Radisson Blu Resort, El Quseir

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Radisson Blu Resort, El Quseir

Resort - El Quseir Safaga Road, El Quseir, Egitto

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Opinione su "Radisson Blu Resort, El Quseir"

pubblicata 30/07/2016 | mrforni
Iscritto da : 25/07/2000
Opinioni : 796
Fiducie ricevute : 225
Su di me :
La foto è (o dovrebbe essere perchè scrivo prima di vederla on line) un ricordo a New York, di qualche anno fa... per non dimenticare l'11 Settembre 2001
Buono
Vantaggi all inclusive davvero inclusivo, ottimi i pasti
Svantaggi da rivedere l'animazione, mare soprattutto per non esperti
Eccellente
Rapporto qualitá prezzo
Qualitá
Assistenza al cliente
Collocazione
Arredamento

"Radisson Blu, El Quseir"

foto all'interno del resort

foto all'interno del resort

Abbiamo cercato io e fidanzata, una sistemazione diversa quest’estate rispetto all’ormai consolidato Mar Rosso: premettendo che non esiste alcun pericolo reale in quei luoghi, o almeno non più che in qualsiasi altra parte del mondo, anche per tranquillizzare i familiari ignari di tale realtà turistica, ci siamo mossi anche verso Spagna e Grecia riscontrando un aumento di oltre il dieci per cento dei prezzi rispetto al 2015, con servizi in ogni caso non completi.

Io resto dell’idea che un resort debba esere praticamente in riva al mare e un “all inclusive” ad esempio non può non comprendere il servizio di spiaggia, ma non è tanto la mancanza di tali situazioni quanto le scelte economiche (poi uno non deve augurarsi il default dell’Ellade) attuate a farci nuovamente virare laddove ci siamo trovati splendidamente e non ci è mai mancato nulla.

Dopo l’eccellente esperienza allo Shoni, non siamo potuti tornare qui perché le partenze avvenivano il martedì, ed ecco allora la segnalazione di un cambio nel tour operator, da “Viaggi del Turchese” a “Veratour” e la sistemazione prezzo finito senza più mettere mano a nulla a 700 euro a testa al Radisson Blu a El Quseir, non lontano dall’aeroporto di Marsa Alam e originarimanete primo antichissimo porto dell’Egitto su questo mare.

IL VIAGGIO


Il turismo in Egitto rischia di morire: la strategia del terrore che appunto vuole instillare paura nelle persone oltre a compiere stragi sta avendo successo.

Rispetto agli anni scorsi infatti ci troviamo con un aereo a metà tra Marsa Alam e Sharm el Sheikh, con sla nostra destinazione diretta all’andata e scalo per il ritorno.

Il neo principale è la partenza alle 17.30: si tratta in pratica di un giorno intero perso rispetto ad altre situazioni simili nelle quali mi sono imbarcato anche alle sei del mattino.

La sistemazione non è comodissima per spazio però devo ammettere che i servizi sono superiori: si aggiunge un’ora di ritardo alla partenza per problemi nello spazio aereo greco, intasato dopo il golpe (fallito) in Turchia che ha bloccato i voli qui, ma intanto c’è la musica a disposizione e a metà viaggio negli schermi a disposizione parte anche il film dei “Peanuts”.

L’ho già visto ma aiuta comunque a far scorrere il tempo.

La cena è decisamente mangiabile: un secondo freddo, pazienza, ma ci sono le lasagne che certamente non arrivano da uno chef stellato ma sono sopportabili.

Atterriamo alle 22 e sbrighiamo velocemente, proprio perché siamo pochissimi, le pratiche del visto, che non riporta più il costo di entrata come qualche anno fa, quando i quindici dollari divenivano 25 euro.

Il viaggio non è certo finito perché fuori dalla dogana ecco la nostra assistente ed una componente dell’animazione che ci portano al pullman.

Di qui, con un metodo di guida già sperimentato ma decisamente sopra le righe per noi europei, iniziamo un percorso di circa ottanta chilometri verso nord alla cittadina di El Quseir e al Radisson.

La sistemazione dunque non è da considerare la migliore possibile per logistica nella zona di Marsa Alam.

L’ACCOGLIENZA


E’ mezzanotte passata: lo staff degli animatori ci offre il classico karkadè freddo, il the dell’hibiscus, usanza locale e ci manda verso la sala da pranzo dove comunque dei piatti freddi sono presenti, rimandando le presentazioni poi all’indomani.

Diciamo che nonostante il ritardo ovviamente ci aspettavamo ci fosse dato un pasto, ma l’abbondanza e anche la qualità media mi sorprendono positivamente.

A quel punto però il sonno prevale: ecco i braccialetti alla reception, le tessere per i teli mare (nulla di nuovo insomma) e la chiave della camera dove veniamo accompagnati da uno degli animatori.

Tutto standard insomma, ma appunto ora bisogna dormire che dal giorno dopo si passa al mare in una camera che ha l’aria condizionata piuttosto rumorosa ma non importa, poiché il riposo non manca.

LA STRUTTURA


IL “Radisson blu” può ospitare fino a circa 530 persone: la nostra è però la settimana fino a quel momento con il maggior numero di presenze e siamo 72 italiani oltre ad una trentina di stranieri tra austriaci, tedeschi e francesi.

Questo già dice tutto: non c’è il minimo problema di spazio ma così non si può sopravvivere nel mondo del turismo tanto che una riflessione sul futuro di questo, come di molti altri resort simili è inevitabile.

Tornando alla camera, l’aria condizionata è forse troppo lontana dal letto in una struttura che ricorda molto, a cupola, qualsoasi abitazione arabeggiante.

Il bagno è spazioso con tanto di filo per tendere i costumi, la tv presneta canali in tutte le lingue anche se essendo a metà della camera stessa ed attaccata al muro, non si ha perfetta visuale la sera dal letto.

Ci sono due piscine ed una di queste ha persino una zona coperta, e la spiaggia è divisa in due parti tra chi vuole massimo silenzio e chi invece è a disposizione anche dell’animazione.

C’è poi il centro benessere e la palestra: struttura ad accesso libero, idromassaggio compreso, con a pagamento solo i massaggi (e gli inservienti insistono un po’ troppo per portarvici).

Luogo di divertimento serale può essere anche la tenda beduina, con le shisha da fumare e consumazioni non comprese nel prezzo totale.

In generale c’è meno verde rispetto agli altri resort però è indubbio che il Radisson sia tenuto più che egregiamente.

PASTI


Il tutto è servito a buffet: colazione fino alle nove e mezzo, pranzo dalle 12.30, cena dalle 19.30.

Per iniziare la giornata c’è tutto, dal dolce al salato: lo “Shoni bay” mi aveva viziato con i bomboloni, ma nel caso posso accontentarmi delle brioche da farcire on simil nutella, marmellate o varie tipologie di miele, ma il top è raggiunto appunto da pranzo e cena.

In questo caso spiacca infatti l’angolo della pasta, a cura, quando ci siamo stati noi, di Ramses, cuoco locale che nulla ha a che vedere con l’omonima dinastia di faraoni.

Lui sforna due tipologie a pasto, e pass ailr esto del tempo a fare tagliatelle, linguine e gnocchi a mano.

E’ forse un vantaggio dell’esser epochi, ma anche i condimenti non hanno nulla a che invidiare (e questo è rarissimo) a qualsiasi ristorante italiano.

Se è certamente impossibile mangiare una carbonara decente per l’assenza del maiale, il pesto (ligure o alla norma siciliana) mi sono risultati ottimi come gli zucchini e i gamberetti di un’altra sera.

Davvero una promozione con lode, mentre ci sono almeno quattro diversi secondi (sempre inevitabilmente senza maiale, purtroppo come per la Bibbia per tante cose anche qui ci si fida di libri antichi senza riscontro pratico alcuno) oltre alla frutta e al dolce.

Non ho mai mangiato così bene in Egitto, e questo non è poco, anzi.

Presente anche la classica serata egiziana, con piatti e sapori del luogo, ed una italiana nella quale il forno a legna porta anche della pizza in tavola.

Dalle 12 al bar della piscina è invece possibile gustarsi un aperitivo con tanto di patatine fritte e pizza (stavolta cotta nel forno elettrico).

SPIAGGIA E MARE


Il mare del “Radisson” è spesso mosso oltre la barriera corallina principale, situata a circa 150 metri dalla spiaggia.

Questo tratto per il resto presenta altri scogli e piccoli ostacoli insormontabili ed è relativamente basso, ma offre comunque un’altrernativa allo snorkeling con la visione di molti pesci e la necessaria attenzione ai ricci presenti.

Io ho avuto, come altri una disavventura con un pesce balestra picasso che mi ha morso in quanto stanziale in una certa area: a distanza di qualceh settimana ho ancora il segno sul collo del piede, se fosse stato sul collo avrei pensato ad un vampiro, ma nulla di più di un pizzicotto come sensazione.

La barriera invece si raggiunge attraverso il pontile, che si è aperto comunque quattro giorni su sette (per il resto c’era bandiera rossa).

Qui è possibile immergersi o con tutto da tre metri oppure attraverso la scaletta: la mattina c’è bassa marea, il pomeriggio è maggiore lo spazio tra pelo dell’acqua e barriera ma in nessuno dei due casi è un problema girare con maschera e boccaglio (a proposito la novità Tribord è una figata, magari ne parlerò) con solo un minimo di attenzione alla corrente.

Avevo acquistato su amazon una fotocamera subacquea, ma questa al secondo tentativo di ricarica si è rotta e purtroppo ho pochissime testimonianze degli splendidi colori e pesci che si trovano qui, quando dopo la barriera si ha subito la possibile discesa ad oltre venti metri di profondità.

ANIMAZIONE


Ho scritto all’inizio che l’animazione ci ha dato appuntamento al primo mattino per presentarsi: anche in questo caso il paragone arriva con le esperienze precedenti ma devo ammettere di essere rimasto abbastanza deluso.

Ci sono i soliti tornei a disposizione, dalle freccette al beach volley passando per le carte, oltre al risveglio muscolare: il vero problema è rappresentato dall’intrattenimento serale che poi è più o meno sempre lo stesso, dal cabaret a qualche imitazione musicale o cinematografica, da svolgere poi non nel bell’anfiteatro che sarebbe a disposizione ma in una saletta isolata che necessita di una forte aria condizionata per permettere di respirare, e vale il concetto che fortunatamente eravamo pochi.

Migliore decisamente anche in questo caso la già sperimentata serata di danza egiziana che mi lascia sempre stupefatto.

EXTRA ED OPTIONAL


Vorrei iniziare dicendo che al “Radisson blu” la definizione di “All inclusive” è perfetta.

Non avevo infatti MAI e ripeto MAI trovato un resort nel quale fosse compreso anche il caffè espresso e non solo la sbobba americana: qui invece è a disposizione sia per la colazione che dopo i pasti e con lui, altra novità, anche praticamente qualsiasi succo fresco e la stragrande maggioranza dei cocktail.

Alimentandomi a cuba libre al mare, non posso che essere felice visto che poi per realizzare il ghiaccio è usata l’acqua minerale ed a questo proposito, altra novità assoluta, anche l’acqua frizzante è compresa, assieme ovviamente a tutte le bibite gassate e alla birra.

Appena fuori dalla reception ci sono quattro cinque negozietti pronti a vendervi spezie, papiri, alabastri ed alcune necessità per la quotidianità: occorre portarsi banconote e monete perché le carte non sono accettate e nei giorni della nostra permanenza il bancomat del resort è stato fuori servizio.

Anche le escursioni non hanno particolari novità o cambiamenti: sono felice di scrivere che è tornata ormai come normale anche la “motorata” o “cammellata” nel deerto nel villaggio beduino, il che fa presupporre che non ci siano davvero problemi anche ad uscire da qualsiasi rotta turistica, oltre alla giornata a Luxor e alla valle dei Re, davvero un’esperienza da fare per chi non ci è mai stato (la ricordo in modo indelebile, era il 2012) a prezzi comunque accettabili, a differenza del diving (presente in loco nelle vicinanze del pontile) per il quale mi è stata chiesta una cifra del cinquanta per cento più alta rispetto a quanto pagato lo scorso anno, passando da 80 a 120 euro, certamente non idonea a far optare per il sì chi ha dei dubbi.

GIUDIZIO FINALE


La vacanza merita quattro stelle in assoluto: si mangia benissimo ma per chi ha paura della corrente il mare è abbastanza limitato: la struttura è pulita, comprende davvero tutto ma l’animazione potrebbe migliorare, mentre l’assistente di Veratour è davvero stata encomiabile.

L’unica cosa è che ormai non conviene più prenotare in anticipo: il posto abbonda e si può anche scendere al di sotto della tariffa standard cercando un qualsiasi “last minute”, ma comunque i 700 euro a testa non sono da giudicare troppi, tutt’altro.

Ho detto tutto,
Alla prossima,
Alessandro

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Commenti su questa Opinione

  • fio97 pubblicata 06/06/2017
    grazie per l'eccellente opinione, torno per la valutazione
  • miagolio77 pubblicata 08/09/2016
    Eccellente, potrebbe essere la mia meta per la prossima estate...
  • Brendon pubblicata 28/08/2016
    Eccellente
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Informazioni sul prodotto : Radisson Blu Resort, El Quseir

Descrizione del fabbricante del prodotto

Resort - El Quseir Safaga Road, El Quseir, Egitto

Caratteristiche Tecniche

Tipo: Resort

Indirizzo: El Quseir Safaga Road, El Quseir, Egitto

Via: El Quseir Safaga Road

Città: El Quseir

Stato: Egitto

Continente: Africa

Ciao

Su Ciao da: 30/06/2010