...
Qui la mia musica non è certo dettata da Dio che è perfezione assoluta!
Ascoltate il Quartetto senza pregiudizi e capirete. E sfido chiunque di voi a non morir dal ridere a sentir tali obbrobri musicali ma...badate bene la mia è una risata benevola. Ognuno ha il diritto di godere la musica ... Leggi l'opinione
Una Opinione di giorgio_c su Quartetto per archi Quartetto delle dissonanze" n°19 K465" - W. A. Mozart 30.04.2004
La valutazione di questo autore:
Qualità dei testi
Qualità della musica
Vantaggi:
- - -
Svantaggi:
- - -
Lo consiglieresti ai tuoi amici?
Sì
Opinione completa
Non ti scriverò una lettera ma firmerò una condanna. Hai commesso qualche reato? No! Dunque firmerò una condanna a morte - sì, la pena capitale - per la tua musica. ... I capi d'accusa sono molteplici ma possono essere riuniti in una sola imputazione: avere rinnovato la fede in Dio. Dal film di Forman si è coniata la frase sacrilega che tu scrivessi sotto dettatura e, nientemeno, di Dio stesso. La tua biografia sembrerebbe avvalorare questa nefanda ipotesi: muori quasi all'età di Gesù, incompreso, deriso, dimenticato. Sei perfino risorto grazie alla sensibilità musicale di alcuni tuoi colleghi. Hai sparso il Verbo ma non contentandoti di quattro semplici Evangelisti, no! Ogni musicista - filisteo - da allora è stato il tuo cronista devoto. Si è perfino creata una chiesa da pietra angolare: la MUSICA CLASSICA. perché sei tu il fautore di una simile bestemmia. Nessuno dopo di te è classico, se non sulle tue orme. Come la chiami questa se non venerazione? Come vedi l'accusa ha documenti probanti e inconfutabili che avvalorano il tuo delitto. Patetici e, alfine, ridicoli, gli argomenti portati dalla difesa a tua discolpa. Qualche manoscritto pieno di correzioni, alcuni esercizi di contrappunto - escogitati da Padre Martini - zeppi di errori, il rifacimento di un'intera Opera e l'incompiutezza del Requiem. Ben poca cosa a paragone delle Seicento e passa composizioni che non hanno nemmeno un segno di sano dubbio. I testimoni, e relative deposizioni a tuo carico, sono stati di una chiarezza e puntualità schiacciante! Non è forse vero che il tuo Collega Haydn, rivolgendosi a tuo padre - quello terreno - affermò che solo tu sapevi come si scriveva la musica e che questo poteva solo essere opera del Divino? Non è forse vero che dichiarasti - nel tempio della musica occidentale dell'epoca - che tu eri l'Unico? Anche Beethoven, che pure ti teme - per non so quale insondabile ragione - ha dovuto ammettere l'assoluta perfezione delle tue opere. Li abbiamo ascoltati tutti pazientemente e le loro asserzioni messe agli atti. Corrisponde a menzogna che perfino Silvy Vartan cantò una delle tue melodie trasformata in canzone? Vogliamo tacere di Chopin che ti additava come "Maestro"? E che dire di tutti i fanatici che ascoltano con devozione le tue opere? La tua aura di purezza e di soave beatitudine non ha fatto forse proseliti in tutti i luoghi del mondo? Abbiamo perfino ascoltato un giapponese affermare di preferire una tua canzone da bettola al teatro NO e alle dolci melodie delle Gheisha. Vorreste, tu e il tuo difensore negare tutto questo? Cancelliere! Metta a verbale che questa corte si strappa le vesti di fronte all'insolenza di costui che rifondò il teatro musicale tedesco, che ebbe l'ardire di resuscitare forme musicali morte e che fu convinto di poter vincere i turchi occupanti con una semplice marcetta! (Omissis)... Ma non farò come Pilato e non me ne laverò le mani. Queste mani che sono state consunte dall'esecuzione delle tue Sonate! Ti darò la possibilità dell'ultima difesa. No! avvocato, basta con le sue fandonie. Voglio sentire la viva voce dell'imputato. La seduta è sospesa fino a domani perché questa Corte, nella sua magnanimità vuol dare l'occasione a Wolfgang Amadeus Mozart di riflettere attentamente per preparare una linea difensiva meno evanescente di quanto abbiamo potuto ascoltare finora. Inoltre, la Corte nutre ancora la speranza di un pentimento, nel qual caso sarà possibile un patteggiamento della pena. Così ho deciso. "In piedi! S'alza la Corte!" ... Signor Giudice, La ringrazio per la fiducia accordatami e per l'ulteriore possibilità di difendermi dalle accuse. Non porterò a mia discolpa la mia biografia - così da Lei definita - se non il ricordo della mia mamma morta dallo sfinimento per avermi accompagnato in una delle tante Tournèe per mostrare il "miracolo vivente". Che colpa ho se a sei anni sapevo già eseguire in modo professionale le musiche più in voga? - "Mi oppongo! L'accusato prima tocca i sentimenti più intimi di un essere umano - come si può rimanere insensibili alla morte di una mamma completamente dedita al figlio?- poi afferma di essere un miracolo vivente! Così, come se nulla fosse e afferma che la colpa non è sua! - "Obiezione respinta. Lo lasci continuare! A me sembra che stia appesantendo le sue colpe"
La definizione non è mia...così mi descrivevano tutti i giornali dell'epoca e perfino l'Imperatrice mi definì così. (Brusio...) Non ho mai asserito di scrivere sotto dettatura divina; spesso ero in preda a forti, incomprensibili e, alla fine, incurabili dolori, che cercavo di lenire con medicinali che, come si sa, sono a base di alcol. In queste condizioni si può essere in contatto con Dio? Al più, con l'inferno...un inferno fatto di note ma pur sempre in fiamme. Sì, è vero. Alcune opere sono nate di getto ma era la mia ansia del dover compiere l'opera. - Ecco, Signor Giudice! Questa è un'ammissione di colpevolezza! E..." - "Stia calmo. Lo capisco da me...Continui pure, "Signor "Mozart"...
Non sto parlando di un'opera divina ma della mia opera musicale che la bontà dei miei ascoltatori ammira, la bontà, badate bene, non la FEDE... Però, è ora di smontare il capo d'accusa dalle fondamenta. Quale sarebbe il mio delitto? Di aver rinnovato la fede in Dio? E con questo? Dio esiste, egli me ne ha dato prova ogni giorno e... - "Signori della Corte, Signor giudice, vedete! E' reo confesso! Non capisco... - "Si calmi...Spiego io all'imputato il suo delitto, ammesso che non l'abbia capito. Avrà saputo dell'Undici Settembre, degli attentati in tutto il mondo, dell'integralismo islamico, della guerra in Iraq. L'ha sentito vero? EBBENE, tutto ciò accade in nome delle religioni! Ognuno porta con se la verità rivelata. Ed è disposto a morire, per esse. Ebbene, noi stiamo lavorando per ABOLIRE le religioni, causa di questi disastri e dell'annientamento dell'uomo. Lei con la sua opera e il suo modo di fare rinnova, anche presso spiriti laici e razionali, la fede in Dio. "
(Wolfy ride sotto i baffi) Pazzi che siete! Abolire le religioni! Si può abolire il cuore? Si può abolire l'amore? Si possono abolire le debolezze umane?
- "Certamente no! Ma non è con la religione che si chetano i dolori e le sofferenze, le ingiustizie e i soprusi..."
Mi scusi se la interrompo ma vorrei farle notare che, tranne alcune Messe che ho scritto per alcune occasioni dovute e ben pagate, la mia musica è mondana. Prenda per esempio il Così fan tutte: non si parla forse della leggerezza del cuore femminile nel donarsi a chi dimostra un po' di interesse? E Le nozze di Figaro non narrano forse di quanto mutevoli siano i sentimenti umani? E poi, il Don Giovanni. Egli non ha paura del giudizio di Dio e poco importa che sprofonderà negli Inferi...non gli interessa. Don Giovanni rivendica l'abolizione del giudizio di Dio - come farà Artaud (N.d.R.) - e la dignità dell'essere uomo. Infine, questo quartetto... Esso è innocuo. Un giorno ascoltai una piccola banda cittadina e mi colpì che, nel finale della loro marcetta, un po' per il vino, un po' per la stanchezza, ciascuno finì per suonare in tonalità diverse. Non è questo, forse, un ribadire l'amore per cose terrene? Credo in Dio, sì, ma non verserei mai sangue umano in suo nome. Tutta la composizione, anzi, è formulata secondo gli errori tipici dei compositori, diciamo così, poco esperti: frasi dalla lunghezza errata, perorazioni in fortissimo di melodie insulse, mancanza di costruzione solida e poi, nel finale, lo scatafascio. Ognuno termina in tonalità diverse creando quell'atmosfera di caos sonoro che è così divertente perché testimonia di bevute e bagordi, di divertimento, di abbandono al caso. Qui la mia musica non è certo dettata da Dio che è perfezione assoluta! Ascoltate il Quartetto senza pregiudizi e capirete. E sfido chiunque di voi a non morir dal ridere a sentir tali obbrobri musicali ma...badate bene la mia è una risata benevola. Ognuno ha il diritto di godere la musica che vuole...anche un pernacchio, sì, un pernacchio. Sarà anch'esso dettato da Dio?
- "Ecco...ad ascoltare queste sue ultime parole...però non mi ha convinto. Aggiorno l'udienza in modo che questa Corte possa prendere con serenità visione delle nuove prove da lei apportate.
(Omissis) - "In piedi! Entra la Corte!"
- "Dunque, dopo lunga e sofferta discussione abbiamo deciso quanto segue: sottoporremo l'ascolto del Quartetto soprannominato "Delle dissonanze" al pubblico che, si sa, è attento, imparziale e non ferratissimo nella campo della sua musica (per la maggior parte, per fortuna). Questo ci consentirà di comprendere meglio la sua posizione rispetto ai capi d'accusa. La seduta è tolta e rinviata a data da destinarsi!" FMTO. Il cancelliere Mathias Jorgenses