Concludo, almeno per ora, le mie recensioni fassbinderiane con il film che rappreenta in pratica il "testamento" del regista tedesco.
"Querelle de Brest" uscì postumo, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia pochi mesi dopo la scomparsa di Rainer Werner Fassbinder. Non vinse il Leone d'oro ma fu considerato, per opinione pressochè unanime, il miglior film visto quell'anno alla rassegna veneziana.
Il film, sceneggiato da Burkhard Driest e dallo stesso Fassbinder, è tratto dall'omonimo romanzo di Jean Genet, scrittore "maudit" dal passato assai burrascosa, sballottato in gioventù tra riformatorio e galera e che ha permeato tutta la sua opera letteraria e teatrale.
Va detto subito che se c'è una differenza tra il romanzo e il film questa non riguarda propriamente il testo o la vicenda. La differenza profonda tra Fassbinder e Genet è nella sostanza, nel modo di intendere e rappresentare la vicenda del marinaio Querelle. Genet è un mistico del delitto, del crimine in quanto tale. Fassbinder mistico non lo è per niente e più che l'aspetto "criminale" egli preferisce sottolineare quello psicologico, ricercare le motivazioni che sono alla base dei comportamenti di Querelle. Che poi i comportamenti assumano anche connotazioni delittuose ciò è secondario. E Fassbinder riesce nel suo intento in modo perfetto e senza nulla togliere alla stotria, agli aspetti più crudi e torbidi del romanzo.
E' un film "Querelle de Brest" molto accurato, con una scenografia di impianto teatrale esaltata dalla fotografia, imperniata su tre colori fondamentali: giallo, arancio e blu, che danno l'impressione che le scene sia quasi "dipinte" con pennellate dense e cariche. E la musica non è da meno, perfettamente adatta a quanto vediamo scorrere sullo schermo. Si tratta dunque di un amalgama perfetto, visivo e sonoro, in cui si snoda la vicenda di Querelle in una Brest ricostruita tutta negli studi berlinesi della CCC Atelier.
Georges Querelle è un marinaio del Vengeur, ancorato nel porto di Brest, agli ordini del tenente di vascello Seblon, che di lui è segretamente invaghito.
A Brest il punto di ritrovo di quasi tutti i marinai e i portuali è "La Feria", un bordello per prostitute e omosessuali, gestito da Nono e da sua moglie Lysiane. Amante di Lysiane è Robert, fratello di Querelle.
Robert e Georges si odiano, perchè ciascuno vede nell'altro ciò che egli non è e ciò che vorrebbe essere. Le azioni di Querelle, che fa anche contrabbando d'oppio ed è come un angelo del male portato ad uccidere, desiderato da tutti ma incerto su se stesso, sono improntato proprio alla riocerca di una identità propria, al volersi chiarire su ci egli sia e che cosa sia. Senza riuscirci.
Tra le banchine del porto e il bordello un'umanità varia trascina la propria esistenza tra normalità ed eccessi.
Lysiane, ormai vecchia e che farebbe di tutto pur di essere accettata dagli uomini che le piacciono e da questi invece sempre respinta; Nono e la sua famosa partita a dadi (chi vinve farà l'amore con Lysiane e chi perde dovrà invece concedersi a lui); Robert, amante quasi parassita e su tutti Querelle, bello e dannato. Alla fine si ritroverà a bordo con Seldon che finalmente gli si svelerà.
Ma il mistero profondo che tormenta Querelle pare irrisolto e irrisolvibile.
Querelle è interpretato da Brad Davis che mi sembra ben calato nella parte, così come al meglio rendono Franco Nero (Seldon) pur nella brevità delle apparizioni, e tutti gli altri interpreti. Un cenno a parte merita Jeanne Moreau (Lysiane) cui gli anni sembrano conferire maggior fascino e la cui bravura ci lascia poveri di aggettivi. E' splendida anche come cantante, struggente quando intona "Each man kills the thing loves" (ogni uomo uccide le cose che ama) con una voce roca e un trasporto d'emozione che mettono i brividi.
"Querelle de Brest": un film che suscitò polemiche a non finire ma che tutti riconoscono però come tra i migliori film in assoluto e forse il migliore di Fassbinder. In Italia la censura non volle mancare, ancora una volta, di dire la sua: fortunatamente il "taglio" si è limitato a 48 metri di pellicola (circa due minuti) e non ha provocato, a differenza di altre occasioni, guasti rilevabili. Il film è reperibile in vhs, con certezza, per il dvd non ho informazioni.
E' uno splendido esempio di cinema moderno, d'impegno e anche di intrattenimento, nonostante il tema non proprio leggero. Due ore all'insegna del capolavoro.
Buona visione!
02.06.2006 22:45
Each man kills the thing he loves...si un capolavoro, l'ho visto in dvd.
07.09.2004 14:28
Forse presto in DVD un'edizione omnia come per S. Kubrick. Ciao. Cor
06.09.2004 20:23
Se continui così mi costringi a vederlo 'sto Fassbinder!!! Ciao, Nemo;)