Home > Libri > Narrativa > Letteratura: Storia e Critica > Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion) > Opinione

Opinione

per Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion)
Leggi l'opinione successiva "CHE UOMINI SIAMO ??"
5 Stelle Se questo è un uomo: un libro da leggere. Opinioni con immagini
7 su 7 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Un libro che fa riflettere di enorme importanza storica.

Svantaggi Nessuno.

Dettagli

Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale
Prezzo 9,80€

L'autore

Bertach Dal 7 dic 2008

L'utente non ha finora fornito alcuna informazione riguardo il suo status

1 Utente Si fida di me

Se questo è un uomo è un romanzo autobiografico scritto da Primo Levi nel quale è testimone delle atrocità commesse nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
La brutta avventura di Levi inizia il 13 dicembre 1943 quando viene catturato da un gruppo di soldati fascisti.
Poco più di un mese dopo la cattura, Levi, insieme ad atri 650 ebrei (tra cui donne, bambini, malati) furono obbligati a partire sul treno che li avrebbe portati nei lager tedeschi.
Sul treno la situazione era devastante, masse di persone su vagoni troppo piccoli per contenerle tutte, persone che soffrivano “per la sete, il freddo, la fame, la fatica e l’insonnia”.
Arrivati al campo gli ebrei venivano divisi per sesso, età, sani o malati. La stragrande maggioranza di essi morirono dopo il secondo giorno, quelli che non vennero uccisi subito era perché dovevano lavorare per i tedeschi. Levi era uno di questi e fu mandato “in una camera vasta e nuda, debolmente riscaldata”; qui egli riflette: “Questo è l’inferno, l’inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi di stare in piedi e c’è un rubinetto che gocciola e l’acqua non si può bere (era da quattro giorno che non bevevano), e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente. […] è come già essere morti.”
Successivamente Levi e gli altri ebrei che erano in stanza con lui (circa una quarantina) vennero rasi, lavati e rivestiti con vestiti diversi, gli avevano tolto tutto, non avevano rimasto più niente di loro. “condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile.”
L’iniziazione si svolgeva tatuando sulla pelle degli ebrei un numero indelebile che diventava poi il loro nome. In questo momento Levi si sentiva “un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento”.
Nel lager vi erano morti ogni giorno, le persone venivano trattate come bestie, dovevano lavorare sodo tutto il giorno per una pagnotta di pane al mattino e una cucchiaiata di zuppa alla sera. E come se non bastasse: “E’ nel normale ordine delle cose che i privilegiati opprimano i non privilegiati: su questa legge umana si regge la struttura sociale del tempo.”
Mentre lavorava Levi si ferì ad un piede e dovette stare nel Ka-be (infermeria) una ventina di giorni; questi giorni furono per lui di riposo, nei quali si accorse di quanto fosse “fortunato” ad essere un “ebreo economicamente utile”, e del numero spaventoso di morti che vi era nel campo: Levi era il numero 174 517, la numerazione incominciò 18 mesi prima e nel campo in quel momento vi erano all’incirca 10.000 persone, Levi comprese che i morti nel giro di 18 mesi erano stati un’esagerazione.
Levi divide gli uomini del campo in due partizioni: i sommersi e i salvati. Mentre nella vita reale questa divisione è molto meno evidente, nel campo era netta, questo perché ogni uomo era solo, se qualcuno ha bisogno di aiuto “non troverà chi gli porga una mano, bensì qualcuno che lo abbatterà a lato”; nel campo regnava “una legge feroce” : “a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto”.
Dice Levi: “soccombere è la cosa più semplice: basta eseguire gli ordini che si ricevono, non mangiare che la razione, attenersi alla disciplina del lavoro e del campo. Solo eccezionalmente si può in questo modo durare più di tre mesi”. Questa frase significa molto, è una prova lampante di quant’era dura la vita di ogni giorno, a meno che uno inventasse qualcosa, si muovesse al di fuori della regola stando attento a non essere beccato dalle SS, non poteva durare a vivere nel campo.
Levi supera un esame di chimica (essendosi lui laureato a Torino in chimica), e dal giorno seguente non farà più il duro lavoro di sempre, ma lavorerà in laboratorio. Questo è uno dei principali fattori che garantirà la sopravvivenza nel lager di Levi.
Levi nel campo supera ostacolo dopo ostacolo, è fortunato si, senza dubbio si può considerare uno dei pochi fortunati, riuscendo a sopravvivere anche al giorno della “selezione”. Ogni tanto i tedeschi facevano delle selezioni, ovvero selezionavano una data percentuale di persone da mandare alle camere a gas.
Era una cosa terribile, tra i selezionati non vi erano solo vecchi malati, ma anche giovani di vent’anni appena entrati nel campo, che senza avere fatto nulla di male finivano nell’elenco dei “selezionati”, spesso anche solamente per pure sviste delle SS tedesche che non gli importava più di tanto chi mandare al gas, quanto il farlo velocemente.
Il libro si conclude con la narrazione di cosa accadde nei giorni in cui finalmente le armate rosse vennero a liberare gli ultimi ebrei rimasti; e gli unici rimasti nel lager vivi erano coloro che si erano ammalati e che quindi i tedeschi non avevano portato con loro. Ennesimo colpo di fortuna se così lo si può definire che permise a Levi di salvarsi ancora una volta.


""COMMENTO PERSONALE""

Il libro è senza alcun dubbio un testo di enorme impatto, Levi descrive molto bene cosa voleva dire essere in lager.
Non sono riuscito a leggere “se questo è un uomo” tutto d’ un fiato, ma invece dopo 3-4 capitoli mi soffermavo su quanto avevo letto, riflettevo su quanto possa un essere umano, anzi peggio, l’intera collettività essere così disumana nei confronti di altri esseri umani, ma come può la mente umana ragionare in quel modo?
Durante il viaggio Levi sapeva bene che tutti i presenti sarebbero andati a morire, e fece una considerazione secondo me molto profonda e veritiera: “Pochi sono gli uomini che sanno andare a morte con dignità, e spesso non quelli che ti aspetteresti”; questo perché nessuno di noi sa veramente come reagirebbe in condizioni estreme, si può immaginare quale sarebbe il proprio comportamento, ma non sempre questo accade, e trovarsi davanti alla morte è la condizione più estrema e inimmaginabile che ci sia.
Levi in uno degli ultimi capitoli descrive il comportamento di tre donne che lavoravano nel laboratorio chimico insieme a lui e gli altri specialisti chimici scelti tra gli ebrei. E’ davvero impressionante il comportamento di queste: “invece di tenere il laboratorio ordinato e pulito, fumano negli angoli, mangiano pubblicamente tartine di pane e marmellata, si limano le unghie, rompono molta vetreria e poi cercano di darne a noi la colpa” e ancora: “con noi non parlano e arricciano il naso quando ci vedono”, e mentre lavorano chiacchierano, parlando di quello che faranno in quelle feste, dei loro fidanzati… senza avere un minimo di considerazione per quelle persone che gli sono vicine a cui è stato tolto tutto e lottano per un pezzo di pane al giorno. Questo comportamento è senza alcun dubbio pari se non peggiore a quello dei tedeschi maschi che picchiano questa povera gente.
Quelle donne hanno tutto dalla vita, e non hanno un minimo di pietà, un minimo di commiserazione per i detenuti. Ma come si fa ad essere cosi crudeli? Io non riesco veramente a spiegarmi come si possa avere dei cuori cosi gelidi di fronte a tanta brutalità.
Io queste donne le considero bestie dentro, perché un umano con un cuore non può comportarsi in quella maniera, mangiare tartine alla marmellata e discutere sulle prossime feste davanti a gente che rischia di morire dal freddo ogni giorno e campa con un pezzo di pane al giorno… Non ha senso… Queste rientrano in quelle cose della vita che ancora non mi riesco a spiegare, a come possa un essere umano essere cosi indifferente alla malvagità, ed essere al tempo stesso malvagio, disumano e brutale.
“Se questo è un uomo” è un libro di facile lettura, che consiglio a qualsiasi tipo di lettore dall’adolescenza in avanti, è senza alcun dubbio un libro che deve essere letto da chiunque almeno una volta nella vita, perché fa riflettere su cose accadute nella nostra storia e che non dovranno mai più succedere.

Immagini

per Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion)
facciata anteriore - Primo Levi e Se questo è un u
Immagine della facciata anteriore del libro.
di Bertach Bertach
facciata anteriore - Primo Levi e Se questo è un u

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion)? Domanda
Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 9 commenti
  • SarettaMcQueen 16/02/2010 09:18
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ok

  • diddlina2001 30/01/2010 16:35
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    ripassata

  • diddlina2001 28/01/2010 15:07
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    è un libro molto bello... un libro molto importante che dovrebbero leggre tutti e speriamo che certe cose non ricapitino... ripaso sabato e domenica, complimenti per l'opi

  • papinoluly 14/01/2010 18:13
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    lo leggerò

  • Superdionea 07/01/2010 11:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Assolutamente un libro da leggere e degli insegnamenti da ricordare

Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 9 commenti

Altre opinioni

per Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion)

Offerte simili

per Primo Levi e Se questo è un uomo (Alberto Cavaglion)