Bukowski è un poeta "straordinario", nel senso che sfugge alla tradizionale figura del poeta. Quelli che scrive sono versi ma portano con sè il sapore della cosa narrata, di... continua
Una Opinione di gallastruzzo su Quando eravamo giovani. Poesie. Testo originale a fronte (Charles Bukowski) 26.10.2008
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"Quando eravamo giovani"
Raccolta di scritti in lingua originale con traduzione a fronte. Formato: Tascabile Pagine: 208 Titolo originale: Bone palace ballet: new poems Editore: Feltrinelli
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"Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle."
Questo famoso aforismo di Charles Bukowski sarebbe gia sufficiente a descrivere questo libro, sollevandomi dal compito di trovare ulteriori parole per spiegare la filosofia di questo vecchio ubriacone di cui sono innamorato ormai da vent'anni.
Bukowski è il piu' maledetto fra i maledetti, odiato da vivo ma anche da morto, ha scritto dei libri che sono però negli scaffali di tutti, perchè da sempre le persone hanno il perverso bisogno di sbirciare i derelitti, gli emarginati, i disperati, forse per autocompiacersi, sicuramente per curiosita'.
Il suo fascino sta invece nella liberta' di pensiero e d'espressione che molti di noi vorrebbero avere, il suo coraggio e la sua missione furono quelli di parlar di repellenze d'ogni genere e natura, di tabù e di perversioni, riuscendo a far filosofia perfino seduto sul cesso.
Il suo merito fu quello di raschiare il fondo della miseria umana e raccontarcela senza peli sulla lingua, descrivendo la consistenza dell'amore e del suo vomito con la stessa poesia.
Questa infatti è una raccolta di poesie, ma a chi non avesse mai letto un suo libro questa definizione finirebbe per portarlo fuori strada, quindi dirò che si tratta di racconti, le cui ambientazioni sono corse di cavalli, Bar urlanti, appartamenti decadenti, puzzolenti camere d'albergo e vecchie auto americane.
La strada, è l'unica mamma e maestra di Bukowski, ed il suo inferno privato qui viene reso pubblico come in ogni altro suo scritto.
Il suo linguaggio è crudo, vero, tagliente, per molti offensivo, sicuramente volgare. La poesia qui non sta nella forma soave e rotonda d'una rima baciata o nella descrizione d'un fiore vibrato dal vento, no, qui c'è la vita, quella vera, quella di chi ha rifiutato di conformarsi, di chi ha deciso di sbagliare e di farsi male costruendo la propria personalita' a furia di cicatrici. C'è lo scontro generazionale, palesato attraverso immagini di ragazzi che corrono dietro a prostitute o che si masturbano chiusi in camera attenti a non farsi sentire dai genitori "che nell'altra camera dormono, stanchi di tutto."
L'alcool scorre a fiumi, come pure il sesso, insieme alla repressione che si portano dietro, combattuta giorno per giorno da Bukowski e dai suoi compagni per compiere il viaggio di una vita, fatta di mille piccoli viaggi, compiuti con l'autostop o dentro luridi treni a scoprir tutto quello che c'è la fuori.
Ho vagato di stanza in stanza, di citta' in citta', nascondendomi,cercando,aspettando... Per cosa? Per niente, tranne l'irresponsabile e negativo desiderio di almeno non essere uguale a "loro".
Buon viaggio.
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Carne e bestemmie Valutazione del Prodotto Quando eravamo giovani. Poesie. Testo originale a fronte (Charles Bukowski)scritta da
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La raccolta degli scritti giovanili dello scrittore americano non deviano dal suo sentiero ribelle,disfattista,arrabbiato.Anzi sono proprio le esperienze giovanili,i primi rapporti col sesso,con l'alcool,con gli uomini che indirizzano il poeta verso quell ...
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