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Psicologia a Cagliari: la facoltà fantasma

2  21.08.2007

Vantaggi:
seguire il tuo sogno (più o meno)

Svantaggi:
tantissimi

Consiglio il prodotto: No 

Dettagli:

Disponibilità dei professori

Preparazione dei professori

Organizzazione

continua


memoletta85

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Opinioni:8

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 7 utenti Ciao

Ciao a tutti, oggi ho deciso di parlarvi della facoltà che frequento: quella di Psicologia a Cagliari.
Prima di tutto è necessario sottolineare che qui a Cagliari non esistiamo come facoltà ma come dipartimento di Scienze della formazione (ahahahah...potete iniziare a ridere...tanto lo fanno tutti :-( e comunque è sempre meglio che piangere...).
La nostra triennale è denominata "Laurea in Scienze e tecniche psicologiche" e si dirama in 2 indirizzi fondamentali ai quali si può accedere affrontando e superando il test di ammissione:
- Scienze e Tecniche Psicologiche applicate all'apprendimento e alla salute psicosociale;
- Scienze e Tecniche Psicologiche applicate al lavoro, alle organizzazioni e al turismo.
I posti disponibili per quest'anno sono 245 per studenti comunitari e non residenti in Italia e 5 posti per non comunitari residenti all'estero, tutto questo per ciascuno dei due indirizzi.
Il terzo anno è necessario scegliere un curriculum (serie di esami specifici), per il primo indirizzo si tratta o di apprendimento o di salute psicosociale mentre, per il secondo abbiamo o lavoro e organizzazioni o turismo (fantasia eh?!).
Tutto ciò fa pensare che la specialistica si articoli anch'essa in vari indirizzi specifici, e invece.... sorpreeeeeeeesa non è assolutamente così! Infatti, abbiamo un'unica laurea specialistica denominata "in Psicologia" alla quale si può accedere dopo aver superato un test di ammissione (i posti totali sono 236 per studenti comunitari e non residenti in Italia più 4 posti per non comunitari residenti all'estero). In pratica dopo che uno esce dalla triennale con una laurea pseudo orientata si ritrova a essere, nella specialistica, un pincopallino qualsiasi uguale a tutti gli altri suoi colleghi mentre intraprende un cammino per diventare più che psicologo, un tuttologo che, secondo ciò che ti fanno credere inizialmente, potrebbe fare tutto ma obbiettivamente può fare poco e nulla.
A questo punto magari qualcuno si chiederà: perchè allora non fermarsi alla triennale e cercare lavoro in un settore idoneo alla propria laurea? Io direi per vari motivi:
- In primis, io personalmente ma come me tantissimi colleghi, non abbiamo idea di quali settori possano assumerci;
- Non sappiamo cosa possa fare concretamente un laureato in psicologia alla triennale;
- A Cagliari e in altre provincie della Sardegna non ho ancora avuto il piacere di conoscere qualche collega laureato alla triennale che abbia trovato lavoro in ambito psicologico o affine in compenso, sto nototando da un pò che il must occupazionale per la nostra laurea è il call center e, con tutto rispetto per chi i soldi se li suda, per lavorare in ambiti ai quali si potrebbe accedere tranquillamente senza laurea, che senso avrebbe farsi venire un esaurimento nervoso sui libri?
I motivi che ho sopra elencato non derivano da disinformazione personale o meglio collettiva voluta rispetto ai campi occupazionali, piuttosto da una totale assenza di trasparenza da parte della nostra facoltà, pardon dipartimento. Per fare un esempio molti di noi hanno acquisito le minime informazioni semplicemente dall'opuscolo che ci è stato dato al momento dell'iscrizione al primo anno che cita ambiti professionali come quelli psicosociali, della valutazione psicometrica, della gestione delle risorse umane, dell'assistenza e promozione della salute psicofisica, delle istituzioni educative, dell'adattamento dell'individuo ai contesti lavorativi, delle istituzioni pubbliche e private ecc. Vedendo questo una matricola potrebbe illuminarsi pensando di potersi inserire in contesti lavorativi eterogenei e dinamici, questo è quello che è successo a me e a tanti altri. Poi quando ormai si è dentro il mondo universitario si inizia a collegare il cervello e si capiscono cose che prima si ignoravano completamente; ad oggi rileggendo l'opuscolo mi chiedo: Ah, e quindi? Quale potrebbe essere la mia funzione in questi fantomatici ambiti? E obbiettivamente dove sono? A chi mi devo rivolgere per trovarli? e tante altre domande che ancora non trovano risposta né dai docenti, né dalle segreterie, né dai centri orientamento, né da nessuno. Ma noi studenti continuiamo a sperare che qualcosa cambi...
Passando al resto della situazione interna alla "facoltà" ci sono tante altri simpatici particolari:
- come dipartimento di psicologia abbiamo 3 aule nostre di cui solo 2 possono essere definite tali (la terza ha le dimensioni di una normale aula scolastica...e per fortuna che non tutti frequentiamo le lezioni!!!) per il resto, utilizziamo principalmente l'aula magna e altre aule del corpo centrale (edificio utilizzato non solo da noi ma anche da scienze della formazione, lettere e filosofia e indirizzi affini).
- la segreteria centrale ha circa sette sportelli ma normalmente ne funzionano tre, al massimo quattro. Il problema non è tanto questo, quanto il fatto che raccoglie tutto il complesso dell'ex magistero dove ci troviamo quindi, psicologia, scienze della formazione, lettere e filosofia, storia (e altri complementari a lettere) e fino all'anno scorso anche lingue (ora sinceramente non so). La segreteria apre alle 9, ma a quell'ora soprattutto nei periodi più critici (iscrizioni, libretti, tasse, lauree, borse di studio) ci sono già almeno (se va bene) una cinquantina di persone in fila. Pensate che quando dovevo immatricolarmi per evitare la fila sono arrivata alle 8, ma le fatiche sono state vane dato che c'erano già un pò di persone prima di me. Appena si arriva è necessario prendere il numerino e anche se sono al numero 3 e tu hai il 79 devi ricordarti di passare a dare uno sguardo di tanto in tanto perchè non si sa mai che ci sia un fuggi fuggi di massa e, una volta che superano il tuo numero puoi solo prenderne un'altro (che sarà più o meno il 35A quindi della prossima serie) senza lamentarti.
- Gli appelli d'esame sono divisi in tre sessioni principali quella autunnale (settembre-ottobbre), invernale (gennaio-febbraio), e estiva (giugno-luglio) ciò si traduce in circa sei appelli per ciascun esame e fin qui è tutto ok. I problemi sorgono quando un buon 60% dei docenti decidono di fare il salto d'appello nel caso l'esame non venga superato oppure il voto venga rifiutato (quindi dai l'esame a gennaio, non lo superi, lo puoi ridare non a febbraio ma a giugno). Fortunatamente però da quest'anno ho notato che alcuni docenti iniziano a mettere appelli anche fuori sessione e se lo facessero tutti sarebbe un enorme passo avanti. Ancora molto spesso capita che vengano messi appelli di più esami di uno specifico anno lo stesso giorno alla stessa ora quindi, chi non sa sdoppiarsi o ancora meglio triplicarsi è costretto a scegliere solo uno tra gli esami che aveva preparato, questo se si tratta di esami scritti mentre, nel caso di orali si può sempre supplicare il professore di fartelo dare qualche ora dopo... qualche volta funziona.
Data la scarsità di aule, la loro grandezza o meglio ristrettezza, e il gran numero di iscritti mi è capitato varie volte di arrivare nell'aula dell'esame con altre 150 persone e di doverci trasferire in massa in altre aule per l'impossibilità di capienza, perdendo tempo e concentrazione. Ancora peggio quando si arriva in dipartimento sapendo solo che l'esame sarà quel giorno ma essendo all'oscuro rispetto all'ora e all'aula; personalmente mi è successo di non poter dare un esame perchè la mia caccia all'aula non è andata subito a buon fine e l'ho trovata solo alle 10:15 (dopo 2 ore che giravo e chiedevo al mondo insieme ad altri colleghi) ma il docente accettava l'iscrizione solo fino alle 10:00 :-( .
- Il sito di "facoltà" racchiude una pagina per quasi tutti i professori e per quasi tutti gli esami dove è possibile iscriversi agli appelli, conoscere i materiali da utilizzare, conoscere i risultati nel caso di scritti. Peccato che non tutti i docenti abbiano affinità con questo sistema e diffondano le notizie solo parzialmente (senza ad es mettere nè l'aula nè l'ora dell'esame) o tramite fogli in bacheca o dove capita.
- Certi professori sono poco disponibili nei confronti degli studenti e se gli si chiede qualcosa di troppo, secondo chi capita, si rischia di non superare troppo velocemente l'esame... Ad una mia collega ad esempio,dopo aver domandato due volte delucidazioni su uno stesso argomento che non capiva, è stato dato palesemente della cretina e dopo neanche 20 minuti di lezione abbiamo assistito all'abbandono dell'aula da parte del professore (anche se la lezione sarebbe doruta durare 2 ore... :-() ).
Alcuni docenti si nota da lontano un miglio che non hanno voglia di fare lezione, altri probbabilmente non sono portati per l'insegnamento e con questo non voglio assolutamente dire che non siano preparati, ma semplicemente che lavorare nel campo dell'insegnamento universitario, come del resto in tutte le aree dell'istruzione non vuol dire solo portarsi uno stipendio a casa ma essere utili ai propri studenti e attenti,almeno minimamente, alle loro esigenze. E' innegabile che spesso le lezioni non vadano a buon fine a causa di certi studenti che farebbero meglio a rimanere a casa propria ma in altri fortunatamente rari, è palese il disinteresse totale del professore;
- I tutor spesso e volentieri esistono sulla carta ma nella realtà mi è capitato raramente di poter parlare con qualcuno di loro;
- Per quanto riguarda gli esami, per la triennale sono in tutto 36 e alcuni tra questi a mio parere non sono utili e addirittura non compaiono nei programmi delle altre facoltà di psicologia italiane. Per alcuni esami i credditi sono attribuiti non benissimo infatti, esami più complicati e con un grosso programma da preparare risultano avere gli stessi credditi di altri molto più semplici e smilzi. L'ambiguità dei nostri programmi si può notare ad esempio quando si decide di fare la specialistica in continente: solitamente è necessario recuperare una ventina di credditi oltre ai normali esami del corso che si è deciso di seguire.
Come se non bastasse spesso accade che da un anno all'altro cambi il docente di un certo esame e di conseguenza chi non è riuscito a sostenerlo in corso debba adeguarsi al nuovo programma;
Questi che ho descritto sono alcuni dei gravi problemi che ho potuto osservare in prima persona. Quest'anno per me sarà il terzo quindi non ho per ora avuto modo di riscontrarne di più profondi (ad esempio riguardanti le sessioni di laurea, le tesi, o altro che fino ad oggi non mi ha riguardato) se non per sentito dire, e sinceramente vorrei che non mi capitasse :-)
Spero di aggiornare tra qualche tempo questa mio opinione con un tocco di positività e nel mentre continuo a confidare nel fatto che qualcosa possa cambiare.
Nella mia opinione ho deciso di inserire 2 stelline perchè alla fine qualche anima buona che ti capisca la si trova anche al dipartimento di psicologia di Cagliari e poi perchè, in ogni caso, è il sogno in cui investo tante energie delle mie giornate e vorrei che si potesse realizzare al meglio per quanto il cammino sia
ancora in salita e lungo e tortuoso.
Se qualcuno pensasse di iscriversi in psicologia qui a Cagliari non vorrei certamente fargli cambiare idea ma a prescindere da tutto, vorrei che capisse che il suo cammino universitario sarà difficilmente rose e fiori e che per non lasciarsi sfuggire la situazione di mano dovrà stare costantemente attento e pesare al meglio tutte le nozie sul dipartimento.
Ciao a tutti :-)


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cometasplendida

cometasplendida

05.05.2008 14:24

dai non esagerare! e comunque non è l'unica incasinata (psicologia Ca!)

Koronju

Koronju

26.03.2008 03:10

Non che il quinquennale se la passasse meglio...

vito26

vito26

21.12.2007 09:23

Ottimo

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