delusione che immonda le seguente righe:
"Nei tempi moderni nasceva un mostro con tre teste: razionalismo, materialismo e individualismo."
"L'individualismo e l'avarizia risultano essere cosi forti che sembra non importare che siamo vicini alla distruzione fisica del pianeta."
"Un bambino muore dalla fame ogni sue secondi. Il peggio è se pensiamo che solo con 50% di quello che si spende per gli armi, si potrebbe risolvere il problema della fame dell' intero mondo."
Dicevo che Sabato è un uomo che ha fatto tutto e ha vissuto tutto. Mi riferivo al fatto che da giovane è stato comunista, poi anarchico; deluso dalle dottrine, si è rifugiato nella matematica e nella fisica, poi ha rinunciato a tutto e ha cominciato a scrivere, pubblicando (con difficoltà ed aiutato da Camus) il romanzo "Il tunnel" e poi altri due romanzi e saggi.
"E poi, quando la vista mi ha impedito di scrivere e di leggere, sono tornato, verso la fine dell'esistenza, a quel'altra mia passione: la pittura."
Perché Ernesto Sabato è anche un pittore.
Troviamo nel libro aspetti dell'infanzia e della gioventù dell'autore, ricordi piacevoli, noiosi o spiacevoli, angosce, domande fondamentali sull'uomo e Dio. Nel centro di queste evocazioni si trova la Casa.
Tutte le sue scelte, tutte le sue esperienze provocate da queste scelte, tutte le motivazioni che hanno determinato queste scelte, le persone che l'hanno aiutato, che gli sono stato vicine, che nel frattempo non ci sono più, si trova tutto in queste pagine.
Non so cos'altro potrei dire di questo uomo triste e provato dalla vita, ma pieno di speranza. Questo libro è un libro che si legge rapidamente e si arriva ad amare lo scrittore, oppure si lascia dopo qualche pagina. Io faccio parte dalla prima categoria. Il rating non è motivato solo dal fatto che mi sono ritrovata nei pensieri di Sabato, ma anche dal fatto che è il primo scrittore che mi è capitato che parla apertamente dei problemi dell'umanità, degli sbagli che hanno i nostri governanti, e che "grida" la sua fiducia e speranza nei giovani.
Il libro di Ernesto Sabato rappresenta un epilogo, un testamento spirituale di un uomo moderno in perpetuo confronto con un mondo duro ed enigmatico.
Invece del finale, un consiglio di Sabato: " Dobbiamo aprirci al mondo. Non considerare che il disastro è fuori, ma che arde come un falò in casa nostra. La vita e la nostra terra sono in pericolo."
"Parlo a te, e attraverso te a tutti i giovani che mi scrivono o mi fermano per la strada, anche a quelli che mi guardano da altri tavolini in qualche bar, che provano ad avvicinarmi ma non hanno il coraggio.
Non voglio morire prima di dirvi queste parole.
Ho fede in voi. Ho sempre scritto parole molto dure e per molto tempo non seppi se ritornare a parlare di ciò che sta succedendo nel mondo. Tutti gli uomini stanno affrontando lo stesso pericolo, ricchi e poveri."